{"id":44685,"date":"2026-06-21T06:20:23","date_gmt":"2026-06-21T04:20:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44685"},"modified":"2026-06-21T06:20:27","modified_gmt":"2026-06-21T04:20:27","slug":"impronte-inesplicabili-a-sumatra-e-lintrigante-possibilita-dellorango-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44685","title":{"rendered":"Impronte inesplicabili a Sumatra e l&#8217;intrigante possibilit\u00e0 dell&#8217;orango umano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Creature.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"389\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Creature-500x389.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44689\" style=\"width:528px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Creature-500x389.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Creature-768x598.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Creature.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura stessa del repertorio folkloristico dei popoli della foresta \u00e8 tale da implicare la continua sussistenza di particolari circostanze inumane. Alberi talmente densi da rappresentare uno stato mentale: qui, dove la civilt\u00e0 cessa di avere altri significati rispetto a quello di un ultimo rifugio. La costante vicinanza di chi \u00e8 simile, piuttosto che diverso, con cui confrontarsi e dare un senso logico alle proprie aspirazioni. Dimenticare le tangenti fisime. Allontanare ogni passibile speculazione. Era il verso di una tigre, quello? O di un demone notturno? Quando \u00e8 giusto caratterizzare la visione partecipativa di un qualcosa di completamente nuovo? Se d&#8217;altronde l&#8217;esperienza personale non \u00e8 guida ragionevole per il contesto&#8230; Laddove quest&#8217;ultimo risulti assai mutevole. E la sapienza condivisa, tenda necessariamente a sfumare nel mito. Eppure c&#8217;\u00e8 un qualcosa, nella descrizione reiterata del cosiddetto Orang Pendek, che lo eleva dal concetto ricorrente di un semplice criptide, creatura spesso immaginifica dotata di tratti plausibili, al punto di aver suscitato l&#8217;interesse periferico degli scienziati. In altri termini, il suo essere del tutto privo di connotazioni sovrannaturali: esso non danza nel pallido plenilunio, non infesta i sogni dei bambini, non compare all&#8217;improvviso innanzi all&#8217;uscio delle case di colui che non rispetta la natura. Bens\u00ec deambula senza una chiara meta l\u00e0 dove le bestie meramente esistono. Spingendosi talvolta in mezzo ai campi, per rubare la canna da zucchero che non riesce a rintracciare nell&#8217;entroterra isolano. Tutti lo conoscono a Sumatra, o conoscono qualcuno che l&#8217;ha visto, il che renderebbe in altri luoghi assai sospetto il fatto che ci manchino dei resoconti digitalizzati. Ma la fotografia, si sa, non \u00e8 l&#8217;hobby di molti tra coloro che abitano in luoghi tanto indaffarati. Dove il fatto stesso di spingersi oltre i margini della matrice, comporta un rischio superiore a zero di contrarre morsi, punture o invadere accidentalmente il territorio di un piccolo ma agguerrito orso malese. E allora si, che la speculazione biologica finir\u00e0 per essere l&#8217;ultimo dei problemi di giornata. Eppure &#8220;l&#8217;Uomo Corto&#8221;, questa la traduzione letterale del binomio sdoganato sul piano internazionale, ivi persiste stolido e indefesso, da un tempo sufficientemente lungo da essere stato lungamente dato per acquisito. Menzionato per la prima volta in modo esplicito all&#8217;interno dei diari del colono olandese Van Heerwarden, che nei primi del Novecento aveva incontrato una presenza ominide dai capelli scuri sopra un albero, accovacciata, con i lunghi peli che gli ricadevano lungo le spalle e fino alle caviglie. Non un semplice primato o scimmia, a suo dire, giacch\u00e9 il volto appariva &#8220;dai lineamenti stranamente delicati e l&#8217;espressione in alcun modo animalesca&#8221;. A posteriori, in altri luoghi co\u00e9vi, pochi avrebbero esitato a ricondurlo in qualche modo trasversale al mito americano di Bigfoot.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-YdxOHM2jfI?si=j11bMNlm39vxX4cV\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Story-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44688\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Story-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Story-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Story-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Story.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni corrispondenza \u00e8 d&#8217;altro canto casuale in quanto non esistono ragioni per cui esseri tanto distanti debbano per forza, o in alcun modo risultare imparentati tra loro. Con le stesse dimensioni, cos\u00ec come esemplificato dalla sopra menzionata traduzione del nome, che tendono a risultare ben diverse. Raramente l&#8217;Orang raggiunge nei fatti pi\u00f9 di un metro e mezzo raggiunto nella sua posizione tipicamente eretta, pur presentando una fisicit\u00e0 massiccia con spalle larghe, torso possente e gambe sorprendentemente corte. Cos\u00ec, almeno, venne descritto nella pletora di avvistamenti effettuati anche a distanza ravvicinata tra gli anni Venti e Trenta dello scorso secolo, di presunti esemplari comparsi nelle piantagioni, lungo i sentieri ed in un caso assai celebre, di uno di loro rimasto temporaneamente intrappolato all&#8217;interno di una trappola per tigri, grazie a cui pot\u00e9 essere visto ed accuratamente descritto da pi\u00f9 testimoni all&#8217;interno di un singolo villaggio prima di venire liberato di nuovo. Con caratteristiche evidenziate sempre pi\u00f9 o meno conformi, dal pelo scuro all&#8217;atteggiamento contemplativo, quasi guardingo. Sempre incline ad allontanarsi nel momento in cui avvistava esseri umani, chiaramente identificati come un rischio per la propria incolumit\u00e0 scimmiesca. Interessanti in modo particolare le espressioni di rabbia o paura descritte di volta in volta, con i denti digrignati e gli occhi aperti in modo non necessariamente tipico degli altri primati a noi noti.