{"id":41721,"date":"2025-01-29T06:05:29","date_gmt":"2025-01-29T05:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41721"},"modified":"2025-01-29T06:05:31","modified_gmt":"2025-01-29T05:05:31","slug":"springhaas-il-piccolo-canguro-fluorescente-del-sottosuolo-sudafricano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41721","title":{"rendered":"Springhaas, il piccolo canguro fluorescente del sottosuolo sudafricano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HSQx-tQhHaA?si=X_2YgRUV5RkLLoTB\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/South-African-Springhare-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41724\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/South-African-Springhare-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/South-African-Springhare-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/South-African-Springhare-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/South-African-Springhare.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scintille oscillano tra l&#8217;erba ed i cespugli radi del veld, seguite e sottolineate da una folta coda con la punta nera, come quella che molti ricordano, erroneamente, nel Pikachu della fantasia ludica digitalizzata. Se nessun occhio umano ne ha osservato il transito, splendono lo stesso le scattanti lepri del genere <em>Pedetes<\/em>? La cui caratteristica pi\u00f9 distintiva \u00e8 la capacit\u00e0 di muoversi tra le ore della notte, rapide, silenziose, per poi fare ritorno ai propri vasti reticoli di gallerie sotterranee. Portatrici del nome dei roditori dalle lunghe orecchie, per comodit\u00e0 piuttosto che una chiara affinit\u00e0 genetica, essendo state in precedenza categorizzate nella sfera tassonomica del Jerboa o Dipotidae, minuto topolino saltatore, prima che osservazioni ed approfondimenti portassero a creare, nel 1811, una sua categoria con concentrazione prevalentemente sudafricana. Ed una seconda specie, distribuita tra Kenya e Tanzania, il cui nome scientifico \u00e8 <em>P<\/em>. <em>surdaster<\/em>. Non propriamente diffuso, n\u00e9 altrettanto studiato, quanto la variet\u00e0 di riferimento del <em>P. capensis<\/em>, una creatura cos\u00ec frequentemente facente parte del sostrato ecologico locale, da aver costituito per secoli un fondamento nella dieta delle trib\u00f9 native. Mentre studi contemporanei, in via preliminare, iniziano a teorizzarne l&#8217;allevamento. La <em>springhaas<\/em>, come viene definita in lingua afrikaans\/olandese, rappresenta d&#8217;altra parte un chiaro esempio di animale perfettamente adattato al proprio ambiente di appartenenza, tanto agile ed attento da riuscire a eludere regolarmente la predazione di carnivori tra cui persino il velocissimo ghepardo. In relazione al quale rappresenta, statisticamente, la creatura con maggiore probabilit\u00e0 di sopravvivere potendo raccontare un eventuale incontro. Ci\u00f2 anche grazie alla capacit\u00e0 notevole di percepire il pericolo, usando gli occhi e orecchie particolarmente ben sviluppati, e nonostante la poca priorit\u00e0 oggettivamente concessa dal loro iter evolutivo alla capacit\u00e0 di mimetizzarsi, soprattutto nelle ore notturne in cui svolgono principalmente la propria quotidiana  ricerca di cibo. Strano a dirsi, in effetti, che proprio una delle prede ideali dei grandi felini africani, con ottime capacit\u00e0 di percezione dell&#8217;infrarosso, debba rientrare tra i rarissimi esempio di mammifero bioluminescente, una prerogativa normalmente posseduta da pesci, rettili, anfibi ed uccelli. Questione la cui scoperta dovuta a lunghe osservazioni, risale al recente 2021 come da studio scientifico di Erik R. Olson e (numerosi) colleghi, pubblicato sulla rivista Nature come molti altri di argomento adiacente. Pur facendo notare la distribuzione a macchie di suddetta caratteristica, forse proprio al fine di far passare relativamente inosservato l&#8217;animale, ed omettendo di trarre una conclusione facilmente confutabile sul perch\u00e9 le lepri saltatrici brillano, proprio perch\u00e9 ammettere l&#8217;ignoranza, talvolta, \u00e8 tutto quello che pu\u00f2 fare un coscienzioso scienziato. Creare sfavillanti aloni di mistero, ove le certezze appaiono nemiche acerrime della saltellante verit\u00e0 dei fatti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GHvKB88tL18?si=LB57-XTILdkpsZ5k\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Fluorescent-Springhare-1-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41723\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Fluorescent-Springhare-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Fluorescent-Springhare-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Fluorescent-Springhare-1-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Fluorescent-Springhare-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 della fluorescenza di questo accumulo di molecole di porfirina, composti chimici capaci di accumulare ed emettere nel tempo la luce solare, altra caratteristica notevolmente rappresentativa della <em>springhaas<\/em> \u00e8 il suo balzo in grado di raggiungere il doppio della lunghezza del corpo, ma soprattutto farlo con un ritmo di moltissime volte al minuto mentre si bilanciano con la lunga e forte coda che rappresenta la met\u00e0 del loro peso complessivo, cos\u00ec riuscendo a superare la velocit\u00e0 di 8,5 Km all&#8217;ora. La quale adattata in proporzione, risulta ancor pi\u00f9 notevole di quella del canguro australiano, essere comunemente giudicato come il praticante prototipico di tale tipologia di movimento. Cos\u00ec che, dallo studio anatomico, \u00e8 stata individuata