{"id":44276,"date":"2026-04-16T06:27:35","date_gmt":"2026-04-16T04:27:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44276"},"modified":"2026-04-16T06:27:39","modified_gmt":"2026-04-16T04:27:39","slug":"tra-strani-tubi-extraterrestri-lirrisolto-enigma-della-montagna-bianca-del-qinghai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44276","title":{"rendered":"Tra strani tubi extraterrestri, l&#8217;irrisolto enigma della Montagna Bianca del Qinghai"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Uh0uv5JsCGs?si=r-PPJP1Gu_fXFkTd\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Cave-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44277\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Cave-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Cave-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Cave-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Cave.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Attraverso il vasto mare dei secoli, un fossile costituisce l&#8217;indelebile segno lasciato dall&#8217;esistenza pregressa di un tipo d&#8217;organismo che ha respirato, vissuto e si \u00e8 riuscito a riprodurre nell&#8217;ambiente di un tempo antico, finendo esso stesso, per processi di varia natura, per diventare una parte del suo paesaggio ormai sepolto. Concetto in tale senso non dissimile da quello di un reperto, palese manufatto di pregresse generazioni, capace di aprire una finestra sulla storia pi\u00f9 o meno approfondita dei nostri antenati. La distinzione d&#8217;altra parte \u00e8 netta in termini di epoche effettivamente trascorse: giacch\u00e9 i processi necessari a mineralizzare un&#8217;entit\u00e0 di tipo biologico, nella maggior parte dei casi, richiedono un tempo che aspira al lungo ciclo degli Eoni. Laddove a seppellire vasi o manufatti di terracotta, per accantonarne dopo l&#8217;esistenza, tendono bastare un paio di millenni, o magari una manciata di secoli appena. Il che basterebbe a farci annoverare le formazioni tubolari rinvenute al termine degli anni &#8217;90 nelle tre caverne della montagna piramidale della Baigongshan (letteralmente: Montagna Bianca) come appartenenti al primo gruppo di entit\u00e0, vista la loro datazione formalmente determinata a 150.000 anni prima della data odierna. Di gran lunga antecedente rispetto a qualsiasi insediamento registrato nell&#8217;arido altopiano del Qinghai, che si estende fino alle radici del tetto del mondo, situato entro i confini dell&#8217;adiacente nazione tibetana. Una definizione facile da attribuire, finch\u00e9 non si scruta con i propri occhi ed acquisisce l&#8217;effettivo aspetto del rilevante contesto geofisico, che vede il massiccio in questione con l&#8217;aspetto complessivamente non dissimile da quello di una piramide di tipo antropogenico. E le condutture in questione, che sbucano nel sottosuolo in tre caverne dall&#8217;ingresso triangolare e all&#8217;altro capo del massiccio, in prossimit\u00e0 di un lago salato ad 80 metri di distanza, del tutto compatibili con un lavoro di natura idraulica portato a compimento dall&#8217;uomo. Trattandosi nello specifico, a voler scendere nei particolari, di una pletora di elementi cilindrici vuoti ed oblunghi, dalla composizione prevalentemente metallica, il cui diametro varia da pochi millimetri fino a 40 cm. Il cui utilizzo in tempi ancestrali per il trasferimento dei fluidi appare tutt&#8217;altro che impossibile, cos\u00ec come l&#8217;alternativa opportunit\u00e0 di far passare segnali o linee elettriche fino alla sommit\u00e0 del massiccio, in questo luogo circondato da terreno pianeggiante ideale per la costruzione di un osservatorio o punto d&#8217;osservazione paesaggisticamente privilegiato. In maniera simile a quanto fatto, in effetti, in epoca contemporanea presso la Montagna Viola a 70 Km di distanza, con un radiotelescopio per le onde ultra-veloci di Yematan, prezioso strumento al servizio della comunit\u00e0 accademica cinese. Un tipo di paragone che apre il passo in modo significativo a quella che \u00e8 da sempre stata, per il caso di Baigong, una delle ipotesi pi\u00f9 ripetute e discusse localmente, con un possibile intento di amplificare la portata turistica e culturale del ritrovamento: la difficilmente confutabile possibilit\u00e0 che un qualche tipo di mente intelligente, non necessariamente appartenente ad un&#8217;iterazione della nostra stessa specie, possa aver &#8220;costruito&#8221; la montagna e il suo bizzarro contenuto.  Credo sia anche troppo palese, a questo punto, il tipo di creatura di cui stiamo parlando&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fRNb-Y35uG4?si=2SBYFDFZez4OVHJA\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Formation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44279\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Formation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Formation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Formation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Formation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Extraterrestre \u00e8 stata fin da subito l&#8217;espressione utilizzata a dire il vero, nell&#8217;articolo pubblicato nel 2002 dall&#8217;agenzia Xinhua evidentemente incline ad ispirarsi alle pubblicazioni sugli antichi visitatori spaziali da parte dell&#8217;autore parascientifico svizzero Erich