{"id":45377,"date":"2026-10-16T06:22:26","date_gmt":"2026-10-16T04:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45377"},"modified":"2026-10-16T06:28:32","modified_gmt":"2026-10-16T04:28:32","slug":"lo-strano-tanfo-che-le-mosche-ammalia-da-un-cubo-verde-nel-deserto-della-somalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45377","title":{"rendered":"Lo strano tanfo che le mosche ammalia, da un cubo verde nel deserto della Somalia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-0.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"297\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-0-500x297.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45378\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-0-500x297.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-0-768x456.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-0-1536x913.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-0.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laggi\u00f9 nel Corno d&#8217;Africa, oltre la costa pianeggiante che congiunge il mare alla penisola, una vegetazione uniforme caratterizza i suoli aridi dove la vita riesce, nonostante tutto, a esplicitare il suo bisogno di moltiplicarsi e prosperare. Una boscaglia bassa, rada e spinosa, composta da acacie resinose intercalata da euforbie con l&#8217;occasionale cresta aculeata di un&#8217;aloe da fiori rossi, e il tronco ancor pi\u00f9 raro di un albero di mirra solitario. Cos\u00ec passeggiando in questa terra stranamente familiare, in qualche modo evocativa di un selvaggio sentimento primordiale, pu\u00f2 succedere di percepire il segno chimico del trapasso animale. L&#8217;odore vivido di cose morte, sprigionato dal processo naturale che ogni cosa tende a trasformare e reinserire nel possente ciclo di utilizzo e prototipica incorporazione. Accompagnato dal ronzio di una pluralit\u00e0 di anime, la schiatta degli insetti alla ricerca di risorse utili alla propria proliferazione. Immaginar di farsi un investigatore per trovare la carcassa del dik-dik, della gazzella o del gerenuk, potrebbe tuttavia non rivelare la visione prospettata. Allorch\u00e9 all&#8217;ombra transitoria di un pendio, il vortice di ditteri diventer\u00e0 bandiera; per l&#8217;oggetto che sarebbe quasi simile ad un uovo di dinosauro&#8230; Ricoperto da piccoli emblemi rosso-marroni. Se non fosse per l&#8217;altezza di circa 8 cm, rispecchiata nell&#8217;estendersi del lato cuboidale. Ecco allora la borraccia prototipica di una riuscita convergenza evolutiva. Da cui molti attingerebbero, se soltanto fossero davvero equipaggiati ad individuarla. Il cui nome in termini greco-latini \u00e8 <em>Pseudolithos cubiformis<\/em>, cos\u00ec come selezionato dal botanico P.R.O.Bally, nella revisione della lunga serie di appunti e annotazioni cominciate nella prima met\u00e0 dello stesso secolo, durante il periodo coloniale italiano. Per l&#8217;iniziativa del collega Chiavenda, primo classificatore della specie cognata <em>P. migiurtinus<\/em>, originariamente definita <em>Lithocaulon migiurtinum<\/em>. Per il sussistere di ragionevole incertezza, relativamente al piazzamento tassonomico di tale pianta succulenta, che non \u00e8 un cactus nonostante le apparenze, causa la struttura floreale complessa che permette d&#8217;inserirla nella famiglia delle Apocynaceae, assieme a piante assai pi\u00f9 conosciute come l&#8217;oleandro, la pomelia o la pervinca del Madagascar. Tutte caratterizzate dal possesso, d&#8217;altra parte, di un qualcosa che potremmo essere inclini a dare per scontato: la sintomatica suddivisione in fusto, rami e foglie. Che difficilmente avrebbe luogo ad essere, in tale cugino dalla forma di un perfetto cubo. E non solo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-500x338.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45381\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-500x338.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-768x520.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-1536x1040.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos.jpg 1776w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il termine scientifico del genere allude quindi all&#8217;evidente somiglianza (<em>Pseudolithos <\/em><strong><code>=<\/code><\/strong> &#8220;Quasi una pietra&#8221;) c&#8217;\u00e8 anche da dire che la scorza ruvida che fa da involucro alla pianta sembra pi\u00f9 che altro pelle, di lucertola o creatura appartenente alla gi\u00e0 citata Preistoria. Laddove \u00e8 pi\u00f9 che altro la sua forma, allusiva ad un cristallo regolare dagli spigoli diametralmente contrapposti, ad avere un&#8217;apparente pertinenza nel regno tangibile dei minerali. Il che non pu\u00f2 neppure dirsi, nell&#8217;analisi dei presupposti, in alcun modo necessario come logica prerogativa. Nell&#8217;osservare le altre specie interconnesse alla sopracitata <em>cubiformis<\/em>, le cui sagome riescono a spaziare, piuttosto, dal globoso al cuneiforme, dall&#8217;oblungo al bitorzoluto, fino al caso evocativo di una vera piccola piramide, completa di piedini situati presso i vertici inferiori. Forme tanto distintive quanto caratterizzanti, che in alcun modo misurabile paiono