{"id":44745,"date":"2026-06-30T06:10:54","date_gmt":"2026-06-30T04:10:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44745"},"modified":"2026-06-30T06:10:59","modified_gmt":"2026-06-30T04:10:59","slug":"abnorme-nel-crepuscolo-la-mosca-della-quercia-sa-di-essere-il-piu-vorace-distruttore-della-foresta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44745","title":{"rendered":"Abnorme nel crepuscolo, la mosca della quercia sa di essere il pi\u00f9 vorace distruttore della foresta?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/AbsoluteUnits\/comments\/1ub0wfa\/of_a_fly\/\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Size-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44748\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Size-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Size-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Size-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Size.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dicono che il sonno della ragione possa dare vita alle creature pi\u00f9 temibili, ma che dire, allora, del risveglio? Quando in una calda notte centroamericana, le finestre aperte per lasciar entrare l&#8217;aria nella camera del tutto priva d&#8217;aria condizionata, s&#8217;ode all&#8217;improvviso un sibilo potente, simile alla suoneria di un segnatempo digitale. Ma che varia e fluttua nell&#8217;ampiezza e intensit\u00e0, esigendo di essere riconosciuto ed accettato dalla coscienza. Missione pi\u00f9 difficile di quanto sembri, dal momento in cui si cerchi di attribuire forma fisica al problema, razionalizzando l&#8217;imponente forma nera che si muove in modo erratico tra le rigidi pareti del tranquillo pomeriggio inoltrato. Perfettamente in linea con il profilo sistematico di un animale; fluttuante nera delle circostanze in essere, presenza familiare sui confini metropolitani di San Jos\u00e9 ed altri simili agglomerati umani. Eppur volendo dargli proporzioni logiche, impossibile da collocare nel suo contesto! Giacch\u00e9 lunga dieci volte tanto e circa duecento volte pi\u00f9 pesante. Capace di guardarti coi suoi grandi occhi sfaccettati e chiederti, in maniera implicita se veramente, adesso, pensi di poterti coricare nuovamente sul tuo cuscino.<br>Magnifica \u00e8 la <em>Pantophthalmidae<\/em>, a suo modo, volatrice membra di una piccola e rara famiglia (per nostra fortuna) di ditteri dallo stile di vita e caratteristiche del tutto straordinarie. La cui affinit\u00e0 con rifiuti e marcescenza riesce ad essere meno stretta dei loro plurimi cugini sotto-dimensionati, in forza della propria propensione gastronomica per il pi\u00f9 nobile dei materiali: il tronco stesso delle piante in cui trascorrono quasi l&#8217;interezza della propria esistenza. Da cui il termine generico impiegato in lingua inglese, di<em> timber flies<\/em> ovvero &#8220;mosche del legname&#8221;, sebbene l&#8217;effettiva attribuzione di una simile connotazione avrebbe maggior senso con riferimento alle sue larve, bruchi cilindrici con testa corazzata e le mandibole pi\u00f9 forti, in proporzione, dell&#8217;intero regno animale. Fin da quando, quasi due anni prima, l&#8217;uovo schiuso sotto la corteccia ha liberato il suo strisciante contenuto, lontano dalla vista e dall&#8217;udito dei suoi potenziali nemici. Pronto a fare ci\u00f2 che gli riesce meglio: scavare lunghe gallerie di fino a 20 cm di lunghezza, con ramificazioni plurime ed interconnesse, attraverso libro, cambio ed alburno. Gli arbusti attaccati? Querce, il croton dai colori dell&#8217;arcobaleno, il sempreverde <em>Hieronyma alchorneoides<\/em>. Ma soprattutto e con diabolico trasporto, gli alberi da frutto nelle vulnerabili piantagioni possedute dagli umani. Il che tende a costituire, inutile specificarlo, il chiaro esempio di un legittimo problema&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Gv3tR_rikyE?si=uwCtZlgw1hbKRAC3\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Closeup-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44746\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Closeup-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Closeup-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Closeup-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Closeup.