{"id":42807,"date":"2025-08-04T06:15:38","date_gmt":"2025-08-04T04:15:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42807"},"modified":"2025-08-04T06:15:41","modified_gmt":"2025-08-04T04:15:41","slug":"il-dolente-sguardo-del-bambino-nel-dipinto-che-invoca-la-combustione-a-comando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42807","title":{"rendered":"Il dolente sguardo del bambino nel dipinto che invoca la combustione a comando"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AyRL-yIIVH0?si=2cA28fH3YHxQzgsX\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Experiment-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42809\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Experiment-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Experiment-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Experiment-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Experiment.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&#8220;Non posso credere che tu l&#8217;abbia fatto di proposito.&#8221; Peter Hall si avvicin\u00f2 al fratello, prendendo in mano il cappello da vigile del fuoco in segno di rispetto, mentre sottili strali di fuliggine s&#8217;inseguivano a vicenda nell&#8217;aria autunnale del primo pomeriggio a Swallownest. Di fronte a loro, sul fianco di una digradante collina, la casa di famiglia o almeno ci\u00f2 che rimaneva, abitata dal fratello Ron assieme a moglie e figlio, che ora si trovavano in hotel. &#8220;Io&#8230; Non gli ho neppure detto quello che \u00e8 successo.&#8221; Rispose lui, con voce priva d&#8217;inflessione: &#8220;Non voglio che pensino di essere in pericolo che lui&#8230; La Cosa abbia scelto di punire proprio noi, tra migliaia o milioni di persone in tutta l&#8217;Inghilterra. Dopo tutto, che cosa abbiamo fatto per meritarcelo?&#8221; Registrando il richiamo dalla direzione della strada, dei suoi colleghi giunti sul posto con ampio anticipo rispetto a lui che si trovava a riposo, Peter trattenne la risposta tagliente che di primo acchito aveva tutta l&#8217;intenzione di pronunciare. Tu&#8230;Niente&#8230;L&#8217;hai sfidato! Che bisogno c&#8217;era di manifestare la tua indifferenza pubblicamente? Dovevi proprio &#8220;appenderlo&#8221; nel centro esatto del tuo salotto. Mordendosi rapidamente il labbro inferiore, un tic che aveva superato da bambino, il pompiere spalanc\u00f2 dunque l&#8217;uscio parzialmente scardinato da suoi cardini. L&#8217;interno era un vortice semi-carbonizzato e nerastro, ma qualcosa cattur\u00f2 immediatamente la sua attenzione. &#8220;Guarda l\u00ec. \u00c8 quello?&#8221; Gli occhi socchiusi per la polvere, Ron fece cenno di si. E allora senza esitazioni ulteriori, un passo dopo l&#8217;altro, Peter raggiunse quella forma rettangolare coricata a faccia in gi\u00f9 davanti al caminetto. Facendo affidamento sullo spessore dei guanti in caso di superfici ancora incandescenti, sollev\u00f2 l&#8217;oggetto dal pavimento in legno parzialmente ricoperto dalla polvere residua della fiammeggiante deflagrazione. Non avendo neppure voglia di guardarlo, gir\u00f2 il quadro totalmente intatto verso il fratello. L&#8217;espressione di quest&#8217;ultimo gli disse tutto quello che doveva sapere. &#8220;Lui&#8230; Lui sta ancora piangendo. Il fuoco non pu\u00f2 arderlo, davvero. Il fuoco non pu\u00f2 arderlo!&#8221;<br>Panico e terrore superstizioso sono solo due dei termini che possiamo attribuire allo strano fenomeno mediatico, scatenato da un articolo del 5  settembre 1985 dal tabloid britannico The Sun, riportante la bizzarra rivelazione del pompiere Peter Hall dell&#8217;Essex, che nel corso delle ultime chiamate ricevute si era trovato a discutere pi\u00f9 volte con i suoi colleghi di una strana contingenza reiterata: l&#8217;inevitabile e comprovata presenza, sul luogo dei disastri domestici, di un&#8217;immagine tanto riconoscibile quanto inquietante. Un quadro prodotto in serie con l&#8217;aspetto di un dipinto formale, del tipo utilizzato per