{"id":6638,"date":"2013-05-06T15:47:08","date_gmt":"2013-05-06T14:47:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=6638"},"modified":"2013-05-06T16:17:07","modified_gmt":"2013-05-06T15:17:07","slug":"street-fighter-parzialmente-fatto-a-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=6638","title":{"rendered":"Street Fighter (parzialmente) fatto a mano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/N45VYUcYu90\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-6639\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6639\" alt=\"Maker Vs Marker\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/05\/Maker-Vs-Marker-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/05\/Maker-Vs-Marker-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/05\/Maker-Vs-Marker.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In principio era il torneo di arti marziali. Ryu e Ken, lottatori degli anni &#8217;90 alla ricerca dello <em>shotokan<\/em> definitivo, viaggiavano per il mondo, allo scopo di mettere alla prova la loro possanza e maestria guerriera. Sei bottoni colorati, un grosso joystick e il tipico monitor interlacciato dalle vistose barre nere orizzontali. A quei tempi, non tutti i videogame richiedevano un racconto epico. C&#8217;erano, si, Final Fantasy, Dragon Quest&#8230; Esistevano molte delle grandi saghe che ancora si affollano, un seguito dopo l&#8217;altro, dentro alle attuali console portatili e casalinghe. Ma insieme a loro, dominando il tempo libero e la fantasia degli appassionati, svettavano i ponderosi coin-op, versatili macchine d&#8217;intrattenimento elettroniche, disposte ordinatamente lungo le candide pareti delle sale giochi e dei bar. L&#8217;unico Anello, creazione tolkeniana, era poco conosciuto allora, appannaggio di bibliofili e lettori di fantasy che si applicassero agli autori pi\u00f9 impegnativi; eppure il metallo brillante, in quell&#8217;epoca lontana, aveva gi\u00e0 un suo potere. Purch\u00e9 si presentasse nella forma di un particolare, miracoloso manufatto: <strong>il gettone da 200 lire<\/strong>. Quel dischetto lucido, equivalente al costo di una telefonata, da cui scaturivano interi mondi paralleli, privilegiate vie di fuga dal grigiore quotidiano. Cos\u00ec, noi combattevamo. Tra le pagode inclinate dell&#8217;iconico fondale giapponese, scagliavamo i nostri hadouken verso il cielo. Per le affollate strade di un mercato cinese, pieno di ciclisti e galline, bloccavamo i calci fiammeggianti di Chun-Li. Sotto il sole rosso della Tailandia, di fronte al Buddha disteso del tempio di Wat Pho, il nostro Blanka frapponeva il suo flusso elettrico al tuono del pugno della Tigre, lo sfregiato re orbo del <em>kickboxing<\/em>. Poi, un giorno, in occasione dell&#8217;ennesimo remake, comparve lui: <strong>Akuma,\u00a0<\/strong>il grande demone.\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno conosce la verit\u00e0 sul guerriero sovrannaturale un tempo noto come <strong>Gouki.<\/strong>\u00a0Capelli rossi pi\u00f9 appuntiti della forca di Poseidone, raccolti in alto su di un ciuffo sbarazzino. Rosario buddista con perle colossali. Sulla schiena, il kanji fiammeggiante <strong>TEN (cielo)<\/strong>, simbolo divino del potere. Lineamenti da guardiano del Dharma, che non sfigurerebbero su di un <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Nio\" target=\"_blank\">kongorikishi<\/a>\u00a0posto all&#8217;ingresso di un grande tempio a Kyoto. La pelle scura da <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ganguro\" target=\"_blank\">ganguro<\/a>, il marchio che accomuna certi giovani ribelli giapponesi, patiti delle lampade a ultravioletti. Un eroe maligno teletrasportante, roteante, fiamma-palleggiante, in grado di afferrare l&#8217;avversario e spegnere le luci della scena, andando in quel momento oltre il limite della quarta parete ludica; d&#8217;un tratto, non si combatteva pi\u00f9 nei panni di Ryu, Ken, o un qualche altro ammasso di pixel rasterizzati. C&#8217;eravamo solo noi e lui, il Boss finale. Manovrato dai creatori del gioco, attraverso lo strumento asincrono dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6655\" aria-describedby=\"caption-attachment-6655\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=6655\" rel=\"attachment wp-att-6655\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6655\" alt=\"akuma\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/05\/akuma-500x452.jpg\" width=\"300\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/05\/akuma-500x452.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/05\/akuma.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6655\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/n4g.com\/news\/44032\/super-street-fighter-ii-hds-akuma\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i videogame tradizionali, in un certo senso, non sono che una sfida tra il creatore e il giocatore. Pi\u00f9 questa risulta diretta, sofferta e coinvolgente, migliore risulta la qualit\u00e0 dello scambio effettuato. Solo dalle sconfitte pu\u00f2 nascere un senso spontaneo di autoperfezionamento, trasformando la simulazione, fine a se stessa, in un&#8217;esperienza davvero significativa. Una partita in cui niente \u00e8 certo, che arricchisca soltanto chi riesce a portarla fino in fondo. O almeno, cos\u00ec era un tempo, quando c&#8217;era una visione artistica che fosse anche\u00a0dotata di capacit\u00e0 decisionale. Oggi il videogioco \u00e8 un prodotto d&#8217;intrattenimento come gli altri, una sorta di film in cui ti chiedono di premere a ritmo qualche tasto. Nei giochi moderni non puoi\u00a0<strong>fallire<\/strong> un confronto, perch\u00e9 ci si aspetta sempre che tu veda tutti i <em>contenuti<\/em>. In fondo, li hai pagati. Sono tuoi, prendili. Ti sono piaciuti? Allora compra il DLC, ci sono altri\u00a0<em>costumi, <\/em>nuove\u00a0<em>mappe,\u00a0<\/em>straordinarie<em> missioni. <\/em><br \/>\nIl gettone, con il suo valore trascurabile, costituiva una scommessa. In 10-15 minuti potevi ottenere tutto e subito&#8230;oppure, come spesso capitava, quasi niente. La prima, la seconda e la terza volta. Finch\u00e9 un giorno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In principio era il torneo di arti marziali. Ryu e Ken, lottatori degli anni &#8217;90 alla ricerca dello shotokan definitivo, viaggiavano per il mondo, allo scopo di mettere alla prova la loro possanza e maestria guerriera. Sei bottoni colorati, un grosso joystick e il tipico monitor interlacciato dalle vistose barre nere orizzontali. A quei tempi, &#8230; <a title=\"Street Fighter (parzialmente) fatto a mano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=6638\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Street Fighter (parzialmente) fatto a mano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[68,159,305,160,306],"class_list":["post-6638","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animazione","tag-arcade","tag-gaming","tag-stop-motion","tag-street-fighter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6638\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}