{"id":42051,"date":"2025-03-24T06:08:04","date_gmt":"2025-03-24T05:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42051"},"modified":"2025-03-24T06:08:07","modified_gmt":"2025-03-24T05:08:07","slug":"lintatta-ziggurat-che-ospitava-gli-dei-e-le-solenni-spoglie-dei-sovrani-elamiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42051","title":{"rendered":"L&#8217;intatta ziggurat che ospitava gli Dei e le solenni spoglie dei sovrani elamiti"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fZik7tgBCrs?si=6Tj86MD-q-Mim761\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42054\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per le grandi civilt\u00e0 agli albori della Storia, edificare colossali monumenti costituiva il metodo pi\u00f9 efficace di rendere duraturo il nome dei regnanti, oltre a garantirsi una maggiore considerazione da parte degli esseri supremi che, dall&#8217;alto dei loro palazzi celesti, sorvegliavano e guidavano la civilizzazione umana. Nell&#8217;idea posseduta dalle genti di Haltamti, regione situata nell&#8217;odierna provincia iranica di Khuzest\u0101n ed a diretto contatto con diverse culture mesopotamiche (Sumeri, Accadici, Babilonesi) la dinamica di tale intento risultava leggermente diversa. Questo poich\u00e9 essi credevano, fin da tempo immemore, che il sommo padre del proprio nutrito pantheon denominato Inshushinak risiedesse nella stessa casa del sovrano, ed al sorgere di ciascuna alba decollasse a bordo del suo magico carro, accompagnando il sole nel suo lungo arco quotidiano. Visione concettuale questa degna di costituire l&#8217;ottimo pretesto per la costruzione di una grande capitale sacra, ove unificare e verso cui far pagare ingenti tributi ai diversi capi delle comunit\u00e0 limitrofe fino a unificarle sotto un&#8217;unica bandiera. Quel poco che sappiamo nella progressione da potenza regionale verso la met\u00e0 del terzo millennio a.C, fino alla formazione di un vero e proprio impero culminante nel 1500 a.C. attraverso il succedersi di varie dinastie, possiamo dunque dire di averlo principalmente desunto dai lasciti materiali di queste genti, abili nello sfruttare la tipica architettura in mattoni di adobe tipica dei loro tempi remoti. Tra cui il capolavoro forse meglio conservato, forse ancor pi\u00f9 dei monumenti ritrovati ad Ur e le altre capitali di quel mondo spesso sincretistico ed in vicendevole conflitto, pu\u00f2 essere individuato presso la collina Chogha Zanbil (monte &#8220;Cesta&#8221;) situato tra le citt\u00e0 di Susa ed Ahvaz. Il complesso di edifici, all&#8217;interno di un triplice recinto, un tempo dominato da quel tipo di svettante torre a gradoni, un tempo misurante pi\u00f9 di 100 metri ma oggi grosso modo dimezzata nei suoi sovrapposti livelli superstiti, caso il peso ed il trascorrere dei successivi millenni. Il che non ha del tutto compromesso, ad ogni modo, la svettante imponenza di un sito archeologico tra i pi\u00f9 vasti, e di sicuro maggiormente importanti della regione. Un portale d&#8217;accesso privilegiato, verso i misteri di una delle perdute culture all&#8217;origine di un intero ceppo culturale dello scibile dei nostri predecessori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oB2twPU59IA?si=1FXcMDoHIzouIV59\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42052\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La scoperta di un qualcosa di tanto imponente, ad ogni modo, risale a un&#8217;epoca piuttosto recente e nello specifico al 1935, quando un geologo intento a ricercare il petrolio nella zona scov\u00f2 tra le sabbie nell&#8217;iscrizione riportata su un antico ed isolato mattone. E trasportatolo fino al vicino gruppo di archeologi attivi nella zona di Susa, ottenne la rivelatoria traduzione di &#8220;Untash-Gal&#8221;, quello che poteva soltanto essere la lungamente teorizzata e pi\u00f9 volte ricercata capitale religiosa dell&#8217;impero di Elam. Accorso sul posto con una equipe numericamente ridotta, l&#8217;archeologo Roland de Mecquenem condusse un primo sondaggio inconcludente destinato a durare fino al 1935, quando l&#8217;inasprirsi del clima globale ed i precoci venti di guerra lo costrinsero a interrempere le ricerche. Allorch\u00e9 sarebbe stato nel 1951 il suo collega Roman Ghirshman, di origini ucraine ma residente in Francia, a portare a termine l&#8217;importante lavoro. Alla testa di una gremita missione internazionale di oltre 120 uomini, fu infatti a lui ad ordinare lo scavo in profondit\u00e0 di un primo rettangolo dell&#8217;estensione di 100 metri quadri, rimuovendo tonnellate di materiale fino alla rivelazione di una zona dai numerosi templi e cortili interconnessi tra loro. Ampliando l&#8217;area sottoposta a sondaggio, egli individu\u00f2 dunque la cinta muraria esterna, con quattro portali sorvegliati da altrettante statue d&#8217;animali di cui \u00e8 stato