L’attrezzo giace in stato di abbandono presso l’angolo remoto del capanno, immaginando di essere stato dimenticato dal suo padrone. Finché questi non pronuncia, all’indirizzo di un suo dipendente, le ispirate parole: “Prendi il rammer, ahi! Afferra il tamper figliolo. Porta qui quel wacker packer, che oggi ne avremo bisogno!” Giovane operaio pronto ai compiti della giornata, tutti quanti, tranne quello. Allorché una o due svolte dopo, all’ombra di una gru dismessa, si ritrova innanzi al marchingegno ponderoso ricoperto da un sottile strato di polvere ma neanche un singola macchia di ruggine residua. “Verrà un giorno” gli avevano annunciato i suoi colleghi: “Verà un giorno in cui sarai chiamato a un compito che è quasi un rito di passaggio. Stringi allora forte quella rigida maniglia. E non indossare scarpe antinfortunistiche per l’edilizia: non esiste punta sufficientemente rinforzata da resistere alla… Cosa.” Lì deposta e pronta all’uso, come se non fosse mai trascorso un giorno. Dal remoto 1948 o ’49, quando scandivano le pagine acquistate sui giornali: “Con il Barco Pegson Rammer chiunque può risolvere la situazione. Con il B.P.R, l’operaio deve solo spingere l’attrezzo verso il basso. Ed inclinarlo lievemente nella direzione desiderata.” Così scruta, il condannato, l’effettivo aspetto dell’orpello, costruito sotto quello che risponde ai chiari crismi operativi di un motore a due tempi. C’è una testa del cilindro, ben visibile come la torre di un castello medievale, con vicino il tappo per immettere la giusta dose di miscela. “Olio e benzina” raccomanda l’inclusiva placca d’ordinanza, che subito sotto mette in guardia: “Controllare che il serbatio sia BEN CHIUSO prima di avviare il primo salto. Aprire quindi la valvola a spillo di un giro e mezzo. Afferrare rapidamente l’impugnatura. E POMPARE con forza verso il pavimento.”
Il sole è alto quando viene l’ora di mettere la cosa fuori dal furgone. Alcuni sono in pausa e paiono lanciare timidi incoraggiamenti con lo sguardo. Altri ridono nascostamente sotto i baffi, avendo chiara nella mente l’ora in cui toccò loro compiere l’impresa di spianare il passo al pratico coronamento di quel compito dall’innegabile importanza. Allorché l’operatore, prese attentamente le misure dell’area che necessità di essere perfezionata, compie il gesto che gli fu narrato pochi giorni dopo che gli fu assegnata un’uniforme ed un caschetto da cantiere. Eppure nulla, in assoluto, avrebbe mai potuto prepararlo all’energia di un apparecchio del peso complessivo di 90 Kg, che decolla in modo chiaramente misurabile fino all’altezza di 30-40 cm. E nel momento in cui ricade verso il basso, salta su di nuovo come fosse il saltapicchio o pogo stick del diavolo in persona. La cui saliente frenesia, nel giro di un paio di balzi, sembrò impossessarsi di quelle mani operose. Allorché l’ultimo arrivato, con tenacia insospettata, continuava a spingere. E spingeva…
