{"id":44902,"date":"2026-07-27T06:10:27","date_gmt":"2026-07-27T04:10:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44902"},"modified":"2026-07-27T06:10:30","modified_gmt":"2026-07-27T04:10:30","slug":"il-primo-grattacielo-sul-tamigi-ambizione-imperiale-di-unepoca-oltre-i-limiti-dellarchitettura-coeva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44902","title":{"rendered":"Il primo grattacielo sul Tamigi, ambizione imperiale di un&#8217;epoca oltre i limiti dell&#8217;architettura coeva"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"366\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-500x366.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44904\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-500x366.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-768x562.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower.jpg 1225w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ah, Londra! Chi non riconoscerebbe subito le forme perpendicolari dei pinnacoli notoriamente aguzzi dell&#8217;ampio Palazzo del Parlamento, con le sue due torri a pianta quadrata, la pi\u00f9 alta delle quali dedicata alla Regina Vittoria, l&#8217;altra ospitante il riconoscibile quadrante del Big Ben, tanto spesso impreziosito dal roboante suono delle proprie sconquassanti campane. Ed a completare l&#8217;ideale trittico, il gigante verticale dalla sovrastante lanterna? La cui ombra copre nel corso della giornata il sito delle discussioni parlamentari&#8230; Cos\u00ec come la vicina forma ecclesiastica dell&#8217;abbazia che fornisce il nome a tutto il quartiere: Westminster, sotto l&#8217;alta meridiana del grattacielo. La torre dei sogni possibili, mai formalmente n\u00e9 praticamente realizzata, a completare il gi\u00e0 gremito skyline cittadino. Non per mancanza di motivazioni percepite, s&#8217;intende.<br>Famosa nella cognizione odierna della storica citt\u00e0 di Karakorum, capitale dei domini mongoli all&#8217;apice dell&#8217;influenza di quel popolo, era l&#8217;abitudine dei Khan di trasportare i tesori saccheggiati da ogni angolo d&#8217;Eurasia tra le yurte ed i palazzi del potere, a incancellabile memoria della quantit\u00e0 di popoli sconfitti dall&#8217;inarrestabile avanzata delle orde dei cavalieri. Una tendenza che allo stesso modo, nelle plurime declinazioni possibili, si ripresenta nei trascorsi delle collettivit\u00e0 conquistatrici, col pretesto in epoca moderna di &#8220;preservare&#8221; e &#8220;custodire&#8221; nelle auguste sale degli allestimenti museali, l&#8217;ambiente ideale, sebbene disallineato con la progressione contestuale delle originali culture di provenienza. Cos\u00ec era il British Museum per Londra, durante l&#8217;epoca Vittoriana. Coadiuvato nel contempo da un approccio parallelo ma diverso, consistente nel cercare un metodo celebrativo maggiormente orientato all&#8217;autocelebrazione dei traguardi raggiunti: statue, tombe e monumenti, in un ordinato susseguirsi che la gente fosse incline a visitare, nel tentativo di comprendere fino a che punto i condottieri fossero riusciti a piantumare l&#8217;orgoglioso rettangolo dell&#8217;Union Jack. Cos\u00ec era, ancor prima che un luogo di culto, l&#8217;iconica e antichissima abbazia di Westminster. Soprattutto se vogliamo credere al rapporto dell&#8217;urbanista George Gilbert Scott del 1854 per l&#8217;ufficio del vice-decano della chiesa, in cui si fa notare non soltanto l&#8217;eccessiva concentrazione di simili implementi celebrativi tra le mura della sua basilica, ma pure l&#8217;impossibilit\u00e0 imminente di riuscire a seppellirvi i grandi uomini della vigente generazione, causa l&#8217;accertata ed innegabile mancanza di spazio.  