{"id":44968,"date":"2026-08-08T06:21:57","date_gmt":"2026-08-08T04:21:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44968"},"modified":"2026-08-08T06:22:01","modified_gmt":"2026-08-08T04:22:01","slug":"larchitettura-delladrenalina-americana-e-il-disastro-preannunciato-del-temibile-action-park","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44968","title":{"rendered":"L&#8217;architettura dell&#8217;adrenalina americana e il disastro preannunciato del temibile Action Park"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/z2OVpvxqMf4?si=jvZZoUX-QJ-jQ7wZ\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Story-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44971\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Story-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Story-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Story-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Story.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perfettamente visibile nelle notti di luna piena, mentre si staglia contro l&#8217;orizzonte della valle, un&#8217;oggetto dalla forma stranamente iconica nella sua totale assurdit\u00e0: la linea diagonale lungo il prolungarsi del pendio, con un&#8217;anello circolare nel suo punto pi\u00f9 basso, che termina con l&#8217;apertura parallela al suolo. Soltanto una precisa conoscenza degli eventi pregressi, tuttavia, permetterebbe di comprendere la verit\u00e0. Di come esseri costruiti in carne ed ossa, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, affrontarono una tale corsa con il senso di uno scopo singolare. Superare i limiti della propria mortalit\u00e0. Diventando, per i pochi attimi prima delle peggiori conseguenze immaginabili, leggenda. Nella verit\u00e0 dei fatti, chiaramente, il Cannonball Loop si dimostr\u00f2 ben presto una pessima idea. La velocit\u00e0 effettiva di un corpo umano, lanciato in quel diabolico costrutto tubolare, raramente raggiungeva un ritmo adeguato. E nel punto pi\u00f9 alto del presunto giro della morte, s&#8217;impuntava, ricadendo rovinosamente verso il basso nell&#8217;ultimo sinuoso tratto del tragitto. Cos\u00ec i primi sperimentatori riportarono fratture e contusioni. I loro successori, strani tagli lungo il corpo e gli arti, finch\u00e9 non si cap\u00ec che alcuni denti erano rimasti conficcati nelle pareti in plastica del tubo micidiale.<br>Che l&#8217;attrazione principe, o presunta tale, della seconda fase del cosiddetto Action Park non sia stata demolita in quel fatidico 1983, rimanendo temporaneamente &#8220;chiusa&#8221; salvo i reiterati tentavi di perfezionarla, \u00e8 in un certo senso indicativo dell&#8217;intera storia di questo luogo. Una vicenda piena di contraddizioni che dimostra come in questo mondo dedito al capitalismo, una buona idea, un sistema in grado di aiutare l&#8217;economia, attirare l&#8217;attenzione delle moltitudini, migliorar l&#8217;immagine di un&#8217;area turistica in cerca di un pubblico pi\u00f9 ampio, pu\u00f2 del tutto sovrascrivere la sicurezza dei singoli individui. E in una lunga serie di casi terribili, persino la loro vita. Non credo, a tal proposito, che alcuno possa dubitare delle ottime intenzioni in linea di principio, che portarono alla creazione ed inaugurazione di quello che si ritrov\u00f2 ad essere, a partire dal 1976, uno dei pi\u00f9 popolari luna park degli Stati Uniti. Situato nella convergenza del <em>tri-state<\/em>, tra New Jersey, New York e Connecticut, non lontano da alcuni dei centri urbani pi\u00f9 vasti del paese, giungendo ad attirare al su picco oltre un milione di visitatori l&#8217;anno. Colorando e dando nuovamente vita alla stagione bassa dell&#8217;area sciistica della Vernon Valley\/Great Gorge, quando l&#8217;assenza di neve aveva da sempre costituito l&#8217;equivalenza di un periodo di magra lunga diversi mesi. &#8220;Scoprite un nuovo modo di scendere dalla montagna!&#8221; Recitavano gli slogan pubblicitari, di un mondo costruito inizialmente attorno ad una pista di cemento e vetroresina, i cui visitatori erano chiamati a percorrere mediante un carrellino su ruote dotato di freni non commisurati alla sfida. Da cui ben presto, le persone iniziarono a deragliare rovinosamente riportando contusioni di varia entit\u00e0. Finch\u00e9 uno di loro non fin\u00ec per perdervi tragicamente la vita&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vDHqfhyCbbM?si=ZJQnQjS5I3G4ZJ7X\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Footage-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44970\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Footage-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Footage-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Footage-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Footage.