PS Vita game review: Sine Mora

Sine Mora è uno sparatutto a progressione laterale nello stile dei classici da sala giochi ma basato su concetti e dinamiche fortemente originali, proposto su PS Vita al costo di soli 10 euro. C’è un momento, nel quinto livello, in cui l’aereo del vecchio soldato/bisonte Ronotra Koss deve affrontare una gigantesca fortezza volante dell’esercito Layil: il suo piccolo aereo stile diesel-punk, armato fino ai denti, si inoltra in un labirinto metallico a pianta circolare punteggiato da torrette automatiche e nuclei lampeggianti. Il giocatore deve allora manovrare accuratamente il rapido velivolo di Koss mentre l’ambiente cambia, passaggi e vie di fuga spariscono ai lati dello schermo e barriere energetiche si aprono e chiudono ad intermittenza. Il contrasto tra la velocità del protagonista e l’inesorabile rotazione di questo enorme boss di fine livello è la dimostrazione perfetta del ritmo di questo gioco, così singolarmente altalenante fra attimi di pace apparente e manovre improvvise tra centinaia di proiettili e nemici colorati. Sine Mora, l’ultima creazione dell’eclettico designer giapponese Goichi Suda (a.k.a. Suda51) si propone di analizzare il concetto della manipolazione del tempo nei videogiochi e nel farlo ridefinisce profondamente le regole di un genere tra i più ortodossi e regolari.

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Apple Computer 2.0

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Si chiamerà iPad, alla fine. Se ne era parlato molto negli ultimi mesi, ed ancora di più dal momento in cui era ormai certo che qualcosa doveva accadere. Il 27 gennaio 2010 potrebbe venire ricordato come la data in cui il CEO più famoso al mondo si è seduto su una poltrona di pelle sul palco dello Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco e, con fare disinvolto, ha rivoluzionato il concetto stesso di computer. Nonostante l’inclinazione fortemente commerciale, le assurde limitazioni di utilizzo (mancano porte USB, memory card, fotocamera…) ed il design estetico meno che eccezionale, il nuovo shiny gadget del carismatico Steve Jobs sta già facendo parlare il mondo intero, mentre persino alcuni dei più convinti sostenitori dell’open source si preparano a prenotarne uno.
Riuscirà questa scommessa ad avere lo stesso travolgente successo del suo insigne predecessore, l’ormai ubiquo cellulare iPhone? Potrà realmente costituire l’anello mancante tra gli ingombranti laptop ed i compatti smartphone? Di certo contribuirà ad allargare e rafforzare i presupposti monopolistici della già colossale e sempre più potente compagnia informatica di Cupertino, California. Questo dispositivo non è infatti un computer in senso tradizionale, anche se naviga su Internet, riceve e-mail e visualizza una buona parte dei video e degli e-book. Un iPad non potrà in alcun caso essere programmato, personalizzato o impiegato in processi puramente creativi. Ogni applicazione che venga realizzata dai suoi utenti andrà singolarmente valutata ed approvata da Apple stessa, per poi essere resa disponibile in esclusiva tramite le stesse infrastrutture web utilizzate dall’iPhone e dall’iPod Touch. Il termine forse più adatto a definire iPad è quello di information appliance, una dicitura creata per Apple dal teorico Jef Raskin verso la fine degli anni ’70, liberamente traducibile in “elettrodomestico informatico”. Sarebbe la più nuova ed affascinante realizzazione di un’ideale vecchio quanto il concetto stesso di Personal Computer: un dispositivo facile da usare, privo delle astrazioni tipiche connesse all’esecuzione ed alla gestione di programmi  o contenuti digitali. Sempre acceso, sempre connesso ed utilizzabile in pochi minuti da chiunque e con qualsiasi grado di esperienza, come un televisore o una radiosveglia. Ma sottile quanto uno shoji e largo come un libro di storia. Praticamente, un computer stampato su un foglio di carta… metaforicamente refrattario a qualsiasi tipo di inchiostro.

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La terra dei draghi di basalto

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Monster Hunter è tra le più terribili rappresentazioni digitali del conflitto tra uomo e natura. Nato nel 2004 in Giappone, allo scopo di fornire una proposta online di action/rpg su Playstation 2, si è presto costruito una base di estimatori grazie alle singolari meccaniche di progressione del giocatore, al design artistico delle creature ed al livello di sfida tanto elevato quanto appassionante.  La storia di questa serie rispecchia un cambio di prospettiva importante nella concezione del gaming portatile in Giappone, e forse per la prima volta consente alla PSP di Sony di proporsi come valida alternativa ai prodotti Nintendo.

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Le infinite possibilità di Scribblenauts

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Scribblenauts, in uscita per Nintendo DS questo autunno ad opera dello sviluppatore americano 5th Cell, è un gioco di avventura con un buffo protagonista dai poteri molto speciali. Lo stile grafico già si dimostra più che simpatico e ben caratterizzato, mentre ogni azione viene condizionata da leggi fisiche piuttosto credibili, se non proprio realistiche. Lo scopo di ciascuno degli oltre 200 livelli sarà, molto semplicemente, il raggiungimento di un piccolo oggetto luminoso denominato Starite, attraverso la risoluzione di volta in volta di un problema di logica, o venendo in aiuto degli innumerevoli e coloratissimi personaggi. La risorsa per riuscirci sarà unica ed insostituibile: la propria fantasia. In senso assolutamente letterale.

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