{"id":44618,"date":"2026-06-11T06:11:47","date_gmt":"2026-06-11T04:11:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44618"},"modified":"2026-06-11T06:13:15","modified_gmt":"2026-06-11T04:13:15","slug":"la-colossale-opera-dingegneria-che-sollevo-chicago-dal-proprio-atavico-letto-di-fango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44618","title":{"rendered":"La colossale opera d&#8217;ingegneria che sollev\u00f2 Chicago dal proprio atavico letto di fango"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Fz6GQ6HyOGg?si=QsNMhetU3LKxR8sH\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Rasing-of-Chicago-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44620\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Rasing-of-Chicago-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Rasing-of-Chicago-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Rasing-of-Chicago-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Rasing-of-Chicago.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono zone, dentro la Citt\u00e0 Ventosa, dove la predominante sensazione di trovarsi su un terreno pianeggiante tende a sgretolarsi innanzi all&#8217;evidenza. Strade accanto a semplici edifici di media altezza, che invece che raggiungere le mura adiacenti, cessano in anticipo lasciando spazio ad un abisso. Non il tipico canale di scolo o un qualche tipo di banchina sovradimensionata; bens\u00ec la ragionevole interpretazione, in termini moderni, del fossato medievale di un castello. Ivi scantinati, magazzini o spazi adibiti a locali tecnici e lavanderie campeggiano, in corrispondenza dello stesso luogo in cui saremmo normalmente abituati a immaginare il piano delle fondamenta cittadine. Questo perch\u00e9 Chicago, tra tutte le citt\u00e0 dei tempi odierni, \u00e8 l&#8217;unica ad essere andata incontro ad uno sforzo sistematico pensato al fine di cambiare la sua effettiva distanza dal livello dei mari. Da rapido consorzio umano costruito senza l&#8217;appropriato ausilio di una rete fognaria a regola d&#8217;arte, al sopraelevato rifugio dai miasmi che la sua stessa concentrazione demografica presupponeva. Lass\u00f9 fino all&#8217;altezza di quello che un tempo costituiva un comune secondo livello del vivere civile.<br>L&#8217;anno era il 1856 e le circostanze, particolarmente gravi. Due anni prima e per l&#8217;ennesima volta, con quella che era diventata una ricorrenza ormai del tutto prevedibile, un impressionante 6% della popolazione cittadina aveva perso la vita causa l&#8217;insorgenza dell&#8217;ennesima epidemia di colera. In un&#8217;epoca in cui la teoria dei germi si trovava ancora ad uno stato preliminare, e l&#8217;esatta causa dei malanni rimaneva per lo pi\u00f9 una <em>terra incognita<\/em>, l&#8217;evidenza nondimeno permetteva d&#8217;individuare questo tipo di casistiche principalmente nei luoghi eccessivamente umidi ed affetti dai miasmi maleodoranti. Come, per l&#8217;appunto, un centro metropolitano costruito sulle sponde del lago Michigan, non per la loro qualit\u00e0 territoriale, quanto la posizione strategica in corrispondenza del cosiddetto Portage, punto d&#8217;interconnessione tra il sistema idrografico dei Grandi Laghi e l&#8217;autostrada navigabile del Mississippi River. Collegando, essenzialmente, il Golfo del Messico alle distanti rive dell&#8217;Oceano Pacifico all&#8217;altro lato del continente. Una fortuna e una condanna al tempo stesso, vista la frequenza con cui malattie portate dai marinai sembravano prosperare e diffondersi tra la malcapitata, ed al tempo stesso inconsapevole popolazione di qui. Allorch\u00e9 l&#8217;assemblea municipale, decidendo d&#8217;investire parte di tale fortuna pecuniaria prima che fosse troppo tardi, chiam\u00f2 sul posto il rinomato ingegnere civile Ellis S. Chesbrough, gi\u00e0 autore del sistema idrico di Boston. Il quale, con la produzione del suo primo rapporto, deline\u00f2 gi\u00e0 quello che sarebbe stato l&#8217;unico sentiero percorribile all&#8217;indirizzo della salvezza: costruire il dedalo degli opportuni canali, non sottoterra, bens\u00ec al livello delle strade stesse. Ma non prima di aver sollevato e ricostruito, come fosse la cosa pi\u00f9 semplice del mondo, il concetto stesso di quel terreno&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dy7zB-YFGpA?si=Q89CtA9sZFDL_fRX\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Chicago-Raised-Neighborhood-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44619\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Chicago-Raised-Neighborhood-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Chicago-Raised-Neighborhood-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Chicago-Raised-Neighborhood-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Chicago-Raised-Neighborhood.