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere davvero la storia di Action Park occorre dedicare almeno un paio di paragrafi alla persona che fu in grado di concepirlo, e lo guid\u00f2 fino al successo senza precedenti di una decade di straordinaria popolarit\u00e0 capace di coinvolgere fasce d&#8217;et\u00e0 distanti. Quel Eugene &#8220;Gene&#8221; Mulvihill, imprenditore di West Orange con un passato come broker azionario, prima di essere allontanato da Wall Street per aver venduto titoli senza valore di una societ\u00e0 elettronica fallita. Situazione la quale non gli aveva impedito, d&#8217;altronde, di mettere da parte una certa somma, che decise imprevedibilmente d&#8217;investire nel campo dei parchi divertimenti. Uomo carismatico ed intraprendente, capace di guadagnarsi facilmente la fiducia degli investitori pur essendo notoriamente spregiudicato, egli possedeva inoltre un significativo ingegno e spirito d&#8217;innovazione. Nonch\u00e9 un&#8217;idea, sulla carta, formidabile: quella di creare un luogo del divertimento i cui visitatori non fossero semplicemente degli elementi passivi all&#8217;interno di un ingranaggio. Bens\u00ec agenti attivi di ciascuna singola esperienza, potendo decidere quanto andare veloci, in che direzione muoversi e se una certa componente di rischio dovesse entrare a far parte dei loro ricordi. Un approccio gi\u00e0 piuttosto pericoloso in linea di principio, anche senza inserire nell&#8217;equazione alcuni aspetti significativi degli anni &#8217;70 ed &#8217;80, tra cui la vendita libera di alcolici, la mancanza di qualifiche standardizzate per il personale, e soprattutto la rarit\u00e0 di vere e proprie figure ingegneristiche attive nel campo della progettazione di attrazioni da luna park. Mansione, quest&#8217;ultima, che fu in diversi casi assunta dallo stesso Mulvihill, i suoi amici e familiari, nonch\u00e9 chiunque andasse a proporgli una creazione in grado di stimolare la sua fantasia. Action Park era diviso, in tal senso, in tre settori: Alpine Center, Motorworld e Waterworld, ciascuno definito in larga parte dai propri errori. Il primo, dedicato all&#8217;aspetto propriamente montano della <em>location<\/em>, vedeva i fruitori impegnati in una serie di attivit\u00e0 alquanto eclettiche lungo i pendii rocciosi della montagna. Oltre alla pista gravitazionale sopracitata, denominata Alpine Slide, c&#8217;era un percorso di combattimento con impiegati del parco ispirato allo show televisivo American Gladiators, che sfoci\u00f2 almeno una volta in una rissa con diversi feriti. E per un certo periodo, un ex commesso di Kmart prov\u00f2 a far funzionare una sfera metallica concettualmente non dissimile dall&#8217;alloggiamento tradizionale per i criceti, incline a fuoriuscire dai binari con conseguenze potenzialmente rovinose. Nel frattempo a nel secondo settore, il divertimento doveva provenire da go-kart, autoscontro e carri armati spara palline da tennis. Laddove i veicoli dei primi due vedevano spesso i limitatori disabilitati dal personale del parco, raggiungendo velocit\u00e0 pericolose, mentre i veicoli &#8220;da guerra&#8221; venivano impiegati per bersagliare con quei proiettili i malcapitati addetti alla manutenzione e non solo. Laddove fu proprio l&#8217;area di Waterworld a costituire al tempo stesso la parte pi\u00f9 interessante, e letale, di questo luogo sventurato. Primo e maggior parco aquatico degli Stati Uniti, qui Mulvihill fece disporre una grande serie di scivoli d&#8217;acqua, piscine naturali e discese con imbarcazioni di varia natura. Ma soprattutto una grande piscina con moto ondoso, all&#8217;interno della quale fino a 1.000 persone potevano nuotare allo stesso tempo. Spazio tanto caotico ed angusto, da porre costantemente in pericolo chiunque non fosse pi\u00f9 che abile nel nuoto, con oltre 30 interventi dei bagnini nel corso di una singola giornata d&#8217;apertura. Che in diversi casi, finirono purtroppo per arrivare in ritardo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MjK4Hg03vcM?si=z8kvGdh-6YHAmcbc\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Experience-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44969\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Experience-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Experience-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Experience-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/08\/Action-Park-Experience.