{"id":45233,"date":"2026-09-22T06:27:10","date_gmt":"2026-09-22T04:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45233"},"modified":"2026-09-22T06:27:14","modified_gmt":"2026-09-22T04:27:14","slug":"da-secoli-impegnato-in-una-maratona-larbusto-che-ha-lasciato-indietro-la-foresta-dei-suoi-pari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45233","title":{"rendered":"Da secoli impegnato in una maratona, l&#8217;arbusto che ha lasciato indietro la foresta dei suoi pari"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45236\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mai nessuno albero ha potuto avere una valenza maggiormente caratterizzante, che l&#8217;aguzzo spillo perpendicolare coordinato alla comune rappresentazione dei cimiteri. Ordinato scorrere di un susseguirsi di cipressi, intervallati dalle tombe cruciformi, le cappelle e i monumenti alla caducit\u00e0 del mondo fisico, sebbene i sempreverdi sembri indicare l&#8217;esatto contrario. Esiste d&#8217;altro canto un luogo sulla Costa Est dell&#8217;Isola Meridionale, Nuova Zelanda, dove le trascorse generazioni riposano senza il disegno di arbustive meridiane a intervallare la saliente griglia della loro terra lieve. Esattamente l\u00e0, nella provincia pianeggiante di Karamea, dove i trascorsi agricoli dei tempi coloniali fornirono il pretesto agli abitanti per bruciare, poi tagliare, poi bruciare ogni presenza vegetale pi\u00f9 alta di un cespuglio solitario. Fatta eccezione per un unico, notevole esemplare di <em>Metrosideros robusta<\/em>, quello che i nativi sono soliti chiamare R\u0101t\u0101, direttamente dall&#8217;appellativo di un antico eroe guerriero. Cos\u00ec svettante con l&#8217;altezza di un palazzo di una decina di piani, i suoi 32 metri a suddividere il fondale di montagne distanti, l&#8217;essere sorveglia i suoi dintorni col contegno di un feroce dinosauro. Somiglianza ulteriormente accentuata dalla strana forma del suo tronco&#8230;. O forse sarebbe meglio utilizzare tale termine, cos\u00ec imperfetto nel descrivere quel paio di gambe, al plurale?<br>Fu una scelta razionale, chiaramente. Ed a suo modo condivisibile, quando gli antenati dei latifondisti, poi convinti a vendere alle autorit\u00e0 locali, gli girarono attorno con le proprie asce e in seguito i trattori, anno dopo anno, conservando quello che pareva non avere simili nell&#8217;intero arcipelago dei Maori. N\u00e9 altrove, cos\u00ec come finalmente celebrato nel recente 2024, tramite l&#8217;avanzamento di quell&#8217;esemplare fino all&#8217;encomiabile qualifica di &#8220;albero dell&#8217;anno&#8221;. Cos\u00ec perfezionata tramite raccolta di opinioni effettuata dallo NZ Notable Tree Trust, specifico progetto a lungo termine iniziato nel distante 1977 dall&#8217;Istituto Reale dell&#8217;Orticoltura (RNZIH). In un anno dai presupposti concorrenziali niente affatto trascurabili, inclusa l&#8217;attesa partecipazione del famosissimo albero di W\u0101naka, salice immerso nelle acque nell&#8217;omonimo lago della regione di Otago, comparso sullo sfondo di un milione di fotografie sul web. Laddove il fascino del suo collega in apparenza bipede, volendo attribuirgli una saliente origine, difficilmente pu\u00f2 essere slegato dal successo della serie cinematografica tolkeniana, per la non vaga somiglianza al popolo degli Ent di Fangorn, tra gli attori meno prevedibili della guerra scatenata per il possesso dell&#8217;Unico Anello. Punto d&#8217;orgoglio e letteratura nazionalizzata, fin da quando il regista Peter Jackson  riusc\u00ec a intravedere in questi luoghi la perfetta versione visitabile della Terra di Mezzo. Ed avrebbe avuto modo per ragioni ancor pi\u00f9 valide, di ritrovare una versione tangibile delle loro perdute mogli, le leggendarie Entwives, &#8220;Sbiadite per l&#8217;intensit\u00e0 dei loro sforzi. Le cui chiome erano del colore del grano maturo, le guance rosse come mele&#8230;&#8221; Indossando, perch\u00e9 no, radici