{"id":44928,"date":"2026-07-31T06:17:36","date_gmt":"2026-07-31T04:17:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44928"},"modified":"2026-07-31T06:21:57","modified_gmt":"2026-07-31T04:21:57","slug":"il-volo-dellaquila-didrogeno-tre-uomini-il-vento-e-il-bianco-polo-in-sempiterna-attesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44928","title":{"rendered":"Il volo dell&#8217;Aquila d&#8217;idrogeno: tre uomini, l&#8217;ostilit\u00e0 del vento e il bianco Polo in sempiterna attesa"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UDrsSPHV2I4?si=mFRbfBUnAPREXy1o\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Stranded-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44931\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Stranded-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Stranded-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Stranded-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Stranded.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pericolo pi\u00f9 grande \u00e8 quello di colui che pu\u00f2 vantare l&#8217;utilizzo di una lingua d&#8217;argento: per coloro che lo ascoltano, per il consorzio delle moltitudini e soprattutto per se stesso. Poich\u00e9 la convinzione nei confronti di una qualsivoglia prospettiva, coadiuvata dal potere dialettico di un oratore, pu\u00f2 modificare i termini della plausibilit\u00e0 inerente. Rendendo l&#8217;impossibile, del tutto praticabile&#8230; A parole. Finch\u00e9 divenga totalmente impraticabile, nel proseguir dei giorni, poter tornare alla salvezza di una condizione neutrale. Questo il dramma e tale la risoluzione in quel drammatico 1897, della storica vicenda messa in moto da Salomon August Andr\u00e9e, fisico, ingegnere, impiegato dell&#8217;ufficio brevetti svedese a Stoccolma. Nonch\u00e9 praticante di un&#8217;attivit\u00e0 particolarmente impegnativa, capace di farne un cavaliere dei distretti ventosi. Come aeronauta solitario a bordo del suo fido pallone aerostatico Svea, in una serie di nove pericolose avventure tra le isole ed il Baltico durante cui speriment\u00f2 la sensazione di trovarsi totalmente alla deriva. &#8220;Ma fu in quel momento, signori e signore, che ebbi l&#8217;illuminazione destinata a rovesciare il paradigma!&#8221; Il metodo da lungo tempo prospettato, per poter deviare direzione a bordo di una cesta trascinata in modo autonomo dal vento stesso. Frenandola mediante l&#8217;uso di una serie di pesanti corde, il cui attrito permettesse alle vele soprastante, finalmente, di sortire l&#8217;effetto tanto a lungo desiderato. Semplice, efficace, affidabile. A suo dire. E nella mente di chiunque fosse pronto ad ascoltarlo, ivi inclusi il re di Svezia Oscar II, i responsabili dell&#8217;Accademia Reale delle Scienze e niente meno che Alfred Nobel, l&#8217;inventore della dinamite e fondatore del Premio Nobel. Primi fornitori di una serie finanziamenti che in quell&#8217;epoca potevano auspicare un singolo ed imprescindibile obiettivo: andare l\u00ec a piantare la bandiera dove neanche l&#8217;eroico Adolf Erik Nordenski\u00f6ld, con il suo piroscafo Vega, era riuscito ad arrivare: l&#8217;assoluto Polo Nord Geografico, latitudine zero, longitudine zero. Una corsa che ricorda quella molto successiva verso il territorio della Luna notturna, per la quantit\u00e0 di uomini e di mezzi che i diversi paesi spesero nel tentativo di ottenere il risultante prestigio. &#8220;In verit\u00e0 vi dico, nessuno al mondo \u00e8 in grado di fornire pi\u00f9 efficaci garanzie delle mie. Poich\u00e9 la direzione stessa dei venti, le poche precipitazioni, l&#8217;assenza di vegetazione in grado di pregiudicare l&#8217;uso delle corde di trascinamento, rendono l&#8217;Artico un ambiente ideale per l&#8217;eroico volo di un pallone attentamente progettato.