{"id":654,"date":"2010-01-30T11:24:59","date_gmt":"2010-01-30T09:24:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/?p=654"},"modified":"2010-01-30T11:24:59","modified_gmt":"2010-01-30T09:24:59","slug":"apple-computer-2-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=654","title":{"rendered":"Apple Computer 2.0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-657      aligncenter\" title=\"AppleMacintosh2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/2010\/01\/AppleMacintosh2.jpg\" alt=\"AppleMacintosh2\" width=\"500\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2010\/01\/AppleMacintosh2.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2010\/01\/AppleMacintosh2-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si chiamer\u00e0 iPad, alla fine. Se ne era parlato molto negli ultimi mesi, ed ancora di pi\u00f9 dal momento in cui era ormai certo che <strong>qualcosa<\/strong> doveva accadere. Il 27 gennaio 2010 potrebbe venire ricordato come la data in cui il CEO pi\u00f9 famoso al mondo si \u00e8 seduto su una poltrona di pelle sul palco dello <em>Yerba Buena Center for the Arts<\/em> di San Francisco e, con fare disinvolto, ha rivoluzionato il concetto stesso di computer. Nonostante l\u2019inclinazione fortemente commerciale, le assurde limitazioni di utilizzo (mancano porte USB, memory card, fotocamera&#8230;) ed il design estetico meno che eccezionale, il nuovo <em>shiny gadget<\/em> del carismatico Steve Jobs sta gi\u00e0 facendo parlare il mondo intero, mentre persino alcuni dei pi\u00f9 convinti sostenitori dell\u2019open source si preparano a prenotarne uno.<br \/>\nRiuscir\u00e0 questa scommessa ad avere lo stesso travolgente successo del suo insigne predecessore, l\u2019ormai ubiquo cellulare iPhone? Potr\u00e0 realmente costituire l\u2019anello mancante tra gli ingombranti laptop ed i\u00a0compatti smartphone? Di certo contribuir\u00e0 ad allargare e rafforzare i presupposti monopolistici della gi\u00e0 colossale e sempre pi\u00f9 potente compagnia informatica di Cupertino, California. Questo dispositivo non \u00e8 infatti un computer in senso tradizionale, anche se naviga su Internet, riceve e-mail e visualizza una buona parte dei video e degli e-book. Un iPad non potr\u00e0 in alcun caso essere programmato, personalizzato o impiegato in processi puramente creativi. Ogni applicazione che venga realizzata dai suoi utenti andr\u00e0 singolarmente valutata ed approvata da Apple stessa, per poi essere resa disponibile in esclusiva tramite le stesse infrastrutture web utilizzate dall\u2019iPhone e dall\u2019iPod Touch. Il termine forse pi\u00f9 adatto a definire iPad \u00e8 quello di <em>information appliance,<\/em> una dicitura creata per Apple dal teorico Jef Raskin verso la fine degli anni \u201970, liberamente traducibile in \u201celettrodomestico informatico\u201d. Sarebbe la pi\u00f9 nuova ed affascinante realizzazione di un\u2019ideale vecchio quanto il concetto stesso di Personal Computer: un dispositivo facile da usare, privo delle astrazioni tipiche connesse all\u2019esecuzione ed alla gestione di programmi\u00a0 o contenuti digitali. Sempre acceso, sempre connesso ed utilizzabile in pochi minuti da chiunque e con qualsiasi grado di esperienza, come un televisore o una radiosveglia. Ma sottile quanto uno shoji e largo come un libro di storia. Praticamente, un computer stampato su un foglio di carta&#8230; metaforicamente refrattario a qualsiasi tipo di inchiostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[youtube iEiUlf9BAYU]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio al nuovo millennio doveva portare molti e significativi cambiamenti nelle nostre vite.