{"id":42074,"date":"2025-03-28T06:05:10","date_gmt":"2025-03-28T05:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42074"},"modified":"2025-03-28T06:05:14","modified_gmt":"2025-03-28T05:05:14","slug":"puo-un-doppio-stendardo-compromettere-laerodinamica-del-succiacapre-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42074","title":{"rendered":"Pu\u00f2 un doppio stendardo compromettere l&#8217;aerodinamica del succiacapre africano?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DP_s2FQLUS4?si=wTGUK8eJ73xvpjBG\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42077\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Sul frinir della sera al compimento di un chiassoso meriggio africano, nel biodiverso Senegal e parte d&#8217;Etiopia, l&#8217;ideale scrutatore dei cieli pu\u00f2 essere abbastanza fortunato da scorgere l&#8217;inconfondibile forma tripartita. Come un triangolo perfettamente regolare, flessuoso e mai invariabile, l&#8217;ombreggiata comunione di creature volanti; screziate di un marrone a strisce bianche, il becco piccolo, gli occhi tondi e scuri. IL becco, uno soltanto; giacche i corrispondenti vertici di ciascun fluttuante triangolo, uccelliformi meramente nell&#8217;aspetto, seguono da presso quello che costituisce alfine il &#8220;corpo&#8221; principale. Essendo questi ultimi delle corpose piume, e nulla pi\u00f9. Fluttuanti e liberi ornamenti, nulla pi\u00f9. Oh, Caprimulgide di un tipo vessillario, che scientificamente fu chiamato <em>C. longipennis<\/em>! (con sempiterno e furi luogo ironica reazione degli anglofoni, per l&#8217;assonanza del latino al termine evocante l&#8217;organo della met\u00e0 maschile) Quale torturante, accidentato e del tutto imprevedibile tragitto evolutivo, ci ha portato all&#8217;esistenza esagerata di un simile &#8220;tratto&#8221; fenotipico? L&#8217;eccezione che conferma alcuna regola, giacch\u00e9 mai figura l&#8217;evidente o necessaria esistenza, di un simile bagaglio destinato ad alterare i flussi dell&#8217;aria che sovrasta i territori del Mondo. Guardatelo, come si muove, d&#8217;altronde: con la doppia piuma alare che figura in dimensioni pari o superiori ai 20 cm del resto dell&#8217;uccello, per di pi\u00f9 essendo questi orpelli collocati al termine di lunghe aste, proprio come l&#8217;ornamento identitario da cui prendono il nome. Ma non c&#8217;\u00e8 nazione cui egli voglia dare una rappresentanza, n\u00e9 particolari ideali politici o ideologici, bens\u00ec la singola e immancabile ambizione degli uccelli, far sapere al mondo che lui \u00e8 qui, esiste e stoicamente riesce a fare quel che deve. Meritando al pari di chiunque altro di poter trovare, un giorno, la sua compagna.<br>Nonostante il persistente dubbio sulla serie di atipiche situazioni pregresse che hanno portato taluni succiacapre in giro per il mondo ad assumere siffatta configurazione somatica, possiamo facilmente trarre le evidenti conclusioni dal fatto che soltanto i maschi, ed unicamente nella stagione degli amori, sviluppino l&#8217;immenso strascico volante capace di renderli dei veri e piccoli pavoni volanti. Si tratta di selezione naturale attraverso l&#8217;ammirazione implicita della bellezza; poich\u00e9 la partner potenziale ben conosce il modo in cui, a chiunque riesca di portare in giro tali ed ingombranti simboli di riconoscimento, non potr\u00e0 di certo venir meno la forza. Un tratto genetico destinato, in modo imprescindibile, a trasmettersi alla sua prole notturna. Poich\u00e9 nessuno capisce ed interpreta la genetica in maniera pi\u00f9 efficace, di colei o coloro che ne ricevono il funzionamento come parte dell&#8217;eredit\u00e0 istintiva di cui sono i leggiadri depositari. Con il treno di eccellenti piume, e tutto il resto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/shorts\/ch80tHh_25A\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-at-Sea-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42075\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-at-Sea-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-at-Sea-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-at-Sea-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-at-Sea.