Console game review: Assassin’s Creed 2

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Tra i diversi archetipi di grandi guerrieri del passato, il più sfruttato nel mondo dell’intrattenimento è forse quello del ninja. Assassino notturno, addestrato nell’arte della furtività e dell’inganno, utilizzatore di innumerevoli strumenti dalla foggia caratteristica ed acrobata dotato di capacità eccezionali. L’antico agente nascosto dell’arte della guerra cinese e giapponese si è arricchito nei secoli di una grande quantità di abilità mistiche e mitologiche, tra cui l’invisibilità, la facoltà di camminare sull’acqua, l’ubiquità nel combattimento… Nei diversi campi dei manga, degli anime e dei videogames, ciascuno per sua natura costantemente alla ricerca di protagonisti eroici ed avversari particolarmente temibili, l’immagine popolare del ninja ha gradualmente assunto le caratteristiche di un vero e proprio supereroe. Gettata la maschera nera che storicamente copriva il suo volto in missione, abbandonata ogni pretesa di discrezione, il ninja moderno è ormai una sorta di stregone guerriero con armi sovradimensionate, che nel mezzo della battaglia evoca l’aiuto degli elementi gridando a gran voce il nome di ciascuna delle tecniche a cui fa ricorso. É così che nel 2007, proprio mentre il nuovo e popolare cartone animato giapponese Naruto ed i suoi giovani ninja invadevano il mondo a cavallo di rospi e lumache giganti, lo studio canadese del colosso del gaming Ubisoft trovava una strada nuova per rappresentare la leggenda dell’assassino furtivo in Oriente, attraverso un cambio radicale di contesto che potrebbe anche definirsi un ritorno alle origini. Questa è la storia del capostipite Altair, del trionfatore Ezio e dell’erede Desmond: due uccisori per professione, tre assassini per nascita.

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Arriva adhocParty e tutte le PSP vanno online

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Con una mossa a sorpresa, il blog ufficiale della Sony per i prodotti della linea Playstation ha annunciato finalmente l’estensione ai paesi occidentali del servizio adhocParty, previsto entro Natale. Potrebbe trattarsi di un’operazione a sostegno dei nuovi sistemi PSP Go! pur avendo gia costituito da mesi una risorsa funzionale per tutta la base installata dei loro clienti più smaliziati, dotati di account giapponese. Si tratta di una infrastruttura server e del relativo software per console PlayStation 3, dall’interfaccia accattivante e di notevole semplicità d’uso, che permette di effettuare il tethering, o tunneling, dei sistemi portatili PSP. Questo al fine di ampliare notevolmente le potenzialità della maggior parte dei titoli multigiocatore già disponibili e certamente di molti di quelli futuri.  Clicca qui e scoprirai come.

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La terra dei draghi di basalto

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Monster Hunter è tra le più terribili rappresentazioni digitali del conflitto tra uomo e natura. Nato nel 2004 in Giappone, allo scopo di fornire una proposta online di action/rpg su Playstation 2, si è presto costruito una base di estimatori grazie alle singolari meccaniche di progressione del giocatore, al design artistico delle creature ed al livello di sfida tanto elevato quanto appassionante.  La storia di questa serie rispecchia un cambio di prospettiva importante nella concezione del gaming portatile in Giappone, e forse per la prima volta consente alla PSP di Sony di proporsi come valida alternativa ai prodotti Nintendo.

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PS3 Game review: Uncharted 2 – Among Thieves

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In quanto media espressivo tecnologico, i videogiochi vengono continuamente ricondotti ad una serie di generi e categorie. Nello stesso modo in cui le applicazioni software del mondo dell’informatica hanno funzioni e metodologie definite, le più svariate avventure interattive trovano collocazione sulla base del sistema di controllo, della visuale, del tipo di conflitto rappresentato… Il nuovo capolavoro dei Californiani Naughty Dog, i creatori dei popolari platform 3D  Crash e Jak & Daxter, nonchè di questa serie in esclusiva Sony tra i maggiori successi su console Playstation 3, potrebbe dirsi l’incontro di tre generi: l’avventura esplorativa alla Tomb Raider, quando ci si arrampica tra templi e rovine tibetane; lo stealth game moderno, nel momento cruciale in cui si giunge alle spalle del nemico per tramortirlo e poi tornare nell’oscurità; ed infine lo shooter tattico, mentre dozzine dei suoi compagni tentano di aggirare la nosta copertura solo per incontrare il piombo letale dell’implacabile AK-47. Eppure, nonostante l’ineccepibile livello tecnico di ciascuna singola sequenza, l’azione non è mai obiettivo in quanto tale – qui non si tratta di risolvere l’enigma quanto di ottenere l’indizio, non di uccidere il nemico ma di raggiungere il tesoro, salvare la pelle, punire il cattivo e riportare a casa la ragazza. Uncharted 2: Among Thieves non è solo un ottimo gioco d’azione, con scene spettacolari ed una trama coinvolgente. Si tratta della più realizzata versione giocabile di un B-Movie hollywoodiano. Un colossal d’azione in pieno stile Indiana Jones, tutto sparatorie e stereotipi narrativi di genere. Forse non il miglior film immaginabile, ma senz’altro il miglior film interattivo mai realizzato.

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