{"id":45247,"date":"2026-09-24T06:33:42","date_gmt":"2026-09-24T04:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45247"},"modified":"2026-09-24T06:37:04","modified_gmt":"2026-09-24T04:37:04","slug":"meccanico-preludio-rotativo-utopia-britannica-del-disco-che-tento-di-anticipare-la-televisione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45247","title":{"rendered":"Meccanico preludio rotativo: utopia britannica del disco che tent\u00f2 di anticipare la televisione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8GYGxEk0btA?si=jF6aWZXdyaPvF2Rz\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Televisor-Baird-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45250\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Televisor-Baird-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Televisor-Baird-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Televisor-Baird-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Televisor-Baird.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La placca blu cobalto sopra la vetrina, accanto all&#8217;insegna del Bar Italia. Ed una breve, singolare dicitura: &#8220;Nel 1926 in questa casa John Logie Baird dimostr\u00f2 per primo la televisione&#8221;. Nessuno, tra gli avventori regolari, sembra preoccuparsene e neppure le svariate foto appese ai muri, dedicate in larga parte al pugile italo-americano Rocky Marciano e la storia di questo iconico luogo di ristoro sulla Firth Street di Londra, si preoccupano di commemorare l&#8217;episodio segnalato come parte del programma nazionale dall&#8217;associazione English Heritage. Soltanto ad una minima parte tra i plurimi avventori del locale, fermandosi per qualche attimo ad immaginare, sembra quasi di sentire il ritmico ronzio e la vibrazione situata al cardine, di un singolo oggetto che tra queste mura venne messo in moto, dando inizio a un cambiamento sostanziale di cosa potessero essere i media trasmessi a distanza&#8230; E quanti volti, precedentemente sconosciuti, potessero apparire nel soggiorno di un&#8217;abitazione contemporanea. Era una macchina, quella inventata esattamente un secolo fa dall&#8217;ormai non molto noto ingegnere scozzese, laureato all&#8217;Universit\u00e0 di Glasgow e successivamente trasferitosi nel suo laboratorio a Soho Street, con la specifica intenzione di cercare un compratore per le sue innumerevoli idee. Prima fra tutte, l&#8217;ipotesi che fosse realmente praticabile, l&#8217;ambizione lungamente paventata di trasmettere un&#8217;immagine a distanza, in diretta, cos\u00ec come avveniva ormai da tempo per la musica e le voci umane nei programmi radiofonici della BBC. Ma ben pochi, al giorno d&#8217;oggi, penserebbero di applicare ad esso la definizione di elettrodomestico, vista la marcata somiglianza pi\u00f9 che altro ad una ruota di bicicletta con una lampada da un lato ed una lente d&#8217;ingrandimento dall&#8217;altro; tecnologia pensata in base ai crismi e l&#8217;epoca che ne permise l&#8217;esistenza. Anteponendo l&#8217;ingegnosit\u00e0 del risultato, alle sue prerogative estetiche ed alla capacit\u00e0 di affascinare istintivamente l&#8217;osservatore. Almeno, finch\u00e9 non veniva fatta funzionare, come avvenne in quel fatidico giorno al cospetto di un gruppo di scienziati della Royal Institution ed alcuni giornalisti, colleghi dello stesso editore del Daily Express che soltanto tre anni prima aveva fatto mandare via Baird dalla sicurezza del giornale, credendo si trattasse di un folle mitomane o venditore d&#8217;aria calda avvezzo a turlupinatori giochi di prestigio. Assolutamente impossibile da immaginare, in effetti, sarebbe stato il risultato allorch\u00e9 la spina elettrica venne inserita nella presa, ed accelerando gradualmente il circolare oggetto cominci\u00f2 a girare vorticosamente. Inducendo a comparire, nello spazio incorniciato di quel vetro convesso, la forma grossolana eppur immediatamente riconoscibile di un volto umano, distribuito su 30 linee di punti e ad una frequenza di 12,5 fotogrammi al secondo. Molto probabilmente quello dello stesso Paul Reveley, assistente tecnico personale di Baird. Che parlava e gesticolava, estremamente preso in un monologo inaudibile causa limitazioni tecniche le quali, quest&#8217;ultimo si affrett\u00f2 a spiegare, sarebbero stata presto superate. Non che nessuno