Gatti giganti, guardiani galattici del cassetto dei calzini

Kittens on the Beat

C’è un’intero repertorio di filmografia nuova, nata su YouTube e che si propaga a macchia d’olio attraverso i social network e il word-of-mouth digitale. Si nutre del lavoro straordinario di creativi degli effetti speciali, musicisti, montatori, registi giovani e talvolta privi di preparazione formale. I loro video non sono soltanto corti cinematografici nel senso tradizionale, né videoclip o spot pubblicitari di auto-promozione meramente fini a se stessi, ma in un certo senso la più pura divulgazione esteriore di una ricerca d’innovazione visuale, anzi no, di ciò che può essere universalmente definito come cool. Questa nuova opera dei CorridorDigital di Los Angeles, già autori di altri notevoli capolavori, è un concentrato stile haiku (俳句) di tutto ciò che possa considerarsi cool nel multicolore e stratificato mondo del Web. Micro-elfi robotici venuti dal futuro, elicotteri radiocomandati, la Lamborghini Aventador. Con una colonna sonora inevitabilmente composta di musica dubstep e la ciliegina finale sulla torta: la partecipazione dell’animale più amato sui giocosi lidi di Internet, ovvero felis silvestris catus, l’incostante e imprevedibile gatto domestico.

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Il ritorno del pulsante più pericoloso al mondo

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La forma più incisiva e drammatica del concetto d’interfaccia è senz’ombra di dubbio il misterioso bottone rosso. Attiva l’autodistruzione delle astronavi da combattimento, suona l’allarme nelle stazioni di ricerca della guerra fredda, chiude le saracinesche di fortezze improvvisate assaltate dagli zombie, salva il mondo nelle isole deserte in cui vanno a schiantarsi i  più disparati personaggi delle serie TV americane. La potenziale efficacia di tale semplice dispositivo di comando, naturalmente, è spesso direttamente proporzionale al luogo in cui sia stato collocato… Il pulsante più drammatico dell’F-16 è quello per espellere pilota e seggiolino, mentre in una centrale nucleare a fare la stessa fine saranno il mortifero nucleo all’uranio e qualche tonnellata di acqua radioattiva. Secondo questo principio uno di questi pulsanti, se messo casualmente per la strada, dovrebbe al massimo prenotare l’attraversamento di un semaforo. Ma TNT, la più famosa tv a tema del Benelux, ha già dimostrato di pensarla molto diversamente. Push button to add drama  parte seconda; chi dovesse premerlo ancora, stavolta lo farà a proprio rischio e pericolo.

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Il guerriero di New York con l’armatura del futuro

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Il punto di partenza della software house tedesca Crytek non rispecchia in alcun modo il suo status di studio indipendente. Come provato dall’iter di numerosi sviluppatori emergenti, un team di sviluppo generalmente parte da un’idea innovativa o interessante, per poi realizzarla al meglio delle sue possibilità tecnologiche e finanziarie. Solo l’investimento di risorse finanziarie successivo, e discrezionale, da parte di una grande casa distributrice potrà fornire all’idea iniziale dei valori produttivi tali da fare presa su uno dei mercati tecnologici più ferocemente competitivi al mondo, quello dei videogiochi. L’acclamata Crytek, in effetti, fece l’esatto contrario.
Salita sul palcoscenico internazionale durante l’ECTS del 2000, con la demo tecnologica per schede NVIDIA denominata X-Isle, partiva già dal punto culminante di tale catena: il loro prodotto, destinato a concretizzarsi nel monumentale shooter per PC Far Cry, mostrava chiaramente un know-how ai livelli più alti del settore. In effetti, nonostante un budget relativamente ridotto,  il giovane prodigio ed attuale CEO della compagnia aveva misteriosamente creato dal nulla l’engine grafico per videogames più avanzato al mondo. Tale da fargli ottenere, sulla fiducia, un contratto milionario con la francese Ubisoft, e nel giro di pochi anni con il colosso americano Electronic Arts. Difficilmente Cevat Yerli, insieme ai suoi due fratelli Avni e Faruk, avrebbe immaginato che prima dei trent’anni avrebbe diretto un’azienda di quasi 300 capaci ed invidiati professionisti. Negli anni successivi, attraverso altre due produzioni, la Crytek ha dimostrato di saper padroneggiare a pieno l’inflazionato genere degli sparatutto per PC, fino al punto di riuscire a modificare sensibilmente le aspettative di un pubblico tra i più smaliziati e meno disposti a seguire campagne di marketing o altri buzz pubblicitari. Le aspettative per il loro nuovo progetto sono cresciute esponenzialmente, insieme alle riserve dei fan, quando si è saputo che si trattava di un gioco multi-formato, ovvero pensato per essere venduto al lancio anche su Playstation 3 ed X-Box 360.
Nel mezzo dell’affollata Times Square, su un titanico maxischermo, l’atteso Crysis 2 è stato infine mostrato al mondo, con l’ausilio di uno spettacolare trailer dal taglio decisamente cinematografico, seguito da un evento a porte chiuse dedicato alla stampa specializzata. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Within Halo’s Reach

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Sono passati quasi nove anni dal giorno in cui il primo anello cosmico dei Precursori venne distrutto ad opera del guerriero corazzato noto come Master Chief, sconfiggendo le orde aliene dei Covenant.
Il compimento dell’impresa, forse tra le più rilevanti nell’affermare il considerevole successo della prima console X-Box, non solo ha rappresentato un passo significativo per l’evoluzione del combattimento digitale nei videogiochi, ma ha fornito le basi per una saga multimediale lunga ed articolata, in grado di trascendere a più riprese le consuete aspettative di successo per una creazione immaginifica di questa tipologia.
L’universo narrativo creato come sfondo per lo sparatutto dei Bungie Studios è stato infatti ripreso, oltre che nei tre episodi principali, nello spin-off strategico Halo Wars e nel singolare shooter narrativo Halo: ODST da una vasta serie di romanzi e graphic novel, in modo non dissimile da quanto avvenuto negli anni per Guerre Stellari o Star Trek nei così detti Expanded Universe, i canoni mitologici di approfondimento riservati unicamente ai franchise dal successo generazionale. In quest’ottica e come già avvenne per Matrix, molto presto arriverà in Italia una compilation antologica giapponese creata da alcuni degli studios di animazione più influenti nel campo degli anime, intitolata Halo Legends. Inoltre è prevista per questo autunno l’uscita del misterioso Halo Reach, l’atteso gioco che potrebbe costituire l’ultima produzione di Bungie all’interno di questo franchise, prima del possibile reboot ad opera del publisher Microsoft.
Il futuro della serie di Halo appare incerto come il destino del suo protagonista al termine della sua terza e più recente missione, ma una cosa è certa: il suo progredire è destinato ad avere un impatto significativo ben oltre la prossima generazione di sparatutto per console. 

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