\u00a0 Secondo gli autori di fantascenza della cos\u00ec detta <em>new wave<\/em>, gli esseri umani avrebbero abitato grandi stazioni spaziali, o esplorato le lune di Marte e di Giove per poi attraversare l\u2019Atlantico su automobili volanti simili a Buick o Chevrolet prive di ruote, per poi raggiungere il luogo di lavoro sfruttando la spinta di un pratico quanto compatto zaino a razzo. La tecnologia futura doveva essere travolgente, fisicamente ponderosa ed estremamente pervasiva. Gli eroi spaziali delle riviste pulp, pistola a raggi nella mano, avrebbero contattato a distanza il computer della loro astronave attraverso ingombranti comunicatori da polso, per poi venire teletrasportati a bordo grazie al tipico quanto inscrutabile fascio di luce tecno-mantica. La tipica casalinga del futuro poi, giustamente simile a quella delle commedie cinematografiche del dopoguerra, conversava \u00a0amabilmente del clima con androidi o robot dalla foggia di aspirapolveri ed altri elettrodomestici vivacemente colorati.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"apple-invite-cropped\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/2010\/01\/apple-invite-cropped1.jpg\" alt=\"apple-invite-cropped\" width=\"324\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli sforzi notevoli compiuti nell\u2019era post-moderna per progredire nei campi dell\u2019esplorazione spaziale e della robotica, ed ancor pi\u00f9 nell\u2019improbabile controllo a volont\u00e0 delle leggi stesse della fisica non ebbero tuttavia un seguito significativo, in particolare dopo il decennio degli anni \u201870: in un certo senso, era come se il progresso tecnologico avesse gradualmente abbandonato il mondo materiale per dirigere la sua piena attenzione verso tutto ci\u00f2 che poteva definirsi intangibile e virtuale. Piuttosto che nello sforzo congiunto di un gotha di scienziati stoici e idealisti, il progresso umano trov\u00f2 cos\u00ec i suoi principali fautori nei dirigenti di alcune compagnie private dalle finalit\u00e0 puramente oggettiviste.<br \/>\nLa prima rivoluzione informatica si concretizz\u00f2 in effetti attraverso lo spirito imprenditoriale di alcuni studenti delle grandi universit\u00e0 americane, che a partire dal dopoguerra investirono grandi risorse finanziarie in una zona rurale presso San Francisco, allora nota come Santa Clara Valley. Al tempo stesso ingenieri tecnologici, dirigenti di azienda e fautori della controcultura New Age, conoscitori di chip, transistor e delle filosofie dell\u2019India&#8230; Nel mezzo di questo maelstrom di idee ed opportunit\u00e0, mentre i vigneti lasciavano gradualmente posto agli stabilimenti industriali di produzione di microprocessori al silicio (silicon), nacque la compagnia della Mela ad opera di Stephen Wozniak e Steve Jobs. Dopo i successi ottenuti nella produzione di alcuni dei primi sistemi dotati di connessioni per lo schermo, l\u2019azienda non tard\u00f2 a reinvestire nella ricerca e sviluppo di interfacce di controllo semplici ed all\u2019avanguardia: il loro grande obiettivo commerciale era creare il primo computer dotato di interfaccia grafica che fosse accessibile a tutti, sia nel prezzo che nell\u2019utilizzo. L\u2019ingeniere matematico, nonch\u00e8 musicista e filosofo, incaricato di\u00a0 progettare il nuovo sistema Apple f\u00f9 Jef Raskin, lo stesso che nel 1979 aveva immaginato per primo il concetto di <em>information appliance (IA)<\/em>.<br \/>\nIl suo ideale realizzativo, estremamente prematuro ed ancora oggi largamente irrealizzato, vedeva il superamento del concetto stesso di computer in quanto tale. L\u2019IA doveva essere un dispositivo informatico pensato per un singolo utilizzo, esattamente come un frullatore o un tostapane. Sarebbe stato dotato esclusivamente dei pulsanti necessari per il suo compito designato, ciascuno collocato in posizione intuitiva e chiaramente identificabile. Gi\u00e0 configurato e pronto all\u2019uso al momento dell\u2019uscita dalla fabbrica, l\u2019IA sarebbe cos\u00ec diventato parte integrante della vita dei suoi utilizzatori, fino al punto di non essere pi\u00f9 percepibile in alcun modo come un sistema informatico. Allora non era neanche concepibile che si arrivasse ad avere bisogno degli IA anche fuori di casa o per la strada, e quindi l\u2019ingombro dato dal fatto di doverne utilizzare una grande quantit\u00e0 non era un fattore determinante. Raskin lasci\u00f2 la Apple nel 1981 fondando una sua compagnia, si dice per problemi nel relazionarsi con lo stesso Steve Jobs.