{"id":44887,"date":"2026-07-25T06:18:58","date_gmt":"2026-07-25T04:18:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44887"},"modified":"2026-07-25T06:22:11","modified_gmt":"2026-07-25T04:22:11","slug":"il-meccanismo-della-larva-che-riemerge-dagli-abissi-a-popolare-i-vortici-nel-cielo-del-mozambico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44887","title":{"rendered":"Il meccanismo della larva che riemerge dagli abissi a popolare i vortici nel cielo del Mozambico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YcXsx8gpN9M?si=ux22aw5fA5ig8yD4\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Swarms-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44890\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Swarms-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Swarms-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Swarms-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Swarms.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fenomeno atmosferico capace di formarsi in presenza di un <em>cumulo congestus<\/em>, nube a sviluppo verticale dalla forma di un cavolfiore, la tromba marina o lacustre ha suscitato lungamente numerose ipotesi e metafore nell&#8217;immaginazione degli abitanti costieri. Colonna oscura dal potente alone di minaccia, capace di distruggere il sartiame delle navi oppure scardinarne la struttura stessa, esso veniva in genere associato alla potenza e alla vendetta di divinit\u00e0 equoree. Questo per il semplice motivo che una volta giunta presso il limite di quella superficie orizzontale, l&#8217;iracondia delle raffiche spiraleggianti andava incontro a dispersione pressoch\u00e9 spontanea, scomparendo come la sagoma di un felino tra l&#8217;erba alta della savana. Costui o coloro che vivevano le proprie aspirazioni lungo le sponde del grande lago Malawi, confinante coi tre paesi di Malawi, Mozambico e Tanzania, hanno sempre conosciuto due ragioni per l&#8217;imposizione di una tale foggia incline a sconquassare il cielo stesso. Letteralmente concentrata nei mesi estivi di settembre e ottobre, quando non soltanto le colonne crescono e si formano sopra le loro teste. Ma tranquillamente varcano il confine liminale, spostandosi dall&#8217;acqua sulla terraferma, e viceversa. Essendo da ogni punto rilevante, vivaci e multiformi, ronzanti convergenze di un&#8217;intero esercito, di ditteri propensi a fare ci\u00f2 che gli riesce meglio. Accoppiarsi, chiaramente.<br>Ed \u00e8 cos\u00ec a partire proprio da tali poetici momenti, che la nuova ricerca di Evan K. G. McKenzei, Maxon J.R. Ngochera e colleghi ha scelto di concentrare il proprio tempo nel comprendere quello che viene dopo. Ovverosia il momento in cui le piattaforme galleggianti composte dalle uova delle mosche di lago <em>Chaoborus edulis<\/em> iniziano puntualmente a schiudersi. E le larve contenute al loro interno fuoriescono nel mondo, dominate dal mostruoso senso di una fame incontenibile, giammai saziata. Da cui per l&#8217;appunto il nome, dal greco <em>chaoun<\/em> &#8220;distruttore assoluto&#8221; ed il suffisso neolatino <em>-borus<\/em>, riferito al concetto di &#8220;divorare&#8221;. Cos\u00ec come consentitogli da un singolare aspetto evolutivo: il possesso di un paio di antenne mobili, con la forma simile agli artigli raptatori di una mantide in agguato sulla terraferma. Allorch\u00e9 il vermetto tipicamente trasparente, non pi\u00f9 lungo inizialmente di 3-5 millimetri, ma in grado di raggiungere i 20 quando prossimo alla metamorfosi e il conseguente decollo, diventa un predatore incontrastato dello zooplankton lacustre, muovendosi su e gi\u00f9 in maniera tale da evitare i rischi dei pesci ed altri predatori nella sfera trofica occorrente. Un colpo da maestro comportamentale il quale, ormai da pi\u00f9 di un secolo, ha lasciati perplessi gli scienziati. Come mai faceva, in effetti, la massa delle larve a scomparire in modo pressoch\u00e9 totale nelle ore diurne? Dove andava a nascondersi, esattamente? Se non gi\u00f9, sempre pi\u00f9 in basso, nella zona anossica situata a centinaia di metri di profondit\u00e0. Dove in base a tutto quello che sappiamo sugli insetti, la loro dipartita causa schiacciamento avrebbe dovuto essere pressoch\u00e9 immediata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ObEWQG0lpiI?si=J2ITfH6zXZ2QoUNr\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Larvae-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44889\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Larvae-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Larvae-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Larvae-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Larvae.