{"id":45050,"date":"2026-08-22T06:15:40","date_gmt":"2026-08-22T04:15:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45050"},"modified":"2026-08-22T06:15:44","modified_gmt":"2026-08-22T04:15:44","slug":"il-sole-nel-soggiorno-incorporato-nel-meccanico-sistema-planetario-del-settecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45050","title":{"rendered":"Il sole nel soggiorno, incorporato nel meccanico sistema planetario del Settecento"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GQvZmXBOi60?si=NaHOgm6ZmmLMmGLB\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45053\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppur si muove: gli ospiti portati nel salotto dall&#8217;abbiente imprenditore dell&#8217;industria della lana di Franeker, Eise Eisinga, solevano guardare verso l&#8217;alto con lo sguardo al tempo stesso intrappolato e sospettoso. Dalle vigenti circostanze della meraviglia tecnologica pi\u00f9 rinomata di questa piccola citt\u00e0 universitaria d&#8217;Olanda. Cinque sfere che si stagliano contro uno sfondo di color celeste, appese ad altrettanti bastoncini di metallo, ed ulteriori due dorate, con lunghi fili che le portano ad avvicinarsi al pavimento sottostante. Una, la pi\u00f9 grande, perfettamente immobile mentre l&#8217;altra gira e al tempo stesso funge come il perno di un corpo pi\u00f9 piccolo, grazie a un ingranaggio dalla complessit\u00e0 evidente. O almeno, cos\u00ec dicevano le storie sul Koninklijk, il Planetario Reale in tal modo battezzato fin da quando Guglielmo d&#8217;Orange, primo del suo nome, acquist\u00f2 nominalmente il marchingegno nel 1818, stipendiando al tempo stesso il suo prezioso costruttore e residente. Tutto proporzionatamente in scala dal punto di vista dimensionale, laddove l&#8217;asse cronologico dei movimenti era pensato al fine di essere conforme alla realt\u00e0. In altri termini, un anno era necessario affinch\u00e9 la doppia sfera usata per rappresentare Terra e Luna completasse un giro attorno alla &#8220;stella&#8221; centrale. 88 giorni per Mercurio, 225 per Venere, 687 per Marte, 11 anni per Giove ed oltre 29 per Saturno. Orizzonti temporali mediamente superiori alla durata di un piacevole <em>koffietijd<\/em>, tradizionale incontro pomeridiano con caff\u00e8 e biscotti. Ma anche la durata tipica di un meccanismo tanto sofisticato, soprattutto quando costruito con i materiali e le tolleranze del secolo della scienza (il XVIII) per forza di cose inferiori alle tecnologie dei nostri giorni. Laddove l&#8217;opera di Eisinga, completata inizialmente nel 1781 e perfezionata ripetutamente fino al giorno della sua dipartita nel 1828, lungamente gli sarebbe sopravvissuta, continuando a funzionare, si dice senza interruzioni, per un periodo ormai prossimo ai 250 anni, abbastanza affinch\u00e9 l&#8217;unica sferetta con l&#8217;anello completasse il proprio giro ben 8 volte. Questo grazie a vari accorgimenti nella sua progettazione, ma soprattutto l&#8217;idea straordinariamente utile di accompagnarla a un manuale, dettagliato volumetto scritto di suo pugno, con informazioni approfondite di manutenzione, pezzi di ricambio e l&#8217;occasionale correzione necessaria dell&#8217;imprecisione frutto del passaggio dei giorni. Cos\u00ec nascono creazioni destinate a perpetuarsi lungo le generazioni, diventando piccole leggende nazionali ed approdando, infine, a un riconoscimento come quello di stimato patrimonio dell&#8217;UNESCO, ottenuto nel 2018 dopo la nomina da parte del Ministero della Cultura effettuata sette anni prima. Certe cose, si sa, richiedono del tempo. Incluso il meritato riconoscimento delle opere domestiche, costruite nella pace e nel silenzio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/r3fReIalQJA?si=2dTgo6h-U0_SJjHB\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Mechanism-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45052\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Mechanism-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Mechanism-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Mechanism-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Mechanism.