{"id":8420,"date":"2013-07-12T08:07:58","date_gmt":"2013-07-12T07:07:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=8420"},"modified":"2013-07-12T08:22:38","modified_gmt":"2013-07-12T07:22:38","slug":"farsi-lo-shampoo-nello-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=8420","title":{"rendered":"Come farsi lo shampoo nello spazio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/M1lPU0nYb3s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-8421\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8421\" alt=\"Karen Nyberg\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/07\/Karen-Nyberg-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/07\/Karen-Nyberg-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/07\/Karen-Nyberg.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello spazio cosmico infinito, non c&#8217;\u00e8 aria, non c&#8217;\u00e8 gravit\u00e0 e mancano i barbieri. Proprio per questo, chi lascia l&#8217;atmosfera della Terra ha sempre un piano. I capelli te li tagli oppure&#8230; Nell&#8217;immaginario comune della prima epoca spaziale, tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70, l&#8217;astronauta era un tipo ben preciso. Imponente, virile, mascella quadrata: l&#8217;ideale personificazione di un eroe dei romanzi fantascientifici del genere <em>pulp<\/em>, pieni di mostri alieni e pianeti misteriosi. I capelli erano generalmente corti, perch\u00e9 questo ci si aspettava da un eroe in carriera, proveniente da un ambito, l&#8217;aeronautica sperimentale, particolarmente affine a quello militare. La corsa allo spazio, del resto, era un modo fondamentale per imporre il predominio tecnico di una nazione sulle altre, una ragione di contrasto, piuttosto che di aggregazione. I motori erano potenti, la Luna pericolosamente vicina e i capelli sempre, invariabilmente, corti. Ci\u00f2 ha una sua logica: in assenza dei presupposti fisici di un pianeta come il nostro, persino i gesti pi\u00f9 semplici possono diventare complicati. Diffusa \u00e8 la leggenda secondo cui la NASA avrebbe investito milioni di dollari per produrre una penna biro con serbatoio pressurizzato, mentre i russi preferirono usare le matite. <a href=\"http:\/\/complottilunari.blogspot.it\/2013\/01\/la-biro-milionaria-degli-astronauti.html\" target=\"_blank\">La storia \u00e8 falsa<\/a>, ma il problema tecnico \u00e8 pervasivo e onnipresente. L&#8217;unico modo di superare questo tipo di ostacoli \u00e8 fare come\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Karen_Nyberg\" target=\"_blank\">Karen LuJean Nyberg<\/a>, l&#8217;astronauta statunitense che oggi ci mostra come si lava la testa ogni giorno (o quasi) da quando si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale orbitante, a 460 Km dal livello del mare. Lo shampoo impiegato \u00e8, ovviamente, a secco, perch\u00e9 le scorte di acqua sono limitate. Spremendo la bottiglietta argentata con il tubo, simile a quella di un succo di frutta, lei depone qualche preziosa gocciolina sulla cute, mentre altrettante volano via come biglie impazzite. Poi aggiunge il sapone e si strofina energicamente con l&#8217;asciugamano per &#8220;Aiutare lo sporco a venire via&#8221;. Un colpo di pettine sar\u00e0 quanto basta a restituire la giusta compostezza. Il risultato finale non \u00e8 niente male, specie considerate le implicazioni complesse dell&#8217;ambiente in cui si svolge l&#8217;operazione. Liberi dalla continua attrazione della forza di gravit\u00e0, i lunghi capelli della Nyberg si disperdono in alto come quelli di una <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Troll_doll\" target=\"_blank\">bambola troll<\/a>, in attesa di essere nuovamente intrappolati, all&#8217;interno di una pi\u00f9 pratica coda di cavallo. Nello spazio bisogna sempre avere un piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finita la guerra fredda, terminati i presupposti di uno scontro ingegneristico fra superpotenze, l&#8217;investimento nelle agenzie spaziali ha inevitabilmente perso la sua principale giustificazione politica e sociale. I colossali razzi delle missioni Apollo sono ormai un ricordo lontano, mentre persino lo Space Shuttle ha raggiunto l&#8217;et\u00e0 di un prematuro pensionamento. Tutto quello che ci resta, per sognare un futuro fra le stelle, \u00e8 l&#8217;<b>International Space Station<\/b>\u00a0o\u00a0<b>ISS,\u00a0<\/b>costruita in pi\u00f9 fasi a partire dal 1998. Prodotto collettivo di Stati Uniti, Russia, Europa, Canada e Giappone, costituisce il ponte concettuale tra la ricerca scientifica odierna e un ipotetico futuro di esplorazioni cosmiche, verso i recessi pi\u00f9 remoti del nostro sistema solare, fin l\u00e0, dove nessuno aveva mai pensato di andare. L&#8217;aspetto interessante di questo luogo sospeso nel vuoto, punto d&#8217;incontro fra le culture di paesi differenti, \u00e8 il modo in cui sta diventando il simbolo stesso della scienza che diverte ed appassiona, anche grazie all&#8217;opera divulgativa compiuta sul web dai suoi ospiti pi\u00f9 recenti. Cos\u00ec come abbiamo passato mesi a guardare i video del canadese <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Chris_Hadfield\" target=\"_blank\">Chris Hadfield<\/a>, diventato una vera celebrit\u00e0 grazie <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCtGG8ucQgEJPeUPhJZ4M4jA?feature=watch\" target=\"_blank\">al suo canale di YouTube<\/a>, e allo stesso modo in cui stiamo attualmente ammirando l&#8217;operato di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luca_Parmitano\" target=\"_blank\">Luca Parmitano<\/a>, primo italiano a compiere la spettacolare &#8220;passeggiata&#8221; extra-veicolare, possiamo riconoscere in questa divertente <em>debacle<\/em> tricologica di Karen Nyberg lo stesso sfrenato fascino di spingersi nell&#8217;ignoto, destinato forse un giorno a ridare il via a quel campo tecnologico passato in secondo piano, ma pur sempre di primaria importanza. Nel frattempo, anche l&#8217;Occhio vuole la sua parte.<br \/>\nNoi splendide creature venusiane avremo pure un folto mantello pilifero verde-oliva, fluente nelle tempeste caustiche dei nostri continenti semi-sommersi ma tu, essere umano, sei soggetto al grattacapo delle doppie punte. La tua chioma richiede un certo grado di mantenimento, pena il drastico ridursi del suo valore estetico e funzionale. Quando finalmente giungerai sul nostro agro suolo e ti toglierai l&#8217;elmetto in una cascata di boccoli fluenti, soltanto allora potremo dire di averti davvero conosciuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello spazio cosmico infinito, non c&#8217;\u00e8 aria, non c&#8217;\u00e8 gravit\u00e0 e mancano i barbieri. Proprio per questo, chi lascia l&#8217;atmosfera della Terra ha sempre un piano. I capelli te li tagli oppure&#8230; Nell&#8217;immaginario comune della prima epoca spaziale, tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70, l&#8217;astronauta era un tipo ben preciso. Imponente, virile, mascella quadrata: l&#8217;ideale &#8230; <a title=\"Come farsi lo shampoo nello spazio\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=8420\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come farsi lo shampoo nello spazio\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[70,167,138,89],"class_list":["post-8420","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-divertente","tag-ingegneria","tag-spazio","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8420\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}