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-663    aligncenter\" title=\"mac128k\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/2010\/01\/mac128k.jpg\" alt=\"mac128k\" width=\"432\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2010\/01\/mac128k.jpg 432w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2010\/01\/mac128k-300x189.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1984, a seguito di una imponente campagna pubblicitaria, la Apple lancia infine i primi Macintosh da 128k, ma senza poter pensare di integrare in alcuna misura le idee pi\u00f9 radicali di Raskin. Questi sistemi ed i loro successori arriveranno per gradi a riscuotere un significativo successo commerciale. Verso l\u2019inizio degli anni \u201990 tuttavia inizieranno a venire superati dal predominio dei PC IBM e degli OS Microsoft. Quello f\u00f9 l\u2019inizio del periodo pi\u00f9 difficile ed oscuro, quando i computer Apple divennero appannaggio esclusivo di alcune nicchie di utenza ben definite, in particolare limitate al settore della grafica e dell\u2019impaginazione tipografica.<br \/>\nNel 1985 lo stesso Steve Jobs era stato allontanato dagli azionisti, e scelse cos\u00ec di dedicarsi ad altri passatempi, acquistando da George Lucas una certa Pixar Animation (per appena 5 milioni di dollari!) Due anni dopo anche l\u2019altro fondatore, Stephen Wozniak, lasciava l\u2019azienda a tempo indefinito. Dopo un lungo periodo in passivo, la Apple si rassegna nel 1996 a richiamare Jobs, per qualche tempo come CEO solamente ad interim. Ma i suoi successi sono straordinari: Jobs, come una sorta di figura messianica (ruolo che \u00e8 quasi certamente convinto di ricoprire) crea una nuova immagine per Apple, che porta l\u2019azienda ad essere percepita come sinonimo di stile ed eleganza. Attraverso il rilascio successivo di alcune serie di prodotti sempre pi\u00f9 alla moda e di successo, come il player MP3 iPod, i riconoscibili computer all-in-one iMac ed i laptop di fascia alta MacBook la Apple raccoglie intorno a se un vasto pubblico di appassionati disposti a spendere parecchio, tanto elitario quanto compatto e fedele.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-666    aligncenter\" title=\"180px-Jef_Raskin_holding_Canon_Cat_model\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/2010\/01\/180px-Jef_Raskin_holding_Canon_Cat_model.png\" alt=\"180px-Jef_Raskin_holding_Canon_Cat_model\" width=\"180\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raskin continu\u00f2 in ogni caso negli anni a teorizzare la sua interfaccia ideale, fino a giungere nel 2000 alla pubblicazione del suo <em>The Human Interface<\/em>, un testo in cui le moderne tecnologie vengono messe in relazione con il concetto fondante della sua ricerca trentennale, l\u2019Information Appliance. Il punto chiave, sostanzialmente, era il ruolo degli schermi sensibili al tocco, o <em>touch-screen<\/em>. Questi rendevano in effetti possibile la realizzazione di un nuovo tipo di IA, versatile come un computer tradizionale ed allo stesso tempo dotato della massima immediatezza di utilizzo.<br \/>\nI suoi pulsanti chiari ed evidenti, simili a quelli del gi\u00e0 citato tostapane, sarebbero quindi stati puramente virtuali ed utilizzabili con un semplice tocco sullo schermo stesso del dispositivo, in grado di riconfigurarsi in in un IA differente sulla base delle necessit\u00e0 del momento:\u00a0 fotocamera, GPS, web browser, programma per le e-mail&#8230; ciascuno dotato unicamente dei pulsanti e delle funzioni strettamente necessarie in quel contesto.