{"id":44397,"date":"2026-05-07T06:27:14","date_gmt":"2026-05-07T04:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44397"},"modified":"2026-05-07T06:27:18","modified_gmt":"2026-05-07T04:27:18","slug":"lambizione-storica-dei-samurai-che-avrebbero-voluto-costruire-un-castello-californiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44397","title":{"rendered":"L&#8217;ambizione storica dei samurai che avrebbero voluto costruire un castello californiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VgLiIb0Eilw?si=Xo-YiUz6qr3jO8_v\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44400\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Uno degli scenari pi\u00f9 frequentemente esplorati nelle narrazioni di storia alternativa \u00e8 quello che vede un immaginario esploratore giapponese, tra il XV ed il XVII secolo, approdare in qualche modo nel Nuovo Mondo. Incoraggiando in seguito al proprio ritorno, in un paese sconvolto dalle guerre civili, l&#8217;esodo di massa che avrebbe potuto portare ad un primo insediamento di genti asiatiche in quelli che costituiscono gli odierni Stati Uniti. Se la nazione del Sol Levante non avesse praticato, fin dall&#8217;istituzione del primo governo shogunale, una politica di diffidenza e successiva chiusura nei confronti dell&#8217;Occidente; se l&#8217;antico arcipelago avesse posseduto una tradizione marinaresca maggiormente sviluppata nel tempo; se le prime avventure di conquista in Corea ed in Cina avessero confermato in modo pi\u00f9 efficace e vantaggioso le tendenze imperialiste di quel popolo guerriero. Nel realizzarsi di queste ed altre condizioni, dopo tutto, la navigazione in linea retta attraverso l&#8217;Atlantico, con la possibilit\u00e0 di un sosta intermedia presso l&#8217;arcipelago delle Hawaii era tutt&#8217;altro che irrealizzabile, soprattutto al confronto con portato a termine fatto dalle genti polinesiane provenienti dal sud est asiatico oltre cinque secoli prima di quel periodo storico. Ce ne sarebbero voluti d&#8217;altra parte ulteriori tre, affinch\u00e9 qualcuno in tali lande finisse per rendersene conto, al verificarsi di fattori contingenti se possibile ancor pi\u00f9 ardui da soprassedere. Quel personaggio sarebbe stato nella seconda met\u00e0 del 1800 il daimy\u014d o signore feudale poco pi\u00f9 che ventenne Matsudaira Katamori, rinomato dominatore della provincia di Aizu Wakamatsu, dalla mente aperta nei confronti dei cosiddetti <em>rangaku<\/em> (\u862d\u5b66) ovvero gli Studi Olandesi o discipline provenienti da terre lontane, ma un ancor pi\u00f9 sviluppato senso dell&#8217;onore ed il rispetto della posizione spettante alla sua discendenza. Quella di una delle <em>Gosanke <\/em>(\u5fa1\u4e09\u5bb6) ovvero &#8220;Tre Nobili Casate&#8221; con stretti legami di parentela nei confronti della dinastia regnante dei Tokugawa, nel suo caso per il tramite del figlio illegittimo del terzo sh\u014dgun, Iemitsu. Il che l&#8217;avrebbe visto ricoprire a partire dal 1862 la carica di Commissario Militare di Kyoto, fino all&#8217;insorgere di quel gruppo di clan capeggiati dai Choshu e Satsuma, che avrebbero rovesciato l&#8217;ordine costituito scatenando la guerra civile Boshin nel 1868, destinata a culminare con la deposizione del quindicesimo erede Tokugawa Yoshinobu, giungendo alla restaurazione del potere imperiale dopo quelli che avevano formalmente costituito oltre 7 secoli di dittatura militare. Ci\u00f2 non prima, tuttavia, di molte sanguinose battaglie inclusa quella del dominio di Aizu, che avrebbe visto Matsudaira sconfitto ed arrestato ma, in modo alquanto atipico per l&#8217;epoca, lasciato in vita a seguito del novembre di quel fatidico anno. Il che gli avrebbe consentito di dare disposizione ai suoi sottoposti di mettersi in salvo, abbandonando le precedenti cariche e partendo, in almeno un caso assai specifico, verso terre o paesi lontani. Un particolare, riferimento, quest&#8217;ultimo, all&#8217;avventura del fedele consulente militare e fornitore di armi europee, il prussiano John Henry Schnell, che ormai da quasi una decade aveva frequentato la sua corte, guadagnandosi la fiducia dei samurai al punto da essere invitato egli stesso all&#8217;interno di tale potente classe sociale, con la concessione di un terreno, una