{"id":42971,"date":"2025-09-02T06:16:46","date_gmt":"2025-09-02T04:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42971"},"modified":"2025-09-02T06:16:49","modified_gmt":"2025-09-02T04:16:49","slug":"il-viaggio-speculativo-della-wustenschiff-ipernave-veicolare-trans-sahariana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42971","title":{"rendered":"Il viaggio speculativo della W\u00fcstenschiff, ipernave veicolare trans-sahariana"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hBlVosfvEgQ?si=IPGOLR3gsfu-fbZZ\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Desert-Ship-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42972\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Desert-Ship-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Desert-Ship-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Desert-Ship-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Desert-Ship.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In una rassegna d&#8217;invenzioni pubblicata nell&#8217;ottobre del 1931 dalla rivista statunitense Modern Mechanics, figura in un angolo l&#8217;accattivante dicitura: &#8220;Prova che la Terra \u00e8 tonda per vincere 5.000 dollari!&#8221; Poche sembravano essere le cose certe, chiaramente, nel primo terzo del secolo scorso. Ma il numero \u00e8 famoso soprattutto per l&#8217;illustrazione soprastante, consistente della variopinta immagine di quello che parrebbe essere, a tutti gli effetti, un transatlantico dotato di ruote imponenti. La nave bianca e verde, dalle borchie proporzionalmente cubitali tinte di un colore rosso accesso, sormontata da una plancia di comando con tanto di torre\/antenna soprelevata, almeno in apparenza presa in prestito direttamente da una corazzata della grande guerra. Una piccola figura umana in primo piano, nel frattempo, permette di apprezzare le palesi dimensioni del vascello, in tutto e per tutto simile ad un edificio che cammina. Conforme per tenore, stile e scelte cromatiche alla pagina di un fumetto di fantascienza, l&#8217;oggetto misterioso viene tuttavia caratterizzato dalla dicitura: &#8220;Una Nuova Nave del Deserto. Vedi Pagina 76&#8221;. Suscitando l&#8217;eccitante sospetto, coadiuvato dalle cognizioni possedute sull&#8217;estremo ottimismo tecnologico di quel particolare periodo storico, che qualcosa di simile abbia effettivamente occupato il tavolo da disegno di un vero ingegnere. O ancor pi\u00f9 probabilmente, la figura oggi messa in secondo piano di un inventore, costruttore della propria eredit\u00e0 in termini di brevetti intitolati a suo nome. Ed \u00e8 soltanto sfogliando il raro periodico, il cui valore sui siti d&#8217;aste parrebbe superare agevolmente i 2.000 dollari, che si guadagna l&#8217;opportunit\u00e0 di associare il mostro meccanico ad un nome, possibilmente gi\u00e0 sentito in precedenza. Johann Christoph Bischoff (di Kiel) quasi omonimo del sacerdote che aspirava ad essere il capo religioso del Terzo Reich, laddove nella realt\u00e0 dei fatti la vigente egemonia nazista non parrebbe aver avuto nessun tipo di collegamento diretto con l&#8217;aspirazione principale di costui. Creativo per carriera, tra le cui opere d&#8217;ingegno coeve risulta possibile individuare un sistema di refrigerazione chimico dell&#8217;aria, antesignano della successiva aria condizionata. Possibile punto di partenza per la cognizione, certamente originale all&#8217;epoca, che fosse possibile viaggiare attraverso un arido deserto in condizioni di assoluto comfort individuale. Del tutto simile all&#8217;esperienza dei passeggeri di un vascello tra le onde degli oceani che dividono i continenti. Non si conoscono a tal proposito precise date per l&#8217;inizio del progetto relativo alla cosiddetta W\u00fcstenschiff (letteralmente: Nave del Deserto) sebbene un primo <em>pamphlet <\/em>illustrato in lingua tedesca riporti la data del 1932, accompagnato spesso nelle antologie da una foto dell&#8217;inventore in questione, con un dettagliato modellino in scala del meccanismo risalente al 1931. Altre pubblicazioni online parrebbero d&#8217;altronde risalire ancor pi\u00f9 addietro, all&#8217;anno 1927 per una versione preliminare dalle proporzioni finali ridotte, sebbene sembrino carenti le effettive prove documentali a sostegno di tale idea. Stiamo in effetti parlando di una di quelle creazioni che mai avrebbero potuto lasciare lo stadio di prototipo, essendo basata su alcune cognizioni non del tutto realizzabili ed almeno in parte scevra di rispetto nei confronti della matematica, a discapito del probabile risultato finale. Il che non pu\u00f2 certo impedirci, d&#8217;altra parte, di restare catturati dalla notevole visione di quest&#8217;uomo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Illustration-scaled.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"333\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Illustration-500x333.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42973\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Illustration-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Illustration-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Illustration-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Illustration-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Si usava dire nell&#8217;antichit\u00e0 che l&#8217;Europa e l&#8217;Africa fossero divise da due mari: quello fatto d&#8217;acqua, il Mediterraneo e quello fatto di sabbia, vasto quasi tre volte tanto, del vasto deserto in grado di spezzare in due un continente. Non che sussistessero metodologie, comparativamente praticabili, per attraversare agevolmente il secondo, appannaggio pressoch\u00e9 esclusivo di quei popoli capaci di sfruttare la prestanza fisica dei cammelli, onde approdare nelle remote &#8220;isole&#8221; delle oasi e comunit\u00e0 irrimediabilmente inaccessibili e remote. Animali che dovevano essere lungamente addestrati, nonch\u00e9 acclimatati alle specifiche condizioni del territorio in base alle zone sabbiose oggetto di ciascuna spedizione carovaniera. Ed era questa, la barriera che pi\u00f9 di ogni altra Bischoff