{"id":43726,"date":"2026-01-11T06:19:52","date_gmt":"2026-01-11T05:19:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43726"},"modified":"2026-01-11T06:19:56","modified_gmt":"2026-01-11T05:19:56","slug":"per-me-si-va-nellaspro-monte-per-me-si-ascende-al-falso-tempio-della-necropoli-di-myra-in-asia-minore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43726","title":{"rendered":"Per me si va nell&#8217;aspro monte, per me si ascende al falso tempio. Della Necropoli di Myra, in Asia Minore&#8230;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jAbDTS74q58?si=IbKZuOudpkyohzqS\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Necropolis-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43727\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Necropolis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Necropolis-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Necropolis-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Necropolis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Narra il testo dell&#8217;Iliade di come il vecchio re di Licia, Sarpedonte, avesse risposto alla chiamata di Agamennone per la difesa della grande citt\u00e0 di Troia. E di come questo figlio di Zeus e una donna mortale, protetto dagli Dei, avesse affrontato nella mischia il giovane e potente Tlepolemo, del sangue di Eracle in persona. In uno scambio di giavellotti che sarebbe costato la vita al secondo, non senza gravi conseguenze per il primo; allorch\u00e9 il semi-dio della penisola anatolica, giacendo in terra ed ormai prossimo alla dipartita, fu salvato dalla Morte grazie all&#8217;ineludibile intercessione paterna. Se non che nella battaglia successiva, in un assalto dell&#8217;accampamento degli Achei, si sarebbe trovato innanzi la figura inconfondibile di Achille. E scagliandosi contro di lui, venne trafitto da quella tremenda lancia, soltanto per scoprire all&#8217;ultimo minuto che a brandirla non era l&#8217;eroe invincibile in persona bens\u00ec Patroclo, il suo fido compagno. Cos\u00ec ferito, rapito dalla duplice venuta di Tanato (la Morte) ed Ipno (il Sonno) venne trasportato fino alla sua terra nat\u00eca, salvandosi dallo scempio dei cadaveri dei vinti. E l\u00ec venne sepolto, in alto, in fiduciosa attesa che la propria anima ascendesse ad uno stato successivo dell&#8217;esistenza.<br>Molti, tra i suoi compatrioti di quell&#8217;epoca e durante il tempo della Grecia arcaica, fino all&#8217;inizio della fase Ellenistica del IV sec a.C. avrebbero compiuto in passo simile. Nella misura in cui ci \u00e8 dato desumere dai testi di Erodoto ed i suoi contemporanei, per la credenza di questa trib\u00f9 che fossero specifici esseri alati, forse le arpie o altre creature simili, ad agire come psicopompi aprendo ai giusti e ai fortunati le porte della vita dopo l&#8217;esistenza in questa Terra. Un punto di partenza significativo, per capire l&#8217;alto numero di tombe collettive, scavate in quella che costituisce oggi la Turchia meridionale, non dentro le valli bassopiani, bens\u00ec all&#8217;interno di elevati promontori, dirupi, pendii scoscesi. Con un costo in termini di manodopera e risorse decisamente maggiore, basato sull&#8217;impiego di comprovati metodi ingegneristici non particolarmente diffusi nel Mondo Antico. Luoghi tra cui uno dei pi\u00f9 celebri resta senza dubbio la necropoli della citt\u00e0 di Myra, situata nella piana alluvionale alla foce del fiume col suo stesso nome, laddove questo si congiunge finalmente al Mar Egeo. Luogo celebre a suo tempo per le vaste coltivazioni dell&#8217;altrettanto eponimo albero di Muri (la mirra) che aveva sostituito dal punto di vista economico le scorribande dei pirati di un tempo, finanziatori per questo paese privo di terreni coltivabili o altre fonti di reddito evidenti. Ma con una convinzione filosofica profonda: che i defunti non cessassero, semplicemente, di esistere. Bens\u00ec veicolati in modo funzionale ad una residenza loro dedicata, che potesse ricordare il luoghi ameni della vita, potessero persistere tra i propri cari ancora per molti anni o generazioni. Prima che da quel punto privilegiato, potesse compiersi il loro destino finale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mKqTWpTzYbQ?si=_6k9A-e-9leukqoC\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43729\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Estensiva ed architettonicamente notevole, la necropoli di Myra \u00e8 dunque articolata in due segmenti. Il primo, pi\u00f9 imponente, situato lungo il corso del fiume presso il centro cittadino ed il secondo ad un chilometro e mezzo pi\u00f9 ad est, vicino a quello che costitutiva l&#8217;antico approdo portuale. Entrambe caratterizzate dalla stessa svettante caratteristica esteriore: l&#8217;essere state scavate direttamente nella roccia calcarea locale, pietra sedimentaria di origine marina relativamente friabile, facile da scolpire mediante l&#8217;utilizzo di strumenti adeguati. Cos\u00ec che i Lici, all&#8217;interno del proprio intero territorio, avevano a quel punto creato una vera e propria professione attorno a tale pratica, con artigiani ed operai specializzati il cui lavoro partiva dalla parte alta di scogliere o colline, laboriosamente svuotate mentre il reticolo di vuoti e gallerie veniva esteso fino al suolo sottostante. Soltanto perch\u00e9 poi, facendo il passo successivo, potessero procedere alla