{"id":44415,"date":"2026-05-10T06:08:28","date_gmt":"2026-05-10T04:08:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44415"},"modified":"2026-05-10T06:08:35","modified_gmt":"2026-05-10T04:08:35","slug":"occhi-tondi-spuntano-tra-le-radici-da-cui-sorge-larchitetto-sotterraneo-degli-altopiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44415","title":{"rendered":"Occhi tondi spuntano tra le radici da cui sorge l&#8217;architetto sotterraneo degli altopiani"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-500x500.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44418\" style=\"aspect-ratio:4\/3;object-fit:cover\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-120x120.jpg 120w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ai margini delle nebbiose radure, dove il suolo sale obliquamente lungo le pendici degli antichi pendii di Bale, un confronto eterno si dipana in mezzo all&#8217;erba ed i bassi cespugli. Una lotta per la sopravvivenza che non \u00e8 tra il piccolo ed il grande, come potrebbe sembrare. E neppure tra lo svelto ed il guardingo. Ma piuttosto il mondo sotterraneo e ci\u00f2 che lo sovrasta immantinente, la dorata piattaforma il cui lucore \u00e8 la grandiosit\u00e0 riflessa, delle argentee nubi e l&#8217;astro che ogni cosa illumina sulla cospicua Terra. E ogni creatura? Quasi sempre. Questo ben comprende il lupo dell&#8217;Etiopia (<em>C. Simensins<\/em>) canide pi\u00f9 che altro affine, nonostante il nome, a una grossa volpe o uno sciacallo di colore rosso. La cui sopravvivenza endemica \u00e8 condizionata, soprattutto, dal rispetto di precisi ritmi prossimi all&#8217;orario del mezzogiorno. Quando i roditori di un siffatto luogo, che non dormono in inverno, sono inclini a foraggiare tra le basse chiazze di <em>Alchemilla abyssinica<\/em>, di cui va ghiotto. Come fossero gli erratici puntini di un cangiante meccanismo. Di cui l&#8217;incastro pi\u00f9 importante, ovvero il piatto preferito, ovvero quello che costituisce oltre il 90% dell&#8217;apporto calorico per il carnivoro in questione, null&#8217;altro pu\u00f2 essere che <em>Tachyoryctes macrocephalus<\/em>, il ratto talpa &#8220;dalla testa gigante&#8221; che da un punto di vista evolutivo, sembra essere del tutto incline a guadagnarsi il suo nome. Ancor prima di vederlo, puoi sentirlo. Fino a 2.600 coppie di mandibole operose, i denti rossi per il ferro che contengono, impiegati per tritare e frantumare la terra. Tanto che si narra quanto arduo possa risultare camminare in questi luoghi, dove la superficie sembra sprofondare ad ogni passo, verso i piani sovrapposti di quei dedali profondi. Complessi come fossero dei formicai, costruiti in proporzione da creature lunghe circa 30 centimetri e del peso di 930 grammi. Ciascuna di esse, un&#8217;isola, fatta eccezione per il periodo riproduttivo. Poich\u00e9 a tali topi piace, pi\u00f9 di ogni altra cosa, essere i signori del proprio castello.<br>Buffi, alieni eppure stranamente dignitosi. Mentre sorgono dal velo polveroso e scosso, come fossero la testa di un sottomarino. Le cui proporzioni sembrano dettate da un esempio di efficace convergenza: avete presente, a tal proposito, il pesce delle pozze noto con il termine di saltafango? Gobide atipico e capace di acquisire ossigeno fuori dall&#8217;acqua, la cui prerogativa \u00e8 quella di restare immerso nella sabbia del bagnasciuga. Gli occhi tondi e posti in posizione preminente, sopra un muso tondo che gli dona un&#8217;espressione assorta. Ecco allora il suo collega sorvegliante. Quadrupede la cui conformazione cranica \u00e8 un sistema lungamente collaudato, per emergere senza doversi rassegnare. Al tragico destino di costituire, sfortunatamente, l&#8217;ottimo bersaglio del suo nemico&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/J4VDpeIea0I?si=jenkze40VKXidMh9\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Predation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44417\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Predation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Predation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Predation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Predation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per un essere la cui totale popolazione \u00e8 concentrata in un&#8217;area di circa un migliaio di chilometri quadrati, ad un&#8217;altitudine superiore ai 3.000 metri, questo membro della famiglia degli Spalacidi o grandi ratti del Corno d&#8217;Africa riesce nondimeno ad essere abbastanza prolifico, da sopravvivere alla pressione pressoch\u00e9 costante dei non meno concentrati carnivori che da esso dipendono per la continuativa sopravvivenza. Questo in forza di una relazione avversativa, che ogni aspetto dello stile di vita sembrerebbe aver fatto di tale roditore la preda perfetta. Incapace, in tale ambiente relativamente freddo ed arido, di nutrirsi di quello che cresce sotto il suolo. E per questo condannato a dover emergere pi\u00f9 volte ripetutamente, in quel 5% della giornata, pari a circa una ventina di minuti, in cui non rischia di subire le conseguenze dei gelidi venti d&#8217;altura. In un&#8217;intento di termoregolazione perseguito, al tempo stesso, tramite l&#8217;accorgimento di deporre parte delle piante riportate sottoterra in camere apposite di fermentazione, riservate ad un processo che produce inerentemente calore. Cos\u00ec come ogni altro spazio delle vaste tane ha una funzione ben precisa: nido, dispensa, latrine. Ciascuno sigillato, nei momenti di minore utilizzo, tramite l&#8217;impiego di apposite barriere realizzate con terra pi\u00f9 friabile, di cui le quantit\u00e0 eccedenti vengono spostate sistematicamente all&#8217;esterno. Ci\u00f2 al fine di limitare, per quanto possibile, la diffusione d&#8217;indizi olfattivi per gli attenti lupi soprastanti, inclini quando necessario a mettersi a scavare presso il sito triangolato di un possibile pasto ambulante.