{"id":42873,"date":"2025-08-16T06:08:11","date_gmt":"2025-08-16T04:08:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42873"},"modified":"2025-08-16T06:08:14","modified_gmt":"2025-08-16T04:08:14","slug":"lantica-tecnica-per-trasformare-una-comune-zucca-nel-tradizionale-copricapo-delle-filippine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42873","title":{"rendered":"L&#8217;antica tecnica per trasformare una comune zucca nel tradizionale copricapo delle Filippine"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/e4fZsl13YPk?si=5O4IQUXzeBKCqE1V\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Hat-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42874\" style=\"width:500px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Hat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Hat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Hat-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Hat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Difficile trovare un&#8217;espressione maggiormente distintiva dell&#8217;identit\u00e0 di un popolo, rispetto alla maniera in cui i suoi membri scelgono di far fronte all&#8217;imprescindibile necessit\u00e0 del vestire. Un&#8217;esigenza che si estende per un paese dal clima tropicale, umido ed affetto dalla periodico ritorno dei monsoni all&#8217;utilizzo di un sistema particolarmente valido per proteggere la testa ed il volto, dall&#8217;inclemente sole di mezzogiorno, cos\u00ec come i sostanziali centimetri di pioggia che si accumulano con insistenza poco pi\u00f9 che settimanale. Ragion per cui nella pregressa esperienza di vita delle diversificate etnie filippine, quasi ogni regione, ciascun singolo distretto ha sempre avuto una premura di distinguersi per quanto riguarda lo stile e l&#8217;ornamento dei cappelli di tipo <em>salakot<\/em>, tanto importanti in questo luogo quanto i soprabiti e le giacche dei paesi freddi, o le pelli di leoni ed altre belve nei remoti territori della savana. Con la sostanziale differenza, frutto del contesto ecologico ma anche l&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;ancestrale animismo isolano, che l&#8217;essenziale fonte in termini di materiali riesce ad essere di un tipo prevalentemente vegetale.  Come nel caso del <em>talugong <\/em>fatto con le foglie di palma, il Sar\u00f9k in rattan finemente intrecciato con l&#8217;esterno in cotone, lo <em>hallidung <\/em>coperto di un resina al fine di renderlo impermeabile. O ancora il il riconoscibile <em>kattukong<\/em> degli Ilocano delle alture settentrionali, vietato per un lungo periodo come simbolo di ribellione dagli europei ma paradossalmente, oggi ritenuto uno dei principali ispiratori dell&#8217;iconico casco da esploratore o <em>pith helmet<\/em> dell&#8217;Inghilterra di epoca coloniale. Questo per la forma bombata e l&#8217;ampia tesa solida, frutto nel caso dell&#8217;originale asiatico delle specifiche circostanze della sua creazione. Giacch\u00e9 un simile implemento viene in genere costruito, tra tutte le alternative possibili, a partire da una tondeggiante cucurbitacea definita localmente <em>tabungaw<\/em>, la zucca che possiede il nome scientifico di <em>Lagenaria siceraria<\/em>, comunemente associata in tutta l&#8217;Asia alla propria funzione ideale di bottiglia per contenere bevande alcoliche di varia natura. Ma che lasciata crescere in maniera maggiormente proporzionale fino alla maturit\u00e0, tende a disegnare con il suo profilo uno sferoide perfetto, tanto capace d&#8217;ispirare l&#8217;immediatamente riconoscibile forma della testa umana. Da qui l&#8217;iniziativa vecchia di svariati secoli, consistente nel tagliare a met\u00e0 il frutto e foderarne laboriosamente la parte interna, cos\u00ec da renderlo perfettamente funzionale all&#8217;impiego come tipico indumento locale. Una preziosa tecnica ormai diventata rara, essendo in modo drammaticamente celebre soprattutto l&#8217;esclusivo appannaggio di una singola e ormai celebre figura professionale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gL7LghEkqAA?si=ICLluDZGs-qwky1Y\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Teofilo-Garcia-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42876\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Teofilo-Garcia-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Teofilo-Garcia-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Teofilo-Garcia-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Teofilo-Garcia.