{"id":42826,"date":"2025-08-07T06:17:42","date_gmt":"2025-08-07T04:17:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42826"},"modified":"2025-08-07T06:17:46","modified_gmt":"2025-08-07T04:17:46","slug":"fahrmaschine-lo-scarabeo-anteguerra-creato-per-colmare-la-distanza-tra-motocicletta-e-automezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42826","title":{"rendered":"Fahrmaschine, lo scarabeo anteguerra creato per colmare la distanza tra motocicletta e automezzo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WtKLvSTFP74?si=sE0egDca7Pxt38ev\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42828\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il marchio di fabbrica di un vero artista non \u00e8 mai soltanto il tratto del suo pennello, il colpo del bulino, il timbro della voce o un particolare passo di danza. Bens\u00ec il flusso dei pensieri che tradotto in gesti, riesce a palesarsi come manifestazione della Creativit\u00e0 stessa. Altrimenti perch\u00e9 mai, cambiando campo d&#8217;interessi, la personalit\u00e0 di simili virtuosi riesce sempre a trasparire, tramite fattori frutto dell&#8217;intento piuttosto che del mero contesto? Perci\u00f2 sarebbe stato a partire dal decennio del 1930, nel suo stabilimento aziendale ad Euskirchen, che  il pittore e grafico pubblicitario Ernst Neumann-Neander nonch\u00e9 progettista di motociclette affermato avrebbe deciso di approcciarsi al mondo parallelo delle (tre o) quattro ruote. Non a partire dal concetto di mera automobile, bens\u00ec un sistema di spostamento ibrido e dinamico che gli stesso avrebbe definito nelle proprie comunicazioni aziendali con il termine innovativo di <em>Fahrmaschinen<\/em>, ovvero &#8220;macchine per la guida&#8221;. Vetture realizzate in quantit\u00e0 limitata, causa problemi inaspettati per il costo notevole dei loro componenti, che oggi ci colpiscono grazie all&#8217;aspetto anomalo ed alcuni accorgimenti tecnici in anticipo sul senso comune di quei tempi. Con carrozzerie in legno di qualit\u00e0 aeronautica, lega di duralluminio ed un rapporto di peso-potenza sorprendentemente vantaggioso, tanto da essere impiegate con successo in diverse tipologie di gare. Conformi, per certi versi, al concetto odierno di <em>roadster<\/em> ma anche una sorta di stravagante <em>city car<\/em>, cos\u00ec da conformarsi in linea di principio al concetto inseguito all&#8217;epoca di un&#8217;automobile &#8220;del popolo&#8221; che chiunque avrebbe potuto permettersi, cos\u00ec da trasformare il funzionamento della vita stessa fuori e dentro il centro delle citt\u00e0. Un obiettivo destinato, come gi\u00e0 dato ad intendere, con difficolt\u00e0 logistiche latenti bench\u00e9 destinato a concretizzarsi, quanto meno, sull&#8217;ali ed elitre di una creatura tecnologica del tutto priva di anticipazioni nel dipanarsi del frenetico Novecento.<br>Ecco, dunque, quella che potrebbe essere la pi\u00f9 famosa ed avanzata delle due dozzine di veicoli, definita molto semplicemente Fahrmaschine 1939 e presentata al pubblico poco prima che il secondo conflitto mondiale raggiungesse il punto d&#8217;ebollizione entro ed oltre i confini della Germania. Oggi custodita presso il museo PROTOTYP di Amburgo, con il suo motore JAP dal 1.000 e 55 cavalli, posto lontano in avanti all&#8217;interno di una carrozzeria a forma di sigaro che ricorda vagamente un UFO, o il casco di Darth Vader in Guerre Stellari&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7R8VITBmguI?si=q-_LRbZJwZNwrIjM\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-Drive-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42827\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-Drive-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-Drive-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-Drive-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Fahrmaschine-Drive.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nato nel 1871 a Kassel, citt\u00e0 nel nord dell&#8217;Assia, Neumann era il figlio d&#8217;arte del pittore paesaggista Emil Neumann, destinato a ricevere un&#8217;educazione formale sull&#8217;argomento nelle scuole di Parigi e successivamente Monaco, dove avrebbe intrapreso la sua carriera. Dopo aver lavorato per qualche tempo come illustratore e caricaturista per riviste come Die Jugend e Simplicissimus, tuttavia, egli inizi\u00f2 a sentire il richiamo della sua passione giovanile per eccellenza, la meccanica e la guida di motociclette, cos\u00ec che a partire dal 1908 trasferitosi a Berlino assieme allo studente di filosofia ed amico Hans Havemann fond\u00f2 con lui un collettivo artistico chiamato Ateliers Neumann, responsabile di creare la comunicazione pubblicitaria per molte industrie motoristiche ed alcune realt\u00e0 dei settori adiacenti. Da l\u00ec al design dei veicoli propriamente detti, il passo si rivel\u00f2 sorprendentemente breve, dando inizio ad una produttiva collaborazione con il marchio di Colonia Allright, vincitore solo due anni prima di una prestigiosa corsa di 24 ore tra le citt\u00e0 di Londra ed Edinburgo. In un periodo in cui lo stesso Neumann amava partecipare in modo amatoriale a gare su due ruote, ragion per cui inizi\u00f2 ben presto a concepire e costruirsi da se i veicoli da cavalcare verso l&#8217;auspicata vittoria. Ci sarebbe voluto tuttavia