{"id":971,"date":"2011-01-02T15:41:29","date_gmt":"2011-01-02T14:41:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?p=971"},"modified":"2011-01-02T15:41:29","modified_gmt":"2011-01-02T14:41:29","slug":"larma-simbolo-della-cavalleria-dacciaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=971","title":{"rendered":"L&#8217;arma simbolo della cavalleria d&#8217;acciaio"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-976  aligncenter\" title=\"3683974455_42eb0fcb36_o\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/3683974455_42eb0fcb36_o.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/3683974455_42eb0fcb36_o.jpg 400w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/3683974455_42eb0fcb36_o-300x293.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che la <em>katana<\/em> sia l\u2019anima del samurai e questo \u00e8 probabilmente il motivo per cui anche i <em>mecha<\/em> ne portano una. La chiave di lettura di questa affermazione deve partire dal presupposto che la spada giapponese sia prima di tutto un concetto immateriale, lo strumento che il guerriero utilizza per riconoscere la propria Via; non certo unicamente, o principalmente, una semplice arma.<br \/>\nIl pi\u00f9 rappresentativo degli oggetti giapponesi \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato per una buona parte dell\u2019ultimo millennio. Lama adatta a colpire di taglio da cavallo, perenne memento delle origini nomadiche del popolo di Yamato. Forgiata ad oltre 800 gradi secondo un procedimento segreto e leggendario, costituita da numerosi strati di acciaio pi\u00f9 o meno carbonifero, incredibilmente durevole ed affilata. Veniva portata nel fodero con la lama rivolta verso l\u2019alto, sempre pronta ad una rapida e letale estrazione. Non era un\u2019arma che si prestasse a duelli di lunga durata: il <em>Bushid\u014d<\/em> ha sempre codificato scontri rapidi e definitivi, non la sopravvivenza grazie ad espedienti protettivi come l\u2019usbergo, l\u2019elmo o lo scudo. Eppure, un samurai in equipaggiamento completo indossa armature impressionanti, spettacolari copricapi cornuti, alati, sormontati da castelli, draghi, mostri. Indossa maschere demoniache, porta armi sproporzionate e gigantesche\u2026 Si potrebbe quasi dire che nel momento in cui il <em>kami <\/em>(dio) della guerra si risvegliava al suono dei tamburi <em>taik\u014d<\/em> la sua furia ed il suo spirito combattivo dessero forma materiale a schiere di creature terrificanti ed inumane, in grado di mettere in fuga un nemico impressionabile senza bisogno di combattere una sola battaglia.<br \/>\nUn <em>mecha <\/em>d\u2019altra parte, secondo il significato ormai internazionale del termine, \u00e8 un possente robot guerriero, generalmente giapponese. Pu\u00f2 essere di origini mistiche o tecnologiche, disporre di risorse supereroistiche o militarmente credibili, talvolta \u00e8 quasi indistruttibile e qualche altra in poco tempo finisce persino le munizioni, ma una cosa \u00e8 certa: \u00e8 un moderno samurai in armatura ed in ultima analisi ha sempre una sua <em>katana<\/em>, qualunque siano le caratteristiche e l\u2019aspetto di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?attachment_id=977\" rel=\"attachment wp-att-977\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-977 alignnone\" title=\"wallpaper-171906\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-171906.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-171906.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-171906-300x111.