spada ed una moglie giapponese di nome Jou. Acquisendo una posizione salda di prestigio e in apparenza solida, almeno fino alla caduta in disgrazia del suo signore e la conseguente occasione di proporgli una soluzione inaspettata: partire lui stesso, accompagnato da circa due dozzine di figure &#8220;scomode&#8221; nel vigente clima politica, alla volta di quel quasi leggendario continente cos\u00ec come avevano fatto Colombo e la Mayflower partita da Plymouth. Dopo tutto, l&#8217;America era vasta e c&#8217;era ancora spazio. Se tutto fosse andato per il verso giusto, lo stesso Matsudaira avrebbe in seguito potuto scegliere l&#8217;esilio ed imbarcarsi. Per costruire nuovamente il proprio feudo, castello incluso, all&#8217;altro lato dell&#8217;Oceano pi\u00f9 grande del mondo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iUVGzsdpbik?si=U4cYAGOm2itEBK5j\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Historical-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44398\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Historical-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Historical-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Historical-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Historical.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;idea era solida ed i presupposti estremamente ben congegnati. Accompagnato da sua moglie, dalla giovane servitrice Okei ed un gruppo di ex samurai sconfitti ad Aizu comprensivi di 14 uomini e 6 donne scelti per le loro capacit\u00e0 agricole, il senso pratico e le conoscenze nell&#8217;amministrazione civile, Schnell fece caricare sulla nave a vapore <em>China<\/em> un letterale tesoro: 50.000 virgulti di alberi di gelso per nutrire i bachi da seta, 500 di albero della cera giapponese (<em>T. succedaneum<\/em>) e sei milioni di semi di variet\u00e0 assortite di T\u00e8, bevanda che soltanto recentemente iniziava ad essere coltivata fuori dall&#8217;Asia e che prevedeva nei fatti specifiche agevolazioni fiscali per i suoi produttori in territorio statunitense. Il gruppo col suo carico dunque, approdato a giugno del 1869 a San Francisco, risal\u00ec il fiume Sacramento fino ad una zona nota come Gold Hill nella contea di El Dorado, vicino l&#8217;odierna cittadina di Coloma. L\u00e0 dove il loro capo prussiano, investendo la cifra di 500 dollari ricevuta in patria dal loro signore, scelse di pagare l&#8217;anticipo per una tenuta del valore di 5.000, della grandezza di 200 acri e facente parte dei territori del latifondista Charles Graner. Il piano, una volta esposto fieramente il vessillo del feudo sulla casa costruita in loco, fu immediatamente chiaro: costruire la Colonia della Fattoria di T\u00e8 e seta di Wakamatsu in terra straniera, la prima <em>venture<\/em> commerciale istituzionalizzata di un gruppo di giapponesi in terre cos\u00ec distanti. E da principio, i presupposti parvero ottimali: persone di un alto livello di educazione e parlanti lingua inglese, com&#8217;era tipico per gli appartenenti agli strati superiori della societ\u00e0 nipponica del tempo, i samurai fecero fin da subito un&#8217;ottima impressione ai visitatori della fiera agricola Californiana del 1869, portando ad una serie di articoli che pubblicizzarono indirettamente le loro merci. Alcuni autori, con l&#8217;infelice impostazione razziale co\u00e9va, si preoccuparono in modo particolare di menzionare la loro eccezionale etica del lavoro, a loro dire comparativamente superiore a quella degli immigrati provenienti dalla Cina. E la possibilit\u00e0 di avere seta e t\u00e8 prodotti localmente, in maniera oggettiva, non sarebbe dispiaciuta a nessuno.