Una questione certamente problematica, vista la continua crescita della popolazione britanniche e delle Grandi Gesta dai suoi pi\u00f9 celebri esponenti in campo scientifico, letterario, culturale&#8230; Ci vollero dunque un certo numero di decadi (nulla avviene rapidamente a quel livello) perch\u00e9 la problematica approdasse alla disquisizione di una commissione governativa, istituita da parte del nuovo decano abbaziali tra gli anni 1890 e &#8217;91. Istituzione la quale inizi\u00f2 il vaglio di vari possibili progetti, molti consistenti nella costruzione di nuovi complessi o aree monumentali. Ma i pi\u00f9 ambiziosi tra i quali, giungevano a proporre l&#8217;ampliamento dell&#8217;abbazia stessa, nell&#8217;unica direzione possibile all&#8217;interno dell&#8217;angusto centro cittadino: verso l&#8217;alto, l\u00e0 dove il cielo superava l&#8217;orizzonte delle idee convenzionalmente condivise&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-Design.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"374\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-Design-500x374.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44903\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-Design-500x374.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-Design-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-Design-1536x1150.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-and-Tower-Design.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le personalit\u00e0 coinvolte, fin da subito, figur\u00f2 l&#8217;architetto John Pollard Seddon (1827-1906) nato a Londra da un celebre ebanista e gi\u00e0 fautore delle iniziative di restauro per diverse chiese ed altri luoghi di culto d&#8217;importanza nazionale. Che aveva iniziato la sua carriera lavorando nello studio classicista di Thomas Leverton Donaldson, bench\u00e9 personalmente preferisse il Revivalismo Gotico che aveva raggiunto l&#8217;apice della sua influenza sul finire del XIX secolo. Il che l&#8217;aveva portato ad istituire una proficua collaborazione con il collega John Pollard Seddon, a sua volta figlio di Edward Buckton, famoso per la sua capacit\u00e0 di reinterpretare il canone del tardo Medioevo con una netta <em>verve <\/em>anti-conformista che aveva visto moltiplicarsi attraverso gli anni i suoi sostenitori, cos\u00ec come gli agguerriti avversari sul piano professionale. Iniziando quel discorso che l&#8217;erede aveva visto coronato mediante la proposta, mai approvata, del National Monument to British Heroes, assemblaggio di edifici attorno ad un torrione gotico da collocare possibilmente entro i confini di Hyde Park. Ma tralasciando questo edificio elaborato meramente sul piano embrionale, ora queste due figure si trovarono a creare quello che potremmo senza dubbio definire la loro proposta maggiormente rivoluzionaria: una creazione che se fosse stata portata a termine, avrebbe trasformato totalmente il volto della capitale. L&#8217;ammodernamento veicolato sotto gli occhi della commissione prese dunque il nome ancor pi\u00f9 descrittivo di Imperial Monumental Halls and Tower, con l&#8217;accento posto in modo particolare su quest&#8217;ultima parola. Essendo il tratto maggiormente distintivo individuabile in maniera estremamente ovvia nell&#8217;impressionante campanile dell&#8217;altezza di 167 metri, destinato ad elevarsi tra le forme familiari del Palazzo del Parlamento e dell&#8217;Abbazia di Westminster. Dominando letteralmente con la stazza pi\u00f9 che raddoppiata le due torri antecedenti, citate in apertura. Il tutto circondato dalla cosiddetta Sala Centrale dei Monumenti, un&#8217;estensione del transetto abbaziale della lunghezza di 60 metri, con numerosi spazi laterali dedicati alla sepoltura. Proprio qui, in aggiunta ai piani sovrapposti del massiccio <em>pi\u00e8ce de r\u00e9sistance<\/em>, avrebbero trovato posto statue innumerevoli, splendenti placche ed altre concessioni al regno sempiterno della memoria. Ma forse l&#8217;esperienza ancor pi\u00f9 unica sarebbe stata riservata ai visitatori abbastanza coraggiosi da spingersi fino al piano pi\u00f9 elevato, fino alla spaziosa balconata a forma di lanterna, da cui scorgere senza ostruzioni ogni recesso dell&#8217;interessante panorama londinese. Da quell&#8217;altitudine inizialmente definita come sufficiente a farne l&#8217;edificio pi\u00f9 alto del mondo, almeno fino al completamento della torre del Municipio di Philadelphia dall&#8217;alta parte dell&#8217;Atlantico nel 1901, capace di misurare effettivamente 168 metri. Contribuendo se non altro a dimostrare al mondo quali vette fosse possibile raggiungere, mediante l&#8217;utilizzo di copiose quantit\u00e0 di pietra attentamente modellata, ben prima che l&#8217;impiego su larga scala dell&#8217;acciaio permettesse la formale creazione del concetto di grattacielo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-Plan.