{"id":44692,"date":"2026-06-22T06:09:58","date_gmt":"2026-06-22T04:09:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44692"},"modified":"2026-06-22T06:10:03","modified_gmt":"2026-06-22T04:10:03","slug":"robot-anti-radiazioni-aprono-sentieri-alternativi-alla-bonifica-della-miniera-piu-letale-della-sassonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44692","title":{"rendered":"Robot anti-radiazioni aprono sentieri alternativi alla bonifica della miniera pi\u00f9 letale della Sassonia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Bilfinger-Asse-2-Robot.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Bilfinger-Asse-2-Robot-500x281.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44695\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Bilfinger-Asse-2-Robot-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Bilfinger-Asse-2-Robot-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Bilfinger-Asse-2-Robot.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il suo visore ad alta definizione per la telepresenza, l&#8217;operatore esegue il suo programma un singolo passo alla volta. Completamente trasportato ad oltre 760 metri di profondit\u00e0, sente i cingoli che fanno presa sul terreno accidentato, mentre allunga il forte braccio all&#8217;indirizzo del bersaglio ormai da tempo individuato. Cos\u00ec afferrando con la pinza calibrata l&#8217;oggetto cilindrico di un colore rosso intenso, dalla catasta di altri simili lo solleva e gira di lato, osservando il sale che precipita all&#8217;esterno dai suoi fianchi usurati. &#8220;Qui ne abbiamo un altro, gente!&#8221; Il segnale era previsto. Un collega scuote la testa e spinge innanzi la sua leva di controllo. Allorch\u00e9 un altro mostro meccanico, con cappa di cemento al seguito, inizia a muoversi guardingo nell&#8217;oscurit\u00e0 della montagna.<br>Una delle affermazioni pi\u00f9 frequentemente citate a supporto dell&#8217;impiego dell&#8217;energia nucleare tra i circoli americani \u00e8 la famosa frase di John W. Simpson, ex presidente della relativa divisione presso la grande azienda Westinghouse: &#8220;In questo tipo di centrale elettrica, danni ambientali o rischi umani si palesano soltanto quando qualcosa non va per il verso giusto. Nel caso degli impianti a carburante fossile, ci\u00f2 succede di continuo, facendo essenzialmente parte del loro principio di funzionamento basilare.&#8221; Da un punto di vista dell&#8217;efficienza e il tipo di emissioni liberate nell&#8217;atmosfera, il moderno processo di trasformazione dei carburanti radioattivi ha in effetti un impatto eccezionalmente basso. E gli incidenti sono statisticamente molto rari. Ci\u00f2 che occorre tuttavia considerare, \u00e8 come il verificarsi di questi ultimi possa portare, in determinate condizioni, a derive decennali che semplicemente appaiono del tutto irrisolvibili. E potrebbero restarlo per intere generazioni. Un esempio? Niente pu\u00f2 adattarsi meglio che il caso tristemente celebre della miniera di cloruro di potassio e salnitro scavata nei primi del Novecento nella nuda roccia della catena montuosa d&#8217;Asse nella zona di Wolfenb\u00fcttel. Che una volta ritrovatasi priva di risorse facilmente estraibili, fu convertita dalla Repubblica Federale di Monaco in sito &#8220;sperimentale&#8221; di smaltimento delle scorie radioattive a partire dal 1967 e per i successivi 11 anni. In altri termini, all&#8217;apice del principale programma di modernizzazione della rete energetica successivo al dopoguerra, durante cui 37 siti tra cui quelli maggiori di Gundremmingen, Obrigheim e W\u00fcrgassen si attrezzarono per trasportare i propri fusti di carburante consumato all&#8217;imboccatura dei pozzi di accesso. Dove furono tranquillamente scaricati, dapprima in modo ordinato, quindi alla rinfusa e senza troppe cerimonie, n\u00e9 controlli ulteriori. Stiamo qui dunque al cospetto, tanto per utilizzare una scala numerica di riferimento, a 125.787 barili di materiale fissile a basso rischio e 1.293 a medio rischio, ciascuno costruito in modo tale da poterne mantenere il contenuto al sicuro per moltissimi (?) anni a venire. Ma poich\u00e9 laddove l&#8217;uomo contemporaneo opera in base a profili di rischio estremamente chiari e definiti, la natura \u00e8 da sempre totalmente libera di fare ci\u00f2 che vuole, non fu necessario attendere particolarmente a lungo affinch\u00e9 le cose iniziassero a prendere una piega inaspettata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Tg8uh9B8eUc?si=jZZp_ABk5lklWTL-\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Problem-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44693\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Problem-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Problem-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Problem-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Problem.