raffinata decorazione scultorea della facciata risultante, con false colonne in bassorilievo, frontoni ornati, architravi nello stile dei templi. Fino alla creazione, cos\u00ec chiaramente esemplificata, di vere e proprie citt\u00e0 verticali, costellate di camere funerarie rigorosamente ordinate, dove i pi\u00f9 ricchi e potenti risiedevano nel punto pi\u00f9 prossimo all&#8217;ideale ingresso verso l&#8217;aldil\u00e0 celeste. Ma tutti, nessuno escluso, ricevevano frequenti offerte di cibo ed oggetti preziosi, affinch\u00e9 un saldo rapporto tra i due mondi potesse essere tenuto vivido, con soddisfazione e conseguente rassicurazione dei discendenti. Una collocazione totalmente centrale, dunque, nelle logiche urbanistiche del tempo, come desumibile dalla vicinanza della necropoli a strutture di primaria importanza civile, quale il teatro di epoca Romana che impiegava il mare come sfondo, quasi a voler richiamare anche l&#8217;attenzione di coloro che giacevano all&#8217;interno del cimiteriale condominio soprastante. Per non parlare dei molti resti ritrovati sotto tale posizione di strade lastricate, muri e fondazioni, edifici pubblici tra cui il pi\u00f9 recentemente riportato alla luce nel 2025 di un vasto complesso termale, risalente al secondo secolo d.C. Nel corso di uno scavo condotto dall&#8217;archeologo turco Nevzat \u00c7evik, ultimo di una lunga sequenza di studiosi che nel corso dell&#8217;epoca moderna giunsero presso questo luogo av\u00ecto, scoprendone gradualmente i pi\u00f9 notevoli e importanti segreti. A partire dalla prima pubblicazione all&#8217;attenzione europea, tramite i diari ed i disegni del viaggiatore Luigi Mayer, giunto in questi luoghi nel tardo XVIII. Accendendo l&#8217;interesse del collega londinese Charles Fellows, destinato a capeggiare nel 1839 una corposa spedizione in Licia per conto del British Museum, da cui sarebbe tornato con significativi tesori estratti dalle camere dei morti e rinnovate cognizioni in materia agli usi e costumi dei loro discendenti. Particolarmente celebre, tra queste, la notizia che determinate tombe della necropoli di Myra fossero in quell&#8217;epoca relativamente recente ancora dipinte, con vivaci pigmenti rossi, gialli e blu, offrendo uno dei pochi scorci indiretti di quanto erronea sia la pur diffusa cognizione secondo cui le antiche civilt\u00e0 fossero solite circondarsi di bianchi e marmorei monumenti. Con la verit\u00e0 contrapposta che consegue dall&#8217;impossibile conservazione degli antichi patrimoni in ogni aspetto, cos\u00ec come le stesse tombe di Myra avrebbero i propri ricchi affreschi e bassorilievi interni cancellati dallo stolido succedersi delle generazioni. Con soltanto alcune scene di caccia e circostanze guerresche sopravvissute all&#8217;interno di alcune di loro, oltre alle sempre presenti raffigurazioni di Artemide Eleutheria, mitologica protettrice della citt\u00e0 di Myra. Dove in base ai racconti di Erodoto, la societ\u00e0 seguiva un rigido ordine matrilineare (&#8220;i figli prendevano i nomi delle madri&#8221;) ed i pesci giungevano regolarmente a riva, rispondendo al suono dei flauti sacri, per offrire dei responsi oracolari sul futuro dei richiedenti. Un elemento di attrazione per i visitatori di questo fiorente sito, senza dubbio, difficile da riprodurre in altri luoghi!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RBz5ZJzg3Kk?si=vtGaw4nTH58CkSiE\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Theater-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43728\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Theater-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Theater-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Theater-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Myra-Ruins-Theater.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sconfitti assieme agli altri popoli delle coste asiatiche in seguito all&#8217;inevitabile caduta di Troia, i Lici furono cacciati via dalle proprie terre ancestrali, ricomparendo nella narrazione tra i seguaci del condottiero Enea durante il viaggio in mare verso la penisola italiana. Soltanto per finire vittime di una tempesta e conseguente naufragio, in cui persero la vita lo stesso re superstite, Oronte, assieme a buona parte dei suoi uomini maggiormente fidati. Cui sarebbero sopravvissuti soltanto tre discendenti dello stesso Sarpendonte: Antifate, il figlio illegittimo, e due fratellastri, Claro e Temone. Destinati anch&#8217;essi a perire nelle guerre contro i Rutuli di Ardea, guidati dal possente e magnifico sovrano italico, Turno. E cos\u00ec ebbe fine quella lunga discendenza, che oltre al sommo Zeus vantava tra i propri predecessori il mitico Bellerofonte, unico umano dimostratosi capace di sconfiggere la mostruosa chimera, che per tanti secoli aveva tormentato gli abitanti della Licia costiera. <br>Difficile escludere a priori, a questo punto conclusivo della tormentata vicenda, che per intercessione di un qualche essere superno le perdute anime furono portate a ricongiungersi negli alti luoghi, anche in assenza degli opportuni riti e le svettanti, auspicabili dimore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Narra il testo dell&#8217;Iliade di come il vecchio re di Licia, Sarpedonte, avesse risposto alla chiamata di Agamennone per la difesa della grande citt\u00e0 di Troia. 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