arredare il salotto buono, raffigurante un bambino di 6 o 7 anni con l&#8217;espressione straordinariamente contrita e le lacrime tracciate per striargli il volto. Ciascuna volta rimasto intatto indipendentemente dalla gravit\u00e0 del disastro intercorso. In ogni caso altrettanto triste, o forse affetto da un fantasmagorico senso di colpevolezza, per aver continuato a perpetrare l&#8217;arcana maledizione. Il tipo di vicenda destinata a fare presa sulla fantasia del pubblico, ancor prima dell&#8217;invenzione dei<em> social network<\/em>. Giungendo addirittura a scatenare, nelle giuste circostanze, un&#8217;ondata nazionale di paranoia&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Bragolin-Crying-Children.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"595\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Bragolin-Crying-Children-500x595.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42811\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Bragolin-Crying-Children-500x595.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Bragolin-Crying-Children.jpg 516w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il cautelativo incendio dello scettico fratello del pompiere, a quanto si dice, ebbe a verificarsi poco dopo, cementando l&#8217;idea che il dipinto in questione fosse portatore di un qualche tipo di cattiva sorte, capace di estendersi a chiunque fosse tanto scriteriato da appenderlo all&#8217;interno della propria dimora. Dettagli specifici sulla sua storia, rintracciati o costruiti ad hoc, vennero ben presto portati innanzi per corroborare le pi\u00f9 pessimistiche teorie in materia. L&#8217;effettivo originale da cui aveva origine il modello riprodotto industrialmente venne dunque rintracciato nell&#8217;opera omnia di un autore italiano che viveva a Madrid in Spagna, il pittore Giovanni Pragolin, al secolo Bruno Amadio (1911-1981) che si era formato presso l&#8217;Accademia di Venezia. Ivi rifugiatasi e scegliendo dopo di cambiare il nome, o almeno cos\u00ec recita la scarna biografia, dopo il termine del secondo conflitto mondiale, durante cui aveva gravitato tra i sostenitori di D&#8217;Annunzio e Marinetti, trovandosi anche a combattere come soldato semplice all&#8217;interno dell&#8217;esercito fascista, nonostante avesse vinto prestigiosi premi nazionali per le sue opere conformi alla propaganda del regime. Esperienza durante la quale, specularono i cronisti, avrebbe potuto portalo a sperimentare l&#8217;intero arco delle tragiche esperienze umane, giungendo a contatto con tutta la miseria e la violenza in grado di scaturire da un conflitto bellico dell&#8217;Era contemporanea. Tanto da generare nella sua mente d&#8217;artista il seme di quella che sarebbe diventata in seguito la sua creazione pi\u00f9 famosa: una serie di 27 dipinti, soprannominata a torto o a ragione i &#8220;Bambini zingari&#8221; (non \u00e8 chiaro se fossero davvero di etnia Rom) tutti ritratti in primo piano e di fronte, nonch\u00e9 egualmente affetti da una chiara quanto umida, dolorosamente contagiosa malinconia. Ben eseguiti dal punto di vista tecnico, sebbene non particolarmente notevoli o accattivanti, gli strani dipinti ebbero tuttavia un successo capace di sostenere in parte il suo stile di vita assieme al resto della sua produzione, particolarmente dopo l&#8217;adozione come soggetti riprodotti in grande quantit\u00e0 dalle fabbriche in cerca d&#8217;immagini dal chiaro impatto anche senza un contesto preciso.