{"id":43634,"date":"2025-12-26T06:10:42","date_gmt":"2025-12-26T05:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43634"},"modified":"2025-12-26T06:10:47","modified_gmt":"2025-12-26T05:10:47","slug":"il-seme-sotterraneo-del-melone-che-vegeta-in-attesa-del-piu-sensibile-tra-i-nasi-africani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43634","title":{"rendered":"Il seme sotterraneo del melone che vegeta in attesa del pi\u00f9 sensibile tra i nasi africani"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Cucumis-Humifructus.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"483\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Cucumis-Humifructus-500x483.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43637\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Cucumis-Humifructus-500x483.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Cucumis-Humifructus-768x742.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Cucumis-Humifructus.jpg 1045w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Tra i recessi del terreno semi-arido agli estremi margini della savana, presso la Namibia, lo Zimbabwe, il Sudafrica, una pianta in mezzo a molte altre aveva lungamente suscitato la perplessit\u00e0 degli scienziati: la zucchetta per la prima volta descritta nel 1927 con il nome <em>Cucucumis humifructus<\/em>, inserita per la superficiale somiglianza del suo frutto nello stesso genere del cantalupo, il tipico melone dei nostri pranzi d&#8217;estate. Ma mai coltivato e virtualmente impossibile da coltivare, causa il singolare comportamento botanico che caratterizza una tale specie, per cos\u00ec dire&#8230; Sepolta. Con l&#8217;approccio morfologico di un rampicante, quasi sempre privo di un punto d&#8217;appoggio, la piantina cresce dunque in parallelo al suolo, rapida e piena d&#8217;intento. Fino alla necessaria costituzione del peduncolo a forma di freccia, che istantaneamente inizia a spingere in maniera perpendicolare verso il basso. E fin qui niente di strano, almeno in linea di principio. Bench\u00e9 rara, la fruttificazione occulta \u00e8 una legittima soluzione evolutiva, usata per esempio dalle arachidi per mantenere i propri semi al sicuro dalle fluttuazioni climatiche e lo sguardo indiscreto dei predatori. Eppure a seguito di un mero studio coscienzioso, a circa cento anni dalla data odierna gi\u00e0 i naturalisti giunsero a notare la sostanziale anomalia di fondo. Giacch\u00e9 l&#8217;<em>humifructus<\/em>, diversamente dai 4-5 centimetri scavati in condizioni ottimali dall&#8217;<em>Arachis hypogaea<\/em>, aveva la tendenza a spingersi a profondit\u00e0 di fino a sei volte tanto. Semplicemente troppi perch\u00e9 la pianta risultante dal processo riproduttivo monoico (un solo individuo, fiori di entrambi i sessi) potesse aspirare a sopravvivere fino alla gloriosa emersione, a questo punto comparabile alla mano stereotipica che sbuca con un trillo roboante, nei film sui morti redivivi che tornano a camminare sulla Terra. E ci\u00f2 senza entrare neppure nel merito della quantit\u00e0 di energia inerentemente maggiore che occorre per spezzare ed aprire letteralmente un peponide, la categorie di bacche sovradimensionate dalla dura scorza cui appartiene per l&#8217;appunto il melone. Dopo un primo periodo di smarrimento, fu perci\u00f2 a partire dagli anni &#8217;60 e per il tramite di ecologi del calibro di J. H. Grobler e Richard Cowling, che si pens\u00f2 per la prima volta a volgere lo sguardo in direzione del sapere popolare degli indigeni all&#8217;interno di quel vasto areale di appartenenza. Tra i quali vigeva l&#8217;usanza, fin da tempo immemore, di definire tale frutto con l&#8217;appellativo nelle rispettive lingue di &#8220;Melone del maiale di terra\/<em>aardvark<\/em>.&#8221; Il caratteristico formichiere notturno dal lungo naso serpentino, le orecchie da coniglio, il corpo tozzo e le unghie straordinariamente sviluppate. Una creatura equipaggiata in modo pratico dalla natura, in altri termini, per scavare al di sotto della nuda superficie della fertile torba equatoriale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9VPRiu9Evs8?si=cEKFNg0_N6LUfrQs\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Feeding-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43635\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Feeding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Feeding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Feeding-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Feeding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ecco a voi, per tutto questo, l&#8217;importante corollario di un enigma. Letterale fossile vivente, che costituisce l&#8217;ultimo superstite del suo genere e della sua famiglia tassonomica, l&#8217;aardvark o oritteropo (come viene anche detto in italiano) \u00e8 stato lungamente considerato un caso di evoluzione convergente in relazione al formichiere gigante sudamericano, il quale pur essendo privo di qualsiasi tipo di parentela fuori dalla mera appartenenza alla classe dei mammiferi, vanta uno stile di vita simile, e  una dieta comparabile preferibilmente costituita da grandi colonie di insetti eusociali, quali termiti o per l&#8217;appunto, formiche. Eppure il nostro amico del Vecchio Mondo risultava stranamente caratterizzato, oltre che da una dimensione esponenzialmente minore raramente in grado di superare il metro e mezzo di lunghezza, dal possesso di una dentatura adatta alla masticazione con alcuni molari nella parte posteriore della bocca, qualcosa che comunemente tenderemmo a giudicare vestigiale o del tutto inutile in insettivoro obbligato come la notevolmente atipica creatura in oggetto. Laddove l&#8217;oritteropo risulta di suo conto preoccupato di un fattore che il suo distante collega pu\u00f2 tranquillamente mettere in secondo piano, ovvero la necessit\u00e0 di reperire fonti d&#8217;acqua sufficienti ad idratarsi in questi