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro pubblicato all&#8217;inizio della scorsa settimana sulla rivista Science inquadra effettivamente il tema della nuova scoperta proprio al fine di sfidare il preconcetto, lungamente dato per acquisito, secondo cui gli abissi acquatici, lacustri o marini, sarebbero stati uno dei pochi ambienti terrestri dove gli insetti non avrebbero mai potuto sopravvivere o prosperare. Ci\u00f2 prendendo spunto dalla precedente descrizione, gi\u00e0 fornita dallo stesso gruppo di studiosi, in merito alla specializzazione di una parte dell&#8217;apparato respiratorio di queste larve, ovverosia i tubicini tracheali normalmente ridondanti alla strategia di acquisizione cutanea dell&#8217;ossigeno, tipica delle creature di queste ridotte dimensioni. Fornendo nel caso specifico delle <em>C. edulis <\/em>e gli altri ditteri ad esse strettamente imparentati una funzione per lo pi\u00f9 adiacente, definita nella terminologia come quella di sacche d&#8217;aria, ovverosia riserve necessarie a permanere via dal pelo della superficie per tempi esponenzialmente pi\u00f9 lunghi. Ci\u00f2 grazie alla capacit\u00e0 inerente di questi organi di resistere alle pressioni elevate, causa la presenza di pareti parzialmente rigide composte da asticelle chitinose simili alle stecche di una fisarmonica. Il che rientrava gi\u00e0 all&#8217;interno delle nostre conoscenze, laddove il culmine dell&#8217;ulteriore approfondimento \u00e8 collocato nelle pareti di tale struttura organica, che gli scienziati hanno scoperto essere composta da una proteina elastica nota con il termine di resilina. Elemento anatomico dotato di una insolita propensione a contarsi o estendersi in funzione del pH della parete, che l&#8217;insetto regola in maniera autonoma mediante l&#8217;uso dello strato esterno di cellule chiamate endotelio. Il che ha un effetto diretto sulla compressione dell&#8217;aria contenuta nella sacca ed in funzione di ci\u00f2, la capacit\u00e0 inerente del suo possessore al galleggiamento. Ecco, dunque, la stupefacente verit\u00e0: per un caso anomalo di convergenza evolutiva, questi artropodi possiedono l&#8217;equivalente di una vera e propria vescica natatoria. Per di pi\u00f9 capace di resistere, nella maniera dimostrata grazie all&#8217;uso di camere iperbariche in laboratorio, fino alla profondit\u00e0 di 400 metri, pi\u00f9 del doppio di quella effettivamente sperimentata dalle larve all&#8217;interno del lago Malawi. Fin gi\u00f9 presso la zona del monimolimnio anossico, netta linea divisoria dove, a causa dell&#8217;assenza di mescolamento quotidiano delle acque tipica dei laghi delle regioni temperate, l&#8217;ossigeno semplicemente non si trova in concentrazioni sufficienti da poter riuscire a sostentare la presenza di creature ittiche o parimenti dimensionate. Cos\u00ec facendo delle piccole mantidi natatorie delle vere e proprie migratrici opportuniste, in grado di frapporsi in agguato tra il tramonto e l&#8217;alba proprio l\u00e0 dove la concentrazione di microrganismi risulta maggiore. Per poi ritirarsi nelle occulte profondit\u00e0, al sopraggiungere dell&#8217;astro solare, come dei seguaci della societ\u00e0 segreta degli occulti vampiri. E tutto questo nell&#8217;attesa della metamorfosi tanto a lungo agognata&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Qs33k1b6N_A?si=q6G0_Da_4UFxR_o4\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Cakes-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44888\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Cakes-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Cakes-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Cakes-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Chaoborus-Cakes.