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Costituendo oggi probabilmente uno degli ilocani pi\u00f9 famosi al mondo, Teofilo Garcia \u00e8 l&#8217;esperto artigiano per vocazione, nato nel 1941 ed insignito all&#8217;et\u00e0 di 71 anni del prestigioso titolo di Gawad Manlilikha ng Bayan (GAMABA) ovvero Tesoro Nazionale Vivente. Una qualifica non cos\u00ec infrequente nei paesi asiatici, per tutti quegli individui che si sono dimostrati in grado di mantenere viva una parte del cospicuo patrimonio creativo, come principio necessario alla produzione di manufatti strettamente interconnessi all&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;uno o l&#8217;altro gruppo sociale. Un traguardo raggiunto in parte anche grazie alla natura vantaggiosa del suo prodotto, in grado di raggiungere il pi\u00f9 alto grado di esposizione e visibilit\u00e0 facendo esattamente ci\u00f2 per cui era stato concepito: indossarlo semplicemente ogni giorno, mentre ci si reca a svolgere le proprie mansioni all&#8217;interno di un luogo ragionevolmente affollato. Per una vista diventata attraverso le decadi comune nella zona del villaggio di San Quintin presso l&#8217;isola di Luzon, fin da quanto l&#8217;intera comunit\u00e0 inizi\u00f2 a rendersi conto di come i <em>kattukong<\/em> di Garcia fossero di gran lunga i pi\u00f9 lucidi, meglio rifiniti ed esteticamente appaganti che avessero mai visto prima di allora. Un traguardo notevole e forse altrettanto inaspettato, per colui che aveva appreso nella maniera tipica ad assemblarli in giovane et\u00e0, cos\u00ec come suo padre e suo nonno avevano fatto prima di allora. Un processo che necessit\u00e0 di notevole pazienza ed attenzione ai dettagli, dalla piantumazione delle zucche <em>tabungaw<\/em> all&#8217;inizio di giugno durante l&#8217;apice della stagione piovosa. Per poi procedere a raccoglierle tra febbraio e marzo, previa preparazione di uno spazio appropriato per un periodo variabile da qualche settimana a svariati mesi, sulla base dello spessore e qualit\u00e0 del guscio esterno del prezioso tesoro vegetale. Un tempo durante il quale l&#8217;effettivo svuotamento della polpa avviene grazie all&#8217;efficiente partecipazione di aiutanti biologici, le formiche fatte entrare da appositi fori per lasciare intatta soltanto la dura scorza esterna, destinata a costituire la struttura del copricapo. Segue il delicato taglio e conseguente lisciatura con addizionale applicazione di un lucido protettivo nella parte esterna, sebbene eventuali irregolarit\u00e0 della scorza vengano generalmente lasciate intatte, cos\u00ec da enfatizzare la creazione naturalmente istrionica del pezzo finale. Molti artigiani lasciano, tra cui lo stesso Garcia, scelgono a questo punto di lasciare intatto anche il picciolo sulla sommit\u00e0, indotto conseguentemente ad assumere il ruolo mantenuto da piume, nastri o punte metalliche decorative nel caso di adiacenti tradizioni dell&#8217;antico cappello <em>salakot<\/em>. Ultimo passaggio, ma non certo in termini d&#8217;importanza, \u00e8 a questo punto l&#8217;inclusione dell&#8217;imbottitura interna ricavata tramite l&#8217;impiego di rattan intrecciato, prassi che implica essa stessa una perizia niente affatto trascurabile, visto l&#8217;impiego degli schemi geometrici esteriormente appagati preferiti dai pi\u00f9 esperti cappellai locali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7DIcqMQ0dwY?si=p13CijMTpEvBlJwK\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Procedure-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42875\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Procedure-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Procedure-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Procedure-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Tabungaw-Procedure.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Solido e resistente, l&#8217;oggetto completato rappresenta un esempio di perizia oriunda che persino l&#8217;odierna tecnologia industriale fatica a riprodurre. Con celebri esempi di <em>kattukong<\/em> rimasti perfettamente integri al passaggio da una generazione verso quella successiva, previa implementazione di adeguate misure di conservazione attraverso il passaggio delle decadi ulteriori. Una durevolezza che, paradossalmente, potrebbe esulare dal futuro prossimo di questa preziosa tecnica creativa, vista la rarit\u00e0 crescente di persone inclini ad imitare l&#8217;arte di Garcia, sebbene proprio quest&#8217;ultimo sia celebre per i suoi frequenti seminari e le lezioni tenute presso gli istituti scolastici della zona di Cagayan, nel tentativo d&#8217;ispirare una nuova generazione di potenziali eredi creativi. Con un successo variabile, nonch\u00e9 condizionato dalla crescente mancanza di materia prima, data l&#8217;espansione progressiva dei centri urbani e conseguente riduzione degli spazi disponibili per la coltivazione agricola delle cucurbitacee. <br>Con l&#8217;unica parziale consolazione che un domani potremo fare affidamento, per lo meno, sulle molte fotografie e testimonianze videografiche di quanto avremmo altrimenti dimenticato. Nella fievole speranza che per quanto concerne la tradizione di pregevoli cappelli ed altro, in molti diversi luoghi da una parte all&#8217;altra del pianeta, le cose possano andare a finire diversamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Difficile trovare un&#8217;espressione maggiormente distintiva dell&#8217;identit\u00e0 di un popolo, rispetto alla maniera in cui i suoi membri scelgono di far fronte all&#8217;imprescindibile necessit\u00e0 del vestire. 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