dei presenti, in uno stato di stupore quasi sovrannaturale, fosse nell&#8217;immediato intento a dubitare della sua estatica figura. Finch\u00e9 uno dei giornalisti non ruppe il ghiaccio ponendo la prima domanda. Ce ne sarebbero state molte, a seguire&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oaYe1eLFCxw?si=FyUx_FDLDDhHujqp\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Demonstration-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45248\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Demonstration-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Demonstration-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Demonstration-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Demonstration.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La televisione meccanica di Baird, all&#8217;epoca chiamata molto semplicemente Televisor, era nei fatti l&#8217;applicazione pratica di un principio non nuovissimo, portato alle sue estreme conseguenze dall&#8217;avanzamento tecnico intercorso e l&#8217;ingegno di una singola persona. Trattandosi nello specifico di un esempio del tutto conforme di disco di Nipkow, un sistema di scansione delle immagini inventato dall&#8217;omonimo ingegnere tedesco nel 1884, in mancanza dell&#8217;opportunit\u00e0 di metterlo effettivamente a frutto per l&#8217;assenza di fotocellule o sensori sufficientemente rapidi e precisi nell&#8217;epoca dei suoi contemporanei. Laddove l&#8217;approccio da lui brevettato, in linea di principio, sfruttava una metodologia di funzionamento estremamente semplice, il cui segreto risiedeva, come per tante altre meraviglie nella storia della tecnologia, nei buchi. Fori praticati ad intervalli equidistanti lungo le circonferenze interne pi\u00f9 piccole, lasciando ampi spazi impenetrabili per ci\u00f2 che avrebbe avuto luogo ad ambo i lati del meccanismo. Ovvero la rilevazione della luce tramite l&#8217;impiego di una piccolissima apertura, previa collocazione del diodo non ancora esistente. E compatibilmente l&#8217;accensione ritmica di una lampadina, all&#8217;altro capo di un filo o segnale, su un disco gemello ed in base alla sequenza precisamente rilevata. Tutto ci\u00f2 ottenendo il pratico quanto efficace riproporsi della stessa immagine o situazione, che si svolgeva innanzi al primo e a beneficio degli spettatori del secondo. Giacch\u00e9 il bagliore risultante, potendo oltrepassare un singolo foro su ciascuna circonferenza interna, diventava a tutti gli effetti l&#8217;esempio ante-litteram di un pixel cangiante.<br>Ed \u00e8 un fatto stranamente singolare, quanto gi\u00e0 verificatosi nella storia della tecnologia applicata, che l&#8217;approccio necessario a rendere concreta tale ipotesi sarebbe giunto non da un prestigioso sito di ricerca, bens\u00ec la residenza privata della localit\u00e0 di Hastings dove John L. Baird si era trasferito all&#8217;et\u00e0 di 35 anni nel 1923, nella speranza che l&#8217;aria di mare contribuisse a mitigare i problemi di salute di cui soffriva dalla giovane et\u00e0. Entro cui lavorando con materiali come una vecchia cappelliera, alcune lenti per fari di bicicletta, una cassa per il t\u00e8 ed un paio di forbici riusc\u00ec a concretizzare la trasmissione a distanza di una silhouette animata. Il punto di partenza di una significativa avventura commerciale, ed il fattore che pi\u00f9 di ogni altro contribu\u00ec al proprio legittimo inserimento nell&#8217;albo degli inventori capaci d&#8217;influenzare significativamente la vicenda umana. Ancorch\u00e9 altri stessero percorrendo la stessa via in quegli anni, incluso D\u00e9nes Mih\u00e1ly in Germania (brevetto del 1919) e Charles F. Jenkins negli Stati Uniti (1925) ottenendo risultati qualitativamente inferiori e ad ogni modo senza l&#8217;immediato successo commerciale del loro collega inglese. Soprattutto per la maniera in cui Baird, entro appena un paio d&#8217;anni dalla sua storica dimostrazione, riusc\u00ec effettivamente a entrare nelle grazie della commissione statale della BBC. Instaurando il tipo di rapporto che avrebbe tangibilmente condotto, gi\u00e0 nel 1929, alle prime trasmissioni televisive regolari al mondo. Certamente solo in fasce orarie limitate, e con un numero di spettatori estremamente ridotti. Quei pochi facoltosi appassionati di tecnologia, disposti a spendere