{"id":42896,"date":"2025-08-20T06:18:29","date_gmt":"2025-08-20T04:18:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42896"},"modified":"2025-08-20T06:18:32","modified_gmt":"2025-08-20T04:18:32","slug":"le-ruote-del-destino-nel-colossale-veicolo-trasformato-in-tempio-del-sole-a-konark","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42896","title":{"rendered":"Le ruote del destino nel colossale veicolo trasformato in tempio del Sole a Konark"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8W3Keh5L-5Q?si=5iXLwTP7c5n4zf9o\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Wheels-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42899\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Wheels-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Wheels-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Wheels-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Wheels.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro una solida barriera cresciuta sulla costa di querce tamarina ed allori tamanu, perfettamente visibile dal punto panoramico lungo un&#8217;arteria di collegamento stradale, si erge nella regione storica di Odisha un edificio dell&#8217;altezza di 30 metri sopra una solida piattaforma, con un tetto piramidale a gradoni successivamente sovrapposti. Ma sar\u00e0 soltanto avvicinandosi a distanza pi\u00f9 ridotta, che l&#8217;osservatore potr\u00e0 scorgere l&#8217;eccezionale quantit\u00e0 di gruppi statuari e sculture in bassorilievo che si affollano su queste mura, raffiguranti in egual misura scene mitiche, momenti della vita quotidiana e posizioni tantriche direttamente estratte dal sacro repertorio del Kamasutra. Laddove nella parte pi\u00f9 vicina al suolo, gli oltre 1.200 scultori coinvolti all&#8217;epoca della sua costruzione vennero incaricati di prevedere la forma immediatamente riconoscibile di 24 ruote finemente ornate, non tanto come raffigurazione del ciclo dell&#8217;esistenza e la natura ciclica dell&#8217;Universo. Bens\u00ec necessari componenti al fine di far muovere, in maniera metaforica se non pratica, l&#8217;intero torreggiante ammasso di muratura e pietra. Alimentando l&#8217;idea per cui tutto diventava possibile, nel distante e misterioso Oriente&#8230;<br>Con le loro armi energetiche, i veicoli spaziali, la capacit\u00e0 di cambiare aspetto e identit\u00e0 terrena, molti degli aspetti attribuiti alle divinit\u00e0 dell&#8217;Induismo avvicinano queste figure trascendenti alla moderna e molto pi\u00f9 prosaica concezione di un popolo cosmico entrato in contatto in con gli umani, in un&#8217;epoca remota, finendo per essere venerato mediante crismi rituali e costruzioni tangibili capaci di restare intatte attraverso lo scorrere d&#8217;infinite generazioni. Cos\u00ec come l&#8217;idea del tutto mitologica, ma inerentemente influenzata da corrette percezioni di natura astronomica, che l&#8217;astro diurno fosse trasportato quotidianamente attorno al nostro mondo grazie all&#8217;utilizzo di un carro volante, le cui proporzioni si sarebbero probabilmente avvicinate a quelle del palazzo semovente di un sovrano. Un&#8217;idea riconducibile a quella del dio greco Elio, sostituito in questi luoghi da S\u016brya (&#8220;Luce Suprema&#8221;) entit\u00e0 precedente addirittura all&#8217;elaborazione della Trimurti e che nei poemi epici del Ramayana e Mahabharata appare rispettivamente come il padre spirituale di Rama e di Karna. Il che rende alquanto atipica e di certo singolare, l&#8217;assenza generalizzata di templi dedicati a tale ancestrale divinit\u00e0 sebbene i pochi dislocati nell&#8217;intero estendersi del subcontinente figurino senz&#8217;altro tra i pi\u00f9 massicci e notevoli di questo eterogeneo paese. Con uno, in modo particolare, utilizzato come termine di paragone nonch\u00e9 principale esempio sopravvissuto dell&#8217;originale scuola architettonica dello stile Nagara, tradizionalmente contrapposto a quello dravidico dell&#8217;India meridionale. Trattasi di niente meno, come avrete certamente gi\u00e0 desunto dall&#8217;intestazione, che