{"id":44218,"date":"2026-04-06T06:26:33","date_gmt":"2026-04-06T04:26:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44218"},"modified":"2026-04-06T06:29:56","modified_gmt":"2026-04-06T04:29:56","slug":"un-eco-della-dacia-si-e-salvato-ricompare-lelmo-doro-a-un-anno-di-distanza-dallattacco-al-drents","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44218","title":{"rendered":"Un eco della Dacia si \u00e8 salvato: ricompare l&#8217;elmo d&#8217;oro a un anno di distanza dall&#8217;attacco al Drents"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/W_yqC-pW52E?si=qD7irGdaNdyi8TYg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44221\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Universale fu il consenso dello scorso ottobre a seguito della terribile rapina da 88 milioni di euro al Museo del Louvre, rimbalzato da un&#8217;emittente televisiva all&#8217;altra: pochi giorni, o settimane al massimo, costituivano la finestra utile al ritrovamento della refurtiva, prima che i ladri provvedessero allo smontaggio delle gemme e fusione dei metalli preziosi, considerata l&#8217;impossibilit\u00e0 di trarre un profitto da oggetti tanto riconoscibili sul mercato della ricettazione internazionale. Qualcosa di simile a quanto affermato, con equivalente enfasi, al verificarsi del caso in molti modi simili presso il museo olandese della citt\u00e0 di Assen, le cui porte furono fatte saltare in aria nella notte del 25 gennaio del 2025, onde poter accedere ai tesori in prestito per l&#8217;occasione della mostra &#8220;Dacia: Impero di Oro ed Argento&#8221;. Collezione inclusiva, tra le altre cose, di uno dei manufatti pi\u00f9 importanti dell&#8217;intero contesto esteuropeo risalente alla tarda Et\u00e0 del Ferro: l&#8217;assolutamente insostituibile, straordinariamente iconico elmo decorato di Co\u021bofene\u0219ti, cos\u00ec chiamato dal nome del villaggio rurale nella contea rumena di Prahova, dove venne misteriosamente ritrovato totalmente fuori dal contesto in mezzo a un pascolo per le pecore nel 1926. Tesoro rilevante per molti motivi, non ultimo il fatto di essere sfuggito per fattori contingenti al grande saccheggio di beni archeologici condotto nella sua nazione dall&#8217;Impero russo durante la prima guerra mondiale, con la finalit\u00e0 dichiarata di proteggerli temporaneamente dal conflitto. Senza mai rispettare, al termine delle ostilit\u00e0, l&#8217;originale accordo di restituzione. Imprevedibile \u00e8 il decorso degli eventi quando sottoposti alle volubili conseguenze della cupidigia umana. Una realt\u00e0 che si applica alle scelte dei paesi cos\u00ec come quelle degli accaparratori con mere finalit\u00e0 di arricchimento personale. Che rubando al patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 intera, tanto spesso finiscono per speculare sul proprio stesso futuro. Considerazione di sicuro pertinente nel caso in questione visto l&#8217;arresto, soltanto tre giorni dopo la catastrofica effrazione che aveva portato alla scomparsa di alcuni bracciali d&#8217;oro assieme al copricapo, di tre sospetti con le mani vuote a Heerhugowaard, nell&#8217;Olanda del Nord. Personaggi sottoposti ad estensivi interrogatori, finanche al tentativo di approcciarne uno con l&#8217;identit\u00e0 fittizia di un collezionista d&#8217;arte interessato all&#8217;acquisto della refurtiva nascosta, mentre a un altro veniva proposta una significativa riduzione delle pena previo contributo al ritrovamento dei beni perduti. Strategie destinatosi a rivelare la propria efficacia, in maniera ad oggi mantenuta segreta, se \u00e8 vero che lo scorso gioved\u00ec in una trionfale conferenza stampa in quello stesso museo Drents l&#8217;elmo e due dei bracciali sono stati nuovamente presentati al pubblico da sotto un telo nero al cospetto dei giornalisti e sotto lo sguardo severo dei poliziotti in uniforme per le operazioni speciali. Un occasione per gioire collettivamente e accendere una luce di speranza. Ma anche riguardare indietro, agli errori fatti ed il significato di