{"id":43917,"date":"2026-02-13T06:20:18","date_gmt":"2026-02-13T05:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43917"},"modified":"2026-02-13T06:20:25","modified_gmt":"2026-02-13T05:20:25","slug":"famelico-e-il-serpente-che-trangugia-la-murena-la-dove-la-tenebra-ricade-sul-terrore-degli-anfratti-corallini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43917","title":{"rendered":"Famelico \u00e8 il serpente che trangugia la murena. L\u00e0 dove la tenebra ricade sul terrore degli anfratti corallini"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fFswEqLCIr8?si=WVy6WQZsjL19dznS\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Philippine-Sea-Krayt-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43919\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Philippine-Sea-Krayt-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Philippine-Sea-Krayt-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Philippine-Sea-Krayt-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Philippine-Sea-Krayt.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Mistico ed oblungo essere che si agita vistosamente sul fondale, circondato dalla polvere creata dal suo stesso stato persistente d&#8217;agitazione. Ormai da pi\u00f9 di una ventina di minuti, all&#8217;apice di un&#8217;immersione sulle coste filippine dell&#8217;Oceano Pacifico, la comitiva osserva tali spire che si annodano e contorcono con enfasi terribile che allude a un qualche sforzo che non sembra naturale. Di quella creatura chiaramente serpentina, la cui coda a strisce chiaroscure non potrebbe essere pi\u00f9 differente dalla testa, grande, triangolare e di color grigio-marrone. Allorch\u00e9 nel proseguire dei momenti, tale parte monocromatica diviene progressivamente pi\u00f9 piccola, venendo sostituita dal corpo contrastante che si estende gradualmente a ricoprirlo, facendosi tutt&#8217;uno con il resto del groviglio prossimo alla furia. Finch\u00e9 l&#8217;occhio bianco non scompare tra le fauci gialle che si chiudono d&#8217;un tratto, rimpiazzando quel drammatico dualismo con l&#8217;aspetto residuale di una cosa sola. Ed \u00e8 palese, a questo punto, che si tratta di un serpente. Rigido e rigonfio, perch\u00e9 dentro c&#8217;\u00e8 qualcosa che ne amplifica e ingoffisce le normali proporzioni. Il mostro si \u00e8 nutrito ed ora, in un succedersi di spire armoniche, inizia a dirigersi con metodo letargico verso le spiagge antistanti.<br>Oh, terrore degli abissi! Oh, violenza di una giungla senza alberi, cespugli o corde di liana! Ma che non per questo pu\u00f2 permettere a chiunque di estendere la propria linea della vita oltre il destino prefissato dal destino ed il volere sempiterno di Poseidone. Laddove soltanto un mente fervida ed incline alla perfidia nei confronti dei suoi sudditi, potrebbe aver creato una creatura tanto in linea con il Tartaro od un&#8217;altra percezione dello stato punitivo dell&#8217;esistenza. Tramite la strategia di un qualsivoglia appartenente al genere dei <em>Laticauda<\/em> o krayt, la cui vittima perfetta della predazione pu\u00f2 essere il malcapitato e grosso pesce, il cui peso complessivo \u00e8 facilmente superiore al proprio, parimenti a quell&#8217;innata predisposizione all&#8217;aggressivit\u00e0 inerente. Allorch\u00e9 il sinuoso predatore, prima di procedere a fagocitarlo, usa la pi\u00f9 temibile delle sue armi evolutive: il veleno neurotossico che provvede a indurre il blocco delle contrazioni muscolari. Impedendo alla sua vittima di contrastare pi\u00f9 di tanto il profilarsi di un drammatico destino. Ma lasciandola cosciente, per tutto il tempo necessario ad inglobarla, nel suo corpo striato dalle scaglie prive del concetto meramente umano della compassione nei confronti di chi \u00e8 vittima opportuna, almeno per gli schemi laboriosamente posti in essere dalla natura&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/interesting\/comments\/1qygkzl\/sea_snake_swallow_moray_eel_whole\/\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Sea-Krayt-vs-Moray-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43920\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Sea-Krayt-vs-Moray-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Sea-Krayt-vs-Moray-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Sea-Krayt-vs-Moray-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Sea-Krayt-vs-Moray.