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso in cui il <em>mecha <\/em>questione sia della tipologia <em>super robot<\/em>, come ad esempio Mazinga, Goldrake o Jeeg, \u00e8 certo che tra il suo arsenale trovi posto uno strumento o una tecnica travolgente, in grado di obliterare definitivamente il nemico; tale potere, definito in giapponese<em> hissatsu waza<\/em> o <em>todom\u00e8 <\/em>(<em>coup de grace<\/em>) era estremamente funzionale alla trama ed alla struttura di un genere narrativo evolutosi dagli inconfondibili telefilm <em>tokusatsu<\/em>, come Ultraman o Kamen Rider, caratterizzati da effetti speciali retr\u00f2 e coloratissimi mostri di gomma. L\u2019esigenza, facilmente comprensibile, di includere in ciascun episodio un momento di trionfo coreografico e spettacolare portava ad una sequenza ben collaudata e ripetitiva di eventi: l\u2019eroe, alla guida del suo mega-robot o persino egli stesso ingigantito a proporzioni godzilliane, combatteva coraggiosamente contro il mostro della settimana fino ad un momento di crisi: a quel punto, quando tutto sembrava perduto, improvvisamente faceva ricorso alla sua alabarda spaziale, al raggio solare della dea <em>Amaterasu<\/em>, al cannone a raggi gamma fino a poco prima \u201ccasualmente\u201d dimenticato\u2026 poco importava per l\u2019inevitabile ripetizione <em>ad libidum <\/em>di tale clich\u00e8, forse anche visto che il pubblico televisivo degli <em>anime <\/em>e <em>tokusatsu<\/em> anni \u201970 era tendenzialmente pi\u00f9 giovane e meno esigente rispetto a quello di oggi.<br \/>\nVerso la fine di tale decennio, tuttavia, le caratteristiche dei <em>mecha <\/em>cambiarono in modo del tutto repentino e basilare: uno degli allievi del leggendario Osamu Tezuka (<em>Astro Boy<\/em>, <em>Metropolis, Dororo&#8230;<\/em>)<em> <\/em>passato al neonato studio di animazione Sunrise, produsse quello che sarebbe stato considerato il suo capolavoro, nonch\u00e9 una delle creazioni pi\u00f9 influenti del Giappone contemporaneo. Il suo nome era Yoshiyuki Tomino ed il suo lavoro <em>Kidou Senshi Gandamu<\/em>, comunemente occidentalizzato come <em>Mobile Suit Gundam<\/em>, capostipite del genere <em>real robot<\/em>.<br \/>\nIn una sorta di versione spaziale della seconda guerra mondiale si muovevano protagonisti ed avversari che non erano pi\u00f9 eroi del bene o imperdonabili mostri alieni, ma realistici individui dotati di raziocinio e finalit\u00e0 ultime pienamente condivisibili. I loro <em>mecha <\/em>non sembravano metallici super-eroi, ma strumenti antropomorfi soggetti alle effettive limitazioni e debolezze di un mezzo da guerra moderno.<br \/>\nIn quel momento le <em>katana<\/em>, intese sia come concetto che nel senso pi\u00f9 strettamente tradizionale,<em> <\/em>potevano sparire dal mondo dei <em>mecha<\/em>: in un combattimento spaziale basato sulle effettive leggi della fisica le uniche armi realmente efficaci dovrebbero essere quelle che sfruttano proiettili o altri attacchi a distanza. Ma Tomino aveva introdotto nel suo mondo immaginario un singolo elemento di origine non scientificamente giustificata, le particelle Minovsky. Tale derivazione immaginaria dell\u2019Helium 3 scoperta, secondo il canone della serie, all\u2019inizio dell\u2019epoca spaziale Universal Century, non solo veniva utilizzata come straordinaria ed inesauribile fonte di energia, ma rendeva inutile con estrema facilit\u00e0 ed efficienza ogni tipo di sensore o radar a lunga distanza. Con questo espediente Tomino riusc\u00ec a preservare il retaggio samuraico nascosto nella sua visione d\u2019artista, includendo tra gli armamenti di tutti i suoi robot da guerra numerose ed affascinanti armi per il combattimento ravvicinato. Questa tecnica narrativa, definita dalla cultura memetica di Internet comea <em>applied phlebotinium<\/em>,\u00a0 prevede che una sostanza reale o immaginaria assuma le precise facolt\u00e0 necessarie al funzionamento della trama \u2013 succede ad esempio di continuo nei <em>crime drama <\/em>americani <em>C.S.I,<\/em> nei quali lo spray al luminol guadagna facolt\u00e0 magica di rendere chiaramente evidente qualsiasi tipo di indizio o traccia sulla scena del crimine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?attachment_id=978\" rel=\"attachment wp-att-978\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-978\" title=\"wallpaper-62163\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-62163.