{"id":42635,"date":"2025-07-05T06:09:53","date_gmt":"2025-07-05T04:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42635"},"modified":"2025-07-05T06:10:01","modified_gmt":"2025-07-05T04:10:01","slug":"dalla-mente-fervida-dellinventore-la-rotante-biblioteca-del-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42635","title":{"rendered":"Dalla mente fervida dell&#8217;inventore, la rotante biblioteca del sapere"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/M5VC_oSY8xs?si=tz6GIn6AGJGbOE93\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Ramelli-Bookwheel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42638\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Ramelli-Bookwheel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Ramelli-Bookwheel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Ramelli-Bookwheel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Ramelli-Bookwheel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre lettere in sequenza si palesano di propria iniziativa sulla pagina, intingo la piuma dentro il calamaio e penso a quale potr\u00e0 essere la giusta conclusione del componimento. Ripercorrendo con il dito quanto scritto fino ad ora, immagino concetti, confronto le nozioni cui potr\u00f2 fare riferimento in rapida e risolutiva successione. Dove ho letto quella data? Quando ho udito per l&#8217;ultima volta, nel gremito padiglione della mente, il nome dell&#8217;autore a cui ho deciso di fare riferimento? Con un gesto lungamente collaudato, alzo la seconda mano verso l&#8217;elevata piattaforma di riferimento. Spingo lievemente con le dita, dando vita al meccanismo: CLICK-CLICK-CLICK, si ode risuonare nella grande biblioteca del monastero. Mentre l&#8217;incunabolo impiegato come fonte, lentamente scende sotto l&#8217;orizzonte degli eventi. Sostituito dalle pagine di un tomo differente! Ancora un tale movimento dovr\u00e0 essere portato a compimento. Il completo giro della ruota, dalla mezzanotte all&#8217;ora del tramonto successivo e poi di nuovo, immantinente. Poich\u00e9 la lancetta che traduce il flusso delle gocce nel sovrano simbolo del tempo, non pu\u00f2 essere fermata. E parimenti \u00e8 valido affermare questa cosa, per l&#8217;intento umano di acquisire la Sapienza.<br>Le diverse et artificiose macchine. Nelle quali si contengono uarij et industriosi Mouimenti. Degni di grandissima speculazione, per cauarne beneficio infinito in ogni sorte d&#8217;operazione. Queste le espressioni usate per il lungo titolo dell&#8217;unica opera sopravvissuta del Capitano Agostino Ramelli, italiano della seconda met\u00e0 del XVI secolo famoso per essersi trasferito nel 1571 alla corte del duca di Angi\u00f2, futuro Re Enrico III di Francia. Dove tra una partecipazione e l&#8217;altra alle campagne militari contro gli Ugonotti, trov\u00f2 il tempo per coltivare un&#8217;immagine conforme al celebre operato dei suoi connazionali inventori del Rinascimento: applicare lo studio della matematica, alla costruzione di macchine capaci di facilitare o migliorare la vita delle persone. Principalmente pompe ed altri attrezzi per il sollevamento delle acque, come spiegato e finemente illustrato nel testo di cui sopra, ma anche dei congegni dal campo d&#8217;utilizzo maggiormente specifico e personale. Vedi la sua celebrata, e pi\u00f9 volte imitata ruota con il fine di facilitare la lettura per coloro che soffrivano di problematiche d&#8217;infermit\u00e0 dovute, ad esempio, alla gotta. Per cui sarebbe stato molto pratico poter disporre di una fetta significativa dello scibile in loro possesso posizionato cos\u00ec da potervi accedere in qualsiasi momento. Grazie a una versione <em>ante-litteram<\/em>, in altri termini, di quello che pu\u00f2 fare un&#8217;odierno Kindle e capiente disco rigido per collezioni videografiche o fotografie pregresse, chiamata all&#8217;epoca <em>Roue \u00e0 livres<\/em>, <em>Bookwheel <\/em>o &#8220;leggio rotante&#8221;. Un po&#8217; come un archivio, bench\u00e9 vivente. Nella misura in cui l&#8217;effettiva capacit\u00e0 di continuare a muoversi, pu\u00f2 essere considerata equivalente all&#8217;esistenza di animali ed esseri senzienti della nostra Terra&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_fUVFTG9dfE?si=f4PHb8SYy-FQtgPF\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Leiden-Bookwheel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42637\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Leiden-Bookwheel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Leiden-Bookwheel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Leiden-Bookwheel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Leiden-Bookwheel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 irragionevole pensare a tal proposito che la complicata ruota disegnata da Ramelli, ricorrendo ad espedienti non propriamente semplici da riprodurre tra cui gli ingranaggi epicicloidali tipicamente utilizzati per i planetari meccanici, fosse una versione migliorata di apparati gi\u00e0 diffusi nei secoli antecedenti. In quanto la stragrande maggioranza dei