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La scena tipica che tende tanto spesso a diventare virale su Internet ritrae dunque un membro delle specie <em>L. colubrina<\/em>, <em>laticaudata<\/em>, o <em>semifasciata<\/em> (alcune delle pi\u00f9 comuni) che nei mari d&#8217;Oriente si trovano alle prese con l&#8217;impresa in apparenza titanica che rientra nonostante questo nella semplice <em>routine<\/em> di questo predatore. La cui dieta si compone, in via meramente collaterale, di piccoli pesci della barriera corallina ma che per sopravvivere necessita, per lo meno una volta al mese, di fagocitare la sua principale preda elettiva, dotata di caratteristiche anatomiche chiaramente definite dal punto di vista delle dimensioni. Una murena o grongo in altri termini, anch&#8217;essi predatori che d&#8217;altronde preferiscono nascondersi in agguato tra le rocce, anche per proteggersi dagli sguardi del nemico che li vede nonostante tutto come commestibili spaghetti che non possono proteggere la propria la coda. Ed \u00e8 proprio in questo modo che il krayt colpisce, cercando attivamente il punto debole del suo nemico acerrimo ed avendo cura di piantarvi le sue zanne acuminate per inoculare la miscela paralitica prodotta dal proprio metabolismo ben collaudato. Ancorch\u00e9 molte delle  murene dei fondali limitrofi, tra cui ad esempio le Gymnothorax del Pacifico parrebbero aver sviluppato lungo il corso delle generazioni pregresse un&#8217;innata quanto rara resistenza parziale alle \u03b1-neurotossine, permettendogli di agitarsi e contrastare per quanto possibile il proprio crudele destino. Ma una volta che la mandibola si \u00e8 aperta fino al punto necessario a far sparire la parte posteriore della preda, \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per salvarsi, ormai. Interessante a tal proposito risulta in modo in cui le nicchie ecologiche occupate dai maschi e dalle femmine di krayt siano totalmente diverse, con soltanto il gentil sesso, pi\u00f9 imponente ed aggressivo, che sceglie di aggredire le murene pi\u00f9 grandi, mentre i potenziali partner preferiscono cacciare in superficie gli esemplari sub-adulti o altre prede d&#8217;occasione per la maggior parte del tempo. Un raro caso di diversificazione trofica sessuale, in natura.<br>Non dei veri serpenti marini, contrariamente a quanto potrebbe sembrare dall&#8217;agilit\u00e0 con cui si muovono nel proprio ambiente elettivo, facendo uso della punta della coda simile a una pinna caudale, i <em>Laticauda<\/em> sono esponenti anfibi della famiglia degli Elapidi, il che fa di loro dei lontani parenti del temibile e notevolmente pi\u00f9 imponente cobra reale. Con caratteristiche paragonabili nell&#8217;efficienza del veleno posseduto, in grado di costituire un pericolo medico per l&#8217;uomo sebbene i morsi siano estremamente rari, a causa del comportamento naturalmente schivo e non troppo aggressivo dell&#8217;animale. Soprattutto quando si trova nelle circostanze che maggiormente potrebbero portarlo a contatto con l&#8217;uomo, quando \u00e8 ritornato sulla terraferma ed impegnato nella laboriosa quanto lunga digestione di una murena.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/spB1ElbnyPw?si=EJ0gAZdDFigC3zu5\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Moray-Eel-Predation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43918\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Moray-Eel-Predation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Moray-Eel-Predation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Moray-Eel-Predation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Moray-Eel-Predation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Non ancora inseriti in alcuna lista internazionale causa l&#8217;assenza d&#8217;informazioni sulle due specie considerate rare dei <em>L. schistorhynchus<\/em> ed <em>L. crockeri<\/em>, rispettivamente endemiche di Vanuatu e le isole di Salomone, i serpenti krayt presentano cionondimeno una dipendenza imprescindibile da specifiche circostanze ambientali. Relative tra le altre cose allo stato dell&#8217;oceano e dei suoi fondali, con particolare attenzione delle barriere coralline dove praticano i propri principali approcci alla predazione, ma anche spazi sulle terre emerse necessari a riposarsi e al fine di deporre le uova. Creature totalmente ovipare, essi necessitano infatti di spazi all&#8217;asciutto dove metterle al sicuro, per di pi\u00f9 vicini a pozze di acqua dolce per abbeverarsi, che tendenzialmente vanno scomparendo causa il progressivo aumento della temperatura planetaria mediana. Con un futuro largamente difficile da prevedere, lo stato prossimo di questi esseri mostra ad oggi implicazioni incerte che avrebbero urgente necessit\u00e0 di approfondimenti ulteriori. Opzione non sempre accessibile, quando gli ecosistemi coinvolti sono multipli e le circostanze caratterizzate da fattori tutt&#8217;altro che palesi. Possa risultare utile, in tal senso, l&#8217;interesse generato dalle plurime testimonianze online che mostrano una delle scene pi\u00f9 inquietanti e spaventose degli ambienti marini. Affinch\u00e9 l&#8217;unicit\u00e0 di tali esseri accidentalmente insoliti contribuisca a dare basi formidabili, per le province esplorative della nostra ben collaudata immaginazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mistico ed oblungo essere che si agita vistosamente sul fondale, circondato dalla polvere creata dal suo stesso stato persistente d&#8217;agitazione. Ormai da pi\u00f9 di una ventina di minuti, all&#8217;apice di un&#8217;immersione sulle coste filippine dell&#8217;Oceano Pacifico, la comitiva osserva tali spire che si annodano e contorcono con enfasi terribile che allude a un qualche sforzo &#8230; <a title=\"Famelico \u00e8 il serpente che trangugia la murena. 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