{"id":9544,"date":"2013-08-22T14:36:59","date_gmt":"2013-08-22T13:36:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=9544"},"modified":"2013-08-22T19:12:19","modified_gmt":"2013-08-22T18:12:19","slug":"canto-elettrico-di-matrioske-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=9544","title":{"rendered":"Canto elettrico di matrioske giapponesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/tfeFDEl6_lw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-9546\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Matryiomin\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/08\/Matryiomin-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La voce delle bambole \u00e8 un concetto astrale che rientra tra i cardini psichici della sinestesia, l&#8217;irrealizzabile comunione tra i diversi mondi della percezione sensoriale. Se queste figurine antropomorfe potessero davvero articolare un pensiero, non sarebbero pi\u00f9 degli esseri inanimati. Cos\u00ec ogni fantoccio, quando sottoposto allo sguardo degli umani, si cura di mantenere un rigido silenzio. Il processo esattamente inverso, d&#8217;altra parte, rientra tra le prerogative di un qualsiasi strumento musicale. Non tutti gli implementi acustici sono belli allo stesso modo, indipendentemente dal suono celestiale che potrebbero produrre; le vertiginose curve di una chitarra non assomigliano, per esempio, alla tozza gibbosit\u00e0 di un tamburello. L&#8217;arpa svetta nella sua splendida eleganza, mentre lo xilofono \u00e8 uno grezzo susseguirsi di metalliche placche parallele. E poich\u00e9 l&#8217;esperienza di un concerto all&#8217;auditorium \u00e8 fondamentalmente purissima sonorit\u00e0, nessuno mai si concentra sull&#8217;aspetto esteriore di quel che lo produce. Sarebbe controproducente e occuperebbe l&#8217;immaginazione. Senza contare che la musica una faccia ce l&#8217;ha gi\u00e0: quella di coloro che sanno metterla in pratica, tramite i gesti e la sapienza che proviene dallo studio. Strane vie d&#8217;accesso all&#8217;arte&#8230;<br \/>\nNon esistono bambole con pi\u00f9 di un volto, tranne una: la matrioska, <em>gestalt<\/em> concentrica di 5,6,7 graziose fanciulle tondeggianti, ciascuna rappresentante un costume tradizionale della Madre Russia. E non ci sono strumenti pi\u00f9 antiestetici di questo: il <em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Etherwave_Theremin_Kit.jpg\" target=\"_blank\">theremin<\/a>, <\/em>l&#8217;incredibile eterofono che fuoriusc\u00ec nel 1919 dall&#8217;officina del fisico sovietico Lev Sergeevi\u010d Termen, suo scopritore accidentale. Consisterebbe di due antenne perpendicolari, l&#8217;una per il volume e l&#8217;altra per la frequenza, in grado di percepire l&#8217;impedenza capacitiva di una mano umana. Si suona con piccoli movimenti oscillatori, simili a quelli di un direttore d&#8217;orchestra, producendo un sibilo altamente caratteristico e sottilmente inquietante, molto amato dai registi dei primi film di fantascienza e qualche volta usato anche dal grande maestro del brivido, Alfred Hitchcock. Qualcuno potrebbe chiedersi se c&#8217;\u00e8 un modo di rendere adorabile una cosa cos\u00ec misteriosa e innaturale. La risposta viene, come spesso capita in questi casi, da uno dei paesi culturalmente pi\u00f9 eclettici di tutto l&#8217;Oriente. Si chiama Matryomin e la produce l&#8217;azienda <a href=\"http:\/\/www.mandarinelectron.com\/en\/contact\/index.html\" target=\"_blank\">Mandarin Electron<\/a>, di Shizuoka, Japan.