<br>Furtivo anche durante la stagione riproduttiva, il ratto talpa impiega un sistema che vede le sue rappresentanti di sesso femminile avvinarsi di soppiatto al territorio di un possibile partner, operazione effettuata rigorosamente in orario notturno, rispecchiando la natura territoriale e riservata di queste creature. Per dare seguito all&#8217;accoppiamento tramite l&#8217;impiego di rituali per lo pi\u00f9 ignoti alla scienza, da cui risulta un periodo di gravidanza della durata massima di 49 giorni. Da cui consegue, in modo certamente atipico per un roditore, la nascita di appena 1-4 cuccioli, interamente accuditi dalla femmina e del tutto ignorati dall&#8217;altro genitore. Con una maturit\u00e0 sessuale raggiunta in appena 4-6 mesi, coincidente grosso modo con l&#8217;intento dei nuovi nati a disperdersi e creare i propri personali labirinti, costoro non avranno dunque molto tempo da perdere: la durata complessiva della vita del <em>T.<\/em> <em>macrocephalus<\/em> si aggira, in effetti, tra 1 e 3 anni con un rateo di predazione sorprendentemente alto. E ci\u00f2 anche senza entrare nel merito dei pericoli dovuti alla riduzione progressiva dell&#8217;habitat, e la vicinanza sempre maggiore degli insediamenti umani.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uIWRGxaCpRA?si=m3_iUftaW0_tTRoE\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Observation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44416\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Observation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Observation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Observation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Ethiopian-Root-Rat-Observation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Fondamentale modificatore del paesaggio, capace di ossigenare il terreno in quel modo fortemente necessario per la proliferazione vegetale a simili altitudini, il topo dalla testa gigante risulta essere in effetti caratterizzato da una strana relazione d&#8217;interdipendenza con gli ambienti di tipo pastorale. Dove gli erbivori addomesticati, condotti dai loro padroni, tendono a calpestare e fagocitare le piante pi\u00f9 alte, creando un ambiente privo di ostacoli visivi per l&#8217;individuazione del pericolo, il che sembra incrementare statisticamente la quantit\u00e0 di esemplari in grado di raggiungere con successo l&#8217;et\u00e0 adulta. In tal senso incluso da taluni studiosi (Schabo, D.G. et al. -2022\/2023) nelle schiere degli esseri sinantropici, o capaci di trarre vantaggi dalla vicinanza con insediamenti umani, mediante un meccanismo evolutivo sviluppatosi nel corso dell&#8217;ultimo migliaio d&#8217;anni, l&#8217;animale non \u00e8 d&#8217;altra parte immune agli stessi rischi ad alto spettro che minacciano gli altri roditori delle alture etiopi. Essendo nondimeno vulnerabile all&#8217;espansione edilizia, la costruzione di strade, l&#8217;uso dei pesticidi. Rendendo soltanto un ricordo lontano l&#8217;epoca preistorica in cui i cacciatori raccoglitori bipedi della regione erano soliti usare questa specie molto pi\u00f9 abbondante come fonte di sostentamento, cos\u00ec come oggigiorno \u00e8 ancora fatto dal lupo rosso. Difficile, a questo punto, immaginare il futuro prossimo dell&#8217;una o dell&#8217;altra specie; sebbene sia del tutto naturale immaginare un fato strettamente interconnesso per entrambi. Poich\u00e9 l&#8217;alfa non pu\u00f2 esistere, senza l&#8217;omega. Ed ogni aspra montagna, se invero degna di quel nome, deve scende a patti con l&#8217;intensa opera di un esperto scavatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai margini delle nebbiose radure, dove il suolo sale obliquamente lungo le pendici degli antichi pendii di Bale, un confronto eterno si dipana in mezzo all&#8217;erba ed i bassi cespugli. Una lotta per la sopravvivenza che non \u00e8 tra il piccolo ed il grande, come potrebbe sembrare. E neppure tra lo svelto ed il guardingo. &#8230; <a title=\"Occhi tondi spuntano tra le radici da cui sorge l&#8217;architetto sotterraneo degli altopiani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44415\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Occhi tondi spuntano tra le radici da cui sorge l&#8217;architetto sotterraneo degli altopiani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,125,818,1281,2312,2487,2683,3134,1097,1981,369,301,3597,600,3610,819,331,1366,2480,3493,417],"class_list":["post-44415","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-animali","tag-biologia","tag-conservazione","tag-creature","tag-ecosistema","tag-erbivori","tag-etiopia","tag-evoluzione","tag-lupi","tag-mammiferi","tag-montagne","tag-nidi","tag-predatori","tag-prede","tag-riproduzione","tag-scavo","tag-sottosuolo","tag-talpe","tag-tane","tag-topi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44415","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44415"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44415\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44421,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44415\/revisions\/44421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}