Il microscopio fatto in casa con l’iPhone

Microphone

Sembra quasi di toccarlo, questo canticchiante, danzante brulichìo. Nel nuovo video di kmyoshino ci viene mostrato un possibile uso alternativo per il nostro cellulare, basato sull’apporto funzionale di una lastra di compensato, due riquadri di plexiglass, qualche bullone, una torcia e una lucetta laser di poco prezzo, sacrificabile all’occorrenza. O per meglio dire, alla SCIENZA. Perché l’obiettivo, come da titolo del post, è quello di creare un microscopio del tutto utile allo scopo, non potentissimo, forse, ma sufficiente per individuare gli ammalianti abitatori del favoloso brodo primordiale, queste amabili amebe, protisti e protozoi, che felicemente nuotano nell’acqua stagnante dei giardini, nei bicchieri lasciati incustoditi e qualche volta anche fra le stesse pieghe di un organismo multicellulare. Come noi, gli umani, per l’appunto. Colonie, città semoventi su due torreggianti gambe, questo siamo. A ben pensarci. E purché si abbia voglia di osservare l’infinitamente piccolo, prosaica controparte della materia filosoficamente pura, di polvere galattica o idrogeno stellare, si riscopre questo mondo strano, quasi una dimensione parallela, per quanto pare distante dal nostro ingombrante quotidiano. Di bestie o bestioline, zampettanti, rapide, operose, simili a pesci o formiche. Basta, guardare sempre più lontano! Bambini entusiasti, da che la tecnologia ha pervaso la moderna società urbanizzata, puntano i loro rudimentali telescopi verso i pianeti di questo sistema, le nebulose multiformi e gli astri più lontani, oltre il barlume un po’ incolore della monotona Alpha Centauri. Se costoro, prima di annoiarsi, fossero stati forniti di un più costoso microscopio e instradati in quell’altra direzione, dell’osservatore di materia vivida, piuttosto che di ammassi stellari stolidi e indolenti, forse ne avrebbero tratto maggiore giovamento. E noi con loro, benedetta micro-biologia. Questa soluzione, dunque, pare davvero a buon mercato. Con poco più di 10 euro, puntatore incluso, si può costruire uno strumento d’osservazione in grado d’ingrandire 175 volte, abbastanza per individuare il nucleo di una cellula vegetale. Avendo pure la possibilità, non da poco, di scattare foto o realizzare un video del soggetto. A patto di disporre già dello smartphone pronto all’uso (altrimenti, è ovvio, il prezzo lieviterebbe meglio di una cellula eucariota).

Microphone3

Vi serviranno, secondo quanto indicato dalla pagina Instructables del progetto: tre bulloni, nove dadi, cinque rondelle, il puntatore da smontare, una torcia LED (per illuminare il soggetto) legno e plexiglass tagliati, o da tagliare, su misura. Il procedimento risulterà piuttosto semplice, specie in seguito all’osservazione dell’esauriente video.
Si crea il banchetto di lavoro trasparente, sollevato dal legno di appoggio tramite l’applicazione delle viti, con un ulteriore strato inferiore per l’oggetto da riprendere, e poi si applica, in alto, la lente d’ingrandimento contenuta all’interno di ogni comune puntatore laser. Quest’ultima, in effetti, costituisce uno strumento ottico di tutto rispetto, normalmente usato solo per focalizzare il classico puntino rosso, anatema di ogni felino e canide casalingo semi-addormentato. L’unico limite, per usi alternativi, potrebbe sembrare la sua ridotta dimensione. Non in questo caso. Come sappiamo, infatti, l’obiettivo di un cellulare moderno è anch’esso tendenzialmente piccolo, potente e definito. Basta quindi così poco, per trasformarlo. Ergo si prende l’iPhone (o chi per lui) e si mette sopra all’apparecchio appena costruito. A quel punto, la strada è chiara: l’obiettivo in opposizione con la lucetta, incastrata direttamente sotto la lente, illuminerà perfettamente il soggetto dal basso, mentre le funzionalità avanzate dello smartphone si occuperanno di tutto il resto, messa a fuoco inclusa. Il vantaggio principale, rispetto a un microscopio vero, è il supporto software. Sarà possibile, addirittura, caricare su Facebook la foto del proprio procariota preferito! Tra le altre creazioni di kmyoshino, disponibili sul suo canale, spicca un arco da tiro smontabile, creato a partire da un paio di sci. A che ci servirà mai MacGyver, nell’era di YouTube…
Sarebbe facile dimenticarsi dei nostri amici microbi, giorno dopo giorno, tenendo alto il proprio sguardo e lontana l’ambizione. Come ben sapeva Schrödinger, col suo sfortunato gatto, le cose piccole vanno osservate, oppure svaniranno. Guardiamoli, questi animaletti, amiamoli di tanto in tanto. Altrimenti, chi mai fermenterà la nostra birra?

Microphone2

4 pensieri su “Il microscopio fatto in casa con l’iPhone

  1. Ciao, non vedo perché no, soprattutto visto come la risoluzione della videocamera sia molto simile a quella dell’iPhone 4 che kmyoshino usava in questo video. Anzi, mi sembra un progetto decisamente interessante!

Lascia un commento