{"id":44249,"date":"2026-04-11T06:26:38","date_gmt":"2026-04-11T04:26:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44249"},"modified":"2026-04-11T06:26:42","modified_gmt":"2026-04-11T04:26:42","slug":"gli-eroi-romantizzati-sul-kyffhauser-immenso-monumento-creato-dalle-ossa-del-castello-sulla-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44249","title":{"rendered":"Gli eroi romantizzati sul Kyffh\u00e4user, immenso monumento creato dalle ossa del castello sulla montagna"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_8Vn1FVgSTk?si=yuY17yW42BXTNjNG\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44252\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Cos&#8217;\u00e8 la percezione umana della Storia, se non un susseguirsi di fatti acclarati e inconfutabili leggende, puramente iscritte nei ricordi e la memoria della collettivit\u00e0 capace di formare la pi\u00f9 pura anima di una nazione? Nel 1188, durante una riunione dei suoi cortigiani e cavalieri a Magonza, il grande Re d&#8217;Italia e Imperatore dei Romani Federico Barbarossa proclam\u00f2 la sua intenzione di partecipare alla Terza Crociata, partendo per un viaggio finalizzato alla riconquista di Gerusalemme. Raggiunta la  Cilicia col suo esercito, rimase per\u00f2 vittima di un incidente durante il guado del fiume Calicadno, nei pressi della Seleucia. Annegato in terra straniera, non avrebbe fatto pi\u00f9 ritorno. O almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che narrano le cronache ufficiali: diffusa \u00e8 infatti l&#8217;idea, tra i cultori del potente leggendario interconnesso all&#8217;esistenza del primo Reich, che il suo spirito immortale avesse galoppato sopra mari e monti raggiungendo nuovamente la Germania. Per poi recarsi a riposare, quietamente, sotto le molte tonnellate della roccia di una montagna in Turingia. Dando inizio a quella lunga attesa, al termine di cui avrebbe avuto finalmente la ragione e il modo di svegliarsi. Per dare al proprio popolo l&#8217;opportunit\u00e0 di ritornare ai fasti di un tempo. Un&#8217;idea cruciale nel nazionalismo prussiano della seconda met\u00e0 del XIX secolo, che accompagn\u00f2 e fu forza positiva per le plurime campagne militari del sovrano Guglielmo I, il quale assieme al suo famoso cancelliere Otto von Bismarck, fu la figura cardine per la dissoluzione tra i confini dei paesi, ricaduti sotto l&#8217;egida individuale dei singoli elettori, al termine in un&#8217;epoca corrispondente all&#8217;inizio del Rinascimento europeo. Per poi condurre le compatte truppe di quella Germania rediviva fino alle importanti vittorie contro l&#8217;acerrimo nemico francese, assediando la stessa Parigi mentre celebrava il suo trionfo con un&#8217;incoronazione imperiale nelle auguste sale di Versailles. Invero, dovette sembrare ai suoi soldati che il supremo spirito di Barbarossa fosse in qualche modo intervenuto, per guidare la sua mano e illuminare il sentiero di un cos\u00ec augusto destino. Allorch\u00e9 negli anni successivi del suo regno, venne percepita la necessit\u00e0 di rendere quel parallelo esplicito, attraverso la celebrazione della fondamentale figura di quel grande sovrano. L&#8217;idea di farlo in modo contestuale ad una delle localit\u00e0 geografiche pi\u00f9 strettamente interconnesse al mito del suo insigne predecessore nacque dunque e prese piede attorno al 1890, soltanto un paio di estati dopo la morte di Guglielmo I per ragioni di salute all&#8217;et\u00e0 di 91 anni. Su iniziativa e con una raccolta fondi messa in moto dalla Kriegervereine, l&#8217;associazione dei veterani che avevano partecipato ai severi conflitti della guerra franco-prussiana, fortemente intenzionati a celebrare la continuit\u00e0 e il futuro prospettato per quell&#8217;occasione straordinaria di unit\u00e0 e collaborazione nazionale. Caso vuole infatti che sopra il monte eponimo della catena Kyffh\u00e4user, in prossimit\u00e0 della cittadina di Bad Frankenhausen, sorgessero i vetusti resti di una rocca difensiva costruita all&#8217;epoca degli Hohenstaufen. Il perfetto punto di partenza per costruirvi attorno qualcosa di strutturalmente solido, immenso ed oggettivamente magnetico per lo sguardo di chiunque percorresse quelle valli fertili nel cuore stesso della Teutonia&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vOjn9vmGK0A?si=ejcpkLtauJ-3R3z6\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Drone-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44250\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Drone-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Di l\u00ec trovare l&#8217;architetto adatto non sarebbe stato certamente facile, se il caso non avesse fatto incontrare ai committenti la figura poco pi\u00f9 che trentenne di un laureato di D\u00fcsseldorf, Bruno Schmitz (1858-1916) il cui inizio di carriera fu in grado di sfuggire in qualche modo alla registrazione delle cronache co\u00e9ve. E questo nonostante la sua ascesa successiva ad uno dei <em>trend-setter<\/em> pi\u00f9 stimati nel corso del regno di Guglielmo II, giungendo a costruire non soltanto uno, bens\u00ec tutti e tre i monumenti pi\u00f9 imponenti dell&#8217;intera Germania. Un percorso cominciato con il terzo in ordine di grandezza, il cui nome completo sarebbe per l&#8217;appunto diventato