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso di Asse II risulta essere conforme a quello di molte altri scavi umani in corrispondenza di falde acquifere connesse alla linea costiera di un continente, in questo caso l&#8217;Europa, e per questo inclini a ricevere un apporto di materia liquida proveniente in modo pressoch\u00e9 costante. Il che non sarebbe stato un cos\u00ec significativo problema, per una miniera abbandonata, se non per un piccolo, fondamentale dettaglio: quello stesso sale un tempo tanto desiderabile, facente parte dei depositi preistorici della regione di Wolfenb\u00fcttel, una volta entrato in soluzione e fatto galleggiare in ciascuna delle gallerie presenti, diventa capace di corrodere qualsiasi tipo di metallo. Incluso quello, guarda caso, dei fusti di materiale radioattivo risalenti alla seconda met\u00e0 del secolo scorso. Possibilit\u00e0 gi\u00e0 nota al principio dei primi anni &#8217;70 e successivamente studiata e proiettata fino al punto di definire gli scenari peggiori immaginabili vista la situazione presente. Forse non cos\u00ec terribili come alcuni catastrofisti potrebbero essere indotti a pensare, almeno in base a Joachim Breckow della German-Swiss Radiation Protection Association (FS) citato in un articolo di Der Spiegel del 2013, che parla di un&#8217;esposizione equivalente di 20 radiografie per gli abitanti sub\u00ecte nel corso di un&#8217;intera vita di circa 100 anni. A patto, s&#8217;intende, che si eviti di bere l&#8217;acqua estratta direttamente dal sottosuolo di questa regione. Ma i calcoli possono anche rivelarsi errati, come \u00e8 accaduto in precedenza, ed altri imprevisti possono sempre capitare. Il che avrebbe portato ad aprile di quell&#8217;anno all&#8217;approvazione nel Parlamento Tedesco della cosiddetta Lex Asse, decreto per la rimozione del pericolo sepolto &#8220;costi quel che costi&#8221; e nei tempi pi\u00f9 brevi possibili, con agevolazioni burocratiche e fornitura di fondi virtualmente illimitati dall&#8217;erario di stato.<br>Il che ci porta rapidamente all&#8217;attuale 2026, con passi importanti compiuti in tal senso, ma il grosso dei rifiuti radioattivi ancora situati esattamente dove si trovavano all&#8217;inizio degli anni Duemila. Le ragioni dei ritardi? Molteplici. Dalle difficolt\u00e0 tecniche alle prospettive operative nonch\u00e9, fattore di rilievo, l&#8217;aumento esponenziale di perizie, ciascuna pi\u00f9 complessa ed apparentemente irrimediabile di quelle precedenti. Particolarmente in merito alla latente instabilit\u00e0 del dedalo della miniera stessa, tanto da aver ormai lungamente determinato la necessit\u00e0 di scavo di un nuovo sentiero d&#8217;accesso, il cosiddetto pozzo 5, onde raggiungere in tutta sicurezza il centro nevralgico dell&#8217;ormai vetusto deposito radioattivo. Con stime conservative in merito all&#8217;usabilit\u00e0 di tale dispendioso, massiccio impianto infrastrutturale collocate attorno all&#8217;anno 2033. Il che render\u00e0 possibile, se non altro, di avere pronto gi\u00e0 da tempo l&#8217;ausilio prospettato menzionato in apertura: degli avveniristici, potenti robot manipolatori, concepiti tramite l&#8217;applicazione delle competenze delle compagnie Bilfinger e Fraunhofer IOSB, assieme a molte altre, onde mantenere l&#8217;organismo umano il pi\u00f9 lontano possibile dalle scorie ormai completamente esposte all&#8217;aria densa del sottosuolo remoto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IKsb_0O4daU?si=B05KN7upqy69NSAw\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Survey-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44694\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Survey-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Survey-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Survey-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Asse-2-Mine-Survey.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Macchinari gi\u00e0 testati in condizioni digitalizzate e che dovranno andare incontro, nella decade a venire, ad approfondite prove sul campo, prima di mettere in pericolo le condizioni gi\u00e0 precarie del proprio sito d&#8217;impiego finale. In spazi angusti e cedevoli, mediante sistemi di collegamento a banda larga ma anche un certo grado di autonomia, affinch\u00e9 l&#8217;applicazione della cinematica inversa permetta loro di operare in base ad una quantit\u00e0 relativamente limitata di input, cos\u00ec da ridurre il rischio di errore umano. Importante, in tal senso, anche l&#8217;automatizzazione dei processi ripetitivi, facenti necessariamente parte delle manovre da compiersi al fine di prelevare, incapsulare e rimuovere le migliaia di fusti presenti nel cuore della miniera. Con sfide ingegneristiche non trascurabili nel proteggere l&#8217;elettronica e i motori non soltanto dalle radiazioni, ma anche dallo stesso effetto corrosivo della salamoia che ormai pervade ogni recesso delle remote gallerie interessate. Fantascienza che diventer\u00e0 realt\u00e0, a patto che il progresso tecnologico possa raggiungere il livello auspicato, prima che il peggioramento ulteriore delle condizioni gi\u00e0 critiche renda del tutto irragionevole il complesso piano, o che il subentro di nuove forze politiche al comando del paese scelga di dare priorit\u00e0 ad altri, meno dispendiosi o irrisolvibili disastri epocali. <br>Il che ci porta alla saliente, sempre dolorosa cognizione in merito all&#8217;energia nucleare, perfettamente utilizzabile in assoluta sicurezza, senza inquinamento ed emissioni di rilievo, ma soltanto all&#8217;interno di un mondo a tutti gli effetti ideale. Come per l&#8217;impiego di una macchina massiccia, in cui ogni componente deve funzionare in base a logici criteri che in pochi attimi possono venire accantonati. Tramite il superamento delle stesse norme pienamente necessarie, le quali paradossalmente, saranno in seguito un ostacolo alla risoluzione in alcun modo rapida di quella stessa, potenzialmente mortifera questione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il suo visore ad alta definizione per la telepresenza, l&#8217;operatore esegue il suo programma un singolo passo alla volta. Completamente trasportato ad oltre 760 metri di profondit\u00e0, sente i cingoli che fanno presa sul terreno accidentato, mentre allunga il forte braccio all&#8217;indirizzo del bersaglio ormai da tempo individuato. 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