{"id":45176,"date":"2026-09-12T06:24:12","date_gmt":"2026-09-12T04:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45176"},"modified":"2026-09-12T06:24:16","modified_gmt":"2026-09-12T04:24:16","slug":"rosso-di-kogia-mini-capodoglio-che-spruzza-inchiostro-sperando-di-nascondersi-tra-gibilterra-e-il-mar-tirreno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45176","title":{"rendered":"Rosso di Kogia, mini-capodoglio che spruzza inchiostro sperando di nascondersi tra Gibilterra e il Mar Tirreno"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Breviceps.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Breviceps-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45178\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Breviceps-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Breviceps-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Breviceps-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Breviceps.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ormai da sette giorni e sette notti, lo gnomesco capitano della Meloria scrutava l&#8217;orizzonte tramite il suo cannocchiale costruito con lenti incorporate dentro tappo di una penna biro. Dimenticando di gridare ordini al proprio equipaggio, che lo aveva seguito dalle coste della Toscana alla ricerca della bestia che pi\u00f9 d&#8217;ogni altra aveva popolato le leggende dei loro vicini, gli elfi di mare: &#8220;Una balena dalle proporzioni a noi comune, vi dico, un mostro degli abissi&#8230; In miniatura. Non pi\u00f9 lungo di un corbezzolo dei boschi pisani!&#8221; Cos\u00ec esclamava dentro la taverna costruita nella vecchia quercia, col cappello conico a 45 gradi ed agitando verso l&#8217;alto il suo uncino appuntito: &#8220;Moby Dick creata da un dio minore, vi dico. O diavolo di un figlio di Nettuno, in persona!&#8221; L&#8217;arpione accanto lungo la murata da una quindicina di centimetri, lo sguardo intenso, la barba lunga e incolta. Questa volta&#8230; Non mi sfuggir\u00e0. Avr\u00f2 la mia vendetta. Prima di sera. &#8211; Egli ripeteva andando dietro all&#8217;ossessione persistente, mentre i gabbiani inconsapevoli sparivano assieme alle linee della costa remota. Allorch\u00e9 il mattino dell&#8217;ottavo, una forma cupa ebbe il vezzo di spezzare il ritmo delle onde; perfettamente immobile, sembrava un&#8217;isola in attesa di essere scoperta. Il capitano allora sent\u00ec un brivido lungo la schiena, mentre pronunciava con tutta la forza del proprio ruolo predestinato: &#8220;Uomini del piccolo popolo! Indossate i vostri occhiali protettivi e tappatevi il naso. Oggi navigheremo in un oceano di vero sangue vermiglio. Per giungere nella stagione della gloria sempiterna, a guisa nereidi assise sopra il trono dei Sette Mari&#8230;&#8221; Mia nemesi! Mia leggendaria controparte, spettro cromaticamente dirompente della balena pigmea&#8230;<br><em>Kogia breviceps<\/em> la chiamerebbe qualcun altro, se quel qualcuno fosse un partecipante istruito del mondo scientifico creato dal consorzio umano. Cos\u00ec come fatto per la prima volta nel 1838, dallo zoologo francese Ducrotay de Blainville, che ne aveva incontrato una carcassa spiaggiata sulle coste di Audierne. Balzo d&#8217;intuizione niente affatto trascurabile, qualora si consideri la stretta somiglianza di queste creature misuranti appena 3 o 3,5 metri, con i loro fratelli tassonomici maggiori, ovvero i capodogli oggetto di tante leggende e successivamente parte di una vera e propria economia marina. Laddove entrambe le varianti del saliente genere, inclusa l&#8217;ancor pi\u00f9 compatta <em>Kogia sima<\/em> da due 2,7 metri intitolata al suo collega britannico Richard Owen (1866) restarono per lungo tempo ai margini dell&#8217;incontro\/scontro tra natura ed uomo, causa la poca quantit\u00e0 di materie prime ricavabili da un singolo esemplare e al tempo stesso, una certa inusitata propensione alla furtivit\u00e0. Creature schive e solitarie, poco inclini a seguire le navi o gingillarsi in salti ed alte attivit\u00e0 di superficie, in verit\u00e0 chiamate in certi luoghi &#8220;balene galleggianti&#8221; causa una certa somiglianza intrinseca a dei legni trasportati dalle onde di mare. Laggi\u00f9 nel vasto areale, comprendente i mari tropicali e temperati