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-62163.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-62163-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che conta, in ogni caso, \u00e8 che il robot da combattimento pilotato dal quindicenne eroe terrestre Amuro Rei, che dava il nome alla serie, era dotato di spada laser, mentre l\u2019iconica controparte verde militare schierata dai separatisti, l\u2019utilitaristico MS-06 Zaku II, era dotato di un\u2019ascia a mano termica. Questi <em>mecha<\/em>, detti <em>Mobile Suit<\/em>, a differenza dei loro predecessori non erano unici ed insostituibili, ma parte degli sforzi produttivi contrapposti di due realistiche fazioni in guerra. Lo schema narrativo dell\u2019<em>anime <\/em>di <em>Gundam<\/em>, divenuto poi una sorta di marchio di fabbrica di molti tra i suoi successori, prevedeva che due equipaggi di navi spaziali si inseguissero attraverso lo spazio e le regioni terrestri, mentre dai loro numerosi scontri emergeva gradualmente e spontaneamente un rapporto di rivalit\u00e0 cavalleresca destinato a rimanere incompreso dai generali e dai capi di stato delle due parti, fino al sopraggiungere di una catastrofica battaglia finale.<br \/>\nPer quanto l\u2019intento fosse quello di creare qualcosa di assolutamente nuovo, alcuni degli schemi precedenti permanevano. Il pilota del <em>Gundam<\/em>, contrario alla guerra ma non per questo pronto ad arrendersi, era proprio il figlio di colui che l\u2019aveva progettato e si trovava a pilotarlo per caso. I suoi due gregari corrispondevano agli stereotipi universali della cultura manga:\u00a0 Hayato fisicamente goffo, insicuro, non particolarmente abile ma sempre pronto a fare la cosa giusta, Kai pessimista e cinico ma anche furbo ed a modo suo altruista. Come in un classico <em>tokusatsu <\/em>del genere <em>sentai o <\/em>in un manga di Go Nagai, i tre erano assolutamente complementari in battaglia ed i loro robot antropomorfi ne richiamavano direttamente caratteristiche e fisicit\u00e0.<br \/>\nIl rivale della storia invece, destinato a segnare un\u2019epoca ed a ritornare in una quantit\u00e0 innumerevole di seguiti e <em>rehash<\/em>, aveva presupposti ed uno stile completamente differenti. Char Aznable era un giovane militare in carriera nel Principato di Zeon, che grazie alla straordinaria abilit\u00e0 di pilota aveva guadagnato il grado di ufficiale ed il nome di battaglia \u201cCometa Rossa\u201d nonch\u00e8 il diritto a pilotare uno Zaku conseguentemente ricolorato. Come altri misteriosi antagonisti della fantascienza egli porta spesso la maschera\u00a0 e la sua vera identit\u00e0 \u00e8 un segreto, ma a differenza di altri la ragione di questo \u00e8 in effetti piuttosto interessante ed originale. Le estreme conseguenze di tale particolarit\u00e0 ed il suo diritto di nascita non arriveranno a realizzarsi nel corso degli appena 43 episodi del primo <em>Kidou Senshi Gandamu <\/em>(la prima serie venne abbreviata per il poco successo) ma le vicende della sua maturazione come figura di capo ed eroe per gli abitanti dello spazio costituiscono forse il pi\u00f9 importante filo conduttore di molti dei seguiti e <em>spin-off<\/em> di Gundam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?attachment_id=980\" rel=\"attachment wp-att-980\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-980\" title=\"wallpaper-511548\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-511548.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-511548.