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assai particolare pu\u00f2 essere in effetti definita, non soltanto la storia bens\u00ec anche il contesto del Koninklijk, oggi visitabile all&#8217;interno di quella che sembra essere a tutti gli effetti un&#8217;abitazione privata nel quartiere accademico storico, vicino all&#8217;ex ospedale psichiatrico di Franeker. Proprio perch\u00e9 ci\u00f2 rappresentava all&#8217;epoca, in quanto propriet\u00e0 esclusiva di colui il quale, volente o nolente, si era ritrovato a seguire le orme commerciali di suo padre. Provenendo Eisinga da una stimata famiglia di cardatori del vicino villaggio di Dronryp, che all&#8217;apice del proprio successo vantavano multipli opifici e pi\u00f9 di 400 dipendenti. Il che gli avrebbe permesso, assieme al fratello, di crescere in un ambito sereno e frequentare la scuola secondaria, dove dimostr\u00f2 da subito una significativa propensione allo studio ed in modo particolare la matematica. Se non che raggiunta l&#8217;et\u00e0 del ginnasio, il padre decret\u00f2 che ritornasse in casa per gestire gli affari, abbandonando ogni pretesa di una carriera accademica futura. La disobbedienza era impensabile, ma questo non signific\u00f2 lasciare indietro le sue passioni. Se \u00e8 vero che all&#8217;et\u00e0 di 15 anni il giovane Eise pubblic\u00f2 gi\u00e0 un suo primo trattato, composto da un <em>rekenboek <\/em>(libro di aritmetica) della lunghezza di 665 pagine. Segu\u00ecto da ulteriori <em>verhandelingen<\/em> (dissertazioni) nel contesto delle frequenti lezioni private di astronomia e meccanica, che frequentava recandosi ogni giorno a piedi fino alla citt\u00e0 universitaria adiacente. Fu dunque nella fase successiva della sua vita, trasferitosi finalmente a Franeker ed ivi acquistata la sua residenza, che un fattore scatenante lo avrebbe ispirato a costruire la sua opera di maggiore importanza. Allorch\u00e9 tra il popolo inizi\u00f2 a girare un preoccupante opuscolo, redatto dall&#8217;ecclesiastico ed aspirante patriota Eelco Alta, in merito a un presunto allineamento planetario, che a suo dire avrebbe causato la fine del mondo esattamente l&#8217;8 maggio del 1774. Giustapposizione forse leggendaria, eppur pregna di significato, tra l&#8217;incertezza delle osservazioni prive di una base logica oggettiva e la manifesta verit\u00e0 dell&#8217;orologio, sistema in grado di esemplificare la dinamica dei movimenti cosmici per il primario beneficio dei sapienti. Da cui l&#8217;idea, certamente gi\u00e0 formata presso il novero di tale mente indagatrice, di trasformare il suo salotto in un planetario meccanico, impiegando i metodi pi\u00f9 avanzati noti ai costruttori della sua Era. La cui progettazione fu notevolmente atipica, data la necessit\u00e0 d&#8217;incorporare e nascondere l&#8217;intera macchina nel controsoffitto di una stanza, con accorgimenti quali un pendolo accorciato con un tempo d&#8217;oscillazione pari a 80 volte al minuto, affinch\u00e9 il suo arco non penetrasse nello spazio sottostante del <em>bedstee<\/em>, il tipico letto richiudibile dei paesi dell&#8217;Europa settentrionale. Fornendo di suo conto la forza motrice necessaria a far girare i 6 quadranti incorporati nelle pareti della stanza, dedicati rispettivamente all&#8217;orario della Luna, la fase di quest&#8217;ultima, i giorni della settimana, l&#8217;anno, l&#8217;alba e il tramonto ed un completo planisfero del Sistema Solare. Cos\u00ec efficacemente e scenograficamente replicato dalle sfere stesse che si stagliano contro il soffitto azzurro cielo, di un colore scelto (si dice) anche al fine di respingere le mosche, ritenute poco avvezze ad un tale colore.