{"id":45349,"date":"2026-10-11T06:24:56","date_gmt":"2026-10-11T04:24:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45349"},"modified":"2026-10-11T06:24:59","modified_gmt":"2026-10-11T04:24:59","slug":"il-lascito-della-generazione-che-traino-le-proprie-case-nellatlantico-inseguendo-le-onde-di-terranova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45349","title":{"rendered":"Il lascito della generazione che train\u00f2 le proprie case nell&#8217;Atlantico, inseguendo le onde di Terranova"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Kboa390gABI?si=SCgs6t_bGcORoEWb\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45352\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;immagine figura come punto chiave nei materiali promozionali della nuova serie televisiva dai risvolti orrorifici di Netflix, Below. Difficile, del resto, restare indifferenti al riconoscibile profilo di una capanna in legno del contesto nordamericano che galleggia in una baia marina, trascinata verso una destinazione sconosciuta tramite l&#8217;impiego di una barca a motore. Eppure al di l\u00e0 dell&#8217;esito imprevisto di una tale scena con copioso dispendio di effetti speciali, l&#8217;iconografia per gli abitanti di una tale terra evoca una vera contingenza storica provata dall&#8217;esistenza di cospicue documentazioni fotografiche e video d&#8217;archivio. La scelta che non fu una scelta, di lasciarsi indietro il sito ereditario della propria beneamata dimora. Senza per questo rinunciare a quanto di pi\u00f9 prezioso ne occupasse i logici confini: le quattro mura e il tetto in grado di proteggerne gli abitanti da orsi, gabbiani, pioggia battente. Dopo tutto, in strani giorni, persino una casa pu\u00f2 riuscire a galleggiare&#8230;<br>Fino a che punto si pu\u00f2 considerare un territorio frammentato, con coste inaccessibili ed un entroterra selvaggio, la parte inconfutabile di una singola e indivisa identit\u00e0 coesa? La risposta \u00e8 che tutto \u00e8 possibile, a patto di poter disporre delle infrastrutture adeguate. Ed al momento dell&#8217;ingresso lungamente atteso dell&#8217;isola di Terranova nella giurisdizione canadese il 31 marzo 1949, sarebbe assai difficile tentare di considerare in alcun modo funzionale la limitata rete stradale di cui la popolazione poteva disporre. Poche strisce asfaltate, in larga parte concentrate nella zona occidentale di quel territorio, annualmente avvolto nella morsa d&#8217;inverni rigidi e nevosi. Per non parlare delle difficolt\u00e0 inerenti nel costruire e mantenere una rete finalizzata a distribuire l&#8217;energia elettrica nelle dozzine di piccoli villaggi e comunit\u00e0 remote, i cui abitanti erano tradizionalmente dediti alla pesca <em>inshore<\/em>. Intere famiglie abituate all&#8217;autosufficienza da generazioni, per cui l&#8217;autosufficienza rappresentava un metodo oltre che un credo esistenziale inveterato. Ma anche una forza lavoro potenziale, il motore fuori dalle istituzioni di quella che avrebbe potuto costituire un funzionale aggiornamento dei presupposti operativi ed istituzionali dell&#8217;incipiente modernizzazione statale. Quella serie di processi fortemente teorizzati, e pi\u00f9 volte esposti nei suoi programmi radiofonici ed altre pubblicazioni, dal primo governatore eletto in seguito all&#8217;uscita del paese dallo stato di <em>dominion <\/em>d&#8217;oltremare dell&#8217;Impero di Sua Maest\u00e0 Britannica, il sostenitore dello stato sociale Joey Smallwood. Leader politico fondatore del Partito Liberale, di radici sindacaliste ed orientamento progressista, il cui controllo incontrastato dell&#8217;isola sarebbe continuato per i successivi 23 anni. E le cui idee finalizzate all&#8217;acquisizione di un maggior peso industriale e manifatturiero avrebbero favorito mutamenti sul piano storico lungamente discussi dagli storici, dato il peso avuto sulla storia successiva dei propri elettori. Ed almeno un episodio giudicato a posteriori problematico, la cui direzione operativa si prest\u00f2 alla creazione di una vasta classe disagiata e tutto ci\u00f2 che normalmente tende a conseguirne&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4LnRRcN1kOI?si=NLI-PPHps009IgDM\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettled-Town-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45350\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettled-Town-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettled-Town-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettled-Town-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettled-Town.