{"id":43550,"date":"2025-12-11T06:18:52","date_gmt":"2025-12-11T05:18:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43550"},"modified":"2025-12-11T06:18:55","modified_gmt":"2025-12-11T05:18:55","slug":"la-tripla-scala-elicoidale-dentro-il-pozzo-che-conduce-alla-fortezza-sulle-bianche-scogliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=43550","title":{"rendered":"La tripla scala elicoidale dentro il pozzo che conduce alla fortezza sulle Bianche scogliere"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y592m9YwUcA?si=Sjo4Sf-4W6rsjDBF\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Grand-Shaft-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43552\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Grand-Shaft-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Grand-Shaft-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Grand-Shaft-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Grand-Shaft.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un foro verticale che si apre nel terreno erboso, definito in modo popolare The Bowl, la ciotola. Dove in determinati periodi dell&#8217;anno al pubblico \u00e8 permesso avventurarsi, tramite il possibile sentiero d&#8217;accesso di tre adiacenti scalinate dalla forma circolare. Proprio qui, non troppo distante dagli alloggi dei soldati non pi\u00f9 esistenti, a loro volta collegati ai profondi scavi ed edifici residui di una delle prime e pi\u00f9 notevoli fortificazioni dell&#8217;Inghilterra Moderna. Al termine della discesa, dunque, una comune strada cittadina, originariamente territorio d&#8217;innumerevoli taverne e cosiddette case di malaffare. Di sicuro, un collegamento tanto diretto e nascosto a sguardi indiscreti tra l&#8217;alto castello necessario e il centro esatto di un insediamento portuale non era in genere comune nella pianificazione della difesa di una nazione. Bench\u00e9 nessuno avrebbe potuto negare l&#8217;esigenza fortemente percepita che aveva portato alla costruzione delle Western Heights, possenti mura sopra quelle costruite dalla stessa Natura nell&#8217;irto tratto di costa doveriano.<br>La fine del XVIIII secolo fu l&#8217;epoca in cui le antiche ostilit\u00e0 tra Francia e Inghilterra, impiegate come punto di partenza per molti ambiziosi e irrealizzati progetti di conquista durante gli anni dell&#8217;Ancien R\u00e9gime. Finalit\u00e0 considerata irrealizzabile per lunghi anni fino al 1779, quando all&#8217;apice dei conflitti scaturiti dalla Dichiarazione d&#8217;Indipendenza Statunitense una nuova alleanza tra il governo di Luigi XVI diede support\u00f2 un&#8217;alleanza ritrovata con la Spagna, mirata a costituire una grande flotta che avrebbe dovuto, idealmente, approdare sulla terra emersa di Wight, per poi catturare la base navale di Portsmouth e marciare incontrastati verso la capitale. Fattori contingenti, tra cui difficolt\u00e0 climatiche nonch\u00e9 lo scoppio di un&#8217;epidemia, impedirono il concretizzarsi del progetto. La ritrovata unit\u00e0 nazionale sorta successivamente alla Rivoluzione costitu\u00ec perci\u00f2 la base di molti paralleli progetti, mirati a realizzare il concetto meramente teorico di un Impero che potesse estendere i propri confini al di qualche limitata colonia in Africa e nel Nuovo Mondo. Con la nascita della monarchia costituzionale nel 1791 fu steso un ulteriore piano che avrebbe avuto inizio con lo sbarco in Irlanda il quale, ancora una volta, fall\u00ec a causa di tempesta inaspettate e mancanza di coordinamento.  La ritrovata unit\u00e0 nazionale sorta successivamente alla Rivoluzione, ed ancor pi\u00f9 in seguito grazie all&#8217;ascesa incontrastata di Napoleone, costituirono perci\u00f2 la base di molti paralleli progetti, mirati a realizzare finalmente quel concetto meramente teorico di un Impero senza rivali dentro e fuori dai confini europei. Ci\u00f2 port\u00f2 al rinnovato &#8220;Grande Piano&#8221;, largamente noto e discusso da ambo i lati per almeno mezza decade a partire dal 1798, mediante cui i francesi avrebbero attraversato la Manica con un qualche tipo di flottiglia, pallone aerostatico o speciale zattera fortificata, previa potenziale messa in opera di un sofisticato piano di diversione ai danni della flotta inglese. Ci\u00f2 che i loro acerrimi nemici settentrionali sapevano anche troppo bene, tuttavia, era come per riuscirci essi non avrebbero potuto fare a meno di conquistare il porto di Dover, aggirando o superando in qualche modo un ostacolo paesaggistico di entit\u00e0 tutt&#8217;altro che trascurabile: l&#8217;eponima, candida scogliera gi\u00e0 alla base d&#8217;innumerevoli fortificazioni costruite sia in epoca Romana che nei tempi del Medioevo. E fu qui, in maniera pienamente condivisibile, che all&#8217;ufficiale degli Ingegneri di sua Maest\u00e0, William Twiss, venne dato l&#8217;incarico di costruire il complesso destinato a ricevere, ancora una volta, il leggendario soprannome di chiave d&#8217;accesso per la sacra terra di Albione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ANzBgDejgvE?si=KC1z0ORWNLjSSiio\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Redoubt-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43553\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Redoubt-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Redoubt-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Redoubt-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Redoubt.