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/zgI-Lr6Pbcs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-9545\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9545\" alt=\"Matryiomin 2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/08\/Matryiomin-2-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/08\/Matryiomin-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/08\/Matryiomin-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Matronym la si suona, idealmente, guardandola negli occhi. Proviene da un&#8217;idea di Masami Takeuchi, il primo concertista del <em>theremin <\/em>in Giappone. Dal di fuori sembra quel famosissimo oggetto folkloristico che si diffuse globalmente nei primi del &#8216;900, ma il suo contenuto \u00e8 del tutto differente. Piuttosto che ospitare copie pi\u00f9 piccole di se stessa, la bambola nasconde infatti una delle due antenne dello strumento (quella tonale)<em>, <\/em>pi\u00f9 la relativa elettronica di controllo e un piccolo altoparlante. Se necessario, si pu\u00f2 anche collegare ad un impianto audio pi\u00f9 potente. Assistere ad un&#8217;esibizione del gruppo musicale Mable, che l&#8217;ha adottata come inconfondibile segno di riconoscimento, ha qualcosa di sottilmente surreale. Sembra quasi che i diversi membri stiano tentando di comunicare a gesti con il proprio pupazzo, meditando sulle note di una misteriosa melodia. Che in realt\u00e0 proviene da loro stessi. Tutto \u00e8 interconnesso e circolare, come le reciproche coincidenze internazionali che hanno portato alla nascita di un tale singolare oggetto.<br \/>\nSecondo fonti accreditate, la matrioska moderna sarebbe nata a cavallo tra il XIX e XX secolo, per l&#8217;operato dell&#8217;artista, ricco industriale, collezionista e mecenate <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Savva_Ivanovi%C4%8D_Mamontov\" target=\"_blank\">Savva Mamontov<\/a>, che attraverso le sue invenzioni intendeva valorizzare l&#8217;ampio patrimonio culturale di tutta l&#8217;Est Europa. La Russia, in quegli anni, stava per perdere una guerra contro l&#8217;esercito imperiale del Giappone, in seguito al tentativo di guadagnarsi territorio in Corea e Manciuria. I soldati, tornando dal remoto confine orientale del paese, portavano con s\u00e9 a Mosca dei piccoli ricordi, <em>souvenir<\/em> e gli altri occasionali frutti delle loro esplorazioni metropolitane, pegni di un luogo e una cultura appena conosciuti, subito avversi per le sfortunate circostanze della storia. Fra tali oggetti figurava una statuetta del vecchio saggio <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fukurokuju\" target=\"_blank\">Fukurokuju<\/a>, una delle sette divinit\u00e0 della fortuna. Dentro di questa ce n&#8217;era un&#8217;altra, uguale. Con dentro un altra e un&#8217;altra ancora. Mamontov se la compr\u00f2, in qualche modo, e ne trasse ispirazione. Cos\u00ec nacque la prima matrioska russa, per un viaggio da un capo all&#8217;altro della grande Asia.<br \/>\nCi sono altre interessanti corrispondenze. Avete mai visto una <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kokeshi\" target=\"_blank\">bambola kokeshi<\/a>? A parte l&#8217;evidente somiglianza, il concetto stesso di quella graziosa serie di figurine, diverse sulla base degli usi e costumi regionali, ricorda da vicino la reinterpretazione che seppe farne il geniale artista russo. Per\u00f2 all&#8217;interno di quelle bambole non c&#8217;era nulla, se non l&#8217;enorme potenziale di una voce, perennemente silenziosa. Mancava la scintilla della vita, ovvero l&#8217;elettricit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La voce delle bambole \u00e8 un concetto astrale che rientra tra i cardini psichici della sinestesia, l&#8217;irrealizzabile comunione tra i diversi mondi della percezione sensoriale. Se queste figurine antropomorfe potessero davvero articolare un pensiero, non sarebbero pi\u00f9 degli esseri inanimati. Cos\u00ec ogni fantoccio, quando sottoposto allo sguardo degli umani, si cura di mantenere un rigido &#8230; <a title=\"Canto elettrico di matrioske giapponesi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=9544\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Canto elettrico di matrioske giapponesi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[46,73,116,394],"class_list":["post-9544","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-giappone","tag-musica","tag-russia","tag-strumenti-musicali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9544\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}