possibile trovare soltanto dei frammenti residui. Di primaria importanza furono una serie d&#8217;iscrizioni a parete, in cui l&#8217;edificazione del complesso veniva attribuita al sovrano Untash-Napirisha, sovrano prolifico che si ritiene aver regnato attorno al 1.300 a.C, sebbene ci\u00f2 debba costituire al massimo una preliminare ed incompleta teoria. Sebbene sappiamo che la sua speranza, resa esplicita in tali frammenti, fosse che il sommo Dio Inshushinak gli assicurasse una nutrita discendenza, di cui ad ogni modo non abbiamo alcuna notizia a garantire la riuscita di quell&#8217;obiettivo importante. Ci sarebbero voluti anni dunque, dopo l&#8217;originale scoperta, per esporre la struttura residua della ziggurat principale, dalle dimensioni superiori a quelle di ogni altra struttura simile al di fuori del territorio mesopotamico. Un edificio dai cinque piani residui, costruita non mediante la sovrapposizione di elementi di sostegno, bens\u00ec in maniera concentrica, in cui ogni livello poggiava individualmente sul terreno, essendo poi connesso agli altri tramite l&#8217;impiego di una serie di scalinate interne. In base ai limitati dati di contesto disponibili, lo stesso Ghirshman avrebbe quindi teorizzato che il sovrano risiedesse con la sua famiglia nelle ali pi\u00f9 lussuose del complesso, sotto cui erano situate delle camere frutto di un&#8217;attenta costruzione ingegneristica. Destinata a custodire i corpi degli antenati defunti, cos\u00ec come si usava fare nelle grandi residenze dell&#8217;intera classe dirigente di Elam, sebbene qui soltanto un singolo scheletro sarebbe stato ritrovato sotto le auree sale dei suoi discendenti ulteriori. <br>Chogha Zanbil sarebbe quindi stato nominato a partire dal 1979 sito culturale dell&#8217;UNESCO, essendo caratterizzato da una notevole autenticit\u00e0 nonostante le estensive opere intercorse di restauro e ricostruzione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ChdNL8SZ1ds?si=3lUqoB178y4jUMTu\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42053\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/03\/Chogha-Zanbil-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Estensivamente utilizzata e presumibilmente popolata da una grande quantit\u00e0 di sacerdoti a funzionari, l&#8217;antica citt\u00e0 di Untash-Gal raggiunse dunque il proprio apice prima della met\u00e0 del primo millennio. Quando nel 645 a.C, a seguito di un conflitto durato generazioni, la confinante cultura Neo-Assira sotto la guida di Assurbanipal riusc\u00ec a primeggiare sulle armate elamite, circondando, assediando e infine saccheggiando i palazzi del sovrano rivale. Un&#8217;impresa destinata a compromettere, ma non cancellare totalmente, le straordinarie imprese architettoniche di un popolo che la storia non avrebbe mai davvero dimenticato, per quanto possa essere difficile risalire a fatti e periodi cos\u00ec remoti, soprattutto in assenza di approfondite fonti storiografiche a cui fare riferimento. Siano ben volute, dunque, le pi\u00f9 antiche e vaste tombe, letterali capsule di un tempo circondato dalla polvere aleggiante dei trascorsi millenni. Misteriosa quanto l&#8217;energia capace di attirare gli antichi Dei e perduti Spiriti in luoghi precisi. In modo per lo pi\u00f9 elettivo, o magari lungamente predestinato, entro le imponenti roccaforti dei loro convinti seguaci umani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le grandi civilt\u00e0 agli albori della Storia, edificare colossali monumenti costituiva il metodo pi\u00f9 efficace di rendere duraturo il nome dei regnanti, oltre a garantirsi una maggiore considerazione da parte degli esseri supremi che, dall&#8217;alto dei loro palazzi celesti, sorvegliavano e guidavano la civilizzazione umana. Nell&#8217;idea posseduta dalle genti di Haltamti, regione situata nell&#8217;odierna &#8230; <a title=\"L&#8217;intatta ziggurat che ospitava gli Dei e le solenni spoglie dei sovrani elamiti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=42051\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;intatta ziggurat che ospitava gli Dei e le solenni spoglie dei sovrani elamiti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1807,251,3057,7895,4994,1334,8077,3991,698,5638,784,1090,1380,276,3051,71,1725,8076],"class_list":["post-42051","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antichita","tag-archeologia","tag-capitali","tag-culti","tag-culture","tag-edifici","tag-elamiti","tag-imperi","tag-iran","tag-medioriente","tag-mondo-antico","tag-piramidi","tag-popoli","tag-religione","tag-sovrani","tag-storia","tag-strutture","tag-ziggurat"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42051"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42055,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42051\/revisions\/42055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}