conformi al tipico concetto di una pianta, fatta eccezione per la convergenza evolutiva con le <em>Lithops<\/em> delle Aizoaceae, o le <em>Ariocarpus<\/em> delle Cactaceae. Il che suscita l&#8217;ovvia domanda del perch\u00e9, esattamente, una pianta dovrebbe trarre beneficio dal suo assomigliare ad un qualcosa di compatto, come una pietra? Ci\u00f2 accettando significativi compromessi in merito ad adattabilit\u00e0, distribuzione termica e resistenza al contagio di agenti patogeni ed infestazioni nocive. La risposta, come spesso capita, resta scientificamente indeterminata, causa la mancanza di uno studio sistematico coadiuvato da dati statistici approfonditi, bench\u00e9 l&#8217;inferenza logica possa esserci d&#8217;aiuto nel comprenderne le chiare implicazioni. Visto l&#8217;utilizzo dominante della vista, da parte degli erbivori pi\u00f9 grandi, nel cercare un tipo di fonti di cibo caratterizzate da un particolare aspetto. Che non \u00e8, di certo, quello di una pietra o piccola scultura. Ancorch\u00e9 lo stesso tipo di collocazione, cos\u00ec semi-sepolta in suoli ghiaiosi o sassosi, permetter\u00e0 alla <em>Pseudolithos <\/em>di difendersi dal caldo abbacinante del mezzogiorno equatoriale, mentre accumula nei suoi tessuti parenchimatici una quantit\u00e0 notevole di acqua dal sottosuolo, da utilizzare nei periodi di siccit\u00e0. Una posizione bassa sul terreno che di proprio conto ha limitato la dispersione anemocora del polline, generando tramite la selezione naturale il presupposto di questa terribile fioritura. Con una quantit\u00e0 di odore sprigionato totalmente fuori scala rispetto ai piccoli fiori a raggiera, ricoperti di peli sottili concepiti per muoversi nel vento, sprigionando quelle particelle leggerissime capaci d&#8217;invitare mosche ed altri esseri adiacenti. Verso la ricerca, costante ed instancabile, di condizioni valide alla nascita di un&#8217;ulteriore generazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q_qSCxSWqFA?si=C-yFknp93dbQhjB4\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Flower-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45379\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Flower-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Flower-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Flower-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Flower.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comprensibilmente amate dai collezionisti anche per la relativa facilit\u00e0 nella coltivazione all&#8217;interno di un ambiente dall&#8217;umidit\u00e0 e temperatura controllata, le piante del genere <em>Pseudolithos <\/em>richiedono cionondimeno una sorveglianza costante, per la ben nota rapidit\u00e0 con cui un esemplare perfettamente in salute pu\u00f2 improvvisamente sviluppare marcescenza, deperendo oltre il punto di non ritorno nel giro di pochi giorni, se non ore. Ragion per cui la grande maggioranza degli hobbisti tende a procurarsi una quantit\u00e0 elevata di semi, posizionati nel sostrato a una distanza ravvicinata anche grazie alla morfologia compatta di tali atipiche piantine. Caratterizzate a quanto riportato online da una germinazione rapida ma crescita piuttosto lenta, con la possibile eccezione della gibbosa <em>P. dodsonianus<\/em>, marcatamente indicata come &#8220;pi\u00f9 semplice&#8221; dai siti di settore.<br>Una mansione quanto meno utile, quella della moltiplicazione ad opera di appassionati, proprio allo scoraggiamento del prelievo diretto in natura, presumibilmente lesivo di uno stato di conservazione gi\u00e0 lontano dalle condizioni ideali. Come pare semplice presumere, sebbene in assenza di censimenti puntuali o l&#8217;inserimento in liste internazionali, visto l&#8217;incipiente utilizzo di un habitat che sembra farsi sempre pi\u00f9 sfruttabile in presenza d&#8217;instabilit\u00e0 politica nelle sue terre nat\u00ece di Somalia e piccole parti dell&#8217;Etiopia, Yemen ed Oman. Dove le piccole pietre viventi sono sempre state troppo rare o difficili da individuare, per poter assumere un ruolo culturale di rilievo in termini mitologici, conoscitivi o taumaturgici. Una mezza benedizione che potrebbe, tuttavia, portare a conseguenze non del tutto positive. Giacch\u00e9 in qual modo si pu\u00f2 agire con intento salvifico, nei confronti di qualcosa che a tal punto sa essere conforme al suo incrollabile bisogno di restare mimetizzato?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FyZNVF5QfB8?si=W0qsJzCxEVkVkSjO\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Growth-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45380\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Growth-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Growth-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Growth-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Pseudolithos-Growth.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laggi\u00f9 nel Corno d&#8217;Africa, oltre la costa pianeggiante che congiunge il mare alla penisola, una vegetazione uniforme caratterizza i suoli aridi dove la vita riesce, nonostante tutto, a esplicitare il suo bisogno di moltiplicarsi e prosperare. 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