{"id":43912,"date":"2026-02-12T06:15:10","date_gmt":"2026-02-12T05:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43912"},"modified":"2026-02-12T06:15:16","modified_gmt":"2026-02-12T05:15:16","slug":"immagini-del-mondo-sommerso-tramite-la-tecnica-per-stampare-il-pesce-fresco-in-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43912","title":{"rendered":"Immagini del mondo sommerso, tramite la tecnica per stampare il pesce fresco in Giappone"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6MtT5dCCEg8?si=LIUVLpImgWN3jZg5\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Prints-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43913\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Prints-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Prints-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Prints-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Prints.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un certo approccio per tradurre la natura in arte, un determinato metodo per mettere creativit\u00e0 all&#8217;interno di un disegno. Se c&#8217;\u00e8 un&#8217;associazione logica che vede il mondo dell&#8217;estetica connesso geograficamente all&#8217;arcipelago dei samurai, questo si trova certamente espresso nelle famose ed ampiamente celebrate xilografie create soprattutto tra il XVII e XIX secolo, capaci d&#8217;ispirare in tutto il mondo co\u00e9vo la visione di un paese al culmine della perizia e l&#8217;eleganza, popolato da geniali artefici, per cui la pittura si avvicinava ad essere il controvalore stesso dell&#8217;esistenza. Ci\u00f2 che i critici e collezionisti sembrano aver dimenticato in parte al giorno d&#8217;oggi, tuttavia, \u00e8 il fatto cruciale che le cosiddette &#8220;immagini del mondo fluttuante&#8221; (<em>ukiyo-e<\/em> &#8211; \u6d6e\u4e16\u7d75) lungi dall&#8217;essere appannaggio di facoltosi mecenati, circolavano tra il popolo e all&#8217;interno dello spazio comunicativo urbano, tramite l&#8217;impiego di un registro al tempo stesso basso ed universale. Che cercava il bello, si, ma senza specifiche connotazioni di raffinatezza ulteriore. La vita, in altri termini e determinati ambienti, era l&#8217;arte. E l&#8217;arte, la vita. Prendiamo a questo punto in considerazione, come termine di paragone, l&#8217;ambito pi\u00f9 tardo ma sicuramente meno conosciuto all&#8217;estero del &#8220;pesce impresso sulla pietra&#8221; <em>(gyotaku<\/em> &#8211; \u9b5a\u62d3) di per se stesso all&#8217;origine di un distintivo e straordinariamente diversificato novero d&#8217;immagini perfettamente utili ad impreziosire determinati ambienti domestici, come la tradizionale nicchia del <em>tokonoma<\/em>. La cui genesi d&#8217;altronde, se vogliamo, pu\u00f2 essere descritta come ancor pi\u00f9 popolare e settoriale di quanto fin qui descritto, trovandosi frequentemente espressa per la mano di umili lavoratori nello spazio di approvvigionamento del pesce, tratto fuori dalle onde per finire in tavola di fronte a membri di ogni angolo della diversificata stratigrafia sociale. Senza ulteriori passaggi intermedi (la freschezza \u00e8 tutto) fatta eccezione in determinati casi specifici, ove l&#8217;effettiva dimensione ed aspetto di quanto trascinato a riva era semplicemente troppo magnifico, ed al tempo stesso raro, per tralasciare di nobilitarlo con la pi\u00f9 inconfutabile nonch\u00e9 attraente delle commemorazioni. Ecco allora nascere l&#8217;idea, si ritiene verso l&#8217;inizio del XIX secolo, di trasportare il corpo stesso di quegli animali sulla carta di riso, tramite un approccio che potremmo definire al tempo stesso semplice e per certi versi, geniale. Mirato ad impiegar l&#8217;inchiostro come tramite. E le scaglie stesse del soggetto, con il ruolo di caratteri di stampa creati con saggezza dall&#8217;evoluzione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ThH3yXOVMaE?si=6z3nZLHkT0XPw8Bf\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Prints-Method-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43915\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Prints-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Prints-Method-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Prints-Method-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Prints-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Gyotaku<\/em> \u00e8 il metodo relativamente sconosciuto fuori dal Giappone, nonostante l&#8217;opera di applicazione praticata da una certa quantit\u00e0 di artisti internazionali, che consiste nel coprire un pesce con la carta o altro materiale stampabile. Ma non prima di averne ricoperto ogni angolo con pigmenti appartenenti alla categoria del <em>sumi<\/em>, l&#8217;inchiostro tradizionale realizzato con fuliggine e colla introdotto a partire dalla dinastia Tang in Cina, come fondamento di un tipo di pittura monocromatica fortemente legata alla meditazione per l&#8217;accrescimento dell&#8217;energia spirituale e la consapevolezza del proprio ruolo marginale nell&#8217;Universo. Ed \u00e8 in effetti solamente il nero, la tonalit\u00e0 impiegata