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La febbrile opera collettiva ed il risultato derivante, nella specificit\u00e0 dei fatti, avrebbero creato condizioni del tutto paragonabili a quelle di un&#8217;antica citt\u00e0 europea, sottoposta a secoli di demolizioni progressive mentre si continuava a costruire sopra il cumulo delle macerie ancestrali. Seppur velocizzato, nel corso di appena una manciata di decadi, per l&#8217;obiettivo bisogno di prevenire il prossimo massacro dovuto a contaminazione batterica o virale. Tramite l&#8217;applicazione del sistema contemporaneo di sollevamento noto come martinetto a vite, o per meglio dire letterali centinaia se non migliaia di essi, manovrati e fatti estendere di caso in caso sulla base di un copione attentamente studiato. Il cui collaudo finalmente avvenne, dopo molta pianificazione ed alcune prove pratiche, entro il gennaio del 1858, a carico di un edificio di negozi ed appartamenti situato all&#8217;angolo tra Randolph e Dearborn Street. Molti furono i curiosi giunti ad osservare gli addetti della ditta Brown ed Hollingsworth, che con accurato sincronismo giravano tra le otto e dieci viti assegnategli di un quarto di rotazione alla volta, per poi ricominciare alla ricezione del ritmico segnale. Allorch\u00e9 il palazzo continuava a distanziarsi dal terreno, di centimetro in centimetro fino alla meta di 1,80 metri &#8220;senza che il bench\u00e9 minimo danno fosse riportato al suo interno&#8221;. Il che apr\u00ec la strada innanzi all&#8217;opinione pubblica per l&#8217;applicazione di una tale metodologia su larga scala. Citt\u00e0 in divenire ed assoluto dinamismo, Chicago aveva d&#8217;altra parte gi\u00e0 abituato verso la met\u00e0 del XIX secolo i suoi abitanti alla visione reiterata dei vecchi bassifondi costruiti in legno, letteralmente caricati sopra i rulli e trasferiti verso le periferie come se fossero una parte normalissima del traffico sostanzialmente quotidiano del luogo, onde far spazio ai nuovi grattacieli in pietra e cemento. Quanto sarebbe stato pi\u00f9 difficile portare nel contempo, altre pi\u00f9 preziose costruzioni, lontano al di sopra di quell&#8217;acquitrino maleodorante? Allorch\u00e9 sotto la supervisione diretta di Chesbrough stesso, innumerevoli ditte private vennero coinvolte con finanziamenti tratti direttamente dall&#8217;erario dello stato dell&#8217;Illinois. Agli abitanti del centro cittadino vennero offerte alcune possibilit\u00e0: vendere e trasferirsi, pagare per lo spostamento delle proprie mura. O cosa di gran lunga preferibile, pagare per il loro stesso <em>sollevamento<\/em>. Fino al caso certamente pi\u00f9 spettacolare dell&#8217;intero vicinato di Lake Street, una linea ininterrotta di negozi, uffici ed alberghi della lunghezza di 98 metri per un totale di 4.000 metri quadri. Che nel 1860, con il coinvolgimento di una nutrita selezione di compagnie, tra Brown ed Hollingsworth ma anche il facoltoso quanto celebre magnate dei trasporti ferroviari, George Pullman, nonch\u00e9 600 uomini e 6.000 martinetti a vite, si distanzi\u00f2 da terra di un totale di 1,42 metri. Momento tanto eccezionale e irripetibile, che nell&#8217;ultimo giorno dei lavori venne permesso agli abitanti increduli di camminare sotto le 35.000 tonnellate delle loro case e luoghi di lavoro, prima di passare al consolidamento del nuovo livello stradale. Simili operazioni avvenivano d&#8217;altronde nel corso di mesi, operando all&#8217;interno di trincee parzialmente nascoste e senza alcuna necessit\u00e0 d&#8217;interrompere le attivit\u00e0 comuni delle strutture