Kyffh\u00e4userdenkmal. L&#8217;approccio si sarebbe dimostrato fondamentalmente innovativo, in forza di un eclettismo incline a coniugare fonti d&#8217;influenza classiche, romantiche e moderne. Sulla base di uno schema espressivo preso in prestito, nell&#8217;opinione della critica, dal precedente memoriale dedicato ad Arminio, il vincitore della storica battaglia di Teutoburgo contro i Romani, edificato nel 1875 a Detmold dall&#8217;architetto Ernst von Bandel. Il quale coniugava, in modo compatibile, l&#8217;imponente statua del protagonista con un basamento architettonico rotondo, trasformato in forma quasi astratta capace di paragonare quella storica figura ad un elemento del paesaggio stesso, cos\u00ec da stagliarsi contro il cielo azzurro per i suoi orgogliosi discendenti futuri. Ci\u00f2 bench\u00e9 l&#8217;intento ed il messaggio metaforico, nel caso del Kyffh\u00e4user, fosse di natura indubbiamente pi\u00f9 complessa. Operando quindi sopra la roccia carsica e non totalmente stabile composta di dolomite, evaporite ed anidrite, Schmitz decise di ancorare saldamente le circa 100.000 tonnellate di pietra estratta localmente, soprattutto arenaria, alle fondamenta del castello precedente, con l&#8217;effettiva intenzione di costruire un&#8217;elevata guglia dall&#8217;altezza di ben 81 metri. Ricercando lo sviluppo verticale necessario a ottimizzare la sua visione ideale di riferimento: posizionare in basso la figura reclinata di Barbarossa seduto in meditazione sul suo trono. Mentre sopra e dietro a lui, Guglielmo I galoppava con la spada estratta e le due figure antropizzate al seguito di Patriottismo e Storia, annunciando la lieta novella delle sue maestose vittorie. Il messaggio sarebbe stato, da ogni angolazione possibile, pi\u00f9 che mai evidente: qui l&#8217;Impero si \u00e8 sopito, in attesa delle condizioni ideali per tornare ai fasti di un tempo. E in questo modo si era ridestato, dando inizio alla gloriosa epoca del secondo Reich. La costruzione stessa, con rinforzi ed una forma marziale direttamente ispirata ai crismi delle fortificazioni medievali, avrebbe richiesto fino al 1896, quando venne finalmente inaugurato in occasione dell&#8217;anniversario di Waterloo (18 giugno) al cospetto di 30.000 persone, incluso lo stesso Kaiser Guglielmo II. Le sue statue iconiche, i bassorilievi commemorativi e le geometrie maestose del complesso giunsero immediatamente a costituire, come da intenzioni dichiarate dei suoi molti finanziatori, un importante simbolo di aggregazione e identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1EMxZ1Hx29g?si=4evW-eRH71f5FhJ3\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44251\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Kyffhauser-Denkmal-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il che sarebbe giunto inaspettatamente a rivelarsi, in seguito, come una problematica connessa alla sopravvivenza stessa del monumento. Assurto a &#8220;luogo del potere&#8221; quasi mistico durante l&#8217;epoca della repubblica di Weimar (1919\u20131933) dove i conservatori e militari si radunavano per trarre in qualche modo forza dallo spirito dei propri antenati, la sua forma imponente divent\u00f2 prevedibilmente un simbolo per il successivo partito Nazista, che assunse il controllo diretto dell&#8217;associazione preposta alla sua conservazione, la Kyffh\u00e4userbund. Utilizzato in seguito come strumento di propaganda collaterale dallo stesso Hitler, il castello dell&#8217;Impero idealizzato rest\u00f2 in maniera retroattiva e storicamente imprecisa interconnesso all&#8217;ascesa e caduta di quello che volle chiamarsi, per l&#8217;appunto, il terzo Reich. Ci\u00f2 finch\u00e9 in seguito alla sconfitta del 1945, le autorit\u00e0 di quel territorio destinato a ricadere nella sfera d&#8217;influenza della Germania dell&#8217;Est non presero la chiara decisione di demolirlo, una scelta sfortunata destinata, per fortuna, a scontrarsi col diniego degli ufficiali sovietici. Leggenda vuole, a tal proposito, che fosse stato percepito un qualche tipo di parallelo tra Barbarossa stesso e la figura di Joseph Stalin. Il culto della personalit\u00e0 non era ancora andato incontro, ad ogni modo, al suo superamento per il tramite di un tipo di razionalismo che tutt&#8217;ora elude l&#8217;effettiva percezione del buon governo. <br>Forse il tipo di messaggio meno percepito dalla collettivit\u00e0 nell&#8217;immagine fondamentale di Federico I che dorme sotto il Kyffh\u00e4user. La sua barba ormai tanto lunga da essere diventata parte inseparabile dal tavolo di marmo su cui \u00e8 seduto. Dovendo accontentarsi di mandare il suo nano di corte, il fedele Alberico, ad ascoltare il suono gracchiante dei corvi, segno che non \u00e8 tornato ancora il giorno del suo risveglio. Per salvare la Germania nella sua ora pi\u00f9 terribile ed oscura. Che in modo alquanto preoccupante, ci \u00e8 dato desumere, non ha avuto ancora l&#8217;opportunit\u00e0 di palesarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos&#8217;\u00e8 la percezione umana della Storia, se non un susseguirsi di fatti acclarati e inconfutabili leggende, puramente iscritte nei ricordi e la memoria della collettivit\u00e0 capace di formare la pi\u00f9 pura anima di una nazione? 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