{"id":43704,"date":"2026-01-07T06:15:13","date_gmt":"2026-01-07T05:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43704"},"modified":"2026-01-07T06:15:17","modified_gmt":"2026-01-07T05:15:17","slug":"migliaia-di-colonne-sotto-il-suolo-metropolitano-la-cattedrale-delle-acque-al-servizio-della-citta-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43704","title":{"rendered":"Migliaia di colonne sotto il suolo metropolitano: la cattedrale delle acque al servizio della citt\u00e0 di Parigi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6EUXf_16yQg?si=RbawCDxDNkcgKdAU\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43707\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Generalmente fatto risalire all&#8217;epoca della Rivoluzione francese, l&#8217;inizio dell&#8217;epoca contemporanea fu un momento di trasformazione fondamentale non soltanto delle strutture sociali, ma anche la struttura filosofica in grado di governare il rapporto fondamentale tra l&#8217;uomo ed il suo ambiente di appartenenza. Non pi\u00f9 disposti ad accettare passivamente le implicazioni problematiche della natura, fu a partire da allora che i nostri predecessori posero le basi tecniche ed ingegneristiche che avrebbero condotto alla trasformazione sostanziale dei luoghi dove c&#8217;era la maggior concentrazione demografica e di risorse, facilmente identificabili all&#8217;epoca come le grandi capitali europee. Fino al progredire delle decadi e verso la fine del XIX secolo, quando tali centri cittadini videro costruire, ciascuno a suo modo, massicce infrastrutture volte a incrementare la qualit\u00e0 della vita e sicurezza dei rispettivi abitanti. Molte di tali opere furono connesse al rapporto con le acque, cruccio inesauribile nella gestione di simili aspetti abitativi. E sebbene con la nascita dell&#8217;ingegneria civile in senso attuale, tutti fecero ogni cosa, le priorit\u00e0 furono diverse in base al logico contesto e le diverse priorit\u00e0 di riferimento. Londra con la pletora di ponti e sottopassaggi da una parte all&#8217;altra del Tamigi. Roma con gli alti argini destinati a scongiurare le ricorrenti quanto distruttive inondazioni del fiume Tevere. Il grande rinnovamento degli impianti fognari di Madrid. E Parigi, di suo conto&#8230; La citt\u00e0 che pi\u00f9 di ogni altra era stata il simbolo, nelle trasformazioni storiche di allora, del progresso e avanzamento dell&#8217;ingegneria costruttiva, decise allora d&#8217;invertire una tendenza che stava ormai impattando la sua crescita demografica in maniera dolorosa quanto significativa. Le gravi epidemie di colera, dovute ad un approvvigionamento idrico non pi\u00f9 adeguato all&#8217;estensione e quantit\u00e0 di dimore all&#8217;interno della Citt\u00e0 delle Luci, soprattutto in un periodo, all&#8217;indebolimento del Secondo Impero francese di Napoleone III, in cui il conflitto con la Prussia stava avendo un forte impatto sulla stabilit\u00e0 territoriale e la necessit\u00e0 di manodopera efficiente della nazione. Fu allora in condizioni di una vera e propria emergenza, che nel 1869 la figura amministrativa del Prefetto della Senna, il Barone Haussmann, assegn\u00f2 il compito al rinomato ingegnere responsabile del rinnovamento stradale, dei ponti e marciapiedi parigini Eug\u00e8ne Belgrand di edificare un sistema di approvvigionamento idrico capace di convogliare, ed al tempo stesso mantenere elevata la qualit\u00e0 delle acque potabili provenienti dagli strategici acquedotti di Arcueil, Cachan, della Vanne e del Loing. Una struttura imponente e del tutto priva di precedenti su scala globale, che fosse in grado di agire come <em>buffer<\/em> efficiente nei periodi di siccit\u00e0, potendo contenere il prezioso liquido nella misura di 200 milioni di litri, cos\u00ec da coprire facilmente quello che era all&#8217;epoca oltre il 50% dell&#8217;intero fabbisogno cittadino. E fu cos\u00ec che nel distretto verde e sopraelevato del famoso parco meridionale di Montsouris, corrispondente grossomodo all&#8217;attuale 14\u00b0 arrondissement sulla riva sinistra della Senna, si cominci\u00f2 a scavare in profondit\u00e0 con un significativo impianto di mezzi e persone&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wHAM7wV3SZs?si=BwMmlEwk2PcuP8aw\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Story-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43706\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Story-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Story-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Story-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Story.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Monumentale, spettacolare, imponente e iconica sono soltanto alcuni degli aggettivi attribuibili alla struttura ancora oggi utilizzata del R\u00e9servoir de Montsouris, cisterna urbana al tempo stesso antica e funzionale, al punto da essersi trovata del tutto conforme agli standard di utilizzo attuali, sebbene a seguito dell&#8217;implementazione di alcuni significativi ammodernamenti. Ci\u00f2 nonostante dal punto di vista estetico, le sue parti sopra e sotto il livello del suolo rimangano tutt&#8217;ora chiaramente caratterizzate da un gusto estetico desueto, che vedeva i beni al servizio pubblico come una sorta di palazzo dedicato al popolo, in cui la priorit\u00e0 conforme a particolari stili rappresentava una potente spinta identitaria verso l&#8217;invocazione di una percepita identit\u00e0 nazionale. Ed \u00e8 cos\u00ec che per il soffitto della lanterna, l&#8217;edificio rettangolare