{"id":44718,"date":"2026-06-26T06:13:29","date_gmt":"2026-06-26T04:13:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44718"},"modified":"2026-06-26T06:13:54","modified_gmt":"2026-06-26T04:13:54","slug":"orizzonti-cupi-e-suono-doboe-in-lontananza-linesorabile-declino-africano-del-palissandro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44718","title":{"rendered":"Orizzonti cupi e suono d&#8217;oboe in lontananza: l&#8217;inesorabile declino africano del palissandro"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Mpingo-Tree.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"333\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Mpingo-Tree-500x333.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44722\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Mpingo-Tree-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Mpingo-Tree-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Mpingo-Tree.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come parte del tesoro all&#8217;interno dell&#8217;epocale tomba del faraone Tutankhamon, gli archeologi furono inizialmente colpiti nel trovare alcune parti di mobilia: un trono, uno sgabello pieghevole, una sedia dell&#8217;altezza di 70 cm, probabilmente utilizzata da sovrano nel corso della sua infanzia. Ciascuno costruito da una combinazione dei due singoli, e ad oggi pi\u00f9 pregiati legni di derivazione africana. Il cosiddetto avorio dell&#8217;albero rosa (<em>Phyllogeiton zeyheri<\/em>) ed il nerissimo <em>hbny<\/em>, identificato con una traslitterazione pressoch\u00e9 diretta dai commentatori contemporanei. Una scelta incline a trarre in inganno i non esperti, giacch\u00e9 l&#8217;ebano dei faraoni non apparteneva affatto alla famiglia <em>Diospyros<\/em> comunemente rilevante, bens\u00ec a un altro ambito specifico non totalmente n\u00e9 direttamente conforme. <em>Dalbergia melanoxylon<\/em> \u00e8 il nome della specie, imparentata con altre fabacee simili presenti anche nel sud dell&#8217;Asia e del Nuovo Mondo, cui possiamo attribuire con certezza l&#8217;appellativo di palissandro oppure in lingua inglese, per l&#8217;appunto, <em>blackwood<\/em>. Il cui livello di pi\u00f9 alto livello di pregio pu\u00f2 essere immediatamente attribuito sulla base di una semplice domanda: viene da Mozambique, Senegal, Eritrea o Sudafrica? I quattro angoli di un continente dove i fattori ambientali in essere e la spinta evolutiva hanno contribuito a dare luogo ad una pianta con caratteristiche davvero straordinarie. Il cui durame riesce ad essere talmente resistente, da richiedere l&#8217;impiego di strumenti per il metallo al fine di essere sottoposto a qualsivoglia tipologia di lavorazione.<br>Con una densit\u00e0 di circa 1.000-1.310 Kg al metro cubo, facilmente desumibile dalla difficolt\u00e0 con cui i suoi tronchi vengono abbattuti e maneggiati dalle maestranze forestali <em>in-situ<\/em>, prima di venire fatti a fette per l&#8217;esportazione verso i molti paesi interessati di ogni parte del mondo. Ad un costo niente meno che impressionante fino a 15.000 dollari per metro cubo, tali da farne una risorsa dal valore virtualmente incontrastato all&#8217;interno del settore della falegnameria, e non solo. Con molte valide, nonch\u00e9 dolorosamente significative ragioni. Rintracciabili non solo nella rarit\u00e0 crescente dell&#8217;arbusto produttore, ad oggi prossimo all&#8217;inserimento nell&#8217;indice degli esseri botanici a rischio di estinzione, bens\u00ec talune inerenti caratteristiche insite nel raccoglimento, sfruttamento e lavorazione del materiale. La cui stessa quantit\u00e0 fornita per ciascun esemplare risulta inferiore alle aspettative, come si pu\u00f2 facilmente desumere dall&#8217;aspetto dell&#8217;albero in questione. Non un imponente e indistruttibile gigante, come si potrebbe essere indotti a pensare sulla base di quanto detto finora, quanto piuttosto una presenza contorta e spettinata non pi\u00f9 alta di 4-15 metri, dalla corteccia grigiastra ed i rami ricoperti di spine legnose. Il cui tronco, spesso composto da fusti multipli adiacenti ed intrecciati tra loro, presenta uno spessore inadatto all&#8217;ottenimento di larghe tavole o pesanti travi di materiale. Il che rende quest&#8217;ultime, paradossalmente, ancora pi\u00f9 desiderabili da chi giunge sul mercato con il desiderio di acquisirne quantit\u00e0 importanti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/j5Y-NUQ7sDA?si=fWcqtx7iUVrbgmd4\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44721\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noto in ambito nativo, una volta superata l&#8217;epoca remota della civilt\u00e0 Egizia, primariamente per l&#8217;intaglio di pregevoli oggetti d&#8217;arte della cultura Makonde, l&#8217;albero che aveva nome di <em>mpingo <\/em>in lingua Swahili inizi\u00f2 ad essere importato in grandi quantit\u00e0 in Europa durante il XVI e XVII secolo, trovandosi associato ad un tipo di lavorazione mediante l&#8217;impiego del tornio, che facilitava l&#8217;adattamento di un cos\u00ec compatto e solido materiale. Ma il vero valore del legno sarebbe emerso verso il termine di tale epoca attraverso l&#8217;opera dei liutai ed altri costruttori di strumenti musicali del Portogallo, pronti a scoprire grazie al colonialismo il suono potente e stabile prodotto dal palissandro, in un campo in cui la limitata dimensione delle porzioni disponibili restava meno problematico che in carpenteria ed architettura. Ancorch\u00e9 soggetto ad una quantit\u00e0 di spreco straordinariamente significativa, tanto che ancora oggi nella produzione di uno strumento a fiato ligneo come l&#8217;oboe, in cui il <em>D.