<br \/>\nIn un dispositivo di questo tipo, naturalmente, il multi-tasking non trova posto. Non ci sono neanche metafore largamente note come le finestre dei programmi, il desktop o le cartelle per contenere i documenti ed i file. Solo qualche pagina di icone, ciascuna utilizzata per accedere ad una funzione differente, e ciascuna di queste autosufficiente ed intuitiva nelle sue potenzialit\u00e0.<br \/>\n\u00c9 difficile dire se nel 2007, con l\u2019iPhone e l\u2019iPod Touch, la Apple stesse recuperando e proponendo infine le idee del suo geniale ex dipendente.\u00a0 Di certo Raskin, se non fosse deceduto esattamente cinque anni fa a soli 61 anni avrebbe avuto molto da dire su tali prodotti, e forse il rimpianto di non averne registrato lui i brevetti&#8230;<br \/>\nMa naturalmente, Jobs non si sarebbe fermato a questo. Quando la tua idea di base \u00e8 tanto buona che ci sono nel mondo oltre 30 milioni di utenti con un cellulare dotato di funzioni inferiori alla concorrenza, che non naviga sui siti in Adobe Flash, nonch\u00e8 limitato dal DRM per le applicazioni pi\u00f9 feroce e restrittivo sul mercato, non \u00e8 neanche pi\u00f9 una questione meramente commerciale: con un altro colpo fortunato si pu\u00f2 allargare il proprio monopolio <em>de-facto <\/em>ad altre classi di dispositivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[nggallery id=12]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio di marketing principale \u00e8 semplice ed immediato, ma a mio parere fuorviante: l\u2019iPad sar\u00e0 una soluzione intermedia, per quando un laptop sarebbe troppo ingombrante ed uno smartphone troppo limitato. \u00a0Non stiamo certamente parlando del primo tablet PC sul mercato \u2013 Bill Gates ci aveva provato anni f\u00e0 \u2013 ma piuttosto del dispositivo destinato in teoria a rendere di largo consumo questa eclettica tipologia di prodotti. \u00a0L\u2019input di testo per\u00f2 avverr\u00e0 solo attraverso una tastiera a schermo utilizzabile con le dita, quindi senza pennino ed OCR per un uso realmente veloce ed efficiente, ed\u00a0\u00e8 proprio quello il punto. iPad non \u00e8 certo un computer pensato per la creativit\u00e0 o l\u2019inserimento di dati; tutto quello che deve fare \u00e8 favorire l\u2019acquisto di contenuti approvati da Apple e permetterne la fruizione migliore. In questo va considerato piuttosto come una sorta di mezzo di intrattenimento passivo <em>on-demand<\/em>, in cui l\u2019utente sceglie cosa vuole vedere, come su YouTube, ma lo fa all\u2019interno di confini precisi e con limitazioni definite.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[youtube kprwIGYMxJw]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che iPad far\u00e0 bene sar\u00e0 riprodurre video, mostrare il contenuto di libri, navigare sul web offrirsi come piattaforma elettiva per un vasto assortimento di applicazioni e videogames. Ancora una volta, non potr\u00e0 utilizzare le funzionalit\u00e0 offerte dalle aziende viste come ostili da Apple: niente siti interattivi in Flash o Google Voice \u2013 potrebbero \u201cconfondere\u201d gli utenti (ehm&#8230;)<br \/>\nApp Store, il negozio online delle applicazioni per iPhone, ha gi\u00e0 costituito una vera miniera da quest\u2019ultimo punto di vista. Grazie all\u2019accessibilit\u00e0 degli accordi contrattuali per proporre la propria applicazione su iPhone, nonch\u00e8 all\u2019enorme base installata di utenza, si \u00e8 verificata pi\u00f9 volte l\u2019eventualit\u00e0 di piccoli sviluppatori che, trovando l\u2019idea giusta, si sono arricchiti improvvisamente grazie al lavoro di poche settimane. App Store \u00e8 in un certo senso la nuova frontiera della distribuzione software: il quindicenne che programma una soundboard con i versi degli uccelli si trova inerentemente allo stesso livello di visibilit\u00e0 di una mega-corporation come l\u2019Electronic Arts. Sarebbe in effetti un errore trascurare le potenzialit\u00e0 ludiche del nuovo dispositivo Apple. Nonostante fosse altrettanto privo di tasti, l\u2019iPhone oggi si \u00e8 imposto come vero e proprio terzo polo del gaming portatile, con decine e decine di release alla settimana.