{"id":42124,"date":"2025-04-06T06:03:43","date_gmt":"2025-04-06T04:03:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42124"},"modified":"2025-04-06T06:03:46","modified_gmt":"2025-04-06T04:03:46","slug":"locchio-dellanatide-progenitore-venuto-dallegitto-per-modificare-lecosistema-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42124","title":{"rendered":"L&#8217;occhio dell&#8217;anatide progenitore, venuto dall&#8217;Egitto per modificare l&#8217;ecosistema europeo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zw6Hhqx8iJo?si=V-nRlC15m8n3eRfq\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goose-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42126\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goose-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goose-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goose-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goose.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intuire la vera natura delle cose, piuttosto che comprendere l&#8217;aspetto intrinseco degli animali, significa talvolta osservare a lungo e attentamente, confrontare i dati, saper cogliere i particolari. In altri casi, basta essere abbastanza fortunati nelle contingenze: pu\u00f2 in effetti capitare presso fiumi, laghi o stagni della maggior parte d&#8217;Africa, di scorgere un uccello rossastro con gli occhi cerchiati di marrone fare ci\u00f2 che gli riesce meglio: galleggiare andando in cerca, con il proprio becco, delle prede minuscole nascoste in mezzo ai flutti. Se non che pi\u00f9 passano i minuti, subito seguiti dalle ore, maggiormente sar\u00e0 chiaro che costoro si cimentano piuttosto raramente nel tipico tuffo delle oche o anatre, che culmina con il ritorno in superficie coincidente con l&#8217;azione masticatoria. Ma piuttosto tornano regolarmente a riva, per andare in cerca di semi, foglie, erba e insetti del sottobosco. Questo perch\u00e9 la cosiddetta oca egiziana non fa esattamente parte di quel gruppo tassonomico da cui riceve il nome. Avvicinandosi piuttosto, per quanto possibile, al gruppo tassonomico delle bernacce, anatidi viventi al giorno d&#8217;oggi per lo pi\u00f9 in Sudamerica, sebbene un tempo avessero un areale assai probabilmente cosmopolita. Ci\u00f2 bench\u00e9, risulta utile specificarlo, la qui presente <em>Alopochen aegyptiaca<\/em> sia di un genere del tutto monotipico in realt\u00e0 pi\u00f9 simile alle anatre, il che la rende priva di parenti che non siano stati, nella pi\u00f9 recente delle ipotesi, cacciati fino all&#8217;estinzione dai nostri progenitori. Un destino che sarebbe in effetti potuto toccare anche a lei, se non fosse stata giudicata sacra all&#8217;epoca degli antichi Egizi, quando assieme ai gatti veniva addirittura allevata nei recinti del tempio, per gli occasionali sacrifici destinati alla consacrazione di una data, un gesto, un sommo faraone regnante. Da sempre messo in relazione con il padre degli Dei, Geb, signore della Terra che ne recava un effige sopra il capo nei geroglifici impiegati per rappresentarlo, questo uccello \u00e8 stato anche collegato al fondamentale concetto dell&#8217;uovo cosmico, macrogamete da cui avrebbe tratto origine lo spazio planetario ed ogni essere che oggi deve condividerlo con gli uomini depositari della verit\u00e0.<br>Molti secoli, svariati millenni sarebbero trascorsi dunque, affinch\u00e9 un&#8217;impostazione pi\u00f9 scientifica venisse adottata nell&#8217;approfondimento di tali diffuse e riconoscibili creature, da parte di Linneo stesso nel suo <em>Systema Naturae<\/em> del 1766, ove qualific\u00f2 il pennuto sulla base di una descrizione creata qualche anno prima dal suo collega Mathurin Jacques Brisson. Che l&#8217;aveva originariamente chiamata <em>Anser Egyptiatiacus<\/em>, binomio destinato a successiva alterazione per le differenze dall&#8217;oca europea, ed il diverso modo di riportare quel toponimo nella terminologia corrente. Non che ci\u00f2 avrebbe impedito, alla svolazzante proprietaria, di cercare in seguito fortuna all&#8217;altro capo del Mar Mediterraneo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_2fFWpThH0w?si=L1nNxBNjObmuQETO\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Geese-Call-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42125\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Geese-Call-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Geese-Call-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Geese-Call-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Geese-Call.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sedentaria per l&#8217;intero estendersi dell&#8217;anno, non essendo altres\u00ec una volatrice particolarmente abile data la sua lunghezza di fino a 73 cm ed il peso di 2,2 Kg, l&#8217;oca egiziana \u00e8 caratterizzata da una problematica tangente della quale potremmo definirla totalmente incolpevole: la sua bellezza e particolarit\u00e0 estetica, capace di renderla a pi\u00f9 riprese desiderabile nei giardini ornamentali e le <em>managerie <\/em>dell&#8217;epoca pre-moderna. Cos\u00ec che alla nascita dei commerci internazionali, ed in modo come connotazione del concetto di prestigio per le molte corti del Rinascimento, divent\u00f2 normale allevare una certa quantit\u00e0 di ochette come simbolo di prestigio ed esotismo pre-scientifico, ovvero la capacit\u00e0 d&#8217;entusiasmarsi per la filosofia naturale e tutto ci\u00f2 che tende inevitabilmente a derivarne. Peccato che gli esemplari adulti in questione, dall&#8217;iconica colorazione che nel 1885 avrebbe indotto il zoologo norvegese Leonhard Stejneger a coniare il termine <em>Alopochen<\/em> (dal greco <em>\u1f00\u03bb\u03c9\u03c0\u03cc\u03c2<\/em>: &#8220;oca-volpe&#8221;) fossero perfettamente adattabili e altrettanto inclini a prosperare nel clima dei distretti paleartici. Cos\u00ec da giungere alla prosperit\u00e0, senza troppe problematiche, di vasti territori dove avrebbero scacciato e sfavorito le specie di anatidi endemiche, giungendo in pi\u00f9 di un caso alla futura riduzione della biodiversit\u00e0 locale. Con casistiche acclarate di colonizzazioni intercorse in Francia, Germania, Repubblica Ceca, Danimarca e Svizzera. Oltre alla crescente attestazione di esemplari ferali a partire dagli anni 2000 fino in Florida, sancendo un ritorno nelle prossime decadi, non necessariamente desiderabile, dell&#8217;antica bernaccia nell&#8217;ambiente del &#8220;Nuovo&#8221; Mondo. Questo perch\u00e9, nonostante l&#8217;aspetto grazioso e l&#8217;indole almeno in apparenza mansueta, le oche egiziane presentano in realt\u00e0 un&#8217;indole profondamente territoriale che le porta a far la guardia al proprio boma d&#8217;appartenenza, scacciando ed attaccando non soltanto gli intrusi, ma anche i membri indesiderati della loro stessa specie. Monogame, si accoppiano per la vita e risultano essere notoriamente molto protettive dei loro piccoli, bench\u00e9 paradossalmente tendano ad abbandonarli per periodi prolungati nel nido costruito su di un albero, finch\u00e9 questi ultimi dovranno gettarsi di propria iniziativa andando in cerca di fonti di nutrimento autonome, che in genere preferiscono trovare sotto la superficie dell&#8217;acqua. Dal punto di vista ecologico, tipica \u00e8 la loro abitudine a deporre in anticipo rispetto alle altre specie di anatidi, con le 5-12 uova prodotte in genere tra marzo ed aprile, un&#8217;abitudine probabilmente mantenuta dall&#8217;originale provenienza da paesi prossimi all&#8217;equatore. Il che non sembra, d&#8217;altra parte, inficiare l&#8217;alto grado di successo dei loro processi riproduttivi. Il riconoscimento a distanza del maschio dalla femmina, poco diversificati, non \u00e8 in genere un&#8217;impresa facile a meno che producano il loro verso, simile ad un fischio ininterrotto per lui, mentre la partner preferisce un richiamo maggiormente in linea con quello delle oche a noi pi\u00f9 familiari.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/r8bJAfcByno?si=Vmwv2c3eSpaF9Scm\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goslings-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42127\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goslings-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goslings-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goslings-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Egyptian-Goslings.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco allora il caso di un animale iconico, riconoscibile, desiderabile sotto numerosi aspetti, che tuttavia ha saputo costituire attraverso le epoche un problema reiterato per le divergenti civilizzazioni umane. Fin dalla sua abitudine a raggiungere, in gruppi d&#8217;indipendenti, le coltivazioni agricole nordafricane, arrecando non pochi danni alle preziose risorse di coloro che dovevano riuscirne a trarne sostentamento. E con l&#8217;approdo alla difficile e corrente situazione, in cui l&#8217;<em>Alopochen<\/em> sta diventando una vista comune, anche troppo, in luoghi che semplicemente dovevano appartenere a tutt&#8217;altre gen\u00ece di pennute creature. Difficile a questo punto criticare il provvedimento atto ad istituire la caccia senza particolari limitazioni in diversi paesi nel corso degli ultimi anni, inclusi gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Un&#8217;oggettiva e soltanto in apparente impietosa necessit\u00e0, di fronte all&#8217;alternativa di un domani popolato quasi esclusivamente dalla stirpe del Dio Geb, laddove un tempo starnazzavano i diversi popoli dal becco piatto e largo. Detentori di un segreto in apparenza pi\u00f9 prezioso, del mero approccio universale alla sopravvivenza. Come potremmo mai spiegare, altrimenti, l&#8217;espressione singolare che le caratterizza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intuire la vera natura delle cose, piuttosto che comprendere l&#8217;aspetto intrinseco degli animali, significa talvolta osservare a lungo e attentamente, confrontare i dati, saper cogliere i particolari. In altri casi, basta essere abbastanza fortunati nelle contingenze: pu\u00f2 in effetti capitare presso fiumi, laghi o stagni della maggior parte d&#8217;Africa, di scorgere un uccello rossastro con &#8230; <a title=\"L&#8217;occhio dell&#8217;anatide progenitore, venuto dall&#8217;Egitto per modificare l&#8217;ecosistema europeo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42124\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;occhio dell&#8217;anatide progenitore, venuto dall&#8217;Egitto per modificare l&#8217;ecosistema europeo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,8098,125,8099,818,5555,1281,2312,187,236,1097,109,5361,78,3534,1421,277,4479],"class_list":["post-42124","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-anatidi","tag-animali","tag-bernacce","tag-biologia","tag-colonizzazione","tag-conservazione","tag-creature","tag-ecologia","tag-europa","tag-evoluzione","tag-natura","tag-pennuti","tag-scienza","tag-specie","tag-tassonomia","tag-uccelli","tag-varieta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42124"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42128,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42124\/revisions\/42128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}