le 26 sterline (pari a svariate migliaia di euro dei nostri giorni) per l&#8217;acquisto di un dispositivo ricevente venduto dalla stessa Baird Television Development Company, con manifattura da parte della ditta londinese Plessey. Apparecchio di per se notevole, con un motore elettrico da 750 giri al minuto e disco da 50 centimetri forato con 30 aperture, sufficiente all&#8217;ottenimento della qualit\u00e0 d&#8217;immagine sopra menzionata in un piccolo riquadro di 5 centimetri per 2, portati 15 x 6,4 tramite l&#8217;impiego della lente d&#8217;ingrandimento. Di sicuro non abbastanza per distinguere i dettagli di un&#8217;immagine, lungi da questo. Ma efficaci, almeno in un caso documentato nel 1930, nel proporre al pubblico drammi come la famosa rappresentazione tele-meccanica in diretta del testo di Pirandello, <em>L&#8217;uomo col fiore in bocca<\/em>, in cui due personaggi dialogano alla fermata del treno, della vita e dell&#8217;incipiente morte per il tumore diagnosticato ad uno di loro. E svariate altre <em>pi\u00e8ce<\/em> perdute alle cronache ufficiali, centrate forse su argomenti pi\u00f9 rassicuranti e gioiosi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/shorts\/5CwkReGOF64\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Explanation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45249\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Explanation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Explanation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Explanation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Mechanical-Tv-Explanation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le difficolt\u00e0 tecniche, d&#8217;altronde, non erano infrequenti e le trasmissioni richiedevano una sincronizzazione pressoch\u00e9 perfetta con il disco registrante, pena lo scorporamento dell&#8217;immagine all&#8217;altro capo del segnale. Che vista la risoluzione ridotta, sarebbe diventata pressoch\u00e9 immediatamente del tutto irriconoscibile agli spettatori. Ad un certo punto, i tecnici della BBC cominciarono ad utilizzare un pannello a scacchiera fatto scorrere dinnanzi all&#8217;obiettivo tra una scena e l&#8217;altra, per mantenere la coerenza della trasmissione mentre l&#8217;audio proseguiva senza interruzioni. Ma il problema principale dell&#8217;adozione su larga scala della tecnologia in questione furono i suoi costi elevati, cosa che port\u00f2 ad un certo punto la Baird Company a introdurre sul mercato un apparecchio con scatola di metallo invece che legno pregiato. Troppo poco, troppo tardi. Gi\u00e0 nel 1937 infatti, la compagnia radiotelevisiva di stato britannica era entrata in contatto con i proponenti di un diverso approccio, quello inventato dagli americani Vladimir Zworykin e Philo Farnsworth, che invece della scansione meccanica avrebbe funzionato tramite un raggio elettronico sul tubo catodico a 405 linee venduto dalla compagnia EMI-Marconi. Per un breve periodo, a seguire, le trasmissioni furono effettuate in parallelo con entrambi i metodi. Ma fu presto chiaro a tutti quale offriva il risultato migliore, ed avrebbe avuto dunque la prerogativa di prevalere.<br>Sconfitto ma non piegato, Baird continu\u00f2 negli anni successivi a proporre al pubblico le proprie innovative idee. Incluso un sistema per la riproduzione d&#8217;immagini a colori e l&#8217;ipotetica trasmissione di scene tridimensionali. E forse avrebbe avuto modo, ad un certo punto della sua carriera, di raggiungere la celebrit\u00e0 tanto lungamente auspicata, se non fosse purtroppo deceduto all&#8217;et\u00e0 di soli 57 anni nel 1946, per i suoi problemi di vecchia data. Ci\u00f2 detto, il suo lavoro resta un capitolo fondamentale nell&#8217;evoluzione di quello che oggi siamo inclini a dare per scontato. Ed \u00e8 difficile immaginare chi altri, in quel transitorio attimo del progresso umano, avrebbe potuto agire in modo differente per lasciare una propria impronta sugli eventi trasferibili a distanza, passati, presenti e futuri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La placca blu cobalto sopra la vetrina, accanto all&#8217;insegna del Bar Italia. Ed una breve, singolare dicitura: &#8220;Nel 1926 in questa casa John Logie Baird dimostr\u00f2 per primo la televisione&#8221;. 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