<\/em> <em>melanoxylon<\/em> risulta quasi imprescindibile, vige uno spreco superiore al 75% del legno totale prodotto da un intero albero. Il che, naturalmente, non facilita ne migliora in alcun modo l&#8217;obiettivo di conservazione dei sempre pi\u00f9 rari arbusti. Il che ci porta al paradosso del valore intrinseco al nesso dell&#8217;intera vicenda; cognizione derivante dalla spinta che gli economisti chiamano &#8220;corsa al prelievo&#8221;. Sfruttamento niente affatto sostenibile di una presenza dalla modesta statura biologica, il lento ritmo riproduttivo, fino al punto in cui un tale industria non dovesse pi\u00f9 risultare redditizia. Quando \u00e8 del tutto ragionevole pensare che sar\u00e0, ormai, eccessivamente tardi per tentare di porre rimedio al vigente spopolamento e la derive che ne consegue. Immaginate, a tal proposito, la difficolt\u00e0 di garantire una discendenza per piante che raggiungono l&#8217;et\u00e0 commercializzabile soltanto dopo 100 anni di lenta crescita, in un territorio gi\u00e0 ostile vista la quantit\u00e0 di ungulati introdotti dall&#8217;uomo, inclini a nutrirsi di esemplari giovani della pianta. Che ancor prima di andare incontro all&#8217;esportazione, dovr\u00e0 vedersela con la richiesta turistica sempre pi\u00f9 elevata di manufatti pi\u00f9 o meno tradizionali costruiti in palissandro, il cui valore pu\u00f2 essere di gran lunga superiore a qualsiasi altro tipo di artigianato locale. Verso le attuali condizioni osservabili in paesi come il Malawi ed il Senegal, dove restano soltanto parti residuali di popolazioni un tempo molto pi\u00f9 vaste, potendo essere raggiunti in tempi preoccupanti da Mozambico e Tanzania, dove la presenza continua incessantemente a ridursi. Ed una sola anomalia positiva rintracciabile in Sudan, causa la riduzione in tempi recenti delle esportazioni verso il Medio Oriente, con conseguente allentamento della pressione. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/S4oVaxVQqEM?si=1mIe2XqRYbofq2rV\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Turning-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44720\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Turning-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Turning-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Turning-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Turning.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pianta entomofila un tempo comune nell&#8217;intera ecoregione delle foreste di miongo, con temperature costanti fino ai 35 gradi e precipitazioni di fino a 1.700 mm annui, ma su un suolo roccioso, drenante e povero di sostanze nutritive, l&#8217;albero di mpingo \u00e8 dunque il risultato di particolari adattamenti, tra cui vige la sua resilienza alla casistica dei frequenti incendi locali. Anti-batterico e difficilmente attaccabile dai parassiti, esso riesce a trarre vantaggi ulteriori dalla simbiosi con i funghi micorrizici presenti sulle sue radici, che lo aiutano a metabolizzare e fissare l&#8217;azoto. Ma \u00e8 paradossalmente proprio la solidit\u00e0 che ne risulta, a rendere il suo legno naturalmente profumato tanto desiderabile dalla vigente societ\u00e0 costituita. Condizione tutt&#8217;altro che auspicabile, per qualsiasi appartenente al sistema ecologico dei tempi contemporanei. Cos\u00ec come senz&#8217;altro era possibile dirsi, su scala minore alla distanza di 3,35 migliaia di anni che ci separano dal vetusto regno del faraone bambino. <br>La cui regia via d&#8217;accesso all&#8217;oltretomba ci ricorda la caducit\u00e0 di tutte le cose. Incluso ci\u00f2 che tanto difficilmente pu\u00f2 essere abbattuto, e soltanto con uno sforzo collettivo di mezza dozzina di persone, fatto rotolare fino all&#8217;opificio dove qualcuno si prender\u00e0 l&#8217;incarico, tutt&#8217;altro che semplice, di trasformarlo nella sua forma finale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wOQHjPyQsaA?si=zK3tgvZc2CXgkVB7\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Trunk-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44719\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Trunk-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Trunk-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Trunk-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/African-Blackwood-Trunk.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come parte del tesoro all&#8217;interno dell&#8217;epocale tomba del faraone Tutankhamon, gli archeologi furono inizialmente colpiti nel trovare alcune parti di mobilia: un trono, uno sgabello pieghevole, una sedia dell&#8217;altezza di 70 cm, probabilmente utilizzata da sovrano nel corso della sua infanzia. 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