soprastanti, n\u00e9 trasferirsi temporaneamente altrove. Celebre fu il caso dell&#8217;hotel Tremont House, sollevato dal 1861 ad opera di Pullman, la cui crescita di 1,82 metri ebbe l&#8217;unico effetto percepibile d&#8217;incrementare giorno dopo giorno l&#8217;altezza della scalinata d&#8217;ingresso, mentre una serie di ospiti famosi incluso un senatore degli Stati Uniti restarono stupiti a posteriori venendo a sapere quanto si stava verificando sotto i loro stessi piedi. L&#8217;opera continu\u00f2 dunque almeno fino alla met\u00e0 degli anni &#8217;60, quando coadiuvata con la costruzione dei nuovi canali di scolo, inizi\u00f2 ad avere un effetto misurabile ed indubbiamente positivo sulla salute della popolazione. Ancorch\u00e9 nubi fosche, nonostante tutto, continuassero a formarsi lungo l&#8217;orizzonte metaforico di una cos\u00ec eccezionale vicenda. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-OP20CnNFus?si=sp74fJmv1RQ9WdJo\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Tunnel-of-Chicago-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44621\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Tunnel-of-Chicago-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Tunnel-of-Chicago-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Tunnel-of-Chicago-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/06\/Tunnel-of-Chicago.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che il team di Chesbrough si affrett\u00f2 a determinare nel 1864 lasci\u00f2 inizialmente gli aldermanni e lo stesso ufficio del sindaco senza parole. La rinata citt\u00e0 di Chicago con le sue fognature straordinariamente efficaci infatti, diversamente da quanto molti avevano ingenuamente immaginato, non fu immediatamente n\u00e9 completamente libera dalla maledizione delle sue acque reflue. Causa il modo in cui, da sempre, esse venissero scaricate verso l&#8217;unico indirizzo possibile di quello stesso lago Michigan, da cui veniva prelevata anche l&#8217;acqua immessa necessariamente dentro l&#8217;acquedotto cittadino. Con il rischio di nuove epidemie all&#8217;orizzonte, venne quindi preparato in tutta fretta un ulteriore, avveniristico piano. La citt\u00e0 avrebbe costruito un tunnel di due miglia sotto il suolo dell&#8217;Illinois e lo stesso lago, con degli speciali sistemi di pompaggio noti come <em>cribs<\/em> che avrebbero portato l&#8217;acqua pulita fino ai rubinetti delle persone. Con un investimento di oltre 380 dollari, l&#8217;opera venne portata a termine nel 1867, tamponando ma non risolvendo del tutto il problema. Una meta destinata a realizzarsi soltanto successivamente al 1900, tramite l&#8217;ulteriore opera titanica d&#8217;inversione del corso del Chicago River stesso, grazie alla costruzione di ulteriori canali, cos\u00ec da mandare il grosso delle scorie cittadine all&#8217;interno del Mississippi. Scelta che avrebbe portato ad una breve crisi legale di fronte alla Corte Suprema, causa le comprensibili lamentele della vicina e successiva citt\u00e0 fluviale di St. Louis. <br>Finch\u00e9 non venne determinato come, ormai da tempo, anch&#8217;essa fosse solita inquinare nello stesso identico modo il sacro fiume dei Nativi confinati ormai all&#8217;interno di terreni deputati. Il che, s&#8217;intende, faceva parte delle cosiddette implicazioni del Destino Manifesto dell&#8217;uomo bianco: costruire nel presente, senza mai preoccuparsi delle trascorse o successive generazioni. Finch\u00e9 tragici risvolti non portarono al necessario cambio (e sollevamento) di rotta. E la prevedibile scoperta di come determinate scelte compiute nella foga di quel momento tendente all&#8217;infinito, che siamo stati abituati a definire &#8220;progresso&#8221;, giammai mancassero di avere un vasto repertorio di amare conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono zone, dentro la Citt\u00e0 Ventosa, dove la predominante sensazione di trovarsi su un terreno pianeggiante tende a sgretolarsi innanzi all&#8217;evidenza. Strade accanto a semplici edifici di media altezza, che invece che raggiungere le mura adiacenti, cessano in anticipo lasciando spazio ad un abisso. 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