von D\u00e4niken, con riferimento alla scoperta pregressa del 1996 dei tubi in questione effettuata dallo scrittore locale, o archeologo autodidatta Bai Yu. Il quale sottoponendo dei campioni raccolti localmente al Ministero dell&#8217;Industria Metallurgica per farli analizzare, aveva ottenuto il risultato interessante di un 92% di composizione a base di ossido di ferro, mentre la restante parte del materiale sembrava essere composto da elementi misteriosi la cui identificazione risultava impossibile allo stato attuale delle cose. Suscitando la percezione di un&#8217;effettiva anomalia, successivamente confermata dalla testimonianza di una spedizione di paleontologi provenienti dagli Stati Uniti, che si trovarono a contattare nel 1998 le autorit\u00e0 locali in seguito all&#8217;avvistamento di quelle che gli erano sembrate, a tutti gli effetti, delle condutture costruite come parte di un insediamento non pi\u00f9 esistente. Soltanto successivamente e con il coinvolgimento di una fonderia locale sotto la supervisione di Liu Shaolin, si sarebbe giunti ad accertare la presenza nelle anomale strutture di un buon 30% tra ossido di silicio e calcio, complicando piuttosto che semplificando l&#8217;effettiva natura del problema. Giacch\u00e9 simili elementi, contrariamente al ferro propriamente detto, sono tipici componenti nel fenomeno delle concrezioni, ovvero formazioni dovute alla presenza d&#8217;impurit\u00e0 nel sottosuolo che nel caso specifico, finora, non avevano trovato attestazioni evidenti. Spostandosi per questo nello spazio delle ipotesi relativamente razionali, venne dunque ipotizzato in ambienti scientifici che le insolite tubazioni potessero essere l&#8217;indiretta risultanza del sollevamento dovuto al magma di risalita, effettivamente attestato nella regione del Qinghai in un periodo co\u00e9vo ai 150.000 anni trascorsi dall&#8217;antichit\u00e0 del sito. Ci\u00f2 a causa della fessurazione della roccia, con conseguente infiltrazione di copiose quantit\u00e0 di idrogeno solforato, successivamente in grado di dare adito al corpo dall&#8217;aspetto rugginoso degli oggetti in questione. Approccio esplicativo valido come qualsiasi altro, in assenza di prove pratiche citabili a effettiva conferma nella disanima formale di uno studio scientificamente coerente. Il che ci porta, di contro, alla versione della storia che sembrerebbe allo stato attuale aver raccolto il maggior numero di consensi tecnici, con riferimento ad un lavoro pubblicato nel 1993 dagli statunitensi Mossa e Schumaker sul Journal of Sedimentary Research, relativo a formazioni fossili ritrovate in Louisiana, connesse a radici di pino del periodo preistorico, successivamente disgregatosi per il passaggio dei millenni, seppur lasciando un chiaro segno della propria pregressa esistenza, tramite fessurazioni verticali nel sottosuolo. Spiegazione applicabile in modo particolare al caso di Baigong considerata l&#8217;apprezzabile presenza, in alcuni dei tubi, di anelli affini a quelli dell&#8217;accrescimento vegetale dei tronchi, possibilmente allusivi ad un&#8217;effettiva origine vegetale delle misteriose strutture. Visioni plausibili, per lo pi\u00f9 fondate su speculazioni, come d&#8217;altra parte spesso capita in corrispondenza di anomalie antichissime e perci\u00f2 difficili da collocare in un contesto di riferimento acclarato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Exit.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Exit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44278\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Exit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Exit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Exit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Baigong-Pipe-Exit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quale dovrebbe essere, d&#8217;altronde, il comportamento idoneo ad una comprensione sistematica di tali circostanze? Accantonare totalmente il metodo ipotetico, affidandoci soltanto sulla base dei dati che possono essere inseriti in una lunga serie di riferimenti pregressi&#8230; Piuttosto che lanciarsi in voli pindarici che scrutano all&#8217;esterno delle circostanze, verso le iperboree regioni della consapevolezza basata sulla mente? Principio operativo narrativamente olistico, in grado di scrutare e approfondire l&#8217;Ignoto. Forse il principale tratto distintivo delle metodologie che possediamo; un quasi esclusivo appannaggio, comparativamente unico, di questo mondo e le creature che lo suddividono in categorie distinte. Da molto prima che il metodo scientifico creasse i presupposti necessari a condividere le vicendevoli scoperte. Oltre i limiti delle nazioni e individualistiche giurisdizioni operative, nell&#8217;insistente ricerca della verit\u00e0 finale. Cos\u00ec come \u00e8 giusto che sia, di fronte all&#8217;impossibile e talvolta incomprensibile natura del nostro Universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso il vasto mare dei secoli, un fossile costituisce l&#8217;indelebile segno lasciato dall&#8217;esistenza pregressa di un tipo d&#8217;organismo che ha respirato, vissuto e si \u00e8 riuscito a riprodurre nell&#8217;ambiente di un tempo antico, finendo esso stesso, per processi di varia natura, per diventare una parte del suo paesaggio ormai sepolto. 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