{"id":42103,"date":"2025-04-02T06:09:19","date_gmt":"2025-04-02T04:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42103"},"modified":"2025-04-02T06:09:22","modified_gmt":"2025-04-02T04:09:22","slug":"un-guizzo-nel-torrente-montano-la-preziosa-storia-dellornitorinco-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42103","title":{"rendered":"Un guizzo nel torrente montano: la preziosa storia dell&#8217;ornitorinco europeo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XR2fNwLJwPo?si=BzPAACaDfQ8G-JO6\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Pyrenean-Desman-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42104\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Pyrenean-Desman-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Pyrenean-Desman-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Pyrenean-Desman-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Pyrenean-Desman.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Colonizzata in ogni angolo e modificata fin dai tempi antichi per accogliere gli umani e dare spazio alle loro esigenze, l&#8217;Europa \u00e8 il regno non cos\u00ec selvaggio di mammiferi largamente simili tra loro: piccoli mustelidi, qualche timido ungulato, i pochi orsi e\/o lupi rimasti in remote valli fluviali o montane. Poche tracce della biodiversit\u00e0 tipica degli altri continenti sopra e sotto l&#8217;Equatore, sebbene molte delle linee di discendenza possano essere remotamente ricondotte ad antenati comuni. Con pochissime, ma estremamente significative eccezioni. A cosa potrebbe mai davvero assomigliare, a tal proposito, il <em>Galemys pyrenaicus<\/em>, desman o <em>rat-trompette<\/em> non pi\u00f9 lungo di 25 cm, originario della cordigliera situata sul confine tra Francia e Spagna? Con un&#8217;altra specie simile, sebbene grande il doppio e appartenente a un genere tassonomicamente distinto, individuabile nel <em>Desmana moschata<\/em> della Russia europea, che abita negli elevati torrenti degli Urali, oltre a svariati affluenti del Volga e del Don. Creature con la simile abitudine di dare la caccia a larve d&#8217;insetti ed altri invertebrati subacquei, un compito per il quale l&#8217;evoluzione sembrerebbe averlo attrezzato con notevole perizia. Trovandoci effettivamente innanzi, in entrambi i casi, a creature composite degne di un illustratore medievale dalla fantasia particolarmente sviluppata: con una parte posteriore simile ad un ratto comune, fatta eccezione per le zampe palmate adibite al nuoto, mentre quelle anteriori dotate di artigli lo rendono effettivamente simile a una talpa scavatrice, laddove la caratteristica ed articolata proboscide ricorda, in modo superficiale, il muso tipicamente rappresentativo di un toporagno. Sebbene l&#8217;efficacia sensoriale della stessa, molto pi\u00f9 grande anche in proporzione e fornita di mobilit\u00e0 eccellente, si trovi letteralmente all&#8217;apice si quanto il mondo animale abbia saputo produrre, soprattutto dal punto di vista della percezione tattile dei movimenti delle sue microscopiche prede. Ci\u00f2 grazie alla presenza in quantit\u00e0 preponderante delle cellule specializzate note come organi di Eimer, delle papille innervate dalla precisione eccelsa e coadiuvata, nel presente caso, da un giro di vibrisse alla radice di tale organo tanto caratteristico ed importante per la sopravvivenza del piccolo predatore. Completa la dotazione un organo di Jacobson o vomeronasale, calibrato per la percezione di una gamma di odori e sostanze chimiche che noialtri non potremmo neppure cominciare ad immaginare. Il tutto facente capo ad un sistema cognitivo in alcun modo inferiore a quello degli intraprendenti topi domestici ed urbani, capace di permettergli la decodificazione di segnali complessi, la memoria delle forme, la deduzione finalizzata ad individuare possibili fonti di nutrimento&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/e_1_roAMbnI?si=CXo7BrYLp0TV9Nig\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Russian-Desman-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42105\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Russian-Desman-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Russian-Desman-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Russian-Desman-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Russian-Desman.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerata la sua necessaria aderenza al sistema ecologico del risparmio dell&#8217;energia nel mantenimento dei fenotipi di adattamento, non \u00e8 dunque sorprendente il fatto che entrambe le variet\u00e0 di desman siano dotate di un senso della vista particolarmente poco sviluppato, esattamente come i loro cugini Talpidi soricomorfi di terra, con cui condividono le abitudini comportamentali per lo pi\u00f9 notturne. Un compromesso necessario per sfuggire all&#8217;attenzione dei molti predatori naturali, capaci d&#8217;includere il luccio, la cicogna, l&#8217;ermellino, la poiana comune, l&#8217;airone, il gufo. Menzione a parte merita poi il visone americano (<em>Neogale<\/em> v.) recentemente introdotto in modo accidentale tra i monti Pirenei, che sta