quanto con tanta leggerezza era stato esposto all&#8217;intervento dei propri saccheggiatori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LZ3kevCbAjQ?si=BBUVfsEyOHuKWSuP\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Analysis-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44219\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Analysis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Analysis-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Analysis-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Analysis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il caso dell&#8217;elmo di Co\u021bofene\u0219ti \u00e8 tanto particolare dunque nella storia dell&#8217;archeologia, proprio perch\u00e9 gi\u00e0 in occasione della sua prima scoperta sembr\u00f2 essere stato protetto in qualche modo dall&#8217;energia mistica dello stesso Zalmoxis, il nume tutelare dei Geti e dei Daci che sappiamo essere stati gli utilizzatori originali di questo splendente tesoro. Quando il giovane figlio di un pastore, Traian Simion lo disseppell\u00ec all&#8217;inizio dello scorso secolo, indossandolo per gioco e come recipiente per abbeverare le galline finch\u00e9 il padre pens\u00f2 almeno di posizionarlo sopra la stia di queste ultime, a mo&#8217; d&#8217;improbabile decorazione. Ed \u00e8 proprio questo il modo in cui il mercante d&#8217;arte Marinescu-Moreanu lo scopr\u00ec qualche anno dopo, pagandolo 30.000 lei per poi rivenderlo al Ministero della Pubblica Istruzione nell&#8217;aprile del 1929. Segu\u00ec un lungo periodo di studi ed approfondimenti presso il Museo Nazionale di Bucharest, dove ogni dettaglio della sua manifattura avrebbe offerto scorci nuovi sull&#8217;epoca del 420-400 a.C. attorno a cui, si ritiene, fu posto per la prima volta sopra il capo del suo prestigioso utilizzatore. Un membro dell&#8217;elite regnante, dunque, nonch\u00e9 capo religioso di una di quelle quattro o cinque trib\u00f9 principali antecedenti alla temporanea unione sotto l&#8217;egida del potente re Burebista (r. 82-44 a.C.) che avrebbe posto le basi identitarie necessarie per l&#8217;esteso conflitto con l&#8217;Impero Romano di Traiano, fino all&#8217;assimilazione nel territorio di quei domini. Inclini a descriverli, nei resoconti degli storici, come dei barbari situati ai margini della civilizzazione, sebbene la loro perizia e capacit\u00e0 di produrre oggetti artistici denunciasse notevoli capacit\u00e0 ereditate. Vedi per l&#8217;appunto il qui presente elmo, un efficiente quanto affascinante amalgama di elementi presi in prestito dalle culture greca, fenicia e proto-iranica, creato a partire da una lega naturale di elettro (oro+argento) con tecniche di repouss\u00e9 e cesellatura, piuttosto che l&#8217;impiego di una singola fusione all&#8217;itnerno di uno stampo. Approccio tramite il quale, lavorando con eccezionale precisione, gli antichi produttori diedero forma all&#8217;elmo dell&#8217;altezza di 25 cm, buona parte dei quali occupati dall&#8217;alta e parzialmente danneggiata calotta, ricoperta da punzonature a rilievo. Elemento sotto cui campeggiano, come figura rilevante, i due occhi apotropaici per allontanare i malefici o rischi in battaglia, dello stesso tipo che veniva usato tradizionalmente ai tempi delle <em>poleis <\/em>dell&#8217;Attica e  del Peloponneso. I soggetti pi\u00f9 stupefacenti e significativi si trovano tuttavia nella parte bassa, in corrispondenza delle paragnatidi o protezioni delle guance e sul retro, ove figurano diverse bestie mitologiche e le scene di due tauroctonie, il sacrificio bovino praticato nel Vicino Oriente per accaparrarsi la protezione divina. Mostri, per l&#8217;appunto, riconducibili al motivo contestuale delle arpie o chimere fameliche, tipicamente associato al territorio della Scizia e l&#8217;impero della Partia, dalla cui presenza possiamo desumere un qualche tipo di commercio intrattenuto da parte delle popolazioni Geto-Dace. Visioni pi\u00f9 che mai cosmopolite, dunque, ideale appannaggio di quello che doveva essere l&#8217;assoluto dominatore del proprio ambiente di appartenenza, considerata la manifattura simile ma realizzata con semplice argento di elmi come quelli datati al IV sec. a.C. e disseppelliti ad Agighiol (1931) e Peretu (1971).