simili a scarpe dal tacco alto. Allorch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 bellezza maggiormente memorabile nel regno naturale, che un robusto tronco incline a tendersi verso il cielo distante&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RYM6Aa63-nw?si=-OZCO96xSGhGPLek\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Flowering-of-Rata-Tree-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45235\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Flowering-of-Rata-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Flowering-of-Rata-Tree-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Flowering-of-Rata-Tree-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Flowering-of-Rata-Tree.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna storia relativa ad un rappresentante del genere <em>Metrosideros <\/em>potr\u00e0, d&#8217;altronde, dirsi completa senza fare cenno alle particolari caratteristiche del suo ciclo vitale. Tale da farne, al di l\u00e0 di ogni residua esitazione, un valido rappresentante di quel gruppo di spietati parassiti, gli epifiti arboricoli, inclini strangolare e risucchiare la preziosa linfa d&#8217;incolpevoli podocarpi locali. Spettri di conifere, letteralmente ricoperte nell&#8217;incedere dei lunghi secoli dal groviglio di radici e rami, posti in essere da quel viticcio irrispettoso, incline a crescere fino a coprire totalmente il tronco centrale. Finch\u00e9 questo resti un&#8217;intelaiatura secca e priva di significato, e ormai compiuto il suo dovere, venga disgregato dalle plurime stagioni a venire. Perch\u00e9 longevo \u00e8 il possente r\u0101t\u0101, soprattutto nella sua accezione nordica, chiamata con il latinismo <em>robusta<\/em> proprio in funzione dei potenti presupposti di resilienza. E caso vuole possa crescere anche in configurazione solitaria, bench\u00e9 senza un appoggio valido, raramente riesca a sopravvivere altrettanto a lungo. Ma sempre prezioso in termini ecologici, data la capacit\u00e0 di offrire un tetto insuperabile a proteggere la sommit\u00e0 della canopia, da tempeste, invasioni di parassiti ed altre patologie opportunistiche. Valenza, quest&#8217;ultima, ormai lungamente accantonata per l&#8217;esemplare solitario di Karamea. La cui forma singolare, certamente atipica anche per la sua imponente categoria, potrebbe derivare in via tangente dalla precedente dimensione superiore della pianta ospite, o fenomeni di deformit\u00e0 condivisa ormai lasciati indietro nell&#8217;arco temporale della sua lunga esistenza. Difficile immaginare una cronologia precisa, per una creatura vegetale che una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta, tramite lo sfruttamento dell&#8217;energia di seconda mano del suo tronco &#8220;d&#8217;appoggio&#8221; pu\u00f2 vedere estesa la sua vita fino a centinaia, se non addirittura un migliaio di anni. A patto, s&#8217;intende, che non incorra nel tipo di minaccia dominante alla sua sopravvivenza ulteriore: un piccolo marsupiale assai grazioso, trasportato fuori dal contesto nel corso del XIX secolo. Leggendarie ormai le notturne scorribande del Tricosuro volpino, <em>T. vulpecula<\/em>, qui traslato dall&#8217;Australia grazie a mani umane con finalit\u00e0 di vendere la sua pelliccia, capace d&#8217;ingozzarsi delle foglie ellittiche ed ovate del r\u0101t\u0101, condannandolo a un&#8217;esistenza di privazioni e dopo non molto tempo, la secchezza che precede la morte. Il che, considerato il tempo necessario affinch\u00e9 questi alberi possano iniziare a riprodursi, non \u00e8 propriamente un danno trascurabile a carico del territorio locale. Anche estetico, oltre che situazionale, considerata la pregiata cascata di fiori rosso intenso, che precede la nascita dei piccoli frutti globosi simili a capsula dalla consistenza del cuoio lavorato. Una visione certamente iconica in vaste foreste come quella di Akatarawa, nella regione di Wellington, dove la punta di svettanti <em>Metrosideros <\/em>pu\u00f2 essere avvistata da chilometri, aiutando nell&#8217;orientamento gli escursionisti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sAuiSBpkVfo?si=BhKHHCYrEg0t8Jkx\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Akatarawa-Forest-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45234\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Akatarawa-Forest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Akatarawa-Forest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Akatarawa-Forest-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Akatarawa-Forest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro problema, questa volta non necessariamente antropogenico, l&#8217;adiacenza territoriale con la specie del <em>Metrosideros excelsa<\/em> o r\u0101t\u0101 meridionale, distinguibile soltanto per minime differenze nella forma delle foglie, con cui l&#8217;ibridazione \u00e8 possibile ed in conseguenza di ci\u00f2, la perdita della purezza del pool genetico capace di formare meraviglie come l&#8217;albero che cammina. Ancorch\u00e9 la tutela a lungo termine risulti innegabilmente complessa, soprattutto dopo l&#8217;esclusione di entrambe le specie dall&#8217;elenco degli alberi considerati minacciati dall&#8217;ente di classificazione NZTCS (New Zealand Threat C.) sul finire del 2023. Laddove altrettanto carente risulta essere la presenza di un decreto specifico per il gigante che cammina sopra il cimitero, teoricamente considerato alla stregua di qualsiasi altra pianta della regione di Karamea. Ammesso e non concesso che tali misure possano servire a qualcosa, considerata la pluralit\u00e0 di volte in cui il collega albero semi-sommerso del lago W\u0101naka \u00e8 stato vandalizzato e danneggiato da gruppi di turisti scriteriati, ricordando il destino di presenze simili nel parco statunitense di Joshua e nei dintorni della roccia australiana di Uluru.<br>Giacch\u00e9 nessuno rispetta nulla, a meno di esservi costretto. Nel modo esemplificato dalla stessa vicenda leggendaria dell&#8217;eponimo R\u0101t\u0101, discendente di T\u0101whaki e figlio di Wahieroa. Il quale un giorno decidendo di sfidare il crudele orco Matuku-tangotango, si rec\u00f2 nella foresta per tagliare un albero al fine di costruire la sua canoa da guerra. Dimenticando tuttavia, nella sua foga, di recitare le invocazioni rituali dovute a Tane, dio della foresta. Ragion per cui ogni volta che abbandonava temporaneamente il suo lavoro, ritrovava nuovamente il tronco eretto e privo di alcun taglio, causa l&#8217;intervento dei guardiani h\u0101kuturi, moltitudine di spiriti simile a uno sciame notturno che oscurava i cieli. Finch\u00e9 colti sul fatto, costoro non lo rimproverarono animatamente, portando finalmente l&#8217;eroe a comprendere la gravit\u00e0 della sua trasgressione. Allorch\u00e9 ricevendo le sue scuse, gli spiriti stessi completarono in una singola notte la costruzione dell&#8217;imbarcazione tanto ambita. Per accompagnarlo al compiersi della sua ardua impresa. Dopo tutto, di orchi sanguinari sono pieni i cimiteri, almeno in base ai crismi mitologici della maggior parte dei popoli terreni. Sono piuttosto gli alberi che possano tenerli buoni nelle tombe, come presenze tangibili di questo mondo, a scarseggiare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-Cemetery.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-Cemetery-500x375.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45237\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-Cemetery-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-Cemetery-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Walking-Tree-Cemetery.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mai nessuno albero ha potuto avere una valenza maggiormente caratterizzante, che l&#8217;aguzzo spillo perpendicolare coordinato alla comune rappresentazione dei cimiteri. 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