dell&#8217;iconico S\u016brya Deul di Konark, situato in corrispondenza di un importante porto commerciale di scambio e laguna di approvvigionamento ittico del potente impero dei Ganga Orientali, capace di regnare nell&#8217;intera regione di Kalinga sulla costa Est dell&#8217;India senza sostanziali interruzioni dal V alla met\u00e0 del XX secolo. Questo grazie all&#8217;opera continuativa dei depositari di una potente tradizione militare, ma anche l&#8217;abilit\u00e0 strategica e diplomatica di sovrani come Narasingha Deva I (r. 1238-1264) dimostratisi capaci di costituire una barriera invalicabile contro l&#8217;espandersi della sfera d&#8217;influenza politica, ed al tempo stesso quella religiosa, dei potenti Mamelucchi islamici di Delhi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/209P2YndRzM?si=hQMcB6EzgLDn-08C\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Drone-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42897\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Drone-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c&#8217;\u00e8 dunque molto da sorprendersi se il potente sovrano che regn\u00f2 in un&#8217;epoca corrispondente al nostro Medioevo, per legittimare le sue campagne come parte di una guerra sacra avesse dimostrato a pi\u00f9 riprese l&#8217;intento di reinvestire un&#8217;importante percentuale delle sue risorse pecuniarie nella costruzione e l&#8217;ampliamento d&#8217;importanti luoghi di culto. Che oggi costituiscono alcune delle testimonianze pi\u00f9 importanti di cui disponiamo in merito alla sua epoca distante e quali fossero le priorit\u00e0 maggiormente sentite dai popoli co\u00e9vi. Fa dunque una certa impressione pensare che il grande tempio di Konark, molto prima di essere eletto a patrimonio dell&#8217;UNESCO nel 1984, sia stato lungamente abbandonato e circondato dalla giungla fino a cadere in rovina almeno dall&#8217;inizio del XIX secolo, probabilmente a causa dello spostamento dei riti sacri e propiziatori verso strutture maggiormente accessibili dalla non vicinissima capitale federale di Puri. Nonch\u00e9 l&#8217;abitudine pregressa, non cos\u00ec distante da quella perpetuata dai successivi eredi dell&#8217;antico mondo greco e latino, di utilizzare le antiche meraviglie architettoniche alla stregua di cave per materiali e fonti di ornamenti da utilizzare materialmente nella costruzione di edifici pi\u00f9 recenti. Un destino famosamente toccato, in maniera particolarmente eclatante, al colonnare <em>Aruna stambha<\/em>, grande pilastro dedicato al mitico auriga del dio S\u016brya, che si trovava originariamente innanzi a Sunark fino a circa 200 anni fa, quando venne spostato presso il Jagannath di Puri per volere del Maratha Brahmachari. Nient&#8217;altro che il pi\u00f9 recente capitolo, di una lunga serie di episodi oggi largamente dimenticati, che avrebbero portato l&#8217;eccezionale complesso sacro di Konark ad una progressiva riduzione della sua magnificenza. Ci\u00f2 che oggi viene identificato come &#8220;il tempio&#8221; non \u00e8 infatti altro che la sua vasta sala delle udienze (<em>jagamohana<\/em>) che un tempo faceva da anticamera al sancta sanctorum principale, un&#8217;alta torre detta <em>deula<\/em>, entro cui trovava posto la principale statua della divinit\u00e0. Struttura probabilmente in grado di superare facilmente i 60 metri, tanto da essere famosamente impiegata come punto di riferimento durante la navigazione sulla costa dai Portoghesi di epoca coloniale, che erano soliti chiamarla la Pagoda Nera. Un termine dovuto all&#8217;utilizzo per buona parte della sua costruzione della pietra di origini metamorfiche detta khondalite, molto vulnerabile all&#8217;erosione degli agenti atmosferici e che si sarebbe progressivamente indebolita col passare dei decenni, e quindi secoli ulteriori. Sebbene molti ed ampiamente diversificati siano i miti sulla distruzione del tempio, che includono un saccheggio da parte del generale bengalese musulmano Kalapahar nel XVI secolo, il verificarsi di un improvviso terremoto, o la leggenda secondo cui i britannici della Compagnia delle Indie avessero sottratto una gigantesca pietra magnetica portante nella struttura dell&#8217;edificio, poich\u00e9 deviava le bussole portando i loro vascelli ad incagliarsi lungo le coste di Odisha.