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7c-Tl9Z5piA?si=p1Ny8mv5vUoibcAr\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Found-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44220\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Found-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Found-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Found-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/04\/Cotofenesti-Helmet-Found.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un ruolo comparabile sebbene su scala meno eccezionale ai tipici bracciali della stessa epoca, oggetti spiraleggianti con decorazioni a guisa di animali alle estremit\u00e0, generalmente serpenti, cui appartenevano come categoria i tre esemplari sottratti nel 2005 ad Assen, incluso quello non ancora ricomparso allo stato attuale della complicata vicenda. Comprensiva, in battuta niente affatto collaterale, dei circa 5,7 milioni di euro pagati a suo tempo dall&#8217;assicurazione internazionale per la mostra a vantaggio della Romania, in seguito coperti in parte dallo stesso governo Olandese, onde evitare il prolungarsi dello sgradevole incidente internazionale. Situazione che si dimostra, in seguito al ritrovamento della scorsa settimana, priva di molti effettivi precedenti legali, ponendo all&#8217;ordine del giorno il dubbio in merito ad un&#8217;eventuale restituzione. <br>Piccolo prezzo da pagare, in ogni caso, per il ritorno in Romania di quello che pu\u00f2 essere soltanto chiamato il simbolo per eccellenza del tipo d&#8217;orgoglio sfociato nel <em>protocronismul<\/em> anche detto dacianismo al termine del XIX secolo, mirato alla ricostruzione di una segmentata identit\u00e0 nazionale, dopo i lunghi esiti della conquista medievale da parte del regno di Bulgaria. Laddove gli occhi splendono tutt&#8217;ora, di quel mondo incline ad una devozione per gli Dei perduti. E lo sguardo degli spiriti contemplativi pu\u00f2 riuscire, ancora oggi, ad incontrare la scintilla mai perduta della consapevolezza av\u00ecta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Universale fu il consenso dello scorso ottobre a seguito della terribile rapina da 88 milioni di euro al Museo del Louvre, rimbalzato da un&#8217;emittente televisiva all&#8217;altra: pochi giorni, o settimane al massimo, costituivano la finestra utile al ritrovamento della refurtiva, prima che i ladri provvedessero allo smontaggio delle gemme e fusione dei metalli preziosi, considerata &#8230; <a title=\"Un eco della Dacia si \u00e8 salvato: ricompare l&#8217;elmo d&#8217;oro a un anno di distanza dall&#8217;attacco al Drents\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=44218\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un eco della Dacia si \u00e8 salvato: ricompare l&#8217;elmo d&#8217;oro a un anno di distanza dall&#8217;attacco al Drents\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1807,251,77,1909,4684,7477,6500,4392,236,119,1144,8648,1672,573,590,575,475,8649,1380,2302,1448,780,777,3051,71,1658,2976],"class_list":["post-44218","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antichita","tag-archeologia","tag-arte","tag-conferenze","tag-copricapi","tag-corone","tag-dacia","tag-elmi","tag-europa","tag-eventi","tag-furti","tag-geti","tag-manufatti","tag-misteri","tag-mostre","tag-musei","tag-notizie","tag-olanda-reperti","tag-popoli","tag-reperti","tag-ritrovamenti","tag-romania","tag-scavi","tag-sovrani","tag-storia","tag-tesori","tag-vicende"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44218"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44218\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44223,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44218\/revisions\/44223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}