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ventuno in totale le specie riconosciute dalla scienza di questa categoria d&#8217;insetti, suddivise nei due generi di <em>Pantophthalmus<\/em> e quello monotipico di <em>Opetiops<\/em>, con i primi passi compiuti nell&#8217;ormai remoto 1882 dal naturalista francese Jacques-Marie-Frangile Bigot. Gi\u00e0 colpito, inevitabilmente, dall&#8217;unicit\u00e0 di simili creature, adattate ad una nicchia ecologica pi\u00f9 simile a quella di un coleottero lignicolo, che al tipico ospite ronzante delle nostre abitazioni sfortunate. Nei fatti un <em>unicum<\/em> della propria singola ecozona neotropicale di pertinenza, e conseguentemente, in tutto il mondo, oltre ad essere del tutto priva di una discendenza fossile nota alla scienza, rendendo ancor pi\u00f9 difficile individuare i fattori contribuitivi alla sua stessa esistenza. Un chiaro caso di gigantismo equatoriale, se mai ce n&#8217;\u00e8 stato uno, con oltre 12 specie attestate nel solo Brasile, dove la categoria vengono chiamate collettivamente <em>mosca da madeira<\/em> utilizzando il termine portoghese per il loro cibo elettivo. Almeno per tutto il tempo necessario al raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta, strisciando e nutrendosi all&#8217;interno della pianta, laddove in merito alla dieta della mosca propriamente detta le opinioni riescono a divergere in maniera a dir poco significativa. Con buona parte del mondo accademico, soprattutto fino al termine del secolo scorso, convinta che il mega-dittero semplicemente fosse ormai incapace di nutrirsi, potendo sopravvivere soltanto i pochi giorni o settimane necessarie per l&#8217;accoppiamento, contando sulle sole risorse energetiche accumulate in precedenza. Ipotesi oggi confutata, almeno in parte, dall&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita dell&#8217;apparato di masticazione e digestione posseduto dalla mosca propriamente detta, non troppo dissimile da quelli posseduti dai loro cugini tafani. Fin troppo complesso, perch\u00e9 possa realisticamente venire considerato un residuo vestigiale.<br>Avrete a questo punto notato la quantit\u00e0 di condizionali e ipotesi pi\u00f9 o meno confutabili per quanto concerne le caratteristiche di queste creature, dovuta alla mancanza di dati acclarati e supportati da nozioni scientifiche del tutto coerenti. Condizione in larga parte dovuta alla difficolt\u00e0 di procurarsi esemplari vivi, considerata l&#8217;eccezionale rarit\u00e0 di questi esseri anche all&#8217;interno del loro areale, che si estende dal Centro America fino al Venezuela, Panama e nord-est del Brasile. Il che non ha impedito, comunque, l&#8217;elaborazione di alcuni studi interessanti, tra cui quello di Bartholomew &amp; Lighton del 1986, relativo alla capacit\u00e0 della mega-mosca di &#8220;pre-riscaldare&#8221; i muscoli delle proprie ali prima del decollo, in maniera analoga a quanto fatto dai calabroni. Nonch\u00e9 l&#8217;articolo del 2005 di Santos, J.C.; Tizo-Pedroso, E. &amp; Fernandes dove s&#8217;identifica una tendenza alla foresi (trasporto in volo) di fino a 22 ninfe di pseudoscorpioni per singolo esemplare di <em>Pantophthalmus<\/em>, rivelando una capacit\u00e0 contributiva nei confronti della dispersione di tali, molto pi\u00f9 piccole creature.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zx33Z0b3xvw?si=eRkERHyHDfJqQTk-\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Encounter-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44747\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Encounter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Encounter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Encounter-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Timber-Fly-Encounter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 che memorabile e largamente inaspettata riesce ad essere per questo l&#8217;opportunit\u00e0 di un incontro con il mostro ronzante, sia nel quadro di riferimento di un ambiente domestico, che in quello ancor pi\u00f9 raro della foresta cui naturalmente appartiene. Mentre la capacit\u00e0 di danneggiare gli alberi da frutto, per quanto significativa, \u00e8 in ogni caso mitigata dalla quantit\u00e0 numericamente ridotta di esemplari coinvolti. Ancorch\u00e9 ciascuno dotato del notevole ovopositore telescopico, simile ad un pungiglione uscito dalla forgia dal pi\u00f9 abile dei fabbri, l&#8217;evoluzione stessa. Che talvolta elabora creature in grado di cambiare il paradigma della consapevolezza lungamente acquisita. Cambiando i crismi delle proporzioni in essere. Con tutta l&#8217;inquietudine dello stato di un sonno interrotto che infinite volte tende, suo malgrado, a derivarne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicono che il sonno della ragione possa dare vita alle creature pi\u00f9 temibili, ma che dire, allora, del risveglio? 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