dell&#8217;intero manto che circonda i continenti, fatta eccezione caso vuole per la vasca segregata del Mediterraneo, per lo meno in condizioni ideali. Giacch\u00e9 celebre \u00e8 il ritrovamento di sporadici esemplari spiaggiati del capodoglio nano (il <em>sima<\/em>) l&#8217;ultima volta ad Agropoli nel 2017, cos\u00ec come il teschio riportato alla luce nel 1877 da Georg Pilleri nei dintorni di Volterra, appartenente ad una specie estinta nell&#8217;ormai remoto Pliocene. Laddove nulla di paragonabile riesce a figurare per quanto concerne il suo sfuggente cugino pigmeo (<em>breviceps<\/em>) almeno fino ad uno studio pubblicato lo scorso marzo sulla rivista <em>Mammal Review<\/em> da Elena Valsecchi e colleghi dell&#8217;Universit\u00e0 Bicocca di Milano, incline ad osservare la presenza di una simile creatura non dalle mancanti prove tangibili della sua triste dipartita. Bens\u00ec l&#8217;alone residuale della sua presenza, come in una sorta di applicazione oceanografica del principio di studio delle particelle quantistiche all&#8217;interno di un ciclotrone&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3U0lLjIqaO4?si=bm-1mbp4YIwK1IFe\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Dwarf-Sperm-Whales-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45177\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Dwarf-Sperm-Whales-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Dwarf-Sperm-Whales-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Dwarf-Sperm-Whales-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Dwarf-Sperm-Whales.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che esiste, d&#8217;altro canto, non \u00e8 sempre osservabile. Ma pu\u00f2 risultare desumibile dall&#8217;evidente traccia che egli lascia nel tracciato sempiterno delle onde gravitazionali. O marine? Trattasi nel caso specifico, di un&#8217;opportunit\u00e0 notevole ed al tempo stesso rara. Strettamente interconnessa ad un sistema difensivo di queste fusiformi creature. Cetacei la cui strategia in merito, oltre ad includere una forma aposematica vagamente riconducibile a quella di uno squalo, inclusa la &#8220;falsa branchia&#8221; dalla colorazione grigio acciaio, vede la presenza all&#8217;interno dei loro intestini di una sacca specializzata, concettualmente non distante da quella sfruttata dalle seppie nel momento di stupire o allontanare l&#8217;occhio di un predatore. Eccetto per il piccolo dettaglio di contenere circa 11 litri di una sostanza bruno-rossastra, composta in larga parte da materiale fecale, incline a scoraggiare l&#8217;insistenza di chicchessia. Un approccio che comporta, nello specifico, la liberazione di una vera e propria nube molecolare, affine ad una vera e propria impronta digitale in grado di testimoniare l&#8217;effettivo passaggio di queste creature. Da cui l&#8217;idea di procedere a raccogliere, dal ponte di vari traghetti marini e nel contesto del progetto di ricerca LIFE Conceptu Maris, 393 campioni da 12 litri d&#8217;acqua ciascuno, di cui procedere nella fase successiva all&#8217;approfondita analisi mediante tecniche di ricerca del DNA ambientale (eDNA). Metodologia utile a far risultare, nel complesso, un gran totale di cinque eventi assolutamente certi del passaggio recente di una <em>Kogia breviceps<\/em>, iscrivendo nei fatti prova incontrovertibile nella letteratura scientifica dell&#8217;esistenza di una popolazione invisibile, mai pescata per errore, mai spiaggiata, di capodogli pigmei all&#8217;interno del Mediterraneo dei nostri giorni. Una speranza per la biodiversit\u00e0 e la sopravvivenza ulteriore di queste rare a splendide creature, senza dubbio, ma anche l&#8217;occasione d&#8217;imprimere nella coscienza collettiva un rinnovato senso di responsabilit\u00e0. Giacche entrambe le specie del genere Kogia, sebbene considerate non a rischio per l&#8217;estensione del proprio vasto areale, vedono in realt\u00e0 ben pochi dati confermati in merito alle popolazioni residuali, per di pi\u00f9 soggetti ai fattori di pressione ambientale sperimentati da tante altre specie di balene e delfini, in larga parte dovuta alle attivit\u00e0 umane interconnesse allo sfruttamento o contaminazione delle acque marine. Portando a casi limiti paragonabili al filmato