<br>Per quanto concerne dunque il principale edificio rimasto integro, fiancheggiato dalla sala da ballo (<em>Nata mandira<\/em>) e quella dedicata al consumo dei pasti (<em>Bhoga mandapa<\/em>) entrambe ormai prive di un tetto, di estremo interesse risultano essere le gi\u00e0 citate ruote scolpite, che si trovano in maniera niente affatto casuale lungo i lati nord e sud dell&#8217;edificio. Ci\u00f2 affinch\u00e9 la sua riconoscibile forma, se osservata dall&#8217;entroterra all&#8217;alba ed al tramonto, potesse profilarsi come quella di un effettivo carro che stesse materialmente trasportando l&#8217;astro solare verso le sue ben note destinazioni. Effetto ulteriormente potenziato dal posizionamento tattico di una mezza dozzina d&#8217;imponenti statue equine, oggi non pi\u00f9 presenti, cos\u00ec come si sarebbero trovati nel dislocamento dell&#8217;effettivo carro del dio S\u016brya. <br>Ruote le quali in base ad alcune delle interpretazioni attuali, avrebbero potuto costituire anche delle pratiche meridiane per l&#8217;esecuzione dei riti, grazie alla parte sporgente del mozzo centrale capace di gettare un&#8217;ombra sulla met\u00e0 inferiore del quadrante, sebbene si tratti per lo pi\u00f9 di un&#8217;idea tra le molte possibili. Non soltanto per l&#8217;orientamento poco pratico dei bassorilievi in questione, ma anche la maniera in cui i raggi della parte superiore delle ruote, posizionate verticalmente lungo le mura del tempio, non avrebbero potuto arrecare alcun vantaggio per quanto concerne tale particolare tipologia d&#8217;impiego.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hkUob4qZxKU?si=Sdc7C99orDA7PkKt\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Odisha-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42898\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Odisha-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Odisha-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Odisha-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Konark-Sun-Temple-Odisha.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meraviglia dell&#8217;architettura senza pari nel suo periodo co\u00e9vo, nonch\u00e9 importante punto di riferimento di natura religiosa grazie alla rievocazione sempre maggiormente popolare <em>in situ<\/em> della festa di Chandrabhaga Mela, il tempio di Konark \u00e8 la pratica dimostrazione di come venisse purtroppo amministrato il patrimonio storico facente parte dell&#8217;eredit\u00e0 umana, prima dell&#8217;introduzione su scala globale del concetto di archeologia e conservazione dei siti. Tanto che furono in effetti proprio gli esponenti delle strutture organizzative coloniali, con particolare partecipazione della Royal Asiatic Society a partire dal 1838, ad effettuare le prime opere di restauro e puntellare le pareti pi\u00f9 vicine al crollo dell&#8217;insostituibile, ormai purtroppo decrepita struttura indiana. Prima che una ritrovata identit\u00e0, corrispondente alla rinascita di un produttivo orgoglio, permettesse a questo ed altri numerosi luoghi di tornare a perseguire l&#8217;ormai remoto splendore. Un importante punto di passaggio verso lo sdoganamento di valori estetici ormai dati per anacronistici. Nonostante la misura, estremamente significativa, in cui superassero per perizia e qualit\u00e0 intrinseche i vigenti crismi del cosiddetto stile architettonico internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro una solida barriera cresciuta sulla costa di querce tamarina ed allori tamanu, perfettamente visibile dal punto panoramico lungo un&#8217;arteria di collegamento stradale, si erge nella regione storica di Odisha un edificio dell&#8217;altezza di 30 metri sopra una solida piattaforma, con un tetto piramidale a gradoni successivamente sovrapposti. 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