portano ad effetti particolarmente negativi per la popolazione complessiva di questo gi\u00e0 minacciato animale. In una condizione non dissimile, con origini diverse, da quella vissuta dal suo cugino russo, un tempo facente parte probabilmente di un unico vasto areale scomparso successivamente all&#8217;epoca del Pleistocene, causa una caccia continuativa e insostenibile delle piccole, inermi creature. Un gran valore fu del resto attribuito, attraverso le epoche, alla sua pelliccia dalle capacit\u00e0 d&#8217;isolamento sopraffini, nonch\u00e9 negli ultimi due o tre secoli alla ghiandola odorifera produttrice del prezioso <em>castoreum<\/em>, utilizzato per marcare il territorio ma purtroppo utile anche in qualit\u00e0 d&#8217;ingrediente d&#8217;innumerevoli profumi e fragranze. Estremamente mobile e svelto nel nuoto, al punto da sembrare talvolta un pesce dotato d&#8217;improbabili zampe ed una coda topesca, il desman deve ad ogni modo fare i conti proprio con il proprio pelo eccessivamente spesso ed isolante, la cui propensione a catturare l&#8217;ossigeno gli rende difficile restare immerso per pi\u00f9 di pochi secondi alla volta, dovendo sempre contrastare la propria innata tendenza al galleggiamento. Chiunque abbia osservato queste creature successivamente a lungo, inoltre, ben conosce la loro ossessione per il mantenimento e pulizia di tale fitto e inconfondibile manto. Diversa, invece, l&#8217;indole comportamentale delle due specie esistenti, con il desman russo maggiormente socievole ed incline a formare piccole colonie di esemplari non sempre imparentati tra loro, mentre quello dei Pirenei risulta essere al confronto molto pi\u00f9 territoriale, presumibilmente aggressivo nei confronti dei maschi della stessa specie mentre la femmina viene accolta e circondata in un&#8217;area sottoposta a stretta sorveglianza da parte della propria controparte riproduttiva. Molto pochi sono a tal proposito i dati disponibili alla scienza sulle abitudini riproduttive di queste creature, straordinariamente riservate e non sempre facili da avvistare all&#8217;interno del proprio ambiente legittimo di appartenenza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q0_2LtZ1uyY?si=zm3nsJ7_NAW2mQCe\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Swimming-Desman-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42106\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Swimming-Desman-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Swimming-Desman-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Swimming-Desman-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/04\/Swimming-Desman.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conservazione di entrambi i desman risulta nel frattempo essere, come gi\u00e0 accennato poco sopra, condizionata da numerose complessit\u00e0 inerenti, primariamente interconnesse alla loro vulnerabilit\u00e0 all&#8217;inquinamento e la costruzione d&#8217;infrastrutture fluviali. Cos\u00ec come la bench\u00e9 minima variazione nell&#8217;acidit\u00e0, profondit\u00e0 e rapidit\u00e0 dell&#8217;acqua possono avere effetti deleteri per le larve d&#8217;insetto che costituiscono la parte principale della loro dieta, rendendo essenzialmente questi talpidi un esempio di campanello d&#8217;allarme vivente, la cui scomparsa da una zona ne indica un oggettivo degrado negli equilibri ambientali esistenti. Una delle ragioni, tra le molte altre, per cui programmi di conservazione specifici sono stati resi operativi sin dagli anni &#8217;80 in Francia, Spagna e per la specie in territorio ex-sovietico, sebbene sia riportato nell&#8217;indice dello IUCN come le condizioni siano &#8220;a rischio&#8221; per la variet\u00e0 occidentale e addirittura &#8220;critica&#8221; per quella oltre i confini del pi\u00f9 vasto paese al mondo. <br>Quale sia il futuro nel prossimo mezzo secolo di creature come queste, allo stato dei fatti attuali, non \u00e8 facile da determinare sebbene sia sempre opportuno ribadire il concetto posto alla radice dell&#8217;intera faccenda: preservare la biodiversit\u00e0 territoriale \u00e8 forse l&#8217;investimento pi\u00f9 importante che si possa fare nell&#8217;ambientalismo a breve e medio termine. Proprio perch\u00e9 sottintende, nella sua implementazione, una serie di accorgimenti a pi\u00f9 livelli che rientrano nei diversificati programmi necessari a proteggere il nostro vigente stile di vita. E talvolta pu\u00f2 esser proprio l&#8217;insinuarsi di una piccola proboscide oltre l&#8217;angolo di angolazioni non ancora indagate, a ricordarci dove, ed in che misura ci \u00e8 ancora possibile correggere una rotta non cos\u00ec automatica, n\u00e9 imposta da fattori di contesto totalmente fuori dal nostro controllo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colonizzata in ogni angolo e modificata fin dai tempi antichi per accogliere gli umani e dare spazio alle loro esigenze, l&#8217;Europa \u00e8 il regno non cos\u00ec selvaggio di mammiferi largamente simili tra loro: piccoli mustelidi, qualche timido ungulato, i pochi orsi e\/o lupi rimasti in remote valli fluviali o montane. 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