fino al 1924 perch\u00e9 cambiando il proprio nome in Neumann-Neander, un&#8217;affettazione presa in prestito dalla lingua greca che raddoppiava in effetti il significato implicito di &#8220;uomo nuovo&#8221;, l&#8217;affermato artista fondasse la Neander Motorfahrzeug GmbH a Colonia per mettere in produzione una serie di motociclette alquanto insolite, dotate di strutture in acciaio ricoperto di cadmio create a partire da prototipi in alluminio. Con dettagli futuristici ed impianti comparativamente potenti posizionati al di sotto del telaio, forniti da produttori come Villiers, Jap, Motosacoche. Ne furono prodotte, si stima, circa 2.000. L&#8217;idea di passare agli autoveicoli sarebbe passata in primo piano a partire dal 1928 con il trasferimento dell&#8217;azienda presso D\u00fcren (Renania) dopo che l&#8217;ormai cinquantasettenne aveva partecipato come concorrente pi\u00f9 anziano ad una gara invernale di 2.000 Km attraverso il ghiaccio e la neve della Germania. Il che l&#8217;avrebbe portato, molto ragionevolmente, ad apprezzare in linea di principio l&#8217;utile praticit\u00e0 di un abitacolo entro cui posizionarsi dietro ad un volante da stringere comodamente nelle mani.<br>Volendo citare gli esemplari pi\u00f9 famosi di una serie che non sarebbe mai entrata in produzione, una prima versione di <em>Fahrmaschine<\/em> scatur\u00ec nel 1935, con il modello a tre ruote capace d&#8217;inclinarsi durante le curve grazie a un meccanismo brevettato in grado di assecondare i movimenti del pilota. Nel 1937, una proposta pi\u00f9 potente ed alleggerita dello stesso concetto sarebbe stata presentata al pubblico sulle riviste del settore. Fino alla vettura con quattro ruote del &#8217;39 mostrata in apertura, probabilmente la pi\u00f9 famosa, grazie ad una linea estetica che pare uscita direttamente da una copertina delle riviste Pulp immaginifiche di 20, 25 anni dopo la sua data d&#8217;introduzione. E scelte coraggiose non soltanto dal punto di vista visuale, vista la presenza tra le altre cose di ruote convergenti per supplire all&#8217;assenza del differenziale, mentre gli strumenti di guida erano posizionati all&#8217;interno del volante stesso, una soluzione destinata a diventare mezzo secolo dopo uno standard degli sport ad alte prestazioni, ivi inclusa la Formula 1.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-fmjNo5qcwY?si=yI1wuY0ke3_f31ar\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Neumann-Neander-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42829\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Neumann-Neander-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Neumann-Neander-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Neumann-Neander-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Neumann-Neander.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Sogni irrealizzabili per le persone comuni, nonostante l&#8217;intento di partenza, data la quantit\u00e0 di elementi che dovevano essere costruiti a mano e con materiali di pregio, le &#8220;macchine per la guida&#8221; sarebbero rimaste tali anche dal punto di vista del loro costruttore, causa la devastazione degli anni di guerra ed il successivo periodo di svalutazione monetaria, che avrebbe portato al fallimento della fabbrica di D\u00fcren. Ci\u00f2 nonostante, Neumann non si perse d&#8217;animo tentando di reinventare la sua produzione immettendo sul mercato dei veicoli adibiti all&#8217;utilizzo da parte dei disabili rimasti menomati nel conflitto che comunque, non ottennero mai il successo sperato. Cre\u00f2 anche la Motorkatze, un&#8217;insolita motocicletta dotata di ruota davanti pi\u00f9 grande di quella posteriore. Nel 1951, all&#8217;et\u00e0 di 80 anni, riprese a dipingere creando oltre 100 opere, tra cui alcune delle pi\u00f9 riuscite della sua carriera. Ma il sogno motoristico era ormai da tempo declinato e quattro anni dopo, a seguito della sua dipartita, l&#8217;azienda venne liquidata a vantaggio dei creditori.<br>\u00c8 possibile immaginare uno scenario alternativo? Se la disponibilit\u00e0 dei materiali e dei processi produttivi fosse stata pi\u00f9 avanzata ad inizio secolo, se la guerra avesse mancato di spazzare via le ambizioni d&#8217;intere generazioni nate attorno all&#8217;inizio del secolo passato, se la cognizione di veicoli versatili avesse previsto, gi\u00e0 in quell&#8217;epoca, l&#8217;espressione eclettica di crismi alternativi al corso principale&#8230; Probabilmente altre aziende, pi\u00f9 grandi, avrebbero comunque rubato a Neumann-Neander le migliori delle sue idee. Ottenere il massimo dalla creativit\u00e0 richiede sempre l&#8217;inclinazione a riconoscerla e ricompensarla adeguatamente. Un tratto culturale che tende a scaturire da fortuite congiunture storiche o momenti particolarmente transitori. Che non sempre riesce facile inserire nella linea temporale dei nostri trascorsi, anche a quasi un secolo di distanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il marchio di fabbrica di un vero artista non \u00e8 mai soltanto il tratto del suo pennello, il colpo del bulino, il timbro della voce o un particolare passo di danza. Bens\u00ec il flusso dei pensieri che tradotto in gesti, riesce a palesarsi come manifestazione della Creativit\u00e0 stessa. 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