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Furono del resto circa 30.000 persone, in base alle stime maggiormente conservative, a rispondere alla chiamata effettuata dal governo isolano e i suoi nuovi supervisori continentali, definita nel 1954 con il termine piuttosto vago di <em>Centralization Program<\/em>. Una complessa procedura organizzativa gestita dal consigliere ed economista Alfred Valdmanis, subordinata al consenso dei singoli nuclei familiari e sostenuta da un accordo federale, che vedeva l&#8217;offerta di un premio in denaro variabile tra i 150 e 600 dollari, pari a un massimo di circa 2.000 adeguati all&#8217;inflazione odierna, per chiunque accettasse di spostarsi dai piccoli villaggi di pescatori verso uno dei grandi poli urbani nati a seguito del secondo conflitto mondiale nella Placentia Bay e la penisola di Burin, come Stephenville, Argentia e Gander. Una somma non straordinariamente significativa, ma che potesse contribuire all&#8217;acquisto di una nuova dimora o terreno in cui insediarsi, potendo nel contempo beneficiare dei vantaggi di approvvigionamenti regolari, sanit\u00e0 istituzionalizzata e servizi postali funzionanti. Alcuni accettarono dunque di buon grado l&#8217;opportunit\u00e0, sebbene ci\u00f2 non dovette sembrare sufficiente alla commissione responsabile, se \u00e8 vero che entro il 1965 il programma era stato ampliato acquisendo il nuovo appellativo di <em>Fisheries Household Resettlement<\/em>, con una spinta destinata a durare fino al 1975. E premi dedicati agli aderenti drasticamente incrementati fino a 2.000 dollari (16.000 attuali) pi\u00f9 ulteriori 200 per ciascun singolo familiare a carico, oltre ad un contributo variabile di fino a 3.000 per l&#8217;acquisto di un lotto di residenza. Il che inizi\u00f2, in maniera inarrestabile, a causare uno spopolamento attivo dei siti e porticcioli lungamente disseminati nella zona di contatto tra la terra e il mare, con molti abitanti indecisi trovatosi costretti a seguire la maggioranza, pena il tragico destino di ritrovarsi come dei veri e propri eremiti. Fu questo il periodo, sostanzialmente, in cui venne elaborata la soluzione menzionata in apertura. Allorquando le comunit\u00e0 rurali, abituate a cooperare reciprocamente nei lunghi inverni e trasferire i propri averi in seguito a oggettive necessit\u00e0 di sopravvivenza, implementarono metodologie eccezionalmente funzionali nel trasformare i loro domicili in veri e propri oggetti semoventi. Sollevando le fondamenta poco profonde e disponendole su slitte, da trainare tutti assieme fino al bagnasciuga. Sopra una zattera di tronchi pronta a sollevarsi, al sopraggiungere dell&#8217;alta marea. Previa l&#8217;inclusione di adeguati galleggianti atti a stabilizzarli, affinch\u00e9 in un giorno di risacca diventasse possibile, infine, lasciarsi addietro il luogo della propria nascita, per non farvi mai pi\u00f9 ritorno.<br>L&#8217;approdo dei migranti nelle proprie cittadine d&#8217;adozione fu d&#8217;altronde, fin da subito, estremamente problematico. Con un grado di alfabetizzazione in media piuttosto carente, ed abitudini a uno stile di vita drasticamente differente, i nuovi venuti furono da subito percepiti come un peso per comunit\u00e0 fortemente uniformi. Ci\u00f2 senza considerare l&#8217;operato speculativo di un certo numero di appartenenti alle classi sociali privilegiate, che alzarono intenzionalmente i costi della vita trasformando in dei veri e propri ghetti i cosiddetti <em>growth centres<\/em>, le zone istituzionali dedicate all&#8217;insediamento dei loro nuovi vicini. Molti di coloro che vissero in prima persona quegli anni raccontano delle difficolt\u00e0 vissute, in modo particolare, dai giovani all&#8217;interno del sistema scolastico, nel quale furono profondamente bullizzati per le loro differenze nel vestirsi, parlare e l&#8217;assenza di un background culturale condiviso con i compagni di classe. Mentre nel mondo degli adulti, le difficolt\u00e0 nel trovare lavoro e l&#8217;elevata tassazione causarono significativi risvolti d&#8217;infelicit\u00e0 e miseria, destinata a raggiungere l&#8217;apice in seguito all&#8217;introduzione delle moratorie sulla pesca del merluzzo, introdotta per ragioni ambientali dal Canada nel 1992.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hOJtio7ZsyY?si=J3jiIIyGmv-5fFOn\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45351\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/10\/Terranova-Resettlement-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stato sociale tanto fortemente voluto da Smallwood fu dunque non soltanto una realt\u00e0 operativa di quegli anni, bens\u00ec una vera e propria necessit\u00e0. Mentre decine di migliaia di persone, precedentemente in grado di provvedere a se stesse, diventarono dipendenti dai sussidi per giungere alla fine del mese, con paghe inadeguate e i costi implicati da quegli stessi servizi di cui precedentemente avrebbero potuto tranquillamente fare a meno. Sul piano economico, nel medio periodo, non fu misurabile un aumento sensibile del prodotto interno lordo tanto a lungo desiderato, semplicemente a causa dell&#8217;assenza di una filiera produttiva destinata a richiedere ulteriori decenni di modernizzazione. Laddove dal punto di vista di una retrospettiva positivista, resti possibile quantificare i meriti inerenti che derivano dal far conoscere ad intere fasce di popolazione significative gli agi del mondo contemporaneo, come le strade illuminate o l&#8217;utilizzo del telefono. <br>Che in maniera estemporanea videro gli allacci propagarsi, come i tentacoli di un mostro degli abissi, attorno ed oltre gli usci di quelle galleggianti dimore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;immagine figura come punto chiave nei materiali promozionali della nuova serie televisiva dai risvolti orrorifici di Netflix, Below. Difficile, del resto, restare indifferenti al riconoscibile profilo di una capanna in legno del contesto nordamericano che galleggia in una baia marina, trascinata verso una destinazione sconosciuta tramite l&#8217;impiego di una barca a motore. 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