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/wallpaper-511548-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><br \/>\nE mentre nelle serie successive questi personaggi ed i loro discendenti diventavano sempre pi\u00fa moderni e lontani dall&#8217;etica dei loro antenati feudali, i <em>mecha <\/em>continuavano ad affrontarsi brandendo spade, fruste elettrificate, <em>shuriken <\/em>e pugni d&#8217;acciaio. Il razionalismo del genere <em>super robot <\/em>non \u00e9 mai riuscito, di per se, ad annullare i molti punti di contatto tra il samurai cybernetico d&#8217;acciaio e la sua contoparte storica, piuttosto rafforzandolo e talvolta portandolo ai massimi livelli.<br \/>\n\u00c9 il caso di <em>G-Gundam <\/em>di Yasuhiro Imagawa<em>, <\/em>una delle tre serie parallele al pi\u00fa canonico Universal Century nate negli anni &#8217;90. L&#8217;idea folle era che, per allargare il pubblico e favorire l&#8217;interessamento di nuove fascie d&#8217;et\u00e1, Gundam avesse una serie di &#8220;universi alternativi&#8221; simili a quello principale solo per alcuni elementi di design e lo stile fortemente aggressivo del merchandising. Cos\u00ed, sull&#8217;onda del successo dei manga di arti marziali pi\u00fa eclettici come <em>Hokuto no Ken, Dragonball <\/em>e <em>Saint Seya (I Cavalieri dello Zodiaco) <\/em>questa nuova iterazione di Gundam non era pi\u00fa basata su un conflitto militare, configurandosi piuttosto come un torneo tra guerrieri con in palio il destino dell&#8217;umanit\u00e1. Qui, seguendo l&#8217;estetica della pi\u00fa rappresentativa cinematografia di Hong Kong, i piloti sono spesso esperti praticanti di antiche tecniche cinesi, spadaccini, acrobati e lottatori. Per mettere a frutto queste loro abilit\u00e1, nella serie i <em>mecha <\/em>guerrieri non vengono pi\u00fa pilotati con <em>cloche<\/em>, leve e pulsantiere, ma attraverso una tuta speciale che replica direttamente i movimenti di chi si trova in cabina. Ben pi\u00fa che semplificazione tecnologica, tale espediente consente l&#8217;identificazione totale tra robot e pilota: come nel pi\u00fa classico manga supereroistico i personaggi passano dalla normalit\u00e1 all&#8217;apoteosi guerriera per gradi di transizione ben collaudati. C&#8217;\u00e9 la sequenza sempre uguale in cui il protagonista &#8220;diventa&#8221; nei fatti Gundam, evocato in pochi attimi dal nulla, come se fosse lui stesso a trasformarsi. Ci sono modalit\u00e1 robotiche di combattimento che comportano grida, pose coreografiche e formule di auto-esaltazione da parte del pilota. E c&#8217;\u00e9 l&#8217;arma simbolo dei <em>tokusatsu, <\/em>il colpo finale,<em> <\/em>l&#8217;ideale culmine della via del guerriero che annienta il male e l&#8217;oscurit\u00e1. Le premesse della serie, inutile dirlo, sono piuttosto bizzarre: per porre fine fine a tutte le guerre, le nazioni del mondo e dello spazio hanno decretato che i loro rappresentanti si affrontino in un torneo universale di combattimento tra Gundam. Con intento prettamente commerciale, per antonomasia era stato attribuito all&#8217;intero cast il nome del robot pi\u00fa famoso; del resto era comprovato e misurabile che tra i popolarissimi modellini e giocattoli dell&#8217;intera meta-serie quelli pi\u00fa venduti si chiamassero, appunto, Gundam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?attachment_id=995\" rel=\"attachment wp-att-995\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-995  aligncenter\" title=\"g gundam\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/g-gundam1.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/g-gundam1.jpg 380w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/g-gundam1-300x281.