libri in epoca medievale erano degli oggetti ponderosi rilegati con materiali spessi e pesanti, mentre lo spazio disponibile sopra una scrivania non poi cos\u00ec diverso da quello di cui disponiamo attualmente. Ed una serie d&#8217;illustrazioni incorporate in testi largamente antecedenti, come il <em>De viris illustribus<\/em> di Petrarca custodito nella biblioteca universitaria di Darmstadt (1383) mostravano i sapienti di epoche trascorse alle prese con singolari giostre da tavolo per la consultazione di libri multipli allo stesso tempo, una soluzione che possiamo presumere ragionevolmente efficace per le problematiche sovraesposte. Laddove un&#8217;interpretazione molto pi\u00f9 semplice dell&#8217;invenzione italiana avrebbe potuto funzionare senza l&#8217;uso del complicato meccanismo preoccupandosi di mantenere orizzontali i tomi assai semplicemente, grazie ad un sistema di contrappesi azionati dalla forza gravitazionale, in modo non lontano dall&#8217;approccio impiegato dalla molto successiva ruota panoramica o da Luna Park, di George Washington G. Ferris. Ipotesi di semplificazione, questa, che per qualche ragione non avrebbe avuto modo n\u00e9 ragione di prendere piede, se \u00e8 vero che la stragrande maggioranza dei leggii girevoli verticali giunti fino ai nostri giorni furono costruiti nel secolo successivo, impiegando rigorosamente lo specifico progetto di Ramelli. Con diversi casi nei luoghi di culto del centro Europa, particolarmente in Germania ed Austria con un paio di esempi particolarmente celebri presso la Bibliotheca Thysiana di Leiden ed il monastero premostratense di Strahov, a Praga, entrambi dotati d&#8217;ingranaggi sebbene nascosti all&#8217;interno dei montanti laterali del congegno. Spostando invece nuovamente l&#8217;attenzione alla nostra penisola, l&#8217;esemplare pi\u00f9 famoso pu\u00f2 essere invece rintracciato presso il palazzo reale di Napoli, come parte della collezione di mobili appartenuta alla regina Maria Carolina d&#8217;Austria, consorte di Ferdinando delle Due Sicilie nonch\u00e9 sorella di Maria Antonietta di Francia. Il cui presumibile amore per la lettura, assieme alle illimitate facolt\u00e0 economiche, aveva indotto a commissionare presso l&#8217;orologiaio Giovanni\/Ulrich nel 1792 un leggio creato in elegante stile neoclassico concepito come imitazione del sistema inventato nel Medioevo, sebbene funzionante grazie ad un approccio semplificato di tipo gravitazionale, con conseguente alleggerimento della struttura e la possibilit\u00e0 di posizionarla con maggior convenienza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R4V-F6B8S-U?si=C-S-7wSGEPlnzOzW\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Carolina-dAustria-Bookwheel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42636\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Carolina-dAustria-Bookwheel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Carolina-dAustria-Bookwheel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Carolina-dAustria-Bookwheel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/07\/Carolina-dAustria-Bookwheel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancor prima che una semplice riduzione dello sforzo necessario a muovere oggetti relativamente pesanti, i leggii multipli potrebbero essere considerati come un importante punto di passaggio verso l&#8217;interpretazione nozionistica dei testi all&#8217;interno di un canone librario latente. Dimostrando un modo di concepire la lettura non pi\u00f9 come esperienza in qualche modo mistica di comunione con coloro che ci hanno preceduto, bens\u00ec la proattiva ed incessante ricerca di una verit\u00e0 da assimilare, interpretare, commentare grazie allo strumento della propria ulteriore opera persistente. In tal senso, da un certo punto di vista storiografico, questi oggetti potrebbero trovare un posto di rilievo nella storia della compilazione d&#8217;enciclopedie, i cui redattori potevano beneficiare in modo palese dell&#8217;aver disponibili pi\u00f9 fonti allo stesso tempo. Qualcosa che oggi diamo per scontato, grazie all&#8217;irresistibile leggerezza dei pixel generati in modo artificiale e i molti modi in cui essi possono servirci, per la comprensione implicita di tutto ci\u00f2 che ci sostiene e circonda. Poich\u00e9 fin dai tempi antichi, molti avevano capito che esiste solo una maniera per preservare la cultura: continuare, instancabilmente, a copiarla. E tanto meglio che oggi possano essere le macchine infinite ad occuparsene! Lasciandoci pi\u00f9 tempo per percorrere quelle importanti righe sovrapposte, di caratteri grondanti inchiostro e conoscenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre lettere in sequenza si palesano di propria iniziativa sulla pagina, intingo la piuma dentro il calamaio e penso a quale potr\u00e0 essere la giusta conclusione del componimento. Ripercorrendo con il dito quanto scritto fino ad ora, immagino concetti, confronto le nozioni cui potr\u00f2 fare riferimento in rapida e risolutiva successione. 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