presumeva di poter abbattere, grazie all&#8217;ingegno frutto dell&#8217;inarrestabile modernit\u00e0 industriale. La W\u00fcstenschiff nella sua versione pienamente realizzata avrebbe misurato 60 metri di lunghezza, per un 18 di altezza e sarebbe stata suddivisa in tre ponti sovrapposti pi\u00f9 uno spazio sovrastante equamente distribuito tra gli alloggi dell&#8217;equipaggio ed uno spazio panoramico per osservare lo scorrere delle dune durante il conveniente attraversamento. Con una capacit\u00e0 massima di 300 passeggeri, idealmente ridotti di numero fino all&#8217;ottenimento di spazi individuali da suddividere in due classi di viaggiatori, il gargantuesco veicolo sarebbe stato spinto innanzi da una coppia d&#8217;imponenti motori diesel dell&#8217;azienda tedesca Maybach, comunemente associata alla produzione di dirigibili e carri armati. Tali impianti dalla potenza ignota, bench\u00e9 probabilmente rivista verso l&#8217;alto a fronte di una riprogettazione ad hoc, avrebbero spinto il vascello in questione ad una plausibile velocit\u00e0 di 15-25 Km\/h, senza la gravosa necessit\u00e0 di soste occasionali previste dalle precedenti alternative animali. Ci\u00f2 grazie all&#8217;impiego, indubbiamente benefico per le rotte nell&#8217;alto deserto, delle imponenti ruote metalliche del diametro di 15 metri, prive di pneumatici, pensate dall&#8217;inventore al fine di massimizzare la trazione sulla sabbia friabile ed al tempo scongiurare eventuali sprofondamenti. Un approccio in effetti opposto a quello successivo, che avrebbe visto i veicoli del deserto utilizzare ruote dal diametro comune ma dotate di battistrada allargato, e gomme parzialmente sgonfie per ottenere una superficie di contatto pi\u00f9 ampia. Ma che faceva correttamente a meno dei cingoli, gi\u00e0 provati all&#8217;epoca come inadatti alle circostanze desertiche, per la rapidit\u00e0 con cui tendevano a usurarsi e subire guasti meccanici in quel particolare contesto d&#8217;impiego.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Model-Prototype.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Model-Prototype-500x350.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42974\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Model-Prototype-500x350.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Model-Prototype-768x538.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/09\/Wustenschiff-Model-Prototype.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La nave fu presumibile destinazione di risorse finanziarie non indifferenti dal punto di vista del suo creatore Bischoff, che nel periodo della Repubblica di Weimar si affrett\u00f2 ad ottenere i brevetti della sua creazione nel maggior numero di paesi possibili, inclusi tutti quelli che vantavano interessi coloniali africani. Giusto in quegli anni era stata dimostrata, d&#8217;altra parte, la notevole potenzialit\u00e0 economica dei servizi di trasporto nei deserti, grazie al successo commerciale della compagnia Nairn operante tra Beirut e Baghdad (<a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42343\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi articolo precedente<\/a>) accorciando il tipo di distanze che prima di allora, nessuno avrebbe mai pensato di poter percorrere senza una preparazione specifica e molti anni di esperienze pregresse. L&#8217;effettiva difficolt\u00e0 nella realizzazione pratica di un progetto tanto mastodontico, unita agli ostacoli ragionevolmente insuperabili per il suo funzionamento in modo sperato, portarono tuttavia le tempistiche di realizzazione ad allungarsi ancora e ancora. Sebbene ad oggi esistano veicoli dalla classe di peso comparabile, vedi i camion da miniera dal peso a pieno carico di oltre 800 tonnellate, simili veicoli hanno la mansione principale di spostarsi su tragitti relativamente brevi, sfruttando strade preventivamente costruite in base ai pi\u00f9 avanzati crismi dell&#8217;industria contemporanea. Ed assai difficilmente i loro autisti potrebbero mai pensare di avventurarsi, come in un racconto di fantascienza di Jules Verne, oltre le ultime sponde fino alle distese delle sabbie infinite. Dove soltanto due possibili risultati aspettano i coraggiosi al volante: il successo imperituro, o la sconfitta potenzialmente fatale. Ma l&#8217;inizio della seconda guerra mondiale appose in modo incontrovertibile la parola fine sopra i sogni di colui che aveva saputo immaginare a tal punto. Cos\u00ec che difficilmente, a posteriori, potremo mai conoscere quale fosse il fato che aspettava la W\u00fcstenschiff di Bischoff.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una rassegna d&#8217;invenzioni pubblicata nell&#8217;ottobre del 1931 dalla rivista statunitense Modern Mechanics, figura in un angolo l&#8217;accattivante dicitura: &#8220;Prova che la Terra \u00e8 tonda per vincere 5.000 dollari!&#8221; Poche sembravano essere le cose certe, chiaramente, nel primo terzo del secolo scorso. Ma il numero \u00e8 famoso soprattutto per l&#8217;illustrazione soprastante, consistente della variopinta immagine &#8230; <a title=\"Il viaggio speculativo della W\u00fcstenschiff, ipernave veicolare trans-sahariana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42971\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il viaggio speculativo della W\u00fcstenschiff, ipernave veicolare trans-sahariana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,544,4454,321,2868,105,136,137,534,3813,2823,1002,822,1088,1678,2065,281,1091,126,4491,557,87],"class_list":["post-42971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-deserto","tag-dune","tag-germania","tag-idee","tag-illustrazioni","tag-invenzioni","tag-motori","tag-navi","tag-novecento","tag-passeggeri","tag-personaggi","tag-progetti","tag-prototipi","tag-rendering","tag-sahara","tag-steampunk","tag-teorie","tag-trasporti","tag-vascelli","tag-veicoli","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42971"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42975,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42971\/revisions\/42975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}