<br \/>\nL&#8217;eventuale\u00a0veto distributivo di Apple in questo caso non pu\u00f2 realmente dirsi un fattore rilevante, visto il controllo anche pi\u00f9 stretto che viene effettuato dalle compagnie produttrici di console per videogiochi propriamente dette, come Nintendo o Sony. Resta paradossale, e certamente non casuale, il fatto che proprio nel campo dei giochi portatili non esista un sistema hardware ad ampia distribuzione realmente open come i PC o Mac tradizionali; su questi piccoli schermi, dove gli investimenti per lo sviluppo sono meno onerosi, sarebbe davvero possibile confrontare alla pari le produzioni delle grandi compagnie con l\u2019enorme quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei prodotti delle nuove sofware house indipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-669  aligncenter\" title=\"new-article-15_460x0w\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/2010\/01\/new-article-15_460x0w.jpg\" alt=\"new-article-15_460x0w\" width=\"400\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2010\/01\/new-article-15_460x0w.jpg 400w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2010\/01\/new-article-15_460x0w-300x231.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">iPad sar\u00e0 compatibile al 100% con\u00a0 tutte le applicazioni ed i giochi per iPhone, con la possibilit\u00e0 di scalarne le immagini all\u2019intero schermo da 9,7 pollici del nuovo sistema. L\u2019alternativa, un piccolo display attivo al centro di un enorme letterbox, non sembrerebbe nemmeno utilizzabile nel caso in cui le immagini vadano toccate o manipolate con i pollici, come appunto avviene nel 90% dei casi. Un altra problematica potrebbe essere rappresentata dal ruolo \u201csterzante\u201d dell\u2019accelerometro nei giochi di guida, visto l\u2019ingombro e peso notevolmente superiore rispetto ad un cellulare. Per questi ed altri motivi probabilmente andranno tenuti d\u2019occhio soprattutto i giochi realizzati in esclusiva per iPad, ed in particolare, se Apple vorr\u00e0 finalmente puntare ad un pubblico pi\u00f9 smaliziato e di settore, a quelli di ruolo o strategia. Qui, utilizzando il processore molto potente (A4 da 1Ghz), lo schermo maggiorato e le potenzialit\u00e0 molto interessanti del multi-touch, game designer abili potrebbero fare di questo oggetto una vera e propria console, con presupposti molto pi\u00f9 rivoluzionari che nel settore dei laptop e netbook propriamente detti. Quelli non sono information appliances, media player, e-book reader o videogame consoles, ma semplici computer.<br \/>\nPossono fare ciascuna di queste cose, ovviamente, e molte altre&#8230; ma sarebbe come dire che un&#8217;utilitaria pu\u00f2 percorrere il circuito di Monza insieme ad auto da competizione, ed in pi\u00f9 andare al centro commerciale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiamer\u00e0 iPad, alla fine. Se ne era parlato molto negli ultimi mesi, ed ancora di pi\u00f9 dal momento in cui era ormai certo che qualcosa doveva accadere. Il 27 gennaio 2010 potrebbe venire ricordato come la data in cui il CEO pi\u00f9 famoso al mondo si \u00e8 seduto su una poltrona di pelle sul &#8230; <a title=\"Apple Computer 2.0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=654\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Apple Computer 2.0\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[36,37,38,21],"class_list":["post-654","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-apple","tag-computing","tag-ipad","tag-portatili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}