{"id":44853,"date":"2026-07-19T06:11:49","date_gmt":"2026-07-19T04:11:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44853"},"modified":"2026-07-19T06:12:31","modified_gmt":"2026-07-19T04:12:31","slug":"il-buddha-di-tre-piani-intento-a-meditare-nellalto-castello-dei-dinasti-del-ladakh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44853","title":{"rendered":"Il Buddha di tre piani intento a meditare nell&#8217;alto castello dei dinasti del Ladakh"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mu-wRjQewLo?si=WHaOLAuGd7n_t4_I\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Ladakh-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44855\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Ladakh-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Ladakh-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Ladakh-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Ladakh.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due aspetti comprimari di un vortice che insegue se stesso, potere temporale e senso del sacro difficilmente tendono a trarre vantaggio da alcun tentativo di separarli. Laddove con simbiotica occorrenza, il primo riesce a trarre legittimit\u00e0 dall&#8217;altro, mentre il secondo, viene vicendevolmente posto sopra un intoccabile piedistallo. Cos\u00ec attraverso le generazioni e fin dai tempi antichi, schiere di sovrani hanno tentato d&#8217;incarnare il ruolo alternativo di supremi sacerdoti, piuttosto che reincarnazioni del tutto tangibili della divinit\u00e0. E quando ci\u00f2 non fu pi\u00f9 praticabile, per l&#8217;adozione di un pi\u00f9 complesso e stratificato sistema di venerazione, fecero il possibile per mantenersi il pi\u00f9 possibile vicino alle spiritualit\u00e0 superne, costruendo chiese, monasteri e monumenti assieme agli altri maestosi simboli della propria essenza. Ma \u00e8 senza dubbio singolare, e al tempo stesso raro, l&#8217;approccio scelto in modo particolare dai due pi\u00f9 celebri sovrani della dinastia al potere dei Namgyal, nell&#8217;odierna regione amministrativa indiana e precedente regno pluri-secolare di Ladakh: chiamare Buddha a vivere nella loro stessa dimora, facendo delle auguste sale anche un luogo di venerazione, con tutto ci\u00f2 che questo comporta. Trasformandosi a tutti gli effetti in attendenti di un <em>gompa <\/em>o monastero, affinch\u00e9 il proprio contributo alla sfera della fede potesse sopravvivergli, come in effetti avvenne al disgregarsi dell&#8217;unit\u00e0 politica per l&#8217;invasione dei propri nemici. Approccio adattato e migliorato dalle scelte dei propri predecessori del potente stato di Maryul, che furono capaci estendere i propri domini fino alle pendici dell&#8217;antistante Himalaya. E che trova la sua massima realizzazione presso il villaggio montano di Shey, situato in posizione strategica tra la moderna capitale, Leh e l&#8217;antecedente <em>gompa<\/em> di Thikse, che ne condivide alcuni aspetti architettonici e funzionali. Nel sito esatto dove lo stesso committente di quest&#8217;ultimo, il Re Lhachen Palgyigon (r. 930-960 d.C.) aveva fatto costruire la sua fortezza e centro amministrativo del dominio, sebbene la maggiore parte dei fondi investiti fossero stati concessi ai discepoli della scuola Gelug del recentemente adottato Buddhismo tibetano, cos\u00ec come avrebbero fatto molti dei suoi insigni successori. Forse il punto di partenza del ragionamento che avrebbe portato Deldan Namgyal, seicento anni dopo, a costruirsi un luogo abitativo che fosse al tempo stesso un luogo di culto. Destinato a fare la storia presso questi luoghi, in pi\u00f9 di un senso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fDGONrMLJX0?si=sIumx0d68L1WlKYp\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Buddha-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44854\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Buddha-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Buddha-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Buddha-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Buddha.