<br>Dopo l&#8217;apertura del &#8220;caso&#8221; dei misteriosi e ripetuti incendi, d&#8217;altra parte, le leggende sulla sua vita cominciarono a moltiplicarsi. Un&#8217;indagine condotta per il suo programma dal comico radiofonico Steve Punt identific\u00f2 il soggetto del dipinto pi\u00f9 famoso come un bambino di nome Don Bonillo detto &#8220;El Diablo&#8221; che si presume Amadio avesse incontrato di persona durante il suo lungo soggiorno a Madrid. Sfortunato orfano tenuto presso diversi istituti, poich\u00e9 ciascuno di essi finiva inesplicabilmente per andare a fuoco. Un potenziale piromane, dunque? Altri dissero che i giovani ritratti sotto lo pseudonimo Bragolin fossero, in effetti, quelli che il pittore stesso aveva maltrattato o persino ucciso, tesi d&#8217;altro canto totalmente priva di alcuna conferma storica o testimonianza degna di essere citata. Fatto sta che la psicosi collettiva del 1985 raggiunse l&#8217;apice nel giro di pochi mesi, finch\u00e9 una grande quantit\u00e0 di possessori delle riproduzioni di questi dipinti si riunirono in una pubblica piazza, con l&#8217;aiuto dello stesso giornale The Sun, organizzando una serie di scenografici fal\u00f2 collettivi in giro per il paese, cos\u00ec da esorcizzare il terrore che li aveva stranamente ottenebrati nello scorrere delle settimane precedenti. Non \u00e8 irragionevole pensare, in uno di questi eventi nell&#8217;Essex, anche la presenza dei due fratelli Hall.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Painting.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"694\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Painting-500x694.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42810\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Painting-500x694.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Painting-768x1066.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/08\/Crying-Boy-Painting.jpg 1040w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Soltanto col trascorrere degli anni ed analisi retrospettive basate sul senso comune, almeno un certo grado di chiarezza sarebbe giunto per illuminare la sfortunata ed eccessiva questione. Questi quadri negli anni &#8217;80 si trovavano d&#8217;altronde in una preponderante quantit\u00e0 di abitazioni, il che rendeva statisticamente probabile trovarli all&#8217;interno dei luoghi lambiti dalle fiamme. Cos\u00ec come, d&#8217;altronde, in qualsiasi altro luogo. Mentre per quanto concerne la loro &#8220;sovrannaturale&#8221; capacit\u00e0 di rimanere intatti al sopraggiungere delle fiamme, lo stesso scettico Punt aveva anticipato in modo empirico la spiegazione pi\u00f9 probabile: le raffigurazioni dei bimbi piangenti erano infatti appese in modo sistematico alle pareti con un tipo di cordino particolarmente incline ad incendiarsi, mentre la cornice propriamente detta veniva trattata con vernici moderne, naturalmente ritardanti anche di fronte al tocco diretto delle fiamme. Cos\u00ec che salendo la temperatura, i quadri cadevano in avanti e a faccia in gi\u00f9 sul pavimento, diventando ragionevolmente impervi a nutrire ulteriormente il cuore dell&#8217;incendio.<br>Ancorch\u00e9 la correlazione manchi d&#8217;indicare la causalit\u00e0 (&#8220;Questa roccia allontana gli orsi.&#8221; Disse Lisa Simpson) non \u00e8 d&#8217;altronde facile per gli esseri umani allontanare l&#8217;implicita tendenza all&#8217;individuazione di schemi significativi (&#8220;La compro subito, a qualsiasi prezzo!&#8221; Rispose Homer) cos\u00ec come nel fenomeno ben noto della pareidolia. <br>Il che avrebbe portato, nel racconto dei pompieri, a enfatizzare progressivamente quello che forse aveva avuto inizio, nelle loro cerchie affiatate, come un mero scherzo macabro tra i colleghi. Che volendo sdrammatizzare la situazione, avrebbe finito per rovinare in modo dolorosamente profetico la reputazione di un individuo effettivamente esistente. Il quale voleva solamente fare il meglio con gli strumenti artistici di cui il destino e le sue scelte di vita l&#8217;avevano insignito su questa Terra. Vi ricorda nulla?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Non posso credere che tu l&#8217;abbia fatto di proposito.&#8221; Peter Hall si avvicin\u00f2 al fratello, prendendo in mano il cappello da vigile del fuoco in segno di rispetto, mentre sottili strali di fuliggine s&#8217;inseguivano a vicenda nell&#8217;aria autunnale del primo pomeriggio a Swallownest. 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