lungo la <em>rue de la Tombe-Issoire<\/em> concepito come punto d&#8217;accesso al regno ctonio sottostante, fu coinvolto fin da subito il rinomato ceramista Janin Fr\u00e8res et Gu\u00e9rineau, autore di una serie di variopinti stemmi che richiamano rispettivamente la citt\u00e0 parigina e il nome delle diverse fonti da cui giungevano le acque contenute nella cisterna da una distanza massima di fino a 130 Km lineari. Procedendo dunque nello scavo al di sotto del suolo calcareo, l\u00e0 dove la luce del sole non poteva giungere ad incrementare il profilo della contaminazione batterica di tale preziosa risorsa, l&#8217;ipotetico visitatore sarebbe dunque andato incontro alla grotta ruvida del vecchio truitometro, una sorta di laboratorio <em>ante-litteram<\/em> in cui la purezza idrica veniva giudicata sulla base di un sistema semplice quanto efficace. Trote contenute in un acquario, in quel contesto, avrebbero nuotato nella stessa linfa destinata ad irrorare gli acquedotti di Parigi, circondati da una griglia elettrica sensibile al contatto diretto. Allorch\u00e9 ogni qualvolta i pesci avessero iniziato a indebolirsi, causa inquinamento o altri fattori di rischio tangenti, incapaci di nuotare essi avrebbero finito per toccarla, scatenando immediatamente l&#8217;allarme dei tecnici responsabili d&#8217;implementare le opportune contromisure. Approccio consistente, grazie alla previdenza del costruttore Belgrand, nella chiusura di uno dei multipli compartimenti stagni previsti nella cisterna vera e propria, ciascuno svuotabile mediante scarico diretto all&#8217;interno della Senna antistante. Ma \u00e8 dunque procedendo verso il basso in questo mondo sepolto, che le proporzioni di una simile struttura tendono gradualmente a rendersi del tutto palesi. Con il vasto ambiente esteso sotto un prato verdeggiante e ancora oggi mantenuto sgombro di 3,5 ettari, suddiviso sui due livelli sovrapposti della cisterna propriamente detta, coperta da un soffitto a volte parallele lunghe e strette, concettualmente non dissimile dal tipo di architettura associata alle pi\u00f9 imponenti cattedrali dell&#8217;epoca pre-moderna. Un ambiente sterminato e parzialmente oscuro caratterizzato dalla presenza di ben 1.800 pilastri, dove il rumore dell&#8217;acqua si mescola a quello di tonfi lontani e suoni indefinibili, tali da lasciar immaginare l&#8217;ingresso in un misterioso labirinto frutto di priorit\u00e0 architettoniche dimenticate. Cos\u00ec come gli occasionali quanto fortunati turisti amavano fare, almeno fino all&#8217;anno 2001&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aojS3UNXJRI?si=hMK1pOPHodSCyQ5o\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Features-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43705\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Features-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Features-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Features-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2026\/01\/Reservoir-de-Montsouris-Features.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u00c8 in effetti una rara sovrapposizione tra bene culturale ed infrastruttura logistica primaria, quello che sussiste per il serbatoio di Montsouris, per cui le occasioni di apertura al pubblico furono gradualmente ridotte ai soli giorni di festivit\u00e0 nazionali particolari ed in seguito chiuse del tutto, poco tempo dopo l&#8217;inizio del nuovo millennio. Per la ragionevole quanto condivisibile necessit\u00e0 di mantenere al sicuro l&#8217;approvvigionamento idrico urbano, questione ancora oggi delicata nonostante le acque giungano gi\u00e0 depurate presso questo e gli altri principali siti di stoccaggio cittadini, dove il passaggio \u00e8 comunque tanto rapido e l&#8217;accumulo cos\u00ec raro, da rendere difficile prevenire eventuali incidenti di percorso inclini a palesarsi in questo stadio finale. Cos\u00ec come brevemente temuto fosse stato necessario, senza fortunatamente alcuna conseguenza reale, all&#8217;inizio dell&#8217;anno 2023 a causa dei misteriosi intrusi entrati nella cisterna, soltanto per lasciare una lettera di scuse relativa al fatto di essere animati dalla propria curiosit\u00e0 esplorativa. Il che non imped\u00ec, d&#8217;altronde, l&#8217;implementazione emergenziale di cospicue quanto dispendiose misure d&#8217;ispezione chimica del contenuto dei serbatoi.<br>Problemi attuali di citt\u00e0 in cui l&#8217;infrastruttura non \u00e8 pi\u00f9 un bene parallelo alla comune necessit\u00e0 di sopravvivenza nel quotidiano, bens\u00ec condizione necessaria alla stessa continuit\u00e0 di luoghi sovraffollati e caotici, dove la civilt\u00e0 ha raggiunto al tempo stesso le pi\u00f9 alte vette, assieme alle connotazioni pi\u00f9 gravose del suo funzionamento tecnico inerente. Giacch\u00e9 l&#8217;ambiente naturale non prevede che milioni di persone possano tranquillamente vivere all&#8217;interno di un ristretto territorio. A meno che quest&#8217;ultimo venga sostanzialmente trasfigurato verso regni e spazi inusitati, a partire da ci\u00f2 che un tempo avrebbe potuto meramente rappresentare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Generalmente fatto risalire all&#8217;epoca della Rivoluzione francese, l&#8217;inizio dell&#8217;epoca contemporanea fu un momento di trasformazione fondamentale non soltanto delle strutture sociali, ma anche la struttura filosofica in grado di governare il rapporto fondamentale tra l&#8217;uomo ed il suo ambiente di appartenenza. 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