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Occasionalmente e comprensibilmente popolare su Internet, questa particolare variet\u00e0 di succiacapre rientra nella rara categoria degli animali che sembriamo ben conoscere da lungo tempo, sebbene le nozioni effettive di cui disponiamo appaiano effettivamente limitate, in funzione della sua rarit\u00e0, riservatezza e conseguente difficolt\u00e0 nel portare a compimento studi scientifici presenti e\/o futuri. Sebbene alcuni dati possano essere determinati per inferenza, essendo il genere dei <em>Caprimulgidae<\/em>, all&#8217;interno della pi\u00f9 vasta famiglia dei Caprimulgiformes, ragionevolmente uniforme nelle proprie abitudini nonch\u00e9 il conseguente stile di vita. Tradizionalmente associato nel folklore europeo all&#8217;improbabile capacit\u00e0 di &#8220;succhiare il latte delle capre&#8221; nelle suggestive notti di luna piena, laddove tali uccelli figurano nella realt\u00e0 dei fatti tra le schiere degli insettivori, catturati agevolmente in volo mediante abili manovre crepuscolari. Il che lascia sorgere naturalmente il sospetto che i maschi del vessillario, allo sviluppo del loro magnifico doppio segno di riconoscimento, debbano soffrire un certo grado di fame persistente ogni anno, paradossalmente proprio al palesarsi della stagione dell&#8217;abbondanza. E chi siamo noi, dopo tutto, per criticare la natura stessa? Mentre costoro eseguono le proprie evoluzioni create apposta per attrarre il gentil sesso, in una sorta d&#8217;informale <em>lek<\/em>, tecnicamente utile al pari di quello di volatili dalla struttura comunitaria ben pi\u00f9 complessa.<br>Per il resto de tempo silenzioso come un gufo o una falena, grazie alla particolare conformazione delle proprie piume in grado di attutire le onde sonore, il succiacapre caccia dunque in conseguenza delle fasi lunari. Giacch\u00e9 \u00e8 in proporzione con l&#8217;aumento della luce riflessa dallo spicchio crescente, fino alla gran circonferenza disegnata dalla Dea Selene, che un simile predatore pu\u00f2 spostare l&#8217;ora del proprio foraggiamento pi\u00f9 vicino alla mezzanotte. Quando i suoi nemici naturali dormono, un club temibile che include falchi, aquile, volpi, ermellini e corvi. Non che le automobili guidati dagli umani poco consapevoli, data l&#8217;abitudine di molte di tali specie ad aggirarsi placidamente sull&#8217;asfalto stradale ancora caldo successivamente al trascorrere delle ore diurne. Trappola di un tipo difficilmente quantificabile, difficilmente predisposta a ragionevoli profili di eventuale salvezza. Mentre ancor pi\u00f9 problematico risulta essere il modo in cui simili abitatori della notte sono soliti nidificare, se cos\u00ec possiamo definirlo, deponendo meramente il proprio paio di uova ellittiche e riflettenti sul terreno stesso, in un punto sostanzialmente identico a qualsiasi altro. Il che spiega, almeno in parte, la crescente ed aneddotica rarit\u00e0 dei nostri amici, sebbene la specie in questione non sia stata ancora inserita in alcun indice dei profili di rischio internazionali. Il che non semplifica di certo, come potrete facilmente intuire, alcuna iniziativa organizzata per la sua conservazione futura&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8XqqlC_MoWk?si=-vGizkq_uw-NXBgY\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-Flight-Pattern-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42076\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-Flight-Pattern-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-Flight-Pattern-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-Flight-Pattern-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Standard-Nightjar-Flight-Pattern.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Uccello migratore che si sposta a meridione per seguire le piogge, il caprimulgide vessillario ha per questo l&#8217;evidente propensione a comparire in zone differenti in base al periodo dell&#8217;anno. Il che significa che nei paesi pi\u00f9 prossimi alla parte meridionale d&#8217;Africa, praticamente nessuno l&#8217;ha mai visto spiccare il volo con l&#8217;inconfondibile traino vibrante. Ragion per cui, probabilmente, il naturalista britannico George Shaw pot\u00e9 provvedere ad identificarlo unicamente nel 1796, quando venne inizialmente accomunato all&#8217;oggettivamente simile vessillario nigeriano (oggi noto come<em> Caprimulgus vexillarius<\/em>) dalle piume allungate che si estendono direttamente dalla parte esterna delle proprie ali. Un abbinamento che avrebbe in seguito contribuito ad avvalorare al creazione della famiglia, e corrispondente ordine cosmopolita dei succiacapre. <br>Ovvero la nazione di esperti predatori per cui, dopo tutto, la cui bandiera \u00e8 la notte stessa. E non un semplice agglomerato di caduche penne, posto al termine di un rigido ed illogico, per quanto memorabile, pennone volante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul frinir della sera al compimento di un chiassoso meriggio africano, nel biodiverso Senegal e parte d&#8217;Etiopia, l&#8217;ideale scrutatore dei cieli pu\u00f2 essere abbastanza fortunato da scorgere l&#8217;inconfondibile forma tripartita. 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