territori dove i centimetri di pioggia annuali non superano mai i 500, ovvero circa la met\u00e0 della media italiana o un quarto di quelli che cadono in un luogo come il Brasile. Ed \u00e8 proprio questa l&#8217;importanza, dal suo punto di vista, del <em>Cucumis <\/em>dal suggestivo nome di <em>humifructus<\/em>, costituente per l&#8217;appunto un&#8217;importante e quasi esclusiva risorsa di umidit\u00e0 pronta da cogliere per tutto l&#8217;estendersi dei lunghi mesi estivi. Il che ha portato alla singolare quanto efficiente casistica di convergenza evolutiva: da una parte il melone che ha imparato a seppellire se stesso, per sfuggire alla predazione distruttiva di creature come il facocero o il porcospino, le cui dentature molto sviluppate frantumano e distruggono letteralmente i semi nel processo di masticazione del frutto in questione. E dall&#8217;altra l&#8217;appropriatamente soprannominato &#8220;maiale&#8221; di terra, il cui naso estremamente sensibile consente di scovare la curcurbitacea fin irragionevoli distanze, il cui scavo delicato ed attento evita comunemente di danneggiarla, cos\u00ec come la tendenza ad ingoiarne pezzi soltanto parzialmente sminuzzati, pronti al successivo rilascio mediante la fondamentale defecazione finale. Non ci volle dunque molto a partire da tale presa di coscienza, nel ventennio successivo ai primi sopracitati approfondimenti e fino alla pubblicazione degli studi sul mutualismo indiretto del naturalista di Citt\u00e0 del Capo Richard J. Dean, per iniziare ad esplorare la correlazione di questa pianta e questo animale come un raro caso di evoluzione parallela, in cui la prima imparava sempre meglio a nascondersi e il secondo, grazie alla propria prestanza sensoriale incomparabile, a scovarla nella maggior parte delle circostanze latenti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/d9fGYQoPBqc?si=6G7HMEt8dHVPHarg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Foraging-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43636\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Foraging-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Foraging-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Foraging-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Aardvark-Foraging.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Tra i 9 ed 11 turbinati all&#8217;interno delle cavit\u00e0 nasali, ovvero pi\u00f9 del doppio di quelli posseduti dal cane, ed un epitelio percettivo che si estende fino al bulbo porcino i quel naso direzionabile come l&#8217;imboccatura di un aspirapolvere, sono ben pochi gli animali fuori e dentro l&#8217;Africa che possano competere con la straordinaria capacit\u00e0 olfattiva dell&#8217;oritteropo, andando ben oltre le esigenze comunemente necessarie all&#8217;individuazione di una dimora di tutti quegli imenotteri o prolifici blattoidea. <br>Ed \u00e8 perci\u00f2 tanto maggiormente utile, nonch\u00e9 del tutto razionale raggiungere la conclusione che l&#8217;esistenza continuativa del <em>C. humifructus<\/em> in questo mondo superstite sia strettamente collegata alla buona salute dei loro giardinieri d&#8217;eccezione con proboscide. Cos\u00ec come sarebbe stato all&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico ed in base alla nozione tanto spesso ripetuta per il mutualismo tra il piriforme avocado e l&#8217;unghiato <em>Megatherium<\/em>, famoso bradipo gigante del Pleistocene. Almeno fino all&#8217;affermarsi della temibile specie <em>Homo Sapiens<\/em>, incline allo sterminio del secondo come preda di epiche battute di caccia, nonch\u00e9 alla vigente pratica di coltivare il residuale frutto, semplicemente troppo utile (e gustoso) per lasciarlo sconfinare gradualmente verso il baratro irrecuperabile dell&#8217;estinzione. Ipotesi dalla verifica indubbiamente difficoltosa, tanto che oggigiorno sono in molti tra gli studiosi ad averle accantonate tra le molteplici possibilit\u00e0 speculative degli eoni trascorsi. Come non succeder\u00e0 mai, si spera, per il caso di questo leggendario melone. Per cui l&#8217;osservazione diretta, se non propriamente alla portata di chiunque, pu\u00f2 bastare per raggiungere la gloriosa conferma pratica del complesso quanto imperscrutabile piano della Natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i recessi del terreno semi-arido agli estremi margini della savana, presso la Namibia, lo Zimbabwe, il Sudafrica, una pianta in mezzo a molte altre aveva lungamente suscitato la perplessit\u00e0 degli scienziati: la zucchetta per la prima volta descritta nel 1927 con il nome Cucucumis humifructus, inserita per la superficiale somiglianza del suo frutto nello &#8230; <a title=\"Il seme sotterraneo del melone che vegeta in attesa del pi\u00f9 sensibile tra i nasi africani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43634\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il seme sotterraneo del melone che vegeta in attesa del pi\u00f9 sensibile tra i nasi africani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,125,818,1826,6133,2312,3870,5474,187,1097,1887,1617,6240,4414,1958,109,8503,190,1500,2010,495,331,78,3549,1366,3534,89,2189,364,615,1522],"class_list":["post-43634","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-animali","tag-biologia","tag-botanica","tag-cooperazione","tag-creature","tag-cucurbitacee","tag-dispersione","tag-ecologia","tag-evoluzione","tag-formichieri","tag-frutti","tag-meloni","tag-mutualismo","tag-namibia","tag-natura","tag-oritteropo","tag-piante","tag-processi","tag-ricerca","tag-savana","tag-scavo","tag-scienza","tag-semi","tag-sottosuolo","tag-specie","tag-strano","tag-studi","tag-sudafrica","tag-vegetali","tag-zimbabwe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43634"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43638,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43634\/revisions\/43638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}