{"id":44859,"date":"2026-07-20T06:14:22","date_gmt":"2026-07-20T04:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44859"},"modified":"2026-07-20T06:14:25","modified_gmt":"2026-07-20T04:14:25","slug":"argenteo-e-il-manto-dagli-augusti-zaffiri-fenice-della-giungla-custode-dei-suoi-sospiri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44859","title":{"rendered":"Argenteo \u00e8 il manto dagli augusti zaffiri: fenice della giungla, custode dei suoi sospiri"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6e1tU-ZLZM4?si=EQEMFESiyTIBD6tC\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44862\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Osserva, oh esploratore occasionale di Birmania, Thailandia, India e Bhutan, la piccola cascata di gemme che ondeggiando vibra ai margini del sottobosco affollato. Monadi apparenti, in verit\u00e0 parte di un singolo flusso, che cambiano e riflettono la luce, restituendo una cavalcata di colori cangianti. Chi ha portato simili tesori fin quass\u00f9, poggiandoli al di sopra di una stoffa di pregio? Ed \u00e8 la testa di un uccello mitologico, quella che spunta dalla splendida occorrenza, ripetendo il verso sincopato: <em>wak-wak-wak-wak<\/em>&#8230; Il corto becco con la forma di un uncino. I lati glabri dietro ad esso, di un colore tendente all&#8217;arancione, sormontati da una cresta irsuta dello stesso color canna di fucile&#8230; In molti presero questa presenza come un mero sintomo del regno dove la natura regna incontrastata. Finch\u00e9 nel 1747, il naturalista inglese George Edwards ne fece un&#8217;illustrazione scientificamente accurata riportandone la lunghezza complessiva di 70-75 cm. Dato che Linneo stesso 11 anni dopo utilizz\u00f2 nel suo Systema Naturae, coniando per questa creatura il termine binomiale di &#8220;<em>Pavo bicalcaratum&#8221;<\/em> (sic.) In altri termini, si pens\u00f2 in Occidente di essere al cospetto del pi\u00f9 piccolo pavone al mondo! Errore perdonabile a suo modo, causa l&#8217;evidente profilarsi di una convergenza evolutiva con finalit\u00e0 palesi. Coinvolgere ed affascinare, per quanto possibile, il distratto gentil sesso aviario, tramite l&#8217;esposizione di un tipo di scenografia portatile. Quella della coda stessa, aperta e indotta ad ondeggiare, a guisa di fantastico ventaglio incorporato. Soltanto all&#8217;inizio del XIX secolo, grazie all&#8217;opera del grande zoologo olandese Coenraad J. Temminck, tale uccello trov\u00f2 un proprio genere per ospitarlo, quello dei <em>Polyplectron<\/em>, nettamente allineati col concetto di fasianidi dell&#8217;Asia Orientale. Nonch\u00e9 accomunati dal possesso, come sottinteso dall&#8217;etimologia greca del termine, di una pluralit\u00e0 di speroni in corrispondenza dei metatarsi, usati nelle competizioni tra maschi che preparano il campo per lo spettacolo che precede di poco l&#8217;accoppiamento, da condursi secondo il copione in aree pianeggianti, n\u00e9 troppo esposte, n\u00e9 totalmente prive di nascondigli. O pi\u00f9 raramente, al fine di difendersi dall&#8217;assalto di un gatto leopardo, una martora o serpente arboricolo notturno. Sebbene come spesso capita, questi uccelli preferiscano di gran lunga la fuga, in genere condotta tramite una corsa rapida nel sottobosco d&#8217;appartenenza. Non trattandosi in effetti di volatori particolarmente esperti, n\u00e9 rapidi a staccarsi dal proprio posatoio di pertinenza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bKB0V4rZ6NY?si=oSWw9nNMBtEhScT8\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Sighting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44861\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Sighting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Sighting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Sighting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Sighting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un piumaggio principalmente grigio-argento determinato da presenza di melanina, l&#8217;uccello guadagna il proprio punto di maggiore distinzione ad un&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita dei sopra menzionati ocelli, la cui iridescenza verde-bluastra \u00e8 frutto di un tipo di colore strutturale, ottenuto da melanosomi immersi in una matrice di cheratina intervallata da cavit\u00e0 d&#8217;aria. Un sistema estremamente sofisticato sconosciuto persino all&#8217;argo maggiore (<em>Argusianus argus<\/em> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32164\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi<\/a>) considerato per antonomasia un parente prossimo di questa schiera di fagiani pi\u00f9 piccoli, ma non meno spettacolari. Caratteristica del tutto assente negli esemplari giovani e nella femmina, che mostrano piuttosto delle macule grigiastre dai contorni contrastanti, tale sistema d&#8217;ornamento inizia a comparire nelle mute successive che accompagnano la maturit\u00e0 sessuale, fino alla prima stagione degli accoppiamenti