diventato celebre su Internet, di un esemplare di <em>K. sima <\/em>disorientato possibilmente dal sonar di un&#8217;imbarcazione, finito in prossimit\u00e0 di una laguna sudafricana nella provincia del Capo Occidentale. Dove trovandosi per sua sfortuna in prossimit\u00e0 di un cucciolo di otaria orsina (<em>Arctocephalus pusillus<\/em>) ha finito per suscitare l&#8217;ira della madre, che l&#8217;ha inseguito scatenando il rilascio dell&#8217;inchiostro come ultima risorsa, per poi portare la balena terrorizzata a scontrarsi rovinosamente con gli scogli, mischiando la tintura al rosso del suo sangue. Cos\u00ec che, gravemente ferito ed incapace di tornare a largo, l&#8217;animale \u00e8 stato successivamente soppresso dalle autorit\u00e0 locali. Un esito purtroppo prevedibile, per creature come queste, abituate normalmente a vivere a distanze straordinariamente remote dalla costa e con gli unici nemici naturali d&#8217;imponenti squali, o branchi di orche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/ThatsInsane\/comments\/tc7bdv\/what_the_hell_just_happen\/\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Reef-Chase-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45179\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Reef-Chase-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Reef-Chase-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Reef-Chase-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/09\/Kogia-Reef-Chase.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecologicamente inclini, a loro volta, a nutrirsi di crostacei, molluschi e pesci, i capodogli pigmei sono in effetti noti per uno stile di vita non cos\u00ec lontano da quello delle <em>sperm whales<\/em> pi\u00f9 imponenti, incluse le notevoli immersioni in profondit\u00e0, da cui quest&#8217;ultime ritornano in superficie trascinando le massicce forme tentacolari di seppie giganti o calamari colossali. Sostituite in via specifica, per cogie come queste, da cefalopodi decapodi dotati di grandezze pi\u00f9 convenzionali, poich\u00e9 tutto \u00e8 calibrato chiaramente su una denominazione propriamente dimensionata. <br>Cos\u00ec come dal cacciatore di variabile imponenza tende a derivare l&#8217;interesse per la preda di turno, abbastanza sostanziosa da poter risultare preziosa. <br>Ma non troppo, pena il capovolgimento inevitabile di tali cause con i propri effetti pi\u00f9 o meno remoti. Allorch\u00e9 persino i piccoli possono sognare, nei faticosi giorni predestinati, l&#8217;attimo splendente di una lettera di fuoco, sugli annali polverosi della Storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai da sette giorni e sette notti, lo gnomesco capitano della Meloria scrutava l&#8217;orizzonte tramite il suo cannocchiale costruito con lenti incorporate dentro tappo di una penna biro. Dimenticando di gridare ordini al proprio equipaggio, che lo aveva seguito dalle coste della Toscana alla ricerca della bestia che pi\u00f9 d&#8217;ogni altra aveva popolato le leggende &#8230; <a title=\"Rosso di Kogia, mini-capodoglio che spruzza inchiostro sperando di nascondersi tra Gibilterra e il Mar Tirreno\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45176\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Rosso di Kogia, mini-capodoglio che spruzza inchiostro sperando di nascondersi tra Gibilterra e il Mar Tirreno\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,4139,576,818,2955,1068,1281,1278,2312,2911,369,249,985,458,109,400,2404,600,1351,2010,78,1081,3534,2189,1091],"class_list":["post-45176","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-aposematismo","tag-balene","tag-biologia","tag-capodogli","tag-cetacei","tag-conservazione","tag-contromisure","tag-creature","tag-ipotesi","tag-mammiferi","tag-mare","tag-mediterraneo","tag-mimetismo","tag-natura","tag-oceano","tag-popolazione","tag-predatori","tag-profondita","tag-ricerca","tag-scienza","tag-scoperte","tag-specie","tag-studi","tag-teorie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45176"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45176\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45181,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45176\/revisions\/45181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}