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a><br \/>\nL&#8217;eroe della storia \u00e9 Domon Kasshu, rappresentante del Giappone, un personaggio moralmente forte, privo di dubbi, arrogante e persino brutale, diametralmente all&#8217;opposto rispetto ai giovani soldati per necessit\u00e1 delle serie precedenti, spinti al combattimento unicamente dalle circostanze. Inizialmente la trama appare piuttosto lineare, con Domon ed il suo Shining Gundam che, accompagnati dalla collega addetta alla manutenzione Rain, sconfiggono in una puntata dopo l&#8217;altra i guerrieri rappresentanti Italia, Francia, Cina, Inghilterra, Russia&#8230; I loro <em>mecha <\/em>sono un tripudio di stereotipi buffi e quasi na\u00eff: ci sono Gundam boscaioli canadesi, Gundam mulini a vento olandesi, Gundam mummia, Gundam torero&#8230;\u00a0 L&#8217;unico tema ricorrente \u00e9 la ricerca da parte di Domon del fratello Kyoji, che lui ritiente unico responsabile della morte della madre e del furto del potente Devil Gundam, creazione nanotecnologica di fondamentale importanza per la salvezza della Terra dall&#8217;inevitabile entropia planetaria.<br \/>\nTuttavia la trama \u00e9 destinata a complicarsi diventando, alla fine, una delle pi\u00fa originali e stratificate dell&#8217;intero <em>franchise<\/em>. L&#8217;antagonista pi\u00fa interessante \u00e9 Master Asia, precedente maestro di arti marziali e strategia di Domon ed &#8220;Imbattuto dell&#8217;Est&#8221; da lui sempre ammirato come guerriero straordinario. In questa figura di condottiero, ed in particolare nel modo in cui viene mostrato combattere a piedi contro schiere di robot<em> <\/em>alti una quindicina di metri, si concretizza la sovrapposizione completa tra pilota e <em>mecha, <\/em>con il secondo che da strumento militare ridiventa arma, o piuttosto armatura samurai. Alcuni hanno visto in questo un tentativo di rifarsi allo stile dei primi manga ed anime <em>super robot<\/em>, ma la portata pu\u00f3 dirsi differente. Questi Gundam vengono ancora danneggiati, persino irreparabilmente, ed hanno limitazioni tecniche e tecnologiche. Ancora una volta, per quanto meno di frequente, esauriscono le munizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?attachment_id=994\" rel=\"attachment wp-att-994\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-994  aligncenter\" title=\"1\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/1.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2011\/01\/1-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9 come se il fatto di combattere dall&#8217;interno di un colosso metallico armato fino ai denti fosse una scelta unicamente di stile, priva di conseguenze sull&#8217;esito di ciascuna battaglia. Ogni volta che Domon enuncia tra grida di furia la formula &#8220;QUESTA MIA MANO RACCHIUDE UN POTERE INVINCIBILE, SHINING FINGEEEEER AAARGH!!!!&#8221; prima di colpire e far esplodere la testa degli avversari con un poderoso colpo di energia, la mano in realt\u00e0 \u00e9 quella di Gundam. E nella versione finale della stessa mossa, Domon esegue il gesto impugnando una sorta di spada laser, la pi\u00fa riconoscibile katana dei nostri tempi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che la katana sia l\u2019anima del samurai e questo \u00e8 probabilmente il motivo per cui anche i mecha ne portano una. La chiave di lettura di questa affermazione deve partire dal presupposto che la spada giapponese sia prima di tutto un concetto immateriale, lo strumento che il guerriero utilizza per riconoscere la propria &#8230; <a title=\"L&#8217;arma simbolo della cavalleria d&#8217;acciaio\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=971\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arma simbolo della cavalleria d&#8217;acciaio\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[42,46,20,62,64],"class_list":["post-971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriali","tag-anime","tag-giappone","tag-gundam","tag-katana","tag-samurai"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/971\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}