l&#8217;origine di questa dote inerente nella presenza di tendini per le zampe posteriori assai elastici e resistenti, in grado di recuperare buona parte dell&#8217;energia per ciascun balzo effettuato. Anche a rischio di aumentare la probabilit\u00e0 d&#8217;infortuni, il che risulta chiaramente secondario per una potenziale preda come questa, rispetto alla missione principale di evitare le fauci dell&#8217;eterno carnivoro in agguato. E raggiungere, idealmente, l&#8217;et\u00e0 riproduttiva entro il terzo anno d&#8217;et\u00e0, momento a partire dal quale maschi e femmine continueranno a metter su famiglia pressoch\u00e9 ininterrottamente, sia nei mesi estivi che quelli invernali. Una prerogativa, quest&#8217;ultima, dettata almeno in parte dal clima relativamente temperato del paese africano meridionale, ma anche l&#8217;impostazione ecologica, che vede le lepri nutrirsi di vegetazione ed insetti appartenenti sia alla superficie che il sottosuolo, potendo contare su reticoli di gallerie capaci di superare anche i 140 metri quadrati. Uno stile abitativo che non dimentica la rispettiva autorit\u00e0 territoriale, visto come pur collaborando e collegando spesso le loro tane, i nostri scattanti amici tendano a preferire le zone disabitate della loro citt\u00e0 segreta, talvolta arrivando a trasferirsi anche due volte la settimana finch\u00e9 non diventano stanziali successivamente alla nascita del singolo figlio (la coppia di gemelli \u00e8 un&#8217;eventualit\u00e0 rara) del tutto dipendente dalla madre fino alla settima settimana d&#8217;et\u00e0. Quando raggiunge il peso di 1,5 Kg, corrispondente grosso modo alla met\u00e0 di quello degli esemplari adulti. Notevole anche il fatto di come, pur non cessando mai di riprodursi e potendo addirittura dare inizio ad una gravidanza quando ancora sta allattando l&#8217;ultimo figlio, la <em>springhaas<\/em> abbia un periodo di gestazione tra i pi\u00f9 lunghi nell&#8217;ordine dei roditori, con ben 80 giorni dal concepimento al momento in cui la prole pu\u00f2 finalmente conoscere ed ascoltare direttamente il mondo. Il che la rende, almeno in linea di principio, meno resistente a pressioni di tipo ambientale ed ecologico rispetto ai suoi distanti cugini del contesto europeo. In un mondo in cui sottili cambiamenti si verificano in maniera pressoch\u00e9 continua, e quasi mai in meglio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5dqY94evAyI?si=9MqzqUMyJ31NESJ-\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Springhare-Activity-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41725\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Springhare-Activity-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Springhare-Activity-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Springhare-Activity-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Springhare-Activity.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 detto, nessuna delle due specie di <em>Pedetes<\/em> viene oggi considerata a rischio da organizzazioni internazionali e non ci sono leggi specifiche per la loro protezione, permettendone piuttosto la caccia sistematica anche per la propensione occasionale al danneggiamento delle coltivazioni umane. Molto importante, dal punto di vista tradizionale, risultava anche essere la loro cattura ad opera delle genti Botswana e San, come fonte di carne ma anche il fondamento della creazione di specifici oggetti artigianali con la loro pelle, tra cui borse, coperte e cappelli. Nonch\u00e9 una speciale cintura sonora costruita con le ossa, da impiegare durante le danze celebrative degli spiriti della natura e degli antenati. Mere superstizioni con l&#8217;occhio razionale del pensiero scientifico moderno, forse, ma cionondimeno rappresentative del sofisticato rapporto che ha legato l&#8217;uomo agli animali in queste zone tanto a lungo reputate selvagge, prima dello &#8220;sforzo&#8221; coloniale degli europei. Null&#8217;altro che l&#8217;ennesima scintilla trasformativa, di un ammasso di sterpaglie sempre pronte ad ardere con l&#8217;appropriata fonte di calore. Arrecando distruzione e progresso in modo inestricabile, nel grande vortice della trasformazione dei continenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scintille oscillano tra l&#8217;erba ed i cespugli radi del veld, seguite e sottolineate da una folta coda con la punta nera, come quella che molti ricordano, erroneamente, nel Pikachu della fantasia ludica digitalizzata. Se nessun occhio umano ne ha osservato il transito, splendono lo stesso le scattanti lepri del genere Pedetes? La cui caratteristica pi\u00f9 &#8230; <a title=\"Springhaas, il piccolo canguro fluorescente del sottosuolo sudafricano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41721\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Springhaas, il piccolo canguro fluorescente del sottosuolo sudafricano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,125,818,7995,4907,390,2312,187,2683,7467,109,3522,1925,4489,3610,819,897,78,1366,364,3493,1421],"class_list":["post-41721","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-animali","tag-biologia","tag-canguro","tag-coda","tag-conigli","tag-creature","tag-ecologia","tag-erbivori","tag-lepri","tag-natura","tag-notturni","tag-onnivori","tag-orecchie","tag-prede","tag-riproduzione","tag-salti","tag-scienza","tag-sottosuolo","tag-sudafrica","tag-tane","tag-tassonomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41721"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41726,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41721\/revisions\/41726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}