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZKH71LLMM0U?si=8-Vfn1brTjvnWqjR\" target=\"_blank\" rel=\" noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Animation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45051\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Animation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Animation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Animation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Eisinga-Planetarium-Animation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trionfo pratico e realizzazione di una straordinaria ambizione, che si colloca in maniera cronologica all&#8217;interno di un periodo in cui la citt\u00e0 accademica di Franeker stava ormai perdendo parte del proprio prestigio avito, mentre i professori di maggior fama sceglievano di trasferirsi in atenei pi\u00f9 rinomati come quelli di Leiden o Groningen. Laddove lo stesso Eisinga si trov\u00f2 improvvisamente in conflitto, a quanto narrano le biografie, con la fazione politica orangista nel 1787, trovandosi improvvisamente esiliato presso Visvliet, dove trascorse alcuni anni della sua vita. Soltanto per tornare nel 1795 all&#8217;orologio nella sua dimora, miracolosamente ancora intatto e funzionante, trovandosi finalmente ad intraprendere la carriera che aveva sempre desiderato: quella d&#8217;insegnante straordinario presso l&#8217;Accademia, con la qualifica di <em>boerenprofessor<\/em>, &#8220;professore contadino&#8221;. Finalmente i propri meriti ed approfonditi studi erano stati riconosciuti, un trionfo destinato ad ottenere ulteriore conferma con la visita ed il patrocinio di Guglielmo I, esattamente una decade prima della sua morte all&#8217;et\u00e0 di 84 anni. Quando il successivo sovrano Guglielmo III dei Paesi Bassi decise di donare il planetario alla citt\u00e0 stessa, che avrebbe continuato a tutelarlo fino ai giorni nostri, trasformandolo in un museo. A memoria imperitura dell&#8217;ingegno di un uomo che, contrariamente alle leggende perpetuate negli anni, non era esattamente un autodidatta. Ma neppure uno scienziato di somma fama nel corso della sua pur lunga partecipazione al mondo della sapienza. A volte ci vogliono parecchi anni perch\u00e9 si possa giungere ad un&#8217;appropriata attribuzione dei meriti. E giri ripetuti dell&#8217;instancabile sfera inanellata, lass\u00f9 nell&#8217;Empireo della notte senza tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eppur si muove: gli ospiti portati nel salotto dall&#8217;abbiente imprenditore dell&#8217;industria della lana di Franeker, Eise Eisinga, solevano guardare verso l&#8217;alto con lo sguardo al tempo stesso intrappolato e sospettoso. Dalle vigenti circostanze della meraviglia tecnologica pi\u00f9 rinomata di questa piccola citt\u00e0 universitaria d&#8217;Olanda. Cinque sfere che si stagliano contro uno sfondo di color celeste, &#8230; <a title=\"Il sole nel soggiorno, incorporato nel meccanico sistema planetario del Settecento\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=45050\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il sole nel soggiorno, incorporato nel meccanico sistema planetario del Settecento\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,903,1438,330,3491,5023,2108,3527,136,598,286,429,1002,555,8859,78,1188,138,71,97,1618,2305],"class_list":["post-45050","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-case","tag-cielo","tag-costruzioni","tag-creazioni","tag-dimore","tag-frisia","tag-ingranaggi","tag-invenzioni","tag-meccanismi","tag-olanda","tag-orologi","tag-personaggi","tag-pianeti","tag-planetari","tag-scienza","tag-sistema-solare","tag-spazio","tag-storia","tag-tecnologia","tag-terra","tag-universo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45050"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45054,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45050\/revisions\/45054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}