spesso situata tra marzo e giugno. Ma forse il termine pi\u00f9 corretto potrebbe essere individuato in &#8220;opportunit\u00e0&#8221; essendo questi uccelli appartenenti ad un ambiente di tipo tropicale, dove raramente \u00e8 il calendario a determinare quale sia il momento adatto per procreare. Il che non toglie la frequenza assai maggiore con cui il richiamo riconoscibile dei maschi viene udito in quel periodo dell&#8217;anno, anche lontano dall&#8217;alba e dal tramonto in cui altrimenti avrebbe ragione di concentrarsi. Mentre questi compiono le proprie sfilate, non in senso perpendicolare alla femmina come avviene negli altri fasianidi, bens\u00ec sempre dalla direzione frontale, affinch\u00e9 ella possa ammirare l&#8217;effetto complessivo della grande coda sollevata a ventaglio.<br>Giudicata dagli indici internazionali come specie non a rischio a differenza di altri fagiani asiatici, causa l&#8217;ampiezza complessiva del suo areale, il <em>P.<\/em> <em>bicalcaratum<\/em> presenta nonostante questo almeno cinque variet\u00e0 cromatiche regionali, un tempo giudicate degne di appartenere a sottospecie distinte. Ed una delle quali, in modo particolare, endemica dell&#8217;isola cinese di Hainan, cui nel 1906 ad opera del britannico Lionel W. Rothschild fu associata la specie totalmente nuova di<em> Polyplectron katsumatae<\/em>, distinta dalla colorazione rosso intenso della pelle glabra della testa e dimensioni mediamente inferiori. Un tipo di nanismo insulare, possibilmente veicolato dalla minore presenza di predatori. Fatta eccezione, s&#8217;intende, per l&#8217;uomo che l&#8217;ha condotto, causa la riduzione del suo habitat e una caccia insostenibile negli anni passati, fino al rischio di estinzione ufficialmente riportato nell&#8217;indice internazionale della IUCN.<br>Non che lo stato di conservazione possa essere accertato facilmente in altri luoghi, data la predisposizione sorprendentemente criptica di questi uccelli, capaci di mimetizzarsi e scomparire nel sottobosco. Il che ha portato, fino all&#8217;implementazione delle fototrappole in tempi recentissimi, all&#8217;impiego pressoch\u00e9 esclusivo della registrazione del verso come marker d&#8217;occorrenza, con tutte le imprecisioni che ci\u00f2 comporta.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xJHk3XbJ8h8?si=8enSd5mACy8xdwTD\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Female-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44860\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Female-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Female-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Female-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Gray-Peacock-Pheasant-Female.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe a questo punto sorprendere il fatto che un uccello tanto spesso studiato, nonch\u00e9 allevato in cattivit\u00e0 per la sua notevole bellezza, continui a custodire in parte i suoi misteri comportamentali. Come la teoria, mai confermata tramite studi scientifici, che l&#8217;apertura improvvisa della coda possa essere impiegata dai maschi in pericolo come una sorta di dimostrazione deimatica o falsamente aposematica, mirata a spaventare l&#8217;aggressore indotto a sospettare un qualche tipo di pericolosit\u00e0 inerente. O ancora l&#8217;incertezza recente in merito alla monogamia praticata in natura, lungamente data per acquisita, almeno finch\u00e9 alcuni esemplari iniziarono a mostrarsi interessati a pi\u00f9 di una possibile compagna nei contesti fatti oggetto di supervisione umana. Difficile, a questo punto, comprendere se tale tendenza all&#8217;accoppiamento multiplo fosse semplicemente rimasta inosservata fino ad oggi, o mera conseguenza dell&#8217;ambiente innaturale della voliera. Per quanto utile potrebbe risultare nel caso di covate dal numero generalmente ridotto di uova, spesso deposte singolarmente in un vulnerabile nido creato sul terreno, bench\u00e9 pi\u00f9 volte nel corso di un singolo periodo riproduttivo.<br>Fortuna resta il fatto che, grazie ai riflettori di Internet, l&#8217;interesse accademico per questi uccelli unici sia aumentato nelle ultime decadi in maniera esponenziale, incrementando e potenziando le vigenti potenzialit\u00e0 d&#8217;iniziative condivise. Nella speranza che ulteriori divisioni tassonomiche possano essere chiamate in causa, come gi\u00e0 lungamente confermato in senso genetico nel caso del <em>P. katsumatae<\/em>. Gli appigli legali a nuovi gradi di tutela sovranazionali, in tal senso, non potranno che aumentare di conseguenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osserva, oh esploratore occasionale di Birmania, Thailandia, India e Bhutan, la piccola cascata di gemme che ondeggiando vibra ai margini del sottobosco affollato. Monadi apparenti, in verit\u00e0 parte di un singolo flusso, che cambiano e riflettono la luce, restituendo una cavalcata di colori cangianti. 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