&#8221; E con pi\u00f9 di 100.000 kronor per agevolare il proprio sogno visionario, Andr\u00e9e scelse d&#8217;investirne una parte importante nella pi\u00f9 efficiente versione immaginabile di quel tipo di veicolo, prodotta a Parigi dal leggendario Henri Lachambre, con tre strati d&#8217;ineccepibile seta cinese Pongee&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pInqGwUMxqI?si=PJSISK8pGoleZWIP\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Preparation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44930\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Preparation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Preparation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Preparation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Preparation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pallone dal diametro di 20,5 metri, inizialmente denominato <em>Le P\u00f4le Nord<\/em> e poi ribattezzato come <em>\u00d6rnen<\/em> (l&#8217;Aquila) era un letterale capolavoro di tecnologia pesato per poter tenere al proprio interno uno dei gas pi\u00f9 sfuggenti utilizzati dall&#8217;uomo. Quella leggera, incontrollabile concentrazione d&#8217;idrogeno, con un potere di sollevamento stimato in questo caso attorno ai 3.000 Kg, abbastanza per una capiente cesta con cabine per i passeggeri, piccioni viaggiatori, adeguati rifornimenti e tutta la zavorra di cui il suo proprietario riteneva potesse esserci bisogno. Non fu particolarmente difficile a questo punto, vista la risonanza mediatica ottenuta, trovare gli altri due membri necessari per la spedizione, che il quarantenne Andr\u00e9e individu\u00f2 nell&#8217;esperto meteorologo artico Nils Gustaf Ekholm e Nils Strindberg, giovane studente nei campi della fisica e chimica applicata. Raggiunto quindi l&#8217;apice della notoriet\u00e0, il trio si trasfer\u00ec all&#8217;inizio del 1986 nelle isole Svalbard, dove l&#8217;avventurosa spedizione per il Polo continu\u00f2 a prendere forma. Ma le difficolt\u00e0 non tardarono a palesarsi, con i due membri maggiormente esperti della ciurma che iniziarono immediatamente ad entrare in conflitto, principalmente a causa della perdita di gas sperimentata dal pallone a una velocit\u00e0 molto superiore di quella sperata. Tanto che, come si sarebbe scoperto solo successivamente, Andr\u00e9e ordin\u00f2 in segreto di riempirlo pi\u00f9 volte, affinch\u00e9 non si subissero ulteriori ritardi al suo progetto iniziale. Giunta l&#8217;ora della partenza, nella piena estate di quell&#8217;anno, si pales\u00f2 tuttavia il disastro: venti potenti che soffiavano da Nord, per svariate settimane di seguito (un fenomeno oggi noto) occuparono completamente la finestra di partenza. E a nulla valse l&#8217;attesa spasmodica, tanto che il viaggio venne infine rimandato all&#8217;anno successivo.<br>Tempo di raggiungere la primavera del 1897, molte cose erano cambiate. Ekholm aveva abbandonato il gruppo, sospettando un comportamento imprudente del suo collega. Per sostituirlo, era stato scelto l&#8217;ingegnere ventisettenne dal fisico atletico Knut Fr\u00e6nkel, la cui esperienza nella vita all&#8217;aria aperta avrebbe potuto costituire una risorsa ulteriore. Di nuovo sentendosi l&#8217;attenzione del mondo addosso, il capo della spedizione diede l&#8217;ordine di prepararsi alla partenza. Era l&#8217;11 luglio e questa volta, i venti non si frapposero in alcun modo all&#8217;idea. Ancorch\u00e9 di nuovo, l&#8217;imprevisto era in agguato quando in fase di decollo il pallone fatic\u00f2 a staccarsi da terra. Urtando quindi ripetutamente il suolo, molte delle corde destinate al metodo di guida elaborato da Andr\u00e9e si staccarono dai loro agganci di sicurezza, mentre i tre si liberavano frettolosamente di buona parte della zavorra. Il mezzo volante, gi\u00e0 parzialmente fuori controllo, s&#8217;inoltr\u00f2 dunque in direzione del Polo Nord. Ma la realt\u00e0 dei fatti, tanto dolorosa ed implacabile, giunse presto a esigere soddisfazione. Allorch\u00e9 la quantit\u00e0 di gas persa ogni giorno, per la capacit\u00e0 filtrante tramite le cuciture della seta cinese, corrispondeva a circa 68 Kg di capacit\u00e0 di sollevamento. Cos\u00ec che nel giro di un paio di giorni, la spedizione inizi\u00f2 a perdere quota. Fino ad adagiarsi lievemente, lass\u00f9 nel grande bianco privo di un nome.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/umX6Euh3B-g?si=7b2WEVdWG0bavxDx\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Camp-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44929\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Camp-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Camp-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Camp-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Andrees-Expedition-Camp.