<br>Molti di questi dati, raccolti, catalogati e pubblicati grazie all&#8217;opera pi\u00f9 che decennale degli zoologi britannici Debbie Martyr e Jeremy Holden, che a partire dall&#8217;inizio degli anni &#8217;90 dedicarono multiple spedizioni al tentativo di provare, e in qualche modo sdoganare l&#8217;esistenza dell&#8217;Orang Pendek. Dapprima con un lavoro di tipo antropologico, raccogliendo le informazioni tra i diversi gruppi comunitari che abitavano ai margini e all&#8217;interno della giungla sumatrana, quindi avventurandosi sempre pi\u00f9 lontano, riportando in pi\u00f9 di un caso l&#8217;esperienza diretta di un incontro con la misteriosa creatura, alquanto prevedibilmente mai documentata tramite l&#8217;impiego di una qualsivoglia fotografia. Ma riportando il primo esempio del calco di un&#8217;impronta, catturata con il gesso, che mostrava alcune caratteristiche atipiche senz&#8217;altro difficili da confutare. Apparentemente riconducibile ad un piede scimmiesco, con dita lunghe e distanziate, un pollice opponibile ma in alcun modo simile alle tracce di alcun primato precedentemente noto. Il che dimostrava tutto, e nulla al tempo stesso, considerati i 14.000 Km quadrati di un&#8217;area come quella del parco di Kerinci Seblat, dove \u00e8 possibile camminare per giorni senza imbattersi in alcun insediamento umano. Ed ancora oggi emergono creature di una certa rilevanza, mai precedentemente menzionate nella letteratura scientifica, tra cui l&#8217;orango di Tapanuli e il toporagno del genere <em>Crocidura<\/em>. Allorch\u00e9 l&#8217;evenienza di una scimmia eretta e precedentemente ignota, di dimensioni relativamente imponenti, diventa rilevante solo quando coadiuvata dalle descrizioni del comportamento occorse precedentemente e messa in relazione con il repertorio storiografico della regione. Inclusa la casistica pregressa della specie<em> Homo floresiensis<\/em>, ominide di piccole dimensioni vissuto in Indonesia fino ai 54.000 anni fa, possibile concorrente alla sopravvivenza rispetto all&#8217;<em>Homo abilis<\/em> da cui sarebbe giunta la nostra intera discendenza di utilizzatori di strumenti e pensieri complessi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kc8KYntK2vo?si=7k3I2MnhsW3YbB8D\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Sighting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44687\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Sighting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Sighting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Sighting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Sighting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disquisizioni in merito alla latente incertezza ed impossibilit\u00e0 di accertare l&#8217;esistenza dell&#8217;Orang non hanno d&#8217;altra parte in alcun modo smorzato il suo fascino, particolarmente tra le pagine di Internet, dove l&#8217;impressione ben documentata di alcuni tende spesso a diventare il fondamento d&#8217;infinite quanto divergenti tesi speculative. Indubbiamente rilevante, a tal proposito, la ripresa effettuata in modo accidentale (o almeno, questo \u00e8 ci\u00f2 che sembra) da alcuni motociclisti offroad della trib\u00f9 dei Mantee durante un&#8217;escursione del 2017 a Banda Aceh. Scena nel corso della quale si scorge una figura antropomorfa, nuda e ricoperta di peli, che sbuca all&#8217;improvviso sul tragitto facendo cadere accidentalmente il capofila del gruppo. Inizialmente celebrato come la prova finalmente chiara dell&#8217;esistenza del criptide, il video \u00e8 in seguito andato incontro allo scetticismo di molti, non soltanto per la facilit\u00e0 di metterlo in scena tramite l&#8217;uso di un costume ed appropriata recitazione,  ma anche per la sua localizzazione geografica, nei fatti distante dal territorio lungamente dato per acquisito del talvolta definito &#8220;<em>Littlefoot<\/em> indonesiano&#8221;.<br>Che sia un&#8217;analogia o metafora, ai posteri l&#8217;ardua sentenza. Sperando possano contare sull&#8217;ausilio e il valido supporto di evidenze ancor pi\u00f9 convincenti anche in seguito, all&#8217;entusiasmo iniziale. Meta non propriamente facile da raggiungere, per quanto ci \u00e8 dato comprendere in base ai trascorsi di questo particolare settore. D&#8217;inseguitori di allucinazioni possibili, creature probabili, presenze formidabili. E tutte le (im)precise connotazioni che tendono, tanto frequentemente, a ruotargli attorno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Footprint.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"297\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Footprint-500x297.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44686\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Footprint-500x297.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Footprint-768x456.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Orang-Pendek-Footprint.jpg 1400w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura stessa del repertorio folkloristico dei popoli della foresta \u00e8 tale da implicare la continua sussistenza di particolari circostanze inumane. 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