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"327\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-Plan-500x327.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44905\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-Plan-500x327.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-Plan-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-Plan-1536x1005.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Imperial-Monumental-Halls-Plan.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;impressionante concetto di ampliamento a Westminster inizi\u00f2 dunque a risalire l&#8217;ardua scala delle approvazioni governative, trovando non pochi sostenitori nel clima nazionalista dell&#8217;Impero Britannico, cos\u00ec drammaticamente fiero della propria capacit\u00e0 di estendersi oltre i confini della notte in un singolo emisfero. Tra i suoi estimatori, lo stesso sovrano Edoardo VII, incline a grandi opere per estendere le celebrazioni della sua recente incoronazione. Nel 1904, il rinomato giornale architettonico <em>The Builder<\/em> si lanci\u00f2 in una fervida campagna a supporto dell&#8217;idea, sebbene anche sulle sue pagine almeno un articolista avesse riportato con scopo umoristico la notazione in merito alla torre super-alta, a suo avviso un chiaro segno di &#8220;megalomania&#8221;. Altri furono decisamente contrari all&#8217;iniziativa, tra cui soprattutto il comitato dello SPAB di William Morris (Society for the Protection of Ancient Buildings) che gi\u00e0 all&#8217;inizio secolo aveva scritto critiche veementi nei confronti del paventato complesso, a suo dire del tutto sproporzionato rispetto ai punti di riferimento storici londinesi, potendo arrecare un danno del tutto sproporzionato alla percezione estetica dell&#8217;intera riva del Tamigi. Senza poter sapere all&#8217;epoca, ovviamente, di quale piccola Manhattan dei nostri giorni egli stesse gi\u00e0 parlando, con riferimento a uno dei luoghi con la pi\u00f9 significativa concentrazione di grattacieli post-moderni nell&#8217;intero territorio europeo.<br>Ma visto che come sappiamo molto bene, questo particolare antesignano dello Shard non venne mai effettivamente costruito, potremo a questo punto tentare di comprenderne la ragione. Probabilmente riassumibile in un singolo, totalizzante problema: il costo prospettato, corrispondente secondo i due architetti a circa 800.000 sterline, pari a circa 80 milioni in base al cambio attuale. Non esattamente una cifra trascurabile, anche trascurando le complesse sfide ingegneristiche dovute al suolo dalla composizione incerta ed i conseguenti aumenti di spesa, per qualcosa che in molti temevano potesse risultare sproporzionatamente grande, persino sgradevole alla vista. Verso un rifiuto categorico destinato a palesarsi formalmente soltanto anni dopo la dipartita dello stesso architetto Seddon, che pass\u00f2 a miglior vita con la convinzione residua che potesse ancora venir realizzato. Significativa, in tal senso, la discussione tarda del 1925, in cui durante un&#8217;udienza parlamentare alcuni degli oppositori al monumento furono accusati di sentimento anti-patriottico ed un&#8217;affiliazione segreta coi nemici dello Stato. Insulti che mancarono tuttavia di muovere l&#8217;ago della bilancia verso l&#8217;approvazione del complesso. Destinato a rimanere un semplice miraggio tra le alte nubi, come le torri distanti del castello di Avalon, oltre il fiume sempiterno ed incessante della Storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ah, Londra! 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