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;atterraggio sufficientemente morbido permise, inizialmente, ai tre membri di non perdersi d&#8217;animo. Guidati ancora una volta dall&#8217;ottimismo del loro esperto condottiero, essi attrezzarono le slitte con i rifornimenti necessari, mettendosi in marcia verso la stazione di rifornimento dell&#8217;isola di Northbrook, ritenuta erroneamente essere la pi\u00f9 vicina. Scattando una serie di foto surreali con la sofisticata macchina progettata per la documentazione aerea, inizi\u00f2 dunque il laborioso ritorno a piedi, senza gli indumenti, i mezzi e una preparazione adeguata. Mentre i venti che erano alleati questa volta soffiavano i ghiacci i direzione contraria, gli uomini trascinavano le loro slitte eccessivamente pesanti tra i crepacci profondissimi, cacciando e nutrendosi di foche, trichechi, orsi polari. Ad un certo punto, rendendosi conto di essersi trovati fuori strada, decisero piuttosto di puntare verso Sju\u00f8yane, il che li avrebbe portati ad arenarsi infine presso l&#8217;isola deserta di Kvit\u00f8ya, dove non poterono far altro che prepararsi ad affrontare l&#8217;inverno. Qui, continuando a tenere i propri diari, essi mantennero nonostante tutto la calma, fiduciosi di poter riuscire a ritornare alla civilt\u00e0. Ma attorno all&#8217;ottavo giorno di ottobre, per un motivo largamente misterioso, morirono improvvisamente, l&#8217;uno di seguito all&#8217;altro.<br>Trent&#8217;anni furono necessari perch\u00e9 un&#8217;imbarcazione di cacciatori di pinnipedi, giunti fin laggi\u00f9, ritrovassero finalmente i resti dell&#8217;accampamento. Trent&#8217;anni di speculazioni, ricerche, ipotesi basate sulla mera inferenza. Ancorch\u00e9 una volta riportate le tre salme in patria, la contrizione pubblica non pot\u00e9 trovar sollievo dalla definizione di una causa di morte precisa. Forse sopraggiunta per l&#8217;avvelenamento da piombo delle scatolette di cibo, forse per quello dovuto al fegato d&#8217;orso polare, notoriamente nocivo. Oppure come teorizzato dalla ricercatrice Bea Uusma a causa di un attacco di questi feroci animali, che avendo ucciso entrambi i membri giovani della spedizione, costrinse Andr\u00e9e a suicidarsi con la morfina. <br>Ma al di l\u00e0 di ogni analisi e dietrologia, una cosa resta certa: la spedizione fall\u00ec perch\u00e9 non aveva tenuto conto di un ampio ventaglio di fattori. L&#8217;inappropriatezza dei mezzi, l&#8217;inefficienza delle corde come approccio al direzionamento, la realt\u00e0 meteorologica della foschia ed il ghiaccio tra le nubi che appesantisce ogni cosa. In nessun caso, quel pallone avrebbe mai potuto raggiungere la sua meta precisa. Che tra l&#8217;altro, contrariamente a quanto si riteneva all&#8217;epoca, \u00e8 nella maggior parte dei casi un mero tratto di mare, causa la deriva delle masse glaciali che compongono il paesaggio dell&#8217;estremo Nord. <br>Ad oggi la vicenda resta un monito a chiunque voglia credere senza riserve al potere della volont\u00e0 e della tecnologia. Ma incidenti simili non cessano tutt&#8217;ora di verificarsi. Pesate alla tragica implosione del sottomarino per la visita al relitto del Titanic della OceanGate, al centro delle cronache nel fin troppo recente 2023. Un altro chiaro segno del pericolo, incessante, che la dialettica pu\u00f2 comportare per chi crede all&#8217;entusiasmo altrui. Senza conoscere le basi pratiche di cui \u00e8 possibile disporre, a fondamento dell&#8217;ennesima, sconvolgente, incredibile avventura dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pericolo pi\u00f9 grande \u00e8 quello di colui che pu\u00f2 vantare l&#8217;utilizzo di una lingua d&#8217;argento: per coloro che lo ascoltano, per il consorzio delle moltitudini e soprattutto per se stesso. Poich\u00e9 la convinzione nei confronti di una qualsivoglia prospettiva, coadiuvata dal potere dialettico di un oratore, pu\u00f2 modificare i termini della plausibilit\u00e0 inerente. 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