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soprannominato dai locali &#8220;Traction Park&#8221; o &#8220;Accident Park&#8221; il sito era diventato una sorta di rito di passaggio per la giovent\u00f9 della costa Est, che in alcun modo sembravano scoraggiati a frequentarlo nonostante la sinistra reputazione accumulata negli anni. Con un numero d&#8217;infortuni decisamente superiore alla media, che Mulvihill attribu\u00ec pubblicamente alla quantit\u00e0 spropositata di visitatori, sebbene acquist\u00f2 personalmente delle ambulanze extra per Vernon City e stabil\u00ec una convenzione perch\u00e9 fossero costantemente pronte ad intervenire. Il primo decesso, verificatosi nel 1980 sulla discesa Alpine Slide, vide un tentativo maldestro di nascondere la verit\u00e0. Il gestore afferm\u00f2 falsamente che la vittima diciannovenne era un suo impiegato, piuttosto che un ospite pagante. Inoltre, le rocce contro cui impatt\u00f2 sbattendo la testa erano gi\u00e0 state segnalate pi\u00f9 volte dagli ispettori ed i gestori si erano impegnati a rimuoverle, senza poi operare in tal senso. Nel 1982, un quindicenne affog\u00f2 nella piscina ondosa. Altri due avrebbero, nel corso degli anni, sub\u00ecto la sua stessa fine. Ma non prima che lo stesso anno, un ventisettenne finisse folgorato per alcuni cavi scoperti dell&#8217;attrazione Kayak Experience. Ancor pi\u00f9 insolita la morte del 1984, del visitatore rimasto senza nome che lanciatosi dal Tarzan Swing, un&#8217;altalena in stile circense che finiva in una piscina, and\u00f2 in shock e sub\u00ec un attacco di cuore per la temperatura gelida dell&#8217;acqua sottostante.<br>Ciascun evento una tragedia, egualmente messa in secondo piano dalla stampa locale e fatta passare in larga parte sotto silenzio. Lo stesso Mulvihill aveva fondato, a propria salvaguardia, una compagnia assicurativa offshore, che gestiva le cause offrendo dei risarcimenti sproporzionatamente bassi per le contusioni e infortuni gravi. Combattendo strenuamente in tribunale ogni qual volta una vittima si aggiungeva al crescente elenco. Proprio questa procedura, in ultima analisi, costitu\u00ec la genesi della sua rovina, quando nel 1984 dovette dichiararsi colpevole di frode assicurativa per cinque imputazioni, ritrovandosi costretto a ritirarsi dalla gestione attiva del parco.<br>La graduale perdita di rilevanza finanziaria, nonch\u00e9 politica, e conseguente fuoriuscita della verit\u00e0 sul parco fu un lungo processo capace di richiedere fino al 1996, quando finalmente i creditori decisero di spingere l&#8217;azienda alla bancarotta. Il che non fu, comunque, la fine di Action Park. Allorch\u00e9 ristrutturato e revisionato, con le attrazioni pi\u00f9 pericolose chiuse del tutto, venne riaperto quasi subito con il nuovo nome di Mountain Creek Waterpark. Una condizione che, con brevi interruzioni, continua tutt&#8217;ora.<br>Il fatto stesso che qualcosa di simile possa essere esistito, in tale guisa e per un periodo tanto esteso, \u00e8 tuttavia un fattore straordinariamente rilevante della cultura della nostra Era. Che con l&#8217;aumento delle regole e moderazioni istituzionalizzate, cerca ormai nuove valvole di sfogo. Pur continuando a percorrere, insistentemente, lo stesso percorso fortemente dedito all&#8217;auto-distruzione individuale. Non necessariamente per il bene collettivo. Quanto&#8230; L&#8217;arricchimento del singolo e influente capo d&#8217;industria. Vi viene in mente qualche nome?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perfettamente visibile nelle notti di luna piena, mentre si staglia contro l&#8217;orizzonte della valle, un&#8217;oggetto dalla forma stranamente iconica nella sua totale assurdit\u00e0: la linea diagonale lungo il prolungarsi del pendio, con un&#8217;anello circolare nel suo punto pi\u00f9 basso, che termina con l&#8217;apertura parallela al suolo. 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