<br>Non ci volle molto, tuttavia, perch\u00e9 le cose alla fattoria iniziassero a volgere a pi\u00f9 tristi risvolti. Il clima arido della California infatti, gi\u00e0 di per se non particolarmente adatto alle coltivazioni scelte dalla colonia, and\u00f2 incontro l&#8217;anno successivo ad un periodo di notevole siccit\u00e0. E neppure i rinforzi giunti dalla madrepatria nel 1870, costituiti da un&#8217;ulteriore quindicina di rifugiati del clan a seguito della Restaurazione, riuscirono a risollevare le sorti dell&#8217;impresa, mentre gi\u00e0 taluni membri della spedizione sceglievano di cercare fortuna in altri luoghi, dove le paghe risultavano essere migliori. Ma l&#8217;ostacolo peggiore sopraggiunse l&#8217;anno successivo, quando il nuovo governo Meiji in Giappone decise di perdonare a sorpresa il committente e finanziatore Matsudaira Katamori, tenuto agli arresti domiciliari fin dai tempi della battaglia di Aizu. Allorch\u00e9 costui, costretto a diventare un sacerdote shintoista presso il santuario di Nikk\u014d T\u014dsh\u014d-g\u016b, dedicato alla stessa figura divinizzata del fondatore dello shogunato, Ieyasu Tokugawa. Una nuova veste in cui amministrare le finanze di famiglia gli era impossibile, dovendo passare tale compito a suo figlio maggiore, il Visconte Kataharu Matsudaira. La colonia, rimasta senza stipendio, decise a questo punto d&#8217;inviare Schnell con la moglie e la figlia Mary, incidentalmente la prima giapponese nata in Nordamerica, a chiedere aiuto in Giappone. Ma la storia riporta come costoro nei fatti scomparvero per circostanze o ragioni ingote, senza mai tornare ad aiutare i propri compagni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Hq18sriVZXA?si=-K0Lz--Pv4f2IKnd\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Remembrance-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44399\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Remembrance-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Remembrance-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Remembrance-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/05\/Wakamatsu-Farm-Remembrance.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Piuttosto tragica, ed a suo modo commovente, \u00e8 la storia della colonia di Wakamatsu a partire da quel momento. I samurai rimasti, ormai impossibilitati a pagare le rate per l&#8217;acquisto del proprio terreno, dovettero rassegnarsi a venderlo nel 1873 ai propri vicini, la famiglia di origine olandese dei Veerkamp. Tra i membri rimasti che decisero di mettersi al loro servizio, dunque, figurava la giovane Okei che aveva servito nella casa della famiglia Schnell, che a quanto si racconta stabil\u00ec una relazione di amicizia con uno dei nuovi proprietari, Henry Veerkamp. Destinata tuttavia ad andare incontro ad una brusca interruzione quando pochi anni dopo, all&#8217;et\u00e0 di soli 19 anni, lei mor\u00ec improvvisamente per aver contratto la malaria. Fu dunque il collega e samurai Matsunosuke Sakurai ad acquistare per lei una lapide, destinata ad essere posizionata proprio sopra la collina da cui era solita osservare nostalgicamente il mare che la divideva dal proprio paese. Cos\u00ec facendone, a dover di cronaca, la prima persona giapponese sepolta nelle Americhe di cui si abbia memoria. Altri ex coloni furono pi\u00f9 fortunati, in modo particolare Masumizu Kuninosuke, che spos\u00f2 una donna di discendenza cherokee a Coloma. E Sakichi Yanagisawa e Matsugoro Oto, che tornati in Giappone assunsero dei ruoli amministrativi nel nuovo Ministero degli Interni, occupandosi di tecniche agricole, pesche sciroppate e produzione industriale di pomodori.<br>La colonia giapponese di suo conto, sopravvissuta appena due anni, spar\u00ec dalle carte geografiche senza mai essere dimenticata dalla storia. Come primo e significativo esempio di un incontro tra due popoli, che tante peripezie vicendevoli, nonch\u00e9 la peggiore delle guerre, avrebbero sperimentato negli anni a venire. L&#8217;inizio di quella grande migrazione verso Occidente che ne avrebbe fatto la prototipica &#8220;Plymouth Rock dei giapponesi d&#8217;America&#8221; come anche commemorato, nel 1969, dall&#8217;allora governatore della California, il futuro presidente Ronald Reagan. Tutelata come luogo storico, la fattoria \u00e8 gestita dal 2010 ad opera dell&#8217;American River Conservancy, che l&#8217;ha trasformata in un museo. E qui tiene, annualmente, eventi di rievocazione con figuranti in costume e fiere mirate a far conoscere la cultura giapponese in terra d&#8217;Occidente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli scenari pi\u00f9 frequentemente esplorati nelle narrazioni di storia alternativa \u00e8 quello che vede un immaginario esploratore giapponese, tra il XV ed il XVII secolo, approdare in qualche modo nel Nuovo Mondo. 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