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il curriculum di Twiss, gi\u00e0 ideatore e costruttore della disseminata costellazione delle torri Martello, piccole fortezze a forma di barile ispirate alla soluzione simile impiegata nelle coste della Corsica mediterranea, fu quindi il punto di partenza per un progetto complesso, letteralmente stratificato in senso verticale onde sfruttare al meglio le caratteristiche particolari del sito. A partire dalla Cittadella ad ovest del punto cruciale posta in opera originariamente nel 1780 e poi significativamente ampliata a partire dall&#8217;inizio del XIX secolo, quando i giornali parlavano ormai quasi quotidianamente della  probabile venuta dei francesi in armi e il loro proclamato intento di conquista. Costruita con alte mura dalle molte feritoie ed alloggiamenti per pezzi d&#8217;artiglieria, l&#8217;imponente edificio dotato di cortile centrale era stato concepito al fine di alloggiare svariate migliaia di soldati, il cui primo compito fu quello di scavare e ampliare ulteriormente le ridotte fortificate ed i plurimi fossati secchi fino a un&#8217;ulteriore bastione posto a oriente della scogliere, affinch\u00e9 nessun nemico potesse prendere facilmente la loro posizione incontrastata di dominio sul paesaggio urbano antistante. Entro il 1803, con lo scoppio delle guerre Napoleoniche, il labirinto di fortificazioni dei Western Heights continu\u00f2 a crescere senza particolari battute d&#8217;arresto, allorch\u00e9 lo stesso Twiss ritenne opportuno segnalare un aspetto di primaria importanza ai suoi supervisori del Comando Maggiore: tanto alta e irraggiungibile era diventata la fortezza principale, che i suoi occupanti avrebbero necessitato di cruciali dozzine di minuti, se non ore, al fine di organizzare un qualche tipo di resistenza efficace tra le strade strategicamente complesse della cittadina di Dover. Il che fu giudicato problematico al punto da motivare la costruzione di un&#8217;innovativo sistema infrastrutturale. La Grand Shaft o grande Apertura fu costruita perci\u00f2 a partire dal 1806, sotto una pioggia battente che non accennava a smettere in quell&#8217;anno sfortunato, tramite l&#8217;impiego di un pesante carico di marmo di Purbeck. Dovendo contrastare pi\u00f9 di un crollo a causa delle difficili condizioni climatiche, le maestranze coinvolte riuscirono d&#8217;altronde a far materializzare il complicato disegno ad un costo di &#8220;sole&#8221; 3.221 sterline, 700 meno di quelle originariamente prospettate. Il triplo sistema di discesa, probabilmente concepito in origine come soluzione idonea alla discesa di un maggior numero di soldati allo stesso tempo, era fornito di un pozzo centrale di ventilazione ed illuminazione, su cui numerose finestre si aprivano a intervalli regolari, offrendo uno scorcio particolarmente valido in merito alle vette raggiungibili dall&#8217;architettura costruita per intenti meramente utili ad uno scopo preciso. Soltanto in epoca successiva, durante il periodo Vittoriano, nacque l&#8217;idea secondo cui in caso di necessit\u00e0 i diversi punti di accesso sarebbero stati messi a disposizione in caso di emergenza per l&#8217;evacuazione separata degli ufficiali di alto grado, i sergenti, i soldati e le rispettive fidanzate o mogli.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NxYe79vas5A?si=WVELDqqVfgmhQa2R\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Citadel-Complex-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43551\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Citadel-Complex-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Citadel-Complex-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Citadel-Complex-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/12\/Western-Heights-Citadel-Complex.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Non prima, d&#8217;altro canto, che le circa 240.000 sterline investite complessivamente per la fortezza cominciassero a sembrare una spesa superflua, per lo meno nell&#8217;immediato. Questo per il modo in cui il progetto napoleonico di controllare la Manica per un totale di sei ore, cos\u00ec da poter inviare la sua flotta a minacciare le Indie Occidentali (i Caraibi) aveva trovato la fase culminante nella cruciale battaglia di Trafalgar, in cui l&#8217;ammiraglio Nelson and\u00f2 incontro e sabot\u00f2 il rinomato impeto dello stratega imperiale in prossimit\u00e0 della costa meridionale di Spagna, in quel fatidico 1805. Per la nascita di una leggenda individuale, nonch\u00e9 l&#8217;utile dimostrazione di come, a partire da quel momento, il dominio incontrastato dei mari sarebbe appartenuto soprattutto ai detentori dell&#8217;antica Pietra scozzese trasportata periodicamente all&#8217;Abbazia in base agli antichi rituali. Centro culturale di un polo di potere, rigorosamente monarchico dopo qualche incidente e transitorie decapitazioni, destinato a raggiungere i recessi delle mappe dove giorno e notte apparivano del tutto sincronici ed al tempo stesso complementari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un foro verticale che si apre nel terreno erboso, definito in modo popolare The Bowl, la ciotola. Dove in determinati periodi dell&#8217;anno al pubblico \u00e8 permesso avventurarsi, tramite il possibile sentiero d&#8217;accesso di tre adiacenti scalinate dalla forma circolare. 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