nei primi e pi\u00f9 famosi esempi di figure risultanti nel momento in cui lo stralcio coprente viene rimosso, mentre sollevandosi di fronte alla luce solare mette in evidenza una fedele copia del soggetto, con superficie, dimensioni e tutto il resto. Cui soltanto in seguito l&#8217;artista\/pescatore, in base alla prassi, aggiunger\u00e0 con il pennello il disegno dell&#8217;occhio visibile e ulteriori dettagli di riferimento. Questo \u00e8 il sistema definito nella categorizzazione come diretto o <em>chokusetsu-h\u014d<\/em> (\u76f4\u63a5\u6cd5) quasi come una fotografia, a vedere il risultato, dimostrando pratici utilizzi anche nel campo adiacente dell&#8217;illustrazione scientifica. Il che ha ispirato lo studio di fattibilit\u00e0, al momento per lo pi\u00f9 teorico, di approfondimenti e retrospettive di tipo filo-ecologico, fondate proprio sull&#8217;analisi statistica dei pesci raffigurati pi\u00f9 frequentemente nel <em>gyotaku<\/em> sul tramonto dell&#8217;epoca Edo, possibilmente coadiuvata dalla raccolta di frammenti di DNA trasferitosi, inevitabilmente, sulla superficie della tela di turno.<br>Con il trascorrere delle decadi e conseguenti generazioni, dopo il verificarsi della Restaurazione Meiji (1868) ed un volta entrati a pieno titolo nell&#8217;era Contemporanea, la creazione di queste opere avrebbe quindi visto l&#8217;introduzione di almeno due sistemi alternativi, finalizzati a valorizzare determinati aspetti dell&#8217;obiettivo di partenza. Il primo, indiretto o <em>kansetsu-h\u014d<\/em> (\u9593\u63a5\u6cd5,) fondato sull&#8217;inversione sostanziale dei passaggi, ricoprendo prima il pesce con un panno, generalmente di seta, che viene fatto aderire con la colla di riso per poi procedere a passarvi sopra un tampone imbevuto d&#8217;inchiostro. Ottenendo in questo modo un calco delicato e straordinariamente preciso delle linee sottostanti, purch\u00e9 ogni passaggio sia stato effettuato con sapienza ed un appropriato livello di attenzione. Mentre ancor pi\u00f9 rara risulta essere la procedura &#8220;di trasferimento&#8221; alias <em>tensha-h\u014d<\/em> (\u8ee2\u5199\u6cd5) che vede la pressione sopra il pesce di un pezzo di nylon o polietilene, immediatamente poggiato in seguito sopra un materiale ricevente come cuoio, intonaco o legno. Da cui deriva una doppia stampa specchiata, che restituisce collateralmente la figura con l&#8217;orientamento identico al soggetto di partenza. Ricerche visuali ulteriori e figlie di una ricerca estetica ancor prima che formale, verso un&#8217;interpretazione della forma d&#8217;arte in cui l&#8217;ulteriore abbellimento \u00e8 conseguito tramite l&#8217;impiego di colori, composizioni multiple o fondali speculativi. Cos\u00ec da restituire al soggetto, almeno in parte, la vitalit\u00e0 che l&#8217;aveva caratterizzato prima di essere malauguratamente presso all&#8217;amo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/k_mG-Ka4mv8?si=rEoXfQTx5q0kmdz_\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Story-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43914\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Story-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Story-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Story-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/02\/Gyotaku-Fish-Story.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il che non significa, d&#8217;altronde, che il <em>gyotaku<\/em> praticato in epoca contemporanea debba necessariamente comportare lo spreco di cibo. Giacch\u00e9 esistono, adesso come allora, pigmenti non tossici che possono essere lavati una volta realizzato l&#8217;attacco d&#8217;arte, cos\u00ec da non costituire alcun ostacolo alla successiva cottura e consumazione del pescato. Laddove certi praticanti, soprattutto occidentali, garantiscono piuttosto al proprio pubblico d&#8217;impiegare come soggetto soltanto pesci morti per cause naturali e ritrovati durante lunghe passeggiate sul litorale. Un approccio senza dubbio responsabile, sebbene prevedibilmente odoroso. Ostacoli che non hanno impedito l&#8217;espandersi dell&#8217;ambito creativo giapponese in questione, anche nelle classi di scuola statunitensi e in determinati contesti educativi, come filo di collegamento privilegiato al mondo naturale e ausilio pratico all&#8217;insegnamento didattico dell&#8217;anatomia pinnuta. Difficile immaginare, a tal proposito, inchiostro e carta <em>washi<\/em> alla mano, una lezione maggiormente memorabile di questa. Ed un miglior pilastro di supporto, a quello che potrebbe diventare successivamente l&#8217;hobby principale di alcuni. In una civilt\u00e0 come la nostra, fondamentalmente dedita al culto imprescindibile delle immagini. Assieme a tutti coloro i quali, volenti o nolenti, si sono ritrovati a generarle fuori dallo stagno delle proprie origini esistenziali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un certo approccio per tradurre la natura in arte, un determinato metodo per mettere creativit\u00e0 all&#8217;interno di un disegno. 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