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il palazzo e <em>gompa <\/em>di Shey, esempio estremamente significativo di architettura ladakha edificata sulla base delle priorit\u00e0 culturali e caratteristiche di tale territorio, sorge ancora oggi sopra la collina che era stata, precedentemente la fortezza della capitale di Palgyigon. Pur avendo preso tale prerogativa durante l&#8217;epoca di Sengge Namgyal (r.1616-1642) soprannominato il Re Leone per la sua abilit\u00e0 marziale e le conquiste nei territori dell&#8217;adiacente Ngaris inclusive dell&#8217;altrui capitale, Tsaparang. Acquisendo un capitale politico ben presto reinvestito nella costruzione di un nuovo centro amministrativo presso Leh nell&#8217;odierno Kashmir, dove fece costruire il suo palazzo omonimo, spesso paragonato per caratteristiche esteriori al quasi contemporaneo Potala tibetano. Questo nonostante l&#8217;evidente somiglianza con l&#8217;antecedente Thikse (1433 ca.) ed in un filo ininterrotto lungo le generazioni, lo stesso successivo ed ancor pi\u00f9 magnifico capolavoro di Shey. La vecchia capitale dove il figlio stesso del sovrano e successivo esponente della dinastia Namgyal, il gi\u00e0 citato Deldan, design\u00f2 la propria residenza estiva, da costruire senza nessun tipo di riserva e con l&#8217;intento dichiarato di rendere omaggio al suo illustre genitore. Ecco dunque le pi\u00f9 abili maestranze locali, coinvolte tramite il sistema del khral o &#8220;contributo\/lavoro&#8221; convergere sul sito finanziato dallo stesso erario di stato, convogliando al tempo stesso i materiali necessari all&#8217;edificazione preposta. Completato attorno al 1655, il palazzo sacro sullo stesso sito dell&#8217;antica fortezza \u00e8 composto principalmente di tre materiali: muratura in pietra per i livelli pi\u00f9 bassi, mattoni crudi essiccati al sole nella parte superiore ed un&#8217;intelaiatura strutturale di travi composte principalmente da tronchi di pioppo, salice e ginepro. Il che avrebbe permesso alla sua duplice funzione di risplendere in maniera palese, previa la riserva di uno spazio cavo interno dell&#8217;altezza di 12 metri entro cui venne disposta una titanica statua del <em>muni<\/em> o saggio del popolo dei Sakya dell&#8217;Himalaya, cui gli stessi Namgyal erano devoti: Buddha, niente meno. Nella guisa di una statua seduta in rame ricoperto d&#8217;oro, costruita da tre artigiani ladakhi sotto la supervisione di un esperto capomastro nepalese. I cui piedi si scorgono facendo il proprio ingresso nella sala di venerazione dalla scalinata principale, per poi procedere al primo piano in corrispondenza del corpo centrale. Ed al terzo, onde scrutare negli occhi compassionevoli del Risvegliato. Ancora oggi contornato da molte altre opere pi\u00f9 piccole, tra cui pitture nello stile dei <em>thangka<\/em>, ritratti di diversi bodhisattva tra cui Avalokite\u015bvara, immancabile simbolo della salvezza. Nonch\u00e9 un interessante mandala, sopra il portone d&#8217;ingresso, che mostra in modo schematico le virt\u00f9 esistenziali dell&#8217;Universo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/s2XfmdG_GxY?si=8I1vcpBsn1bQndAs\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44856\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/07\/Shey-Monastery-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mai formalmente eletta a capitale, n\u00e9 palazzo principale dei Namgyal, onori riservati all&#8217;antecedente reggia di Leh, il <em>gompa <\/em>di Shey continu\u00f2 nonostante questo a rappresentare la residenza estiva dei sovrani oltre ad una meta obbligatoria di un pellegrinaggio, che si dice venisse compiuto dalle loro mogli e madri prima di mettere al mondo il successivo erede del potere supremo. In tal senso mantenuto nelle condizioni del suo massimo splendore fino alla fase finale dell&#8217;epoca moderna, esso and\u00f2 incontro a un repentino quanto inevitabile abbandono assieme all&#8217;altro sito citato, successivamente all&#8217;invasione del regno ad opera dei Dogra di Jammu, nel 1842. Quando l&#8217;allora regnante Kunga Namgyal II dovette ritirarsi con la sua famiglia dall&#8217;altro lato del fiume Indo, in una residenza molto pi\u00f9 modesta presso Stok e i simboli del potere incontrastato di un tempo iniziarono due percorsi nettamente distinti. La progressiva rovina di Leh, rimasto privo della sua principale ragione d&#8217;esistenza. E la trasformazione di Shey in monastero ad uso esclusivo, persa la sua funzione un tempo adiacente di appartamento a disposizione dei suoi sovrani. Il che dimostra, in modo specifico, quanto affermato in apertura: ci\u00f2 che \u00e8 sacro sempre sopravvive, a patto di riuscire a mantenere il proprio luogo privilegiato nel cuore e nella mente delle persone. E pu\u00f2 spesso resistere alla corsa dei millenni un&#8217;alta statua ricoperta d&#8217;oro, prima che un solido castello costruito per frapporsi all&#8217;entropia degli eserciti ostili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due aspetti comprimari di un vortice che insegue se stesso, potere temporale e senso del sacro difficilmente tendono a trarre vantaggio da alcun tentativo di separarli. Laddove con simbiotica occorrenza, il primo riesce a trarre legittimit\u00e0 dall&#8217;altro, mentre il secondo, viene vicendevolmente posto sopra un intoccabile piedistallo. 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