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allorch\u00e9 regolarmente accade, normalmente dopo il compiersi della quarta muta dopo un periodo di circa un sei settimane, che il verme giunto in superficie non faccia pi\u00f9 ritorno alle profondit\u00e0 dei suoi trascorsi giorni, formando piuttosto un astuccio rigido dalla forma simile a quella di una virgola, capace di fluttuare a pi\u00f9 livelli della colonna acquatica, ma non pi\u00f9 acquisire nutrimento. Il quale tender\u00e0 in maniera progressiva a spostarsi verso l&#8217;aria soprastante, per poi restare immobile ed infine, far uscire la mosca adulta al termine del pi\u00f9 grande mutamento della sua esistenza. O per meglio dire, milioni di simili creature allo stesso tempo, capaci di sollevarsi collettivamente in volo andando a formare quelle sopra menzionate colonne verticali, in verit\u00e0 un comportamento ritualistico simile ad un lek, adottato dai maschi nel tentativo di attirare le femmine per andare a coronamento delle proprie aspirazioni vitali. Strategia rischiosa a causa dell&#8217;altissimo numero di predatori, ivi incluso, sorprendentemente l&#8217;uomo. Ci\u00f2 a causa della celebre abitudine delle genti dell&#8217;Africa Orientale alla consumazione del cibo noto come &#8220;focaccia&#8221; o &#8220;hamburger&#8221; <em>kunga<\/em>, essenzialmente null&#8217;altro che una quantit\u00e0 notevole di queste mosche, catturate con retini o altri implementi, quindi pressate assieme e cucinate in un compatto cibo dal contenuto proteico superiore a quello di una bistecca bovina. E a quanto riport\u00f2 lo stesso Dr. Livingstone, il celebrato esploratore vittoriano, un sapore paragonabile a quello del pregiato caviale dei mari del Nord. Che potrebbero anche essere&#8230; Chi l&#8217;avrebbe mai detto? Abitati da insetti sconosciuti sui remoti e sabbiosi fondali. Forse non \u00e8 del tutto vero, il detto secondo cui saremmo nati &#8220;Troppo presto per scoprire il cosmo, troppo tardi per esplorare la Terra&#8221;. O quanto meno, le sue multiformi, imprevedibili, virtualmente interminabili nonch\u00e9 brulicanti creature.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vedi<\/strong>: link allo studio scientifico citato: <em><a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/science.aed0667\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Crush-resistant air sacs allow insect larvae to exploit aquatic habitats at extreme depth<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fenomeno atmosferico capace di formarsi in presenza di un cumulo congestus, nube a sviluppo verticale dalla forma di un cavolfiore, la tromba marina o lacustre ha suscitato lungamente numerose ipotesi e metafore nell&#8217;immaginazione degli abitanti costieri. Colonna oscura dal potente alone di minaccia, capace di distruggere il sartiame delle navi oppure scardinarne la struttura stessa, &#8230; <a title=\"Il meccanismo della larva che riemerge dagli abissi a popolare i vortici nel cielo del Mozambico\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44887\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il meccanismo della larva che riemerge dagli abissi a popolare i vortici nel cielo del Mozambico\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,246,125,1911,2312,187,5100,1097,6002,112,795,8829,8828,109,2010,819,1087,78,1081,2189,2558,2362],"class_list":["post-44887","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-africa","tag-animali","tag-comportamento","tag-creature","tag-ecologia","tag-emersione","tag-evoluzione","tag-immersione","tag-insetti","tag-laghi","tag-malawi","tag-mozanbico","tag-natura","tag-ricerca","tag-riproduzione","tag-sciami","tag-scienza","tag-scoperte","tag-studi","tag-tanzania","tag-vortici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44887","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44887"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44893,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44887\/revisions\/44893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}