Scatenati insegnanti di scuola in un video-tributo musicale

Hall of Fame

Il mondo è vostro, ora dateci dentro! Questo è il chiaro incoraggiamento fatto dal corpo insegnanti dell’Aktuelt VGS di Hadsel, istituto tecnico norvegese, a tutti i suoi neo-diplomati dell’anno scolastico 2013. E per trasmettere il messaggio con adeguato fervore, dando così un seguito a quella che potrebbe definirsi la loro più recente tradizione, il gruppo degli esuberanti professori ha scelto d’impiegare un travolgente video musicale, degno di entrare a far parte degli annali antologici di YouTube. Facciamo finta che si tratti di un’interrogazione al contrario. Che voto potremmo mai dare alla prof. di chimica che  sincronizza il labiale sul popolare singolo dei The Script, Hall of Fame? Nella vita non tutto può essere giudicato con un valore numerico. A volte, l’unica scelta è restare a bocca aperta, basiti. Io li promuoverei, anche solo per vedere il seguito della storia: del resto, la passione porta a un continuo miglioramento.
È facile idealizzare gli anni passati in un liceo. Circondati dagli amici, rinvigoriti dagli entusiasmi adolescenziali e ancora privi dalle molte preoccupazioni dell’età adulta, gli studenti giudiziosi entravano ogni mattina in quell’ambiente con la soddisfazione di chi finalmente poteva dire di aver trovato la collocazione ideale, un luogo in cui l’impegno e la voglia di apprendere fossero adeguatamente ricompensati. Eppure la scuola è un luogo di compromessi, in cui le generazioni devono incontrarsi con fatica. Non sempre pacificamente. Occorre gettare un ponte, almeno provarci. La curiosa, divertente scelta dei prof. norvegesi potrebbe sottintendere una dichiarazione d’intenti particolarmente auspicabile: quella di un gruppo d’individui già adulti, che ha però voglia di entrare a pieno titolo nel mondo dei loro pupilli. Non prendendosi sul serio. Buona dialettica, irriverenza un po forzata. Sbilanciamoci: 7-

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Quel piccolo cane dall’ululato infernale

Cody the dog

Non tutti i cani dell’oltretomba hanno tre teste, collari borchiati e giganteschi occhi di brace. Cody, l’ultima star scoperta dal prolifico canale di YouTube Petsami è un grazioso maltese dal pelo folto e arruffato, alto all’incirca una 30ina di cm. La sua caratteristica speciale è il saper riprodurre la voce umana, compito che svolge con grande impegno e una certa dose di originalità, forse dovuta al tempo passato con il suo precedente padrone, l’Orco distruttore delle profondità del Tartaro. Non sembra possibile, eppure è così: quando il piccolo Cody spalanca la sua boccuccia di rose, subito scende la notte e le anime dei dannati gridano attraverso di lui cercando di turbare la debole psiche degli uomini. Per 5000 anni questa particolare razza di cani ha trovato posto nelle nostre case, fin dalle più antiche civiltà della Mesopotamia, costruttrici di ziggurat e maestosi templi. Attraverso le residenze dei faraoni, esportato su rapide navi fenicie, il fedele maltese approdò poi sulle spiagge di tutto il Mediterraneo, accolto in funzione della sua innata giocosità e simpatia, del suo coraggio e dell’abilità dimostrata nel dare la caccia ai topi. Nell’antica Roma possederne uno era l’invidiabile segno di uno status elevato, tipico delle famiglie patrizie o dei ricchi mercanti. Chi l’avrebbe mai detto? Se al posto delle oche del Campidoglio ci fosse stato uno come Cody, nessuno avrebbe dovuto combattere le orde dei Galli. Sarebbero tornati indietro da soli.

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I discorsi sconnessi del parrocchetto parlatore

Disco Parakeet

Disco è un piccolo pappagallo di New York che sembrerebbe aver assunto sostanze psichedeliche. Con voce metallica e gracchiante, molto caratteristica, produce un’ampia gamma di suoni, musiche e parole, mescolate tra loro in un caos cacofonico che oscilla tra il simpatico, il bizzarro e l’inquietante. Se la lingua parlata avesse il potere d’influenzare il mondo materiale, come le rune degli elfi o le formule degli incantesimi stregoneschi, lui sarebbe il pennuto più pericoloso del pianeta Terra; intanto per il semplice fatto che, almeno a giudicare da questo variegato video-catalogo sonoro, non la smette mai. Ma soprattutto per l’assurdità inconsulta del suo metodo espressivo, completamente slegato da ogni logica, eppure dotato di una certa imperscrutabile coerenza. Fortunatamente la padrona, MsJumpinJude, si è prodigata nel sottotitolare il grazioso animale, permettendoci così di apprezzare a pieno la sua introduzione auto-celebratoria, completa di dichiarazione d’intenti e beat-boxing inaugurale. Per non parlare di ciò che viene dopo…. Molti, fra coloro che hanno tenuto in casa un parrocchetto, l’hanno sentito produrre, al massimo, il verso della rondine o qualche squillo del cellulare. Gli strani discorsi di questo folle pappagallo dimostrano però che nulla è impossibile, purché ci si applichi con l’adeguato studio giornaliero.

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Twitter, un grosso uccello che assilla i passanti

Gaillard Twitter

“Quel dannato pennuto azzurro cielo.” È notte tarda, in una città non meglio definita del sud della Francia. Il tepore primaverile diffonde un senso di tranquillità, che mai farebbe pensare a un qualcosa di sovrannaturale. La moglie dell’uomo sta cercando di consolarlo da diverse ore, ormai. “Estelle, non sono pazzo, capisci? C’è un uccello che mi segue. L’ho visto al centro commerciale, poi era lì, nel parcheggio. Quel delinquente…voleva rubarmi l’auto!” Estelle conosce bene suo marito, sa che è una persona con la testa sulle spalle. Il più delle volte. “Caro, vuoi spiegarmi questa pazzia? Gli uccelli non guidano la macchina!” Non ne può più di starlo a sentire. Dall’ora di cena stanno appostati in soggiorno, nel loro appartamento al piano terra, con le tende tirate per non vedere fuori. Mentre lui perde sempre di più il controllo di se stesso. “Era lì, era lì ti dico” Le mani nei capelli, la bocca contratta in una smorfia di sofferenza “Nessuno mi crede! L’uccello si nascondeva sul campo da golf, non mi ha fatto tirare!” E che diavolo, pensa lei. Quando mai si è visto un uccello gigante, con i piedi gialli, le piume azzurre e un ciuffo peloso sulla testa? Se solo avessi dato retta a mia madre. “Basta! Mi vuoi spiegare che…” Lui d’un tratto sembra trasalire, come se avesse sentito o visto qualcosa di tremendo. La giovane donna osserva attentamente il suo volto, segue la direzione dello sguardo. Verso e oltre la finestra della cucina, lasciata aperta per una svista. Nota qualcosa nel buio del cortile, che si avvicina silenziosamente. È un’ombra indistinta, dagli occhi tondi e penetranti. “Sigh!” Si volta di scatto. L’uomo di casa, nel frattempo, giace sconvolto sul divano. “Dannazione!” Colta da un’improvvisa ispirazione, Estelle apre l’armadio, tira fuori un pesante ferro 9 e preme l